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La Certosa di Parma

By Stendhal

(612)

| Mass Market Paperback | 9788881830404

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Book Description

Titolo originale : La Chartreuse de Parme.
Considerata, insieme a "Il rosso e il nero", l'opera migliore di Stendhal, scritta in poco più di un mese e mezzo, dopo lunghi anni di studi, raccolta ed elaborazione di una gran quantità di materiale storic Continue

Titolo originale : La Chartreuse de Parme.
Considerata, insieme a "Il rosso e il nero", l'opera migliore di Stendhal, scritta in poco più di un mese e mezzo, dopo lunghi anni di studi, raccolta ed elaborazione di una gran quantità di materiale storico, documentario e cronachistico del Cinquecento e del Seicento, "La Certosa di Parma" venne entusiaticamente accolta da Balzac all'epoca della sua pubblicazione nel 1839. Ma la vicenda squisitamente romantica di Fabrizio Del Dongo rompe i confini del romanzo storico e tracima in un inno appassionato alla felicità del singolo, anche a dispetto delle sconfitte della storia. Romanzo d'amore e insieme di cappa e spada, "La Certosa di Parma" è un libro dominato dall'incanto magico della passione, la geniale improvvisazione nella quale uno scrittore giunto ormai alla fine della vita celebra e reinventa la propria giovinezza.

238 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Sì, ho abbandonato Stendhal. Non so perchè. Credo che non ci piacciamo.

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    il Ciri said on Oct 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    forse per il fatto che fosse un audiolibro ma non ne ho apprezzato particolarmente lo stile e la trama non mi ha interessato, troppo dettagliate le descrizioni tuttavia mi sono piaciute le caratterizzazioni dei personaggi

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    Anna said on Oct 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Romanzo sopravvalutato

    Appare un romanzo un tantino sopravvalutato. Scorre pessimamente lento. La prima parte inutile e non funzionale alla seconda che pur presenta sporadici motivi di interesse. I tre quarti del libro potrebbero essere tranquillamente saltati in quanto no ...(continue)

    Appare un romanzo un tantino sopravvalutato. Scorre pessimamente lento. La prima parte inutile e non funzionale alla seconda che pur presenta sporadici motivi di interesse. I tre quarti del libro potrebbero essere tranquillamente saltati in quanto non sono funzionali a nulla, se non a mettere in bella mostra l'ego dell'autore in quanto a conoscenza storica (e pseudo-conoscenza delle abitudini italiane).
    I personaggi sono piuttosto irritanti. I commenti negativi sugli italiani scontati e talvolta non del tutto veritieri. Insomma una delusione, dopo il gradevole Il Rosso e il Nero.

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    Inviaggio said on Oct 8, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Capolavoro della letteratura romantica 'ottocentesca', unisce, con l'abile scrittura di Stendhal, avventura e storia di sentimenti, in una fantastica ambientazione della società italiana dell'epoca, anche se legata alla vita di corte, nella fattispec ...(continue)

    Capolavoro della letteratura romantica 'ottocentesca', unisce, con l'abile scrittura di Stendhal, avventura e storia di sentimenti, in una fantastica ambientazione della società italiana dell'epoca, anche se legata alla vita di corte, nella fattispecie Parma.

    Stendhal, non indifferente l'amore che questo Francese ha per l'Italia (ah, fosse così per tutti i Francesi!), descrive con maestria i personaggi principali, sviscerando amori intricati e intrecciati con un'abilità che tiene il lettore in sospeso fino all'ultimo.

    Forse, alcune parti, meno 'catturanti', non hanno la stessa forza, ma la descrizione della prigionia del protagonista, e l'amore e le sofferenze che scaturiscono nei vari personaggi in questa parte rendono giustizia da soli all'intera lettura.

    Il finale sembra un pò tirato via, rispetto almeno alla dettagliata descrizione degli eventi precedenti, ma almeno è originale, non scontato e non mieloso.

    Come dice Calvino 'un classico non finisce mai di dire quello che ha da dire'.

    Consigliato ai romantici (non c'è da vergognarsi) ed agli amanti della bella scrittura.

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    gadpiero said on Sep 21, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Che dire?
    Nessuna fiamma di pasione fra me e Stendhal, neanche una scintilla.
    Il primo e il secondo volume sembrano quasi scritti da due persone differenti.
    Monotono il primo, accattivante il secondo.
    Sarà dovuto al fatto che le peripezie di questo F ...(continue)

    Che dire?
    Nessuna fiamma di pasione fra me e Stendhal, neanche una scintilla.
    Il primo e il secondo volume sembrano quasi scritti da due persone differenti.
    Monotono il primo, accattivante il secondo.
    Sarà dovuto al fatto che le peripezie di questo Fabrizio del Dongo, ragazzotto belloccio e viziato, non mi interessano molto, ma purtroppo le sue fanta-avventure all'inseguimento di Napoleone hanno ammorbato tutto il primo volume.
    Gli intrighi e la vita di corte, la prigionia, l'innamoramento e la fuga, invece presenti nel secondo volume, lo hanno reso decisamnente superiore. I difetti dell'uno e i pregi dell'altro si annullano viecendevolmente lasciando un giudizio neutro, e un po' annoiato.
    Insomma, non mi sentirò più in colpa per non averlo letto prima!

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    Monica said on Aug 5, 2014 | 8 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Sono figlio di un appassionato lettore di Stendhal, che ne avrebbe divorato con interesse anche le note della spesa. Ma la passione non mi si è trasmessa. Lo trovo un "ragioniere" dei sentimenti, che mette in fila le più improbabili trasformazioni de ...(continue)

    Sono figlio di un appassionato lettore di Stendhal, che ne avrebbe divorato con interesse anche le note della spesa. Ma la passione non mi si è trasmessa. Lo trovo un "ragioniere" dei sentimenti, che mette in fila le più improbabili trasformazioni degli stati d'animo una dopo l'altra, sempre dicendo e mai partecipando o coinvolgendo. Il suo schema segue -anche parlando dei rapporti amorosi- quello dell'accortezza "politica"(a volte perfidia, a volte calcolo arzigogolato, a volte manovre controproducenti). Sarebbe stato un sagace cronista degli intrighi della nostra Repubblica; ma i suoi libri (la Certosa come Il rosso e il nero) non mi appassionano affatto, e la Certosa in particolare abusa dell'inverosimile per dimostrare la forza della passione: che mi sembra un espediente di modesta levatura.

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    Luccio said on Jun 26, 2014 | 1 feedback

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