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La Coscienza di Zeno

Di

Editore: Tea

3.9
(14353)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 474 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Spagnolo , Chi tradizionale , Inglese , Tedesco , Francese , Olandese , Catalano , Ceco

Isbn-10: 887819140X | Isbn-13: 9788878191402 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , CD audio , Copertina morbida e spillati , Cofanetto , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 5

    sono ancora a metà libro, ma già vi posso dire che è uno dei più belli che abbia letto in vita mia e soprattutto penso seriamente di essere la reincarnazione di Italo Svevo...versione femminile...dunq ...continua

    sono ancora a metà libro, ma già vi posso dire che è uno dei più belli che abbia letto in vita mia e soprattutto penso seriamente di essere la reincarnazione di Italo Svevo...versione femminile...dunque ancora peggio :)

    ha scritto il 

  • 5

    Non dovrebbero mai permettere di leggere questo libro al liceo senza prima fornirti gli strumenti di comprensione, se non li possiedi già. Poi finisce che lo rileggi più tardi e non capisci come hai f ...continua

    Non dovrebbero mai permettere di leggere questo libro al liceo senza prima fornirti gli strumenti di comprensione, se non li possiedi già. Poi finisce che lo rileggi più tardi e non capisci come hai fatto a farne a meno per così tanto tempo!

    ha scritto il 

  • 0

    Affascinante. Un racconto dal punto di vista del malato -immaginario- che ripercorre, dall'adolescenza sino alla senectute, le tappe e i momenti più significativi della vita di Zeno Cosini. Tutto iniz ...continua

    Affascinante. Un racconto dal punto di vista del malato -immaginario- che ripercorre, dall'adolescenza sino alla senectute, le tappe e i momenti più significativi della vita di Zeno Cosini. Tutto inizia con il fumo -considerato veleno e causa prima di tutti i mali di Zeno- che è solo pretesto per affrontare l'amore, la fedeltà, l'infedeltà, l'amicizia e la coscienza di sé. La prosa è veloce, simpatica, ma rimane sempre profonda. Un ricettacolo di massime e spunti di riflessione; sulla realtà che ci circonda e che ci spingen a mettere in dubbio ciò che siamo e chi pensiamo d'essere.

    ha scritto il 

  • 0

    Una vita a noi sconosciuta...

    Il romanzo presenta una struttura narrativa interessante, tuttavia lo spezzettamento in compartimenti stagno dei capitoli, crea una certa ritrosia nel poterne gustare a pieno la potenziale bellezza. ...continua

    Il romanzo presenta una struttura narrativa interessante, tuttavia lo spezzettamento in compartimenti stagno dei capitoli, crea una certa ritrosia nel poterne gustare a pieno la potenziale bellezza. Poche volte in vita mia mi sono dimenticato il nome di un personaggio presente nella storia mentre la stavo leggendo, ma senz'altro non è colpa del Copler.

    ha scritto il 

  • 5

    Lo lessi la prima volta proprio l'anno della maturità e fu per tanti motivi una sorta di lettura-passaporto. Lo è, in effetti. E’ un romanzo che a suo tempo contribuì a sdoganare e a dare diritto e di ...continua

    Lo lessi la prima volta proprio l'anno della maturità e fu per tanti motivi una sorta di lettura-passaporto. Lo è, in effetti. E’ un romanzo che a suo tempo contribuì a sdoganare e a dare diritto e dignità di cittadinanza interiore, prim’ancora che letteraria, a tutto uno scenario e a un dialogo mentali di cui, nella solitudine, nell’ignoranza pre-freudiana e specie nell'adolescenza, invece ci si vergognava. Come di una anomalia individuale, come una malattia, appunto; quella a cui Zeno si ribella fino a negarla, fino a preferirne e cercarne invano una “vera”, “reale”.

    E’ il romanzo che più aiuta a capire il ruolo di svolta e di rottura e di sprovincializzazione che Svevo ha avuto nella storia del nostro Novecento letterario.
    Ebbe il merito di mettere in forma diretta e in primo piano non solo la vecchia dialettica tra il vivere e il guardarsi vivere, ma anche quella nuova tra letteratura e psicanalisi, tra scrittura e terapia. Mi piacque perché (ri)affermava il ruolo che la verbalizzazione e il “pensare lungo” attraverso la scrittura ha nei percorsi di crescita e di scoperta di sé.

    L'ho riletto adesso, con più leggerezza e meno patemi di allora. A consuntivo pensavo che proprio per questo me lo sono goduto di più. Come il gran romanzo che è. Privilegi dell’età, certo. C’entra però anche il fatto che fin dall’inizio ho avuto il curioso pensiero che in un film fatto su questa sceneggiatura, Zeno Cosini per me poteva essere solo Woody Allen. E l’ho visto muoversi per tutto il libro sotto quella suggestione.
    A lettura finita, parlandone e googlando, ho scoperto di non essere né il solo né il primo ad aver fatto questo tipo di lettura e di accostamento. Esiste persino un copione teatrale messo in scena una decina d’anni fa, pensando proprio a Zeno come un personaggio alla Woody Allen.
    D’altronde, la comune matrice culturale, ebraico-occidentale, è evidente non solo in certi temi (penso a quello della colpa e del rapporto col padre) ma soprattutto in certi moduli umoristici.

    Al di là degli accostamenti più o meno suggestivi e arbitrari (qualcun altro, ho visto, ha pensato a Charlot; altri addirittura a Charlie Brown), è una chiave, quella umoristica appunto, che, alla rilettura, mi è sembrata molto più importante che alla prima.

    ha scritto il 

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