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La Costituzione Italiana

(38)

| Paperback

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Book Description

Intervento di Giorgio Napolitano
Introduzione di Gustavo Zagrebelsky
Testo Integrale dell'Inno Nazionale con la trascrizione di alcuni passaggi dell'esegesi televisiva di Roberto Benigni

4 Reviews

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  • 10 people find this helpful

    La pietra miliare...

    La Costituzione Italiana è frutto di stratificazioni diverse nel corso dei secoli, di battaglie degli stati preunitari per ottenere "la costituzione", del rivoluzionario "statuto albertino" e della Resistenza.
    La Costituzione, da me amata sincerament ...(continue)

    La Costituzione Italiana è frutto di stratificazioni diverse nel corso dei secoli, di battaglie degli stati preunitari per ottenere "la costituzione", del rivoluzionario "statuto albertino" e della Resistenza.
    La Costituzione, da me amata sinceramente, trova invece delle antipatie. Non sono pochi quelli che vedono nella Costituzione un limite rispetto al fatto che si vorrebbe una comunità orientata ideologicamente, applicando un concetto restrittivo di libertà, pensato nei termini di "dialettica interna a un pensiero", questo secondo varie tendenze ideologiche defunte - di vario segno - però mai sopite del tutto. La Costituzione Italiana è invece un paradigma perfetto e assolutamente aureo o cristallino, ma è e rimane, purtroppo, per taluni aspetti anche un obiettivo.
    La realtà politica italiana optò per un'edificazione dello Stato post bellico in termini precisi, affatto campati in aria o velleitari, eppure di grande respiro.
    Chi ama la Costituzione aborre ogni tipo di tolitarismo. Se la pietra fondante della Repubblica è giustamente e in modo assolutamente condivisibile antifascista, implicitamente lo è contro qualsiasi violazione ideologica.
    E' interessante che altre nazioni con democrazie più sviluppate abbiano una costituzione meno bella della nostra, questo perché la scelta altrove è stata orientata su una base reale e non ideale.
    La nostra Costituzione non è utopica, ma non riflette lo status reale della nostra comunità, attende di essere compiutamente applicata più di altre culture avanzate.
    Beh, non è mai troppo tardi per darsi da fare...

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    Giona said on May 1, 2013 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    una rilettura che fa sempre bene

    "La crisi della politica che drammaticamente sta davanti a noi, però, non si risolverà così ed è un errore e un inganno attribuirne le cause ai difetti della Costituzione e cercarne la soluzione nella sua modificazione. C’è un classico e antico qu ...(continue)

    "La crisi della politica che drammaticamente sta davanti a noi, però, non si risolverà così ed è un errore e un inganno attribuirne le cause ai difetti della Costituzione e cercarne la soluzione nella sua modificazione. C’è un classico e antico quesito, che è utile sempre riproporre nei momenti di difficoltà: se, per una buona politica, sia più importante una buona costituzione o siano più importanti uomini buoni. La risposta più convincente mi pare questa: la buona costituzione è importante, ma non decisiva, perché uomini cattivi possono corrompere la migliore delle Costituzioni e, al contrario, uomini buoni possono far funzionare accettabilmente anche una costituzione difettosa. Uomini cattivi, qui significa: incompetenza, presunzione e prepotenza, mancanza di senso delle proprie funzioni e dei loro limiti, interessi particolari o personali prevalenti su quelli collettivi, disprezzo delle regole di trasparenza e imparzialità, rapporti di fedeltà e sudditanza, clientele. Uomini buoni significa tutto il contrario. La distinzione non passa soltanto attraverso la cosiddetta classe politica. Attraversa l’intera nostra società. Non c’è un monopolio della corruzione della politica che riguarda i governanti, così come non c’è un monopolio delle virtù politiche che riguarda i governati. I legami sono stretti, l’intreccio strettissimo, la corruzione è ben accetta e auspicata e coltivata presso gli uni e presso gli altri, così come accade, al contrario, per le virtù politiche. A questo proposito, la riforma dovrebbe venire prima addirittura della Costituzione: dovrebbe consistere nel ripristino della più dimenticata delle sue norme, una norma su cui su tutto si regge, ed è un’apertura di credito al senso civico e alla moralità politica dei cittadini e governanti, non sostituibili da nessuna norma di diritto, nemmeno di diritto costituzionale: l’art. 54 che, se ci pensiamo, è la norma fondamentale su cui tutto si regge (o tutto crolla): “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle, con disciplina ed onore”. La prima riforma di cui abbiamo bisogno è il rinnovamento civile. La Costituzione, senza di ciò, è solo un falso obiettivo".

    Gustavo Zagrebelsky

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    Francesca said on Jun 21, 2011 | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    La nostra bibbia laica

    Una rilettura ogni tanto della nostra Carta Costituzionale non può fare che bene.
    Forse per questo non si insegna più a scuola, dove è stata cancellata l'educazione civica.
    Si scoprirebbe che non è tanto questione di modificarla quanto di applicarl ...(continue)

    Una rilettura ogni tanto della nostra Carta Costituzionale non può fare che bene.
    Forse per questo non si insegna più a scuola, dove è stata cancellata l'educazione civica.
    Si scoprirebbe che non è tanto questione di modificarla quanto di applicarla!

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    Ludwig said on Jun 12, 2011 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    La più bella sei tuuuuuuuuuuuu

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    patri said on Jun 10, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (38)
    • 5 stars
    • 3 stars
  • Paperback 94 Pages
  • Publisher: Gruppo editoriale L'Espresso
  • Publish date: 2011-06-01
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