La Danseuse du Gai-Moulin

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Editeur: Librairie generale francaise

3.7
(477)

Language: Français | Number of pages: 194 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , German

Isbn-10: 2253142549 | Isbn-13: 9782253142546 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others , Mass Market Paperback

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Description du livre
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  • 4

    Con questo romanzo Maigret arriva in doppia cifra e così il suo autore decide di variare la ricetta: se il quadro d’insieme resta simile nel suo unire ipocrisie e piccole avidità, la struttura al cont ...continuer

    Con questo romanzo Maigret arriva in doppia cifra e così il suo autore decide di variare la ricetta: se il quadro d’insieme resta simile nel suo unire ipocrisie e piccole avidità, la struttura al contrario cambia. Il commissario entra in scena solo a metà dello percorso, mentre nei capitoli precedenti è un’ombra che compare e ricompare, assai più minacciosa che rassicurante, contribuendo a minare il sistema nervoso dei protagonisti. Che, in un ingranaggio abbastanza corale, sono soprattutto i due adolescenti sulla strada del vizio, l’appartenente all’alta borghesia che trascina il figlio della piccola in una visione forse stereotipata che però va a stemperarsi in un inconsueto gioco di barbe finte le cui esistenze sono in qualche modo vicine a quelle dei mediocri impiegati dello spionaggio descritti da Le Carrè. L’ambientazione in un night di quart’ordine è prettamente simenoniana, per non parlare dell’appartamento della ballerina/prostituta di cui al titolo (meno bella ma somigliante alla sua omonima de ‘All’Insegna di terranova’) e delle scene che vi si svolgono, ma la commistione di atmosfere contribuisce a dare alla vicenda un inconfondibile tocco noir che mette in secondo piano l’investigazione vera e propria, peraltro costruita con mano brillante. Non è una novità, invece, che Maigret vada in trasferta: la storia è ambientata a Liegi, dove già avveniva lo scioglimento de ‘L'impiccato di Saint-Pholien’, e l’impressione è che, ancora una volta utilizzando elementi autobiografici, la circostanza serva allo scrittore per regolare alcuni conto in sospeso con la poco amata patria prima di trasferirsi definitivamente in Francia. La città è descritta difatti come avvolta da un manto di irrimediabile provincialismo che non risparmia polizia e poliziotti, tanto che Maigret pare divertirsi a mettere in difficoltà l’ispettore che lo ospita (o, per meglio dire, di cui usurpa il ruolo) e i suoi storditi sottoposti (per non accennare alla pesante caratterizzazione riservata al petulante poliziotto che vuole piazzare le sue pipe sottocosto).

    dit le 

  • 2

    Un romanzo che parte pieno di dinamismo ma che frena presto rallentando per troppo tempo. Maigret che entra in gioco dopo una buona metà, che finisce per farsi arrestare e addirittura fingere il suici ...continuer

    Un romanzo che parte pieno di dinamismo ma che frena presto rallentando per troppo tempo. Maigret che entra in gioco dopo una buona metà, che finisce per farsi arrestare e addirittura fingere il suicidio in caserma non sono quello che mi aspettavo. La trama ricorre a qualche forzatura di troppo per ricostruire il bandolo della matassa.
    Resta comunque un buon Simenon che non delude nella descrizione dei soggetti della storia raccontata. Il compito svolto da Maigret delude un po'. La mia recensione si ferma a due stelle.

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  • 1

    Apprendista viveur cercasi

    Coppia male assortita di apprendisti viveurs inciampa in un cadavere nel corso di un tentato furto al night club di cui sono assidui - e indebitati - clienti. Tutti i particolari in cronaca.

    Terzo "Ma ...continuer

    Coppia male assortita di apprendisti viveurs inciampa in un cadavere nel corso di un tentato furto al night club di cui sono assidui - e indebitati - clienti. Tutti i particolari in cronaca.

    Terzo "Maigret" per Simenon e per me, questa volta non ha funzionato.
    La storia gialla non gira e lo spiegone finale fa giustizia dei colpevoli, ma non dei buchi di sceneggiatura, rattoppati malamente con una trovata poco plausibile.
    I protagonisti sono un po' troppo ovvii, due ragazzotti che non si sentono a loro agio in nessun posto, a caccia di vita facile, di locali equivoci e ragazze inequivoche.
    Uno figlio di papà con gli agganci giusti, l'altro borghese minuscolo con un solo abito buono. I padri, fotocopia: il DNA sociale per Simenon non mentiva.

    Alla fine resta giusto la descrizione della ballerina del titolo, la Adèle che "non era bella, soprattutto in ciabatte e con la vestaglia sgualcita", della sua squallida camera ammobiliata, del suo vestirsi e svestirsi senza troppi pudori, del suo "languore sorridente".

    detto per inciso, descrizione la cui efficacia deriva evidentemente dalla vastissima esperienza che Simenon aveva della materia

    Insomma, mi è parso un episodio del tutto trascurabile della saga del Commissario. Al lettore con maggiore inclinazione per la materia (i gialli o le ballerine un po' sfiorite), potrebbe forse strappare una stella in più.
    Oltre, è richiesto un pizzico di spirito ultrà.

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  • 0

    Maigret si fa arrestare

    Ci vuole un pò di tempo per capire l'intrigato susseguirsi di questo romanzo ambientato a Liegi e che vede coinvolti ragazzi viziati, ballerine scosciate e loschi intrighi internazionali.

    dit le 

  • 3

    Mi ha convinto meno degli altri romanzi incentrati su Maigret letti sinora. La risoluzione dell'intreccio è troppo inverosimile: Maigret recita per confermare una sua supposizione, una sua tesi, che p ...continuer

    Mi ha convinto meno degli altri romanzi incentrati su Maigret letti sinora. La risoluzione dell'intreccio è troppo inverosimile: Maigret recita per confermare una sua supposizione, una sua tesi, che poteva benissimo essere falsa.

    dit le 

  • 2

    Indagine un po' deludente questa de "La Ballerina di Gai-Moulin", nel quale il nostro commissario si trova in trasferta a Liegi per indagare su una strano riccone di origine greca ritrovato poi morto ...continuer

    Indagine un po' deludente questa de "La Ballerina di Gai-Moulin", nel quale il nostro commissario si trova in trasferta a Liegi per indagare su una strano riccone di origine greca ritrovato poi morto in un cassa di vimini. Simenon in questo romanzo breve concede davvero poco spazio alle intuizioni di Maigret, e tra l'altro buona metà del romanzo è dedicata alla descrizione del locale e dei suoi due (poco) raccomandabili ragazzi che lo frequentano, Defosse e Chabot. L'entrata in scena del commissario è molto ritardata, ed anche l'indagine in realtà non c'è, poichè basta inscenare una piccola recita da parte di Maigret, che subito la verità viene subito alla luce. Il finale stesso è abbastanza deludente e la verità sul locale abbastanza improbabile e dai toni piuttosto frettolosi,come se l'autore non avesse avuto molta ispirazione nel lavorare a questo scritto. Insomma, un Maigret decisamente non a pieno giro.

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  • 4

    Può presentare tratti che possono non piacere (la comparsa tarda di Maigret con conseguente discontinuità della storia, elementi forse inverosimili, come una certa disinvoltura nel comportamento di Ma ...continuer

    Può presentare tratti che possono non piacere (la comparsa tarda di Maigret con conseguente discontinuità della storia, elementi forse inverosimili, come una certa disinvoltura nel comportamento di Maigret), ma dà una descrizione di un mondo e di personalità che me lo fanno molto apprezzare.

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  • 3

    Si vedeva riflesso in uno specchio ovale. Il suono smorzato del jazz continuava a inseguirli.
    Impiega più di metà libro, Maigret prima di comparire, tanto che pare un’inchiesta non sua. Quando Simenon ...continuer

    Si vedeva riflesso in uno specchio ovale. Il suono smorzato del jazz continuava a inseguirli.
    Impiega più di metà libro, Maigret prima di comparire, tanto che pare un’inchiesta non sua. Quando Simenon finalmente lo introduce, l’indagine ha già preso una sua direzione ben definita. Si tratta di scoprire l’assassino di un facoltoso cittadino greco ucciso con una botta in testa, il cui cadavere è stato ritrovato in un giardino, rinchiuso dentro un baule di quelli che negli hotel servono per ritirare la biancheria sporca. Siamo a Liegi.
    L’ambiente dell’indagine è quello umidiccio dei night-club, frequentato da galletti di provincia, beoni incalliti, entraineuses che se la tirano da ballerine, ragazzotti inquieti alle prime armi con il sesso. Il morto, da ultimo, era stato visto lì, al ‘Gai-Moulin’ a bere champagne. Due ragazzi, non ancora diciottenni, un timido contabile e uno scafato figlio di papà, sono i primi ad essere indiziati. Hanno trascorso la serata al tabarin e meditato di portare via l’incasso dopo la chiusura.
    In realtà non si sentiva la musica. La si intuiva. Si percepiva soprattutto la vibrazione dei colpi di grancassa. Era un ritmo diffuso nell’aria, che evocava la sala dai divanetti granata, il tintinnio dei bicchieri, la donna in rosa che ballava con il compagno in smoking.
    Gli altri sospettati sono il proprietario del locale, naturalmente un italiano (Simenon non lo dice, ma magari è siculo, con i baffetti e il vestito gessato…..), i suoi camerieri e la ballerina stanziale del locale. Maigret, che per una sera si è spacciato per cliente, finisce una notte in gattabuia, sospettato anche lui. In verità si è messo d’accordo con la polizia del posto (come sempre, se non sono di Parigi, i poliziotti sono degli incapaci….) e l’escamotage serve per stanare i protagonisti di un intrigo internazionale.
    La donna, che poteva avere trentacinque anni, era attraente, con un’aria perbene e materna al tempo stesso. Passava il tempo a respingere la mano che il cliente timido continuava a posarle sul ginocchio.
    Sotto la guida di Maigret le indagini prendono infine la direzione giusta. Le sue intuizioni erano esatte fin dal giorno in cui si è mosso da Parigi, dove la vicenda si conclude.
    Otto giorni dopo, in un locale di Montmartre, una donna sorrideva a Maigret davanti a un bicchiere vuoto che la direzione del locale metteva pro forma sul tavolo.
    Al di là della trama, un po’ traballante e forse insoddisfacente, in questo libro Simenon è superlativo nella descrizione degli ambienti e delle atmosfere, che riesce a rendere perfettamente. Al night sembra di esserci!
    Il romanzo è stato scritto a Ouistreham nel settembre del 1931 e pubblicato in Francia nel novembre dello stesso anno. In Italia è apparso per la prima volta nel 1933 pubblicato nei Gialli Mondadori.
    Poi è stato riproposto più volte negli anni, da vari editori e con titoli leggermente differenti, fino alla collana attuale di Adelphi dedicata alle inchieste di Maigret.

    dit le