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La Defensa

By

Publisher: Anagrama

3.9
(265)

Language:Español | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , German , Italian , French

Isbn-10: 8433911236 | Isbn-13: 9788433911230 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Games , Sports, Outdoors & Adventure

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    "...nella vita di Lužin ogni minuto disabitato era una falla per fantasmi"

    Confesso di aver faticato non poco, durante le prime cinquanta pagine, a venire a capo di una narrazione così complessa, occasionalmente straniante come i punti di vista di Lužin. Poi, ogni dettaglio acquista senso; con precisione millimetrica ogni frammento va al suo posto nel finale, che lasci ...continue

    Confesso di aver faticato non poco, durante le prime cinquanta pagine, a venire a capo di una narrazione così complessa, occasionalmente straniante come i punti di vista di Lužin. Poi, ogni dettaglio acquista senso; con precisione millimetrica ogni frammento va al suo posto nel finale, che lascia impietriti, pur nella consapevolezza che non esiste - non può esistere - altro scioglimento di una vicenda così angosciante. La difesa di Lužin è una difesa contro la vita, una vita che aliena con le sue ciclicità incessanti, con le sue casualità insondabili. Solo Lužin, con quella sensibilità estrema che può condurre esclusivamente alla follia e alla morte, percepisce il grottesco dell'esistenza. Il destino che lo attende, come nella più classiche delle tragedie greche, il protagonista lo porta dentro di sé da subito: non a caso i personaggi che si muovono attorno a lui quando la sua infanzia e la prima giovinezza hanno già imposto il loro stampo fatale, sono tutti privi di nome. La moglie, i suoceri, gli occasionali frequentatori della sua dimora sono maschere senza profondità né volto, e lo stesso Lužin non ha per il lettore un nome, né un patronimico. E' un simbolo, un'eccellenza. Solo all'ultima riga, sottrattosi alla mediocrità terrena, recupera un'identità di uomo, si svela, si mostra. Lo fa, però, attraverso le voci di chi resta, perché lui è già intoccabile, in salvo. Oltre la pochezza della vita, compiendo il suo superiore destino.

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  • 4

    delizioso come sa essere Nabokov. di certo per come sono fatto mi saró perso rifeimenti interni, simbolismi scacchistici ma non importa piú di tanto. si tratta praticamente del ritratto di una vita (quella di Luzin) come "vissuta in terza persona" attraverso gli scacchi, attraverso le scelte degl ...continue

    delizioso come sa essere Nabokov. di certo per come sono fatto mi saró perso rifeimenti interni, simbolismi scacchistici ma non importa piú di tanto. si tratta praticamente del ritratto di una vita (quella di Luzin) come "vissuta in terza persona" attraverso gli scacchi, attraverso le scelte degli altri. le scene piú felici sono quelle dell´innamoramento di Luzin (anzi, della sua futura moglie nei suoi confronti) con alcuni dialoghi davvero molto divertenti, e la comicitá corporea di Luzin quasi "slapstick"

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  • 4

    Nabokov è uno scrittore stupendo. In questo libro, pur essendo meno brillante che in Lolita, è comunque eccezionale. La descrizione di Luzin, i suoi comportamenti fuori luogo, la sua goffaggine, le sue gaffes creano un ritratto divertente e la lettura è molto coinvolgente. Nonostante sia la stori ...continue

    Nabokov è uno scrittore stupendo. In questo libro, pur essendo meno brillante che in Lolita, è comunque eccezionale. La descrizione di Luzin, i suoi comportamenti fuori luogo, la sua goffaggine, le sue gaffes creano un ritratto divertente e la lettura è molto coinvolgente. Nonostante sia la storia di una follia, l'autore non cerca di creare empatia nei confronti del suo personaggio, non spinge i sentimenti del lettore verso la compartecipazione. Domina il sarcasmo che avvolge l'ambiente, i protagonisti, l'umanità e, il finale iper drammatico, non è sufficiente a cambiare il clima emotivo costruito durante tutto il libro. In sintesi: Nabokov non è solo Lolita, è un genio letterario e tutti i suoi romanzi meritano di essere letti.

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  • 4

    I fantasmi sulla scacchiera

    L'avrete notato anche voi, quando uno fa la recensione di un Nabokov generalmente afferma in premessa che lo stile dello scrittore è sublime.
    Mi aggrego senza riserve, Nabokov è un vero esteta delle lettere; tutti i suoi traduttori (dal russo o dall'inglese) saranno probabilmente ottimi sarti, ma ...continue

    L'avrete notato anche voi, quando uno fa la recensione di un Nabokov generalmente afferma in premessa che lo stile dello scrittore è sublime. Mi aggrego senza riserve, Nabokov è un vero esteta delle lettere; tutti i suoi traduttori (dal russo o dall'inglese) saranno probabilmente ottimi sarti, ma il modello alla base è perfetto. Ne deduco - dopo aver già letto Il dono e Re, donna, fante - che la mia esplorazione nabokoviana procede ad maiora, e presto o tardi incapperà nel Capolavoro dei Capolavori; lo attendo con grandi aspettative, e tanta voglia di "seguirlo" anche nella sua produzione oltre oceano, che la maggior parte della critica ha sancito come superiore. Quanto a Luzin, ingabbiato nel mondo degli scacchi e negli eccessi di protezione della moglie, per il quale ogni momento di inazione "era una falla per fantasmi": la storia non è troppo originale e risulta a tratti un poco pastosa, anche se il personaggio ti entra in mente e ti sembra davvero di vederlo elucubrare, sbrindellato e spettinato, su un divanetto russo, lo sguardo assente perduto in una astratta combinazione di pezzi.

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  • 3

    Molto originale e molto strano questo romanzo di Nabokov, come lo è il suo protagonista.
    Sembra che tutti vogliano controllare la sua vita, che sappiano cosa è meglio per lui e tanto è abituato a questo che Luzin si lascia trascinare dalla corrente come una medusa moribonda –lo vedo così lui, com ...continue

    Molto originale e molto strano questo romanzo di Nabokov, come lo è il suo protagonista. Sembra che tutti vogliano controllare la sua vita, che sappiano cosa è meglio per lui e tanto è abituato a questo che Luzin si lascia trascinare dalla corrente come una medusa moribonda –lo vedo così lui, come un grande medusa bianca e flaccida che ha perso i tentacoli e lo so che non è certo un complimento ma non volevo essere offensiva. Lo vedo al rallentatore. Ho odiato la signora Luzin, anche se mi rendo conto che in fondo è una donna in fuga dalla sua famiglia d’origine, ma perché ha voluto intromettersi nella vita di Luzin? La conclusione a cui lui arriva tirando le somme mi è sembrata logica e ineluttabile. Non poteva che essere scacco matto. Doveva fare qualcosa d’inaspettato, coglierli di sorpresa. La scrittura in certi momenti mi è sembrata pesante, per un istante ho temuto l’effetto D.H.Lawrence, brrr,poi ho capito che sbagliavo. Nonostante ciò m’inquieta non poco la mia copia di “Lolita” che mi guarda dallo scaffale.

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  • 4

    Sicuramente si tratta di un’ottima prova narrativa, anche se non è che abbia amato molto questo personaggio così apatico, strano e umorale. Si tratta di un personaggio ossessionato, i cui problemi non si capisce nemmeno che origine abbiano! Nemmeno l’affetto di una moglie amorevole riuscirà a sal ...continue

    Sicuramente si tratta di un’ottima prova narrativa, anche se non è che abbia amato molto questo personaggio così apatico, strano e umorale. Si tratta di un personaggio ossessionato, i cui problemi non si capisce nemmeno che origine abbiano! Nemmeno l’affetto di una moglie amorevole riuscirà a salvarlo dal baratro in cui si trova fin da bambino!

    La narrazione è scorrevole, ma a tratti un po’ noiosa.

    Non so. Magari leggendo questo libro in un momento diverso, senza l’influenza che mi ha tolto molta capacità di concentrazione, l’avrei valutato in modo ancora più positivo.

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  • 4

    Certo non il capolavoro di Nabokov, ma pur sempre un romanzo notevole, imperdibile poi per chiunque sia, oltre che un nabokoviano convinto, anche (come il sottoscritto) uno scacchista appassionato. Proprio un peccato che alla fine la morale del libro debba risultare così sconfortante: perché gli ...continue

    Certo non il capolavoro di Nabokov, ma pur sempre un romanzo notevole, imperdibile poi per chiunque sia, oltre che un nabokoviano convinto, anche (come il sottoscritto) uno scacchista appassionato. Proprio un peccato che alla fine la morale del libro debba risultare così sconfortante: perché gli scacchi vi sono presentati come una tentazione demoniaca e una vera e propria droga, capace di dare assuefazione prima e follia e morte alla fine. Il che è certo esagerato, ma – temo – soltanto un poco, se appena pensiamo alle biografie tragiche di giganti della scacchiera come Morphy, Steinitz o Fischer. Personaggio assai poco simpatico, in ogni caso, l'eroe del romanzo. È ancora un ragazzotto goffo e scontroso, timido e chiuso in sé, quando per caso incontra il gioco degli scacchi, e quel momento si rivela la svolta della sua vita: con amore assoluto, con cieca dedizione, Lužin si consacrerà soltanto agli scacchi. Diventerà un campione, viaggerà per tutta Europa, le sue partite saranno oggetto di ammirazione e di studio. Ma fatalmente il suo equilibrio mentale ne risentirà. A poco a poco le sue goffaggini, i suoi tic, le sue stramberie diventeranno i sintomi di una vera e propria follia, che si scatenerà quando la moglie, credendo di guarirlo, lo obbligherà a rinunciare alla scacchiera. Nabokov come sempre si rivela un maestro nell'auscultare e decifrare le piú oscure patologie dell'animo umano; e nel contempo uno stilista sopraffino, capace di piegare il linguaggio ad esprimere anche ciò che parrebbe inesprimibile: si veda quel vero e proprio pezzo di bravura che è la lunga descrizione della partita fra Lužin e Turati (forse un riferimento al grande scacchista Richard Reti?), dove la sostanza astratta del gioco – linee di mosse, geometrie di schemi, intrecci di varianti – è resa vividamente attraverso una prodigiosa ricreazione stilistica e metaforica.

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  • 5

    E’ un romanzo allo stesso tempo doloroso e grottesco, raffinato, musicale, caldo che magari un appassionato giocatori di scacchi sa apprezzare e comprendere meglio di quanto possa farlo io, assolutamente digiuna di tal gioco!! La struttura del racconto è apparentemente lineare e classica, anche ...continue

    E’ un romanzo allo stesso tempo doloroso e grottesco, raffinato, musicale, caldo che magari un appassionato giocatori di scacchi sa apprezzare e comprendere meglio di quanto possa farlo io, assolutamente digiuna di tal gioco!! La struttura del racconto è apparentemente lineare e classica, anche se c’è un certo salto temporale ma in realtà la vicenda non è così scorrevole e banale, bensì si carica di simboli, metafore, ellissi, allusioni, atteggiamenti da parte del protagonista così strani e inusuali da rendere il romanzo piuttosto complesso. Appare in maniera molto chiara che , anche se Nabokov scrisse questo romanzo a 32 anni , i marchi della sua arte ci sono tutti : i giochi linguistici, per esempio, come annota lui stesso nella prefazione, la sonorità delle parole, la grande eleganza dello stile!!! Ma arriviamo alla trama. Per Luzin gli scacchi sono lo scopo della vita, diventano la sua ossessione; non c’è altro al mondo che lo interessi. E’ talmente preso dal gioco da non vivere la vita reale, da non accorgersi di chi e di che cosa gli gira attorno. La sua vita è fatta del gioco, che ci siano le pedine o no, lui gioca da solo nella sua testa magari anche per provare il brivido di trovare la mossa vincente che possa spiazzare, far crollare l’avversario. Ed ecco appunto il problema più importante! Non è certo l’italiano Turati il suo vero avversario!! Il romanzo descrive una vera e propria partita a scacchi tra lui, Luzin, vero genio del gioco, e la vita stessa, la sua stessa vita che nella sua mente ossessionata diventa l’avversario principale. Si potrebbe facilmente concordare anche con chi vede come suo avversario l’autore stesso, Nabokov, che cerca di mettere in difficoltà il suo personaggio in tutti i modi, tendendogli la trappola finale. E allora il povero Luzin che vede davanti a sé avanzare lo “scacco matto”, sconvolge il gioco, attua una mossa del tutto imprevedibile, assurda che dà lo “scacco matto” all’avversario ma anche al lettore!!! Ecco perché dico che è la vita il suo vero avversario, perché la sua vita aveva già assunto le sembianze del gioco mentre lui pensava che la vita fosse “ordinata, nitida, ricca d’avventura e Luzin rilevava con orgoglio quanto fosse agevole dominarla, e come tutto in essa fosse pronto ad obbedire al suo volere e ad inchinarsi ai suoi progetti”. Ma paradossalmente proprio in questo volere a tutti i costi dominare e controllare la vita non si accorge che la vita stessa gli sfugge, gli scappa tra le dita o meglio lo porta ad arrivare alla mossa estrema, alla catastrofe finale, lo SCACCO MATTO!! Grande scrittore Nabokov, capace di farti provare autentiche emozioni, come quando descrive un Luzin in piena forma che sfida avversari uno dopo l’altro e i movimenti delle partite diventano i movimenti di una sinfonia, un crescendo musicale emozionante!

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