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La Divina Commedia

Inferno

By Dante Alighieri

(648)

| Paperback | 9788822153128

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Book Description

213 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    che dire di questo classico mi posso solo avventurare ad affermare che Sermonti per me è tra i più grandi commentatori di classici ha la prerogativa di farti conoscere questi tomi con la facilità di bere un bicchiere d'acqua

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    Salvatifra said on Jul 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Letto e studiato a scuola e riletto in seguito... il 5° canto strepitoso!!!!!!!!

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    Simona said on Jul 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lo maggior corno de la fiamma antica
    cominciò a crollarsi mormorando
    pur come quella cui vento affatica;

    indi la cima qua e là menando,
    come fosse la lingua che parlasse,
    gittò voce di fuori, e disse: «Quando

    mi diparti' da Circe, che sottrasse ...(continue)

    Lo maggior corno de la fiamma antica
    cominciò a crollarsi mormorando
    pur come quella cui vento affatica;

    indi la cima qua e là menando,
    come fosse la lingua che parlasse,
    gittò voce di fuori, e disse: «Quando

    mi diparti' da Circe, che sottrasse
    me più d'un anno là presso a Gaeta,
    prima che sì Enea la nomasse,

    né dolcezza di figlio, né la pieta
    del vecchio padre, né 'l debito amore
    lo qual dovea Penelopé far lieta,

    vincer potero dentro a me l'ardore
    ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto,
    e de li vizi umani e del valore;

    ma misi me per l'alto mare aperto
    sol con un legno e con quella compagna
    picciola da la qual non fui diserto.

    L'un lito e l'altro vidi infin la Spagna,
    fin nel Morrocco, e l'isola d'i Sardi,
    e l'altre che quel mare intorno bagna.

    Io e ' compagni eravam vecchi e tardi
    quando venimmo a quella foce stretta
    dov'Ercule segnò li suoi riguardi,

    acciò che l'uom più oltre non si metta:
    da la man destra mi lasciai Sibilia,
    da l'altra già m'avea lasciata Setta.

    "O frati", dissi "che per cento milia
    perigli siete giunti a l'occidente,
    a questa tanto picciola vigilia

    d'i nostri sensi ch'è del rimanente,
    non vogliate negar l'esperienza,
    di retro al sol, del mondo sanza gente.

    Considerate la vostra semenza:
    fatti non foste a viver come bruti,
    ma per seguir virtute e canoscenza".

    Li miei compagni fec'io sì aguti,
    con questa orazion picciola, al cammino,
    che a pena poscia li avrei ritenuti;

    e volta nostra poppa nel mattino,
    de' remi facemmo ali al folle volo,
    sempre acquistando dal lato mancino.

    Tutte le stelle già de l'altro polo
    vedea la notte e 'l nostro tanto basso,
    che non surgea fuor del marin suolo.

    Cinque volte racceso e tante casso
    lo lume era di sotto da la luna,
    poi che 'ntrati eravam ne l'alto passo,

    quando n'apparve una montagna, bruna
    per la distanza, e parvemi alta tanto
    quanto veduta non avea alcuna.

    Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto,
    ché de la nova terra un turbo nacque,
    e percosse del legno il primo canto.

    Tre volte il fé girar con tutte l'acque;
    a la quarta levar la poppa in suso
    e la prora ire in giù, com'altrui piacque,

    infin che 'l mar fu sovra noi richiuso».

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    ivresse said on May 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se la Divina Commedia è considerata uno dei punti più alti della letteratura mondiale qualche motivo ci sarà; il motivo principale però credo che sia perché è una fonte continua di stimoli e motivi di riflessione. Due cent per chi, come me, si è avvi ...(continue)

    Se la Divina Commedia è considerata uno dei punti più alti della letteratura mondiale qualche motivo ci sarà; il motivo principale però credo che sia perché è una fonte continua di stimoli e motivi di riflessione. Due cent per chi, come me, si è avvicinato alla Commedia da lettore profano: buttatevi e non vi incaponite se alla fine di un canto vi trovate a chiedervi Ma cosa ho letto?. Dimenticate le interpretazioni che avete studiato al liceo; non sforzatevi a voler cogliere tutti quegli infiniti riferimenti ad oscuri uomini del tempo che Dante ci ha messo dentro; andate fino in fondo e godetevi questo capolavoro.

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    rfranz said on May 27, 2014 | Add your feedback

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