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La Furia

Magdeburg

Di

Editore: Corbaccio

4.0
(542)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 856 | Formato: Altri

Isbn-10: 8879727907 | Isbn-13: 9788879727907 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Con il volume centrale della trilogia ambientata nella Guerra dei Trent'anni,la fine di un'epoca diventa un affresco ancora più gotico, ancora piùincombente. Tra disperate lotte per la sopravvivenza e scontri tra sanguinaristerminatori, tra rivelazioni della tragedia passata e profeziedell'Armageddon a venire, il fato di Magdeburg, la possente città ribelle sulfiume Elba, viene suggellato da crudeli giochi di potere destinati a divorareogni cosa. E ogni uomo.
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  • 2

    Quando ti rendi conto che in un libro di 800 e più pagine almeno 2-300 sono di troppo abbiamo un problema. Ormai che ho iniziato la trilogia la porterò a termine, ma se il primo volume qualcosa di buono, nonostante i difetti riscontrati, ce l'aveva qui le parti da sopracciglio inarcato si moltipl ...continua

    Quando ti rendi conto che in un libro di 800 e più pagine almeno 2-300 sono di troppo abbiamo un problema. Ormai che ho iniziato la trilogia la porterò a termine, ma se il primo volume qualcosa di buono, nonostante i difetti riscontrati, ce l'aveva qui le parti da sopracciglio inarcato si moltiplicano. Dialoghi forzatamente incomprensibili per conferire arie di mistero dove non ce n'è bisogno, pesantezza e verbosità di descrizioni anche già fatte in precedenza che rallentano la già di per sé poco scorrevole lettura. Spero almeno in un finale di trilogia quantomeno interessante.

    ha scritto il 

  • 4

    Si legge con la voglia di andare oltre ogni pagina. Gronda "roba forte", tiene con il fiato sospeso. Ma il linguaggio secco, fatto di frasi breve e forzosamente evocative a volte comincia ad essere troppo spinto. Lo si regge bene e lo si giustifica nello spazio di un racconto. Tre volumi così div ...continua

    Si legge con la voglia di andare oltre ogni pagina. Gronda "roba forte", tiene con il fiato sospeso. Ma il linguaggio secco, fatto di frasi breve e forzosamente evocative a volte comincia ad essere troppo spinto. Lo si regge bene e lo si giustifica nello spazio di un racconto. Tre volumi così diventano stilisticamente faticosi. Se si supera questo scoglio, indubbiamente un opera ingegnosa di cui non vedo l'ora di leggere la fine. Strizzando l'occhio a G. Martins, Altieri di regala un'avventura degna di stimolare la nostra fantasia.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho letto il primo volume pensando tra me e me che fosse davvero scritto male, ma ho comprato il secondo e pure il terzo... Due stelline ad Altieri (fastidioso, ad esempio -come già espresso da altri- l'alternanza spesso scorretta o mal fatta nell'uso dei tempi verbali. Ad esempio) e quattro alla ...continua

    Ho letto il primo volume pensando tra me e me che fosse davvero scritto male, ma ho comprato il secondo e pure il terzo... Due stelline ad Altieri (fastidioso, ad esempio -come già espresso da altri- l'alternanza spesso scorretta o mal fatta nell'uso dei tempi verbali. Ad esempio) e quattro alla storia, che prende.

    ha scritto il 

  • 5

    cupo, violento, folgorante. 800pagine che non si sentono, scorrono tra sangue,azione e sentimenti contrastanti. tutto e il contrario di tutto: il vuoto.
    sconsigliata la lettura agli angioletti che sopportano male la violenza o a chi si annoia alle descrizioni dettagliate di scontri, stragi e due ...continua

    cupo, violento, folgorante. 800pagine che non si sentono, scorrono tra sangue,azione e sentimenti contrastanti. tutto e il contrario di tutto: il vuoto. sconsigliata la lettura agli angioletti che sopportano male la violenza o a chi si annoia alle descrizioni dettagliate di scontri, stragi e duelli. devastantemente bello.

    ha scritto il 

  • 2

    Facesse meno casino coi tempi verbali, zompando ininterrottamente fra il passato e il presente nello stesso paragrafo, la scrittura di Altieri sarebbe anche più godibile. Comunque anche il secondo romanzo della trilogia non delude. Dopo un po', però, la cupezza a oltranza dei paesaggi e degli amb ...continua

    Facesse meno casino coi tempi verbali, zompando ininterrottamente fra il passato e il presente nello stesso paragrafo, la scrittura di Altieri sarebbe anche più godibile. Comunque anche il secondo romanzo della trilogia non delude. Dopo un po', però, la cupezza a oltranza dei paesaggi e degli ambienti diventa un po' scontata.

    ha scritto il 

  • 5

    Dio è morto. Lo è per Wulfgar, il viandante in nero protagonista di questa innovativa saga storica. Wulfgar, la nemesi venuta (tornata) dalla Terra della Lacrime (il Giappone). E che per lui sia così, è logico. Perché lui è l’Eretico. Ma Dio è morto anche nel cuore muto (deve essere muto: l’alte ...continua

    Dio è morto. Lo è per Wulfgar, il viandante in nero protagonista di questa innovativa saga storica. Wulfgar, la nemesi venuta (tornata) dalla Terra della Lacrime (il Giappone). E che per lui sia così, è logico. Perché lui è l’Eretico. Ma Dio è morto anche nel cuore muto (deve essere muto: l’alternativa al silenzio, può essere il rogo…) di tanti altri, nei tempi cruenti della Guerra Eterna. Uomini e donne. Vittime del dio di troppi. Vittime di troppe Vere Fedi. Dio, che per alcuni non è mai esistito. Se non come vessillo. Il migliore, quello apparentemente a più buon mercato. Ma nulla, o poco, è veramente gratuito. Purtroppo. E se per taluni Dio è morto, per altri Dio è con noi. Lo è per chi ha davvero fede. Nonostante tutto. Quale che sia. Cieca, onesta o incrinata da dubbi. Ma Dio è con noi (Gott mitt uns!) anche per chi ha ben altra fede. E osa chiamarla Dio. Dio è… con Noi! Sempre da questo lato della barricata, a quanto sembra. Con noi. Mai con voi, o con loro. Bene e Male. Punti di vista, ovviamente. Dagli effetti troppo spesso deleteri. Mortali. I rappresentanti di Dio in terra sanno sempre quale è la Sua Volontà. E sanno quanto sia necessario perseguirla con ogni mezzo. Todo modo para buscar la voluntad divina. Insomma: la vergogna delle religioni che diventano potere, e suo strumento insieme, è eterna. Ed è uno degli aspetti più importanti di questo secondo capitolo dell’opera storica di Altieri. Un atto d’accusa contro chi delle religioni fa ragione e/o pretesto di scontro. Di sangue. Di sterminio. Vi ricordate il ruolo della Provvidenza nei Promessi Sposi? Beh, anche se il periodo storico è lo stesso, scordatevene. Non c’è Provvidenza che tenga, in questa trilogia. Non finora, almeno. E, lasciatemi scommettere, nemmeno poi. Quando, nel prossimo libro, l’assedio di Magdeburg culminerà nel genocidio. Quando gli elementi (acqua, aria, fuoco, terra) andranno al loro posto, e tutto si colmerà di vuoto. “Religiosamente oltraggioso”: parole usate dallo stesso autore, in una sua presentazione (estrapolate beninteso da un contesto di frase più ampio). Eppure Altieri, che si definisce ateo, dimostra a modo suo di rispettare la fede, pur disprezzando la religione, strumento di potere. Il cardinale Colonna è in fondo esempio di questo rispetto. Perché, tra preti perduti, preti in bilico e preti carnefici, emerge la sua personalità: la sua fede impura è, alla resa dei conti, assai più genuina e forte delle ipocrisie e delle follie altrui. A pag. 488 leggiamo: “Io dico che te lo trovi, il tuo Dio.” Ute incrociò le braccia poderose. “Basta che te non lo smetti di cercare.” Colonna non smette di cercare, anche se in genere non se ne rende conto. Chiaramente, quello “religioso” è solo uno degli aspetti principali di un’opera monumentale — e non solo per pagine scritte! — quale Magdeburg si appresta a diventare. Un lavoro di ampio respiro e impegno come questo vanta inevitabilmente innumerevoli contenuti e motivazioni per cui essere oggetto di analisi. Di cosa parlare ancora: della Guerra Eterna, ovviamente. Perché Altieri continua a gettare il lettore nei campi di Caino del passato, allo scopo di ricordarci l’oggi. Sempre più, la trilogia si sta dimostrando uno spaccato di attualità. Di “eterna” attualità. A volte, non c’è niente di meglio della storia, per ragionare sul presente. Si dice che dal passato bisognerebbe imparare qualcosa, ricordare, per non commettere gli stessi errori, ma ci riusciamo????

    ha scritto il 

  • 4

    "Ogni cosa origina dal vuoto, ogni cosa tornerà al vuoto." Wulfgar scrutò nel vento. "Corpi, anime, speranze, sofferenza, incubi, potere, odio, rimpianto, memento… Ogni singola cosa umana."

    ha scritto il 

  • 4

    ....e via verso il terzo

    Another Brick (854 pgg....!!) in the wall. Colpi a sorpresa a ripetizione: si sciolgono i ghiacci ma l'atmosfera è sempre piu' cupa...Il DEMONE aspetta....

    ha scritto il 

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