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La Germania bombardata

La popolazione tedesca sotto gli attacchi alleati 1940-1945

Di

Editore: Mondadori

3.8
(27)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 519 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804547804 | Isbn-13: 9788804547808 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Bosonetto , F. Pisani , C. Proto

Genere: History

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Descrizione del libro
I bombardamenti alleati sulla Germania durante il secondo conflitto mondialecostituiscono un capitolo di grande interesse per comprendere il realeandamento della guerra. Quali le città distrutte? Quali i mezzi utilizzati?L'autore traccia una mappa geografica e cronologica delle azionidell'aeronautica alleata sul territorio tedesco, analizzando le armiimpiegate, le strategie attuate, le zone più colpite, la dislocazione deirifugi, le reazioni della collettività, che cosa si riuscì a salvare e cosaandò distrutto. In una ricostruzione spesso dai contenuti tragici, l'autoreoffre una visione completa di quello che la guerra significò per i civilitedeschi.
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  • 4

    con le stelle giudico l'accuratezza del saggio storico

    Dettagliato racconto dell’offensiva anglo tedesca in Germania, soprattutto della parte svolta dall’aviazione sia per i bombardamenti su città ed obiettivi militari, sia come appoggio alla fanteria nell’avanzata verso e dentro la Germania. Molto attenta la parte tecnica di costruzione delle bombe ...continua

    Dettagliato racconto dell’offensiva anglo tedesca in Germania, soprattutto della parte svolta dall’aviazione sia per i bombardamenti su città ed obiettivi militari, sia come appoggio alla fanteria nell’avanzata verso e dentro la Germania. Molto attenta la parte tecnica di costruzione delle bombe da quella esplodenti sia quelle incendiarie. Dettagliate anche le distruzioni subite da antiche città e da monumenti secolari. Dettagliati anche gli effetti che i bombardamenti avevano sulla popolazione civile. L’autore non nasconde nulla, neanche le paranoie e le premeditazioni tedesche. Semmai pone ogni tanto l’accento sulla follia che incendiò l’Europa (e non solo), trasformò in assassini anche coloro che non ne avevano avuto premeditazione e cancellò secoli di cultura condivisa.

    Ricapitolando:
    Germania - morti militari 5.318.531, civili in attacchi aerei 400.000, civili per mano nazista 600.000
    Italia - morti militari 288.133, civili 61.432 in attacchi aerei, 64.000 per mano nazista.
    URSS - morti militari 10.400.000, civili 12.600.000 (1.500 000 per azioni militari, 7.100 000 per le rappresaglie e i genocidi nazisti, 1.800 000 nei campi di lavoro nazisti e 5.500 000 per le carestie. Circa 2.000.000 non si sa bene … con numeri così elevati ..)
    In tutti questi numeri la Shoah non è ricompresa.
    Logicamente da un punto di vista umano non posso che condividere il dolore delle donne e uomini e bambini morti sono le bombe incendiarie angloamericane …. ma la mente viaggia per conto suo e penso che tra questi 400.000 non c’erano ebrei, comunisti, gay, antinazisti, handicappati; quelli erano già morti nel silenzio e comunque finiti tra le fiamme anche loro. Ma tutto continuava: per far spazio ai feriti vengono avvelenati in 2 case di cura i pazienti mentali non ancora sterminati. Continuano le delazioni alla Gestapo per cagate pazzesche .. “disfattismo”. Non posso provare pietà per i berlinesi che si aggirano come fantasmi e quando compare Goering gli si stringono addosso, chiedendo autografi. Mi posso chiedere: ma erano tutti invasati o pazzi? E lo stesso Hitler non se ne preoccupava molto; al suo architetto Speer, disse, in tedesco, quello che Petrolini mise in bocca al suo Nerone “”la ricostruiremo più grande e più bella che pria””.
    La guerra come l’inferno non devono essere mai scatenati perché, una volta partiti, l’uomo non può più fermarli e la differenza tra bene e male diventa sottilissima …..Vecchio discorso di cui non importa niente a nessuno di fronte all’imbonimento ideologico.

    ha scritto il 

  • 0

    Dopo cento pagine ne ho avuto abbastanza di poveri(?) innocenti(???) tedeschi che piangono e si disperano perché sono stati bombardati.
    Certo, le guerre non dovrebbero toccare i civili (non dovrebbero neanche essere combattute, ma questo è un altro discorso).
    Ma quello che Friedrich se ...continua

    Dopo cento pagine ne ho avuto abbastanza di poveri(?) innocenti(???) tedeschi che piangono e si disperano perché sono stati bombardati.
    Certo, le guerre non dovrebbero toccare i civili (non dovrebbero neanche essere combattute, ma questo è un altro discorso).
    Ma quello che Friedrich sembra dimenticare è che per dieci anni quasi tutto il popolo tedesco ha sostenuto Hitler, la sua politica razziale e la sua fame di conquiste. E cosa si aspettava? Un premio? Che gli Alleati lanciassero coriandoli, bruscolini e pacche sulle spalle?
    Perciò, caro Friedrich, non starmi a descrivere di come la piccola innocente Helga morì bruciata viva a 9 anni. Vallo a raccontare a chi è sopravvissuto ad Auschwitz. Magari è più comprensivo di me.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro importante, necessario e coraggioso. Sicuramente da leggere.
    Nemmeno io so perchè non gli assegno quattro stelline. Forse per un eccesso di prudenza.
    Se poi questo libro lo si legge tenendo a portata di mano (e di mente) anche il saggio di Todorov "Memoria del male, ten ...continua

    Un libro importante, necessario e coraggioso. Sicuramente da leggere.
    Nemmeno io so perchè non gli assegno quattro stelline. Forse per un eccesso di prudenza.
    Se poi questo libro lo si legge tenendo a portata di mano (e di mente) anche il saggio di Todorov "Memoria del male, tentazione del bene" e le conferenze di Sebald raccolte nel volume "Storia naturale della distruzione", ci si rende conto che le tre letture, così diverse fra loro si integrano fra loro in maniera impressionante.

    ha scritto il 

  • 4

    A volte il revisionismo storico parte da qui (vedi Irving) per sviluppare i suoi veleni. Conoscere con esattezza i fatti permette una migliore comprensione (e confutazione) delle tesi revisioniste. Ma lascia anche sgomenti conoscere cosa hanno subito i civili tedeschi. Era necessario?

    ha scritto il 

  • 0

    Interessante, illuminante, per alcuni versi spietato...certo, la guerra e' guerra, e tanti potrebbero dire "se la sono voluta", fatto sta che...non avrei mai voluto essere un semplice civile tedesco in quel periodo, e soprattutto dopo la fine della guerra in mezzo a sole macerie...

    ha scritto il