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La Gerusalemme liberata

By Torquato Tasso

(46)

| Hardcover

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Book Description

81 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Tutti i motivi trattati nella Gerusalemme esprimono, in ultima analisi, una verità: la vanità di ogni operazione umana intesa a mettere ordine nelle vicende della Storia. E la contraddizione tra questa esigenza di ordine e di razionalizzazione e la p ...(continue)

    Tutti i motivi trattati nella Gerusalemme esprimono, in ultima analisi, una verità: la vanità di ogni operazione umana intesa a mettere ordine nelle vicende della Storia. E la contraddizione tra questa esigenza di ordine e di razionalizzazione e la precarietà delle cose umane, non è altro che la proiezione del conflitto interiore che caratterizzò e tormentò tutta la vita del poeta fino ai risvolti drammatici che tutti conosciamo.

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    Daria49 said on May 24, 2014 | Add your feedback

  • 8 people find this helpful

    L'armi pietose e 'l capitano

    Diciamo la verità: non è forse già questo un titolo da kolossal trilogico?
    Cos'hanno Goffredo e Tancredi meno di Gandalf e Aragorn?
    Cos'ha la foresta di Saron meno della foresta di Fangor?
    Ed Erminia e Clorinda meno di Eowin e Arwin?
    E' presto detto: ...(continue)

    Diciamo la verità: non è forse già questo un titolo da kolossal trilogico?
    Cos'hanno Goffredo e Tancredi meno di Gandalf e Aragorn?
    Cos'ha la foresta di Saron meno della foresta di Fangor?
    Ed Erminia e Clorinda meno di Eowin e Arwin?
    E' presto detto: appartengono al patrimonio culturale italiano, per la cui tutela sappiamo tutti quanti soldi e quanta attenzione vengono spesi.
    Per questo vedremo sempre Christopher Lee nei panni di Saruman e mai Tony Servillo nella parte del perfido e geniale mago Ismeno, ad esempio.
    Ma tant'è.
    Godetevi il gran finale, intanto- e anche tutto quello che c'è prima, se vaghezza vi pungesse.

    Così vince Goffredo; ed a lui tanto
    Avanza ancor della diurna luce,
    Ch’alla Città già liberata, al santo
    Ostel di Cristo i vincitor conduce.
    Nè pur deposto il sanguinoso manto,
    Viene al tempio con gli altri il sommo Duce:
    E quì l’arme sospende: e quì devoto
    Il gran sepolcro adora, e scioglie il voto.

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    Dragoval said on Jan 25, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Non ricordo con precisione quando mi abbia vellicato la (folle) idea di leggermi per intero il poema, realizzata due annetti fa. Probabilmente già alle medie, quando rimasi letteralmente folgorata dal duello fra Tancredi e Clorinda che leggemmo in cl ...(continue)

    Non ricordo con precisione quando mi abbia vellicato la (folle) idea di leggermi per intero il poema, realizzata due annetti fa. Probabilmente già alle medie, quando rimasi letteralmente folgorata dal duello fra Tancredi e Clorinda che leggemmo in classe, e che mi fa ancora un certo effetto riprendere in mano. Ho sempre pensato che fosse un capolavoro, anzi, Il capolavoro, e non sono stata smentita. Le ottave del caro Torquato sono meravigliose di linguaggio e d’andamento, i personaggi pure; e c’è quella venatura screziata d’un fantasy epico-celebrativo ante litteram, che la sottoscritta apprezza parecchio. Tutto è animato da una tensione insolubile tra il sacro e il profano, e i picchi di artisticità sono raggiunti proprio dove è maggiore il tormento, dove tale irrisolto vive e perdura nella passionalità tragica dei protagonisti e dell’autore, perché il conflitto che li lacera è il suo intimo conflitto, d’eroismo e d’erotismo, religioso e terreno. E tra le molte, moltissime cose che ho rintracciato in quest’opera decisamente enciclopedica, ma anche sorprendentemente fluida, credo di averci trovato quelli che fino ad ora ritengo essere, per mia sensibilità, tra i versi più belli di tutta la letteratura italiana (ebbene, oltre agli incantevoli apostrofi (rosei) tra le parole, c’è tutto un universo qui, non è solo una stra-abusata, banale dichiarazione d’amore trasposta in endecasillabi): “Vivi, e sappi ch’io t’amo, e non te’l celo/ Quanto più creatura amar conviensi” (XII, 739-740).

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    NullaDiesSineLinea said on Nov 24, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Nell'Ottocento la divulgazione popolare ricorreva alle parafrasi e riduzioni in prosa dei grandi poemi. Sistema fortemente contestabile: noi vogliamo seguire un'altra strada, ossia quella dell'incontro del classico con l'immaginazione contemporanea, ...(continue)

    "Nell'Ottocento la divulgazione popolare ricorreva alle parafrasi e riduzioni in prosa dei grandi poemi. Sistema fortemente contestabile: noi vogliamo seguire un'altra strada, ossia quella dell'incontro del classico con l'immaginazione contemporanea, ma attraverso il racconto d'un autore d'oggi." Questo è ciò che scrisse Alfredo Giuliani in questa edizione da lui curata e parzialmente parafrasata della "Gerusalemme Liberata" di Torquato Tasso, una delle opere prime della letteratura italiana. Nonostante le buone premesse, questo testo in parte parafrasato in prosa e in parte ancora in versi secondo me "non fila", è molto lento, e non si legge in molto scorrevole. Le parti non parafrasate, come tutti i poemi di quest'epoca rinascimentale, vengono di una nota ogni due parole, rendono praticamente nulla la scorrevolezza delle parti in prosa. Non posso dire di aver potuto apprezzare quest'opera traslitterata come la altre da me lette in prosa come Divina Commedia, Decameron e Orlando Furioso di Luciano Corona o l'Orlando Innamorato raccontato da Gianni Celati.

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    Jethro Tull Maniac said on Oct 26, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    A good read for someone that is interested in knights errant and the Crusades. While the medieval poem style did get a little tedious at times and the names and places are numerous it is still a romanticized telling of the first crusade not a factua ...(continue)

    A good read for someone that is interested in knights errant and the Crusades. While the medieval poem style did get a little tedious at times and the names and places are numerous it is still a romanticized telling of the first crusade not a factual historical account.

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    Stcin10 said on Sep 24, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Libri della mia Gioventù - Personale - Romanzo italiano - Gerusalemme liberata

    Il poema non si apre descrivendo l'inizio della prima crociata, ma porta il lettore sul campo di battaglia iniziata sei anni prima, da quando la discordia si era instaurata nel campo cristiano.Per ispirazione divina, i capi nominarono Goffredo da Bug ...(continue)

    Il poema non si apre descrivendo l'inizio della prima crociata, ma porta il lettore sul campo di battaglia iniziata sei anni prima, da quando la discordia si era instaurata nel campo cristiano.Per ispirazione divina, i capi nominarono Goffredo da Buglione comandante supremo, sotto la cui guida ha inizio la marcia verso Gerusalemme, città che il re Aladino ha fortificato. Per consiglio del mago Ismeno, il re Aladino ha fatto rapire dal tempio cristiano un'immagine della Vergine che è stata messa nella moschea.
    Un giorno la sacra immagine sparisce. Per salvare i cristiani dalla strage, Sofromia si offre come colpevole del furto: Olindo, innamorato della fanciulla si accusa a sua volta del furto. Aladino decide di punire entrambi col rogo, ma arriva dalla Persia, Clorinda, una giovane guerriera, che offre al re il suo aiuto in cambio della vita dei due ragazzi., riuscendo così a salvarli. Intanto ...

    Source: http://it.shvoong.com/f/books/mythology-ancient-literat…

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    Lele71vr said on Sep 18, 2012 | Add your feedback

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