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La Lega antiNatale

Di

Editore: Marcos y Marcos

3.3
(238)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8871682599 | Isbn-13: 9788871682594 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
Un irlandese disoccupato che rimpiange di non essere stato preso a calci sulla testa a diciotto anni, quando giocava a rugby. Un commercialista che vorrebbe travestirsi da donna ma teme gli venga un colpo e lo ritrovino morto in guêpière e reggicalze nella stanza di un hotel. Un cameriere che vive con moglie e suocera e odia i cotillon. L'ex dirigente di una finanziaria che ha lasciato moglie e lavoro per dedicarsi alla propria missione: diffondere l'uso del linoleum nel mondo. E per finire, la bellissima e agguerrita proprietaria di "Unipolitan", la grande rivista femminile, alla perenne ricerca di un vero maschio al solo scopo di poter fare il contrario di quello che dice lui. Cos'hanno in comune? Il profondo desiderio di farsi una partita a carte, una partita a whist. Tutti i mercoledì sera al King's Arm Pub, a Londra. E, soprattutto, spinti dall'odio profondo e sincero per il Natale, sono uniti da un piano di sabotaggio per vilipendere e liberarsi una volta per tutte della Festa delle Feste...
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  • 3

    L'ho iniziato con molta curiosità e le aspettative per la prima metà del libro sono state soddisfatte, i personaggi curiosi e ben descritti, la storia interessante, ma poi a un certo punto è ...continua

    L'ho iniziato con molta curiosità e le aspettative per la prima metà del libro sono state soddisfatte, i personaggi curiosi e ben descritti, la storia interessante, ma poi a un certo punto è subentrata la noia e ho fatto abbastanza fatica a finirlo.

    ha scritto il 

  • 3

    Non dissacrante quanto mi aspettassi...

    ...ma comunque è un libro molto divertente, come solo gli irlandesi sanno essere, sufficientemente rancoroso, anche se non dello stesso spessore di Flann O'Brian. I personaggi sono uno spasso, ...continua

    ...ma comunque è un libro molto divertente, come solo gli irlandesi sanno essere, sufficientemente rancoroso, anche se non dello stesso spessore di Flann O'Brian. I personaggi sono uno spasso, caratteristici dell'Inghilterra della Tatcher e di un paesino irlandese, tra i problemi della disoccupazione cronica, le proteste dell'IRA e le serate al pub. Ogni tanto il discorso si complica inutilmente, arricchendosi di inutili circonvoluzioni di parole, per me poco comprensibili. Finale poco convincente.

    ha scritto il 

  • 3

    L'impossibile sfida al Natale

    Si dice che quando gli uomini provarono a costruire un altissima torre per arrivare al cielo, Dio per punire questo atto di superbia confuse le loro menti, creando tante lingue diverse cosicché gli ...continua

    Si dice che quando gli uomini provarono a costruire un altissima torre per arrivare al cielo, Dio per punire questo atto di superbia confuse le loro menti, creando tante lingue diverse cosicché gli uomini non riuscirono più a capirsi tra loro e il progetto fallì. Una cosa simile deve essere accaduta all’autore di questo libro: le blasfeme parole “anti Natale” presenti nel titolo e l’intenzione di farsi beffe della sacra ricorrenza (ormai assurta a divinità autonoma) hanno portato all’estrema incomprensione tra lui e i suoi lettori, in questo caso io. Arrivati alle ultimissime pagine, non siamo più riusciti a capirci e ho completamente perso l’orientamento, dopo una lettura per molti versi soddisfacente ed esilarante. Su consiglio di un’Anobiana (che comunque ringrazio!) ho letto “La lega anti-Natale” sperando in una lettura dissacrante e liberatoria. Essendo comunque una persona ragionevolmente realista, oltre che antinatalizia, sotto sotto non mi aspettavo di provare vera e autentica soddisfazione, essendo il Natale una di quelle istituzioni imbattibili e inevitabili contro le quali è inutile ogni resistenza, al massimo si può ostentare indifferenza o entrare in apnea per tre quattro settimane, tirando il fiato il giorno della Befana. Il libro funziona (anche indipendentemente dal Natale) fin quasi alla fine: è divertentissimo, scritto con humour fulminante e un po’ rancoroso (umorismo irlandese?) per quanto a tratti entri in discorsi un po’ circonvoluti (qui non si capisce se è colpa dell’autore, della traduzione, o dell’influenza di Joyce). Tutti i personaggi principali sono assolutamente esilaranti e degnamente presentati e caratterizzati: un campionario dell’Inghilterra thatcheriana classista e formalista, oppressa dalla disoccupazione e dedita allo sport nazionale delle serate al pub, e di un’Irlanda ancora IRAta e non globalizzata, aggrappata testardamente alle proprie tradizioni. Tra partite di whist al pub e resoconti (amari o demenziali) della loro vita, i protagonisti maturano il piano di sabotare il Natale con un gesto eclatante e dimostrativo, che andrà a colpire (intenzionalmente) una piccola comunità irlandese non esattamente agiata: un gesto di protesta e disprezzo che non ha poi tutto questo legame col bersaglio iniziale e che suona un po’ troppo corrosivo anche a ferventi antiNatalisti come me. Comunque, l'attuazione del piano procede scoppiettante tra spassosi equivoci, imprevisti e incontri inaspettati. Alla fine però il personaggio maggiormente coinvolto e motivato di tutta la vicenda ha una specie di sbandamento, una metamorfosi mentale, un’epifania o simili, di cui non sono riuscita a capire né la ragione né la natura, dato che appunto in quel momento deve essere scattata la sindrome di Babele e la comunicazione tra l’autore e me si è praticamente interrotta. E’ un vero peccato che tutto il divertimento del libro defluisca in un finale appannato e poco convincente. E’ quello che succede a tentare di fregare il Natale, le cose vengono fuori tutte storte e non si potrà mai dirgli: una risata ti seppellirà.

    ha scritto il 

  • 1

    l'ho sopportato per una sessantina di pagine, anche se mentre le leggevo mi veniva da pensare a tutt'altro. secondo me è scritto male di suo. e tradotto peggio.

    ha scritto il 

  • 2

    Non parliamo di questo libro, no. Questo libro è un libro che produce noia costante e qualche spruzzo di divertimento, come una scopata all'improvviso nel bagno del solito pub, dopo la solita birra ...continua

    Non parliamo di questo libro, no. Questo libro è un libro che produce noia costante e qualche spruzzo di divertimento, come una scopata all'improvviso nel bagno del solito pub, dopo la solita birra della solita sera. E, soprattutto, è un libro che non mantiene le promesse: ti seduce con la copertina arancio e i risvolti costruiti ad arte, poi ci affondi e scopri che mentiva. Che tutto ciò che diceva di essere, invece, altro non era che mistificazione. La verità, scoperta a fatica nel cuore delle pagine, un'altra. Una specie di miseria. Ma questo non è importante e in fondo non ce ne frega proprio niente. Quel che ci preme di capire, qui, è: perché ultimamente mi capitano solo libri del genere? Ma soprattutto, perché anche le donne che incontro sono così? Cazzo.

    ha scritto il