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La Linea de Sombra

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Publisher: Ediciones B

3.9
(4290)

Language:Español | Number of Pages: 214 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian , German , Portuguese , Greek , Catalan

Isbn-10: 8440683790 | Isbn-13: 9788440683793 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Book Description
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  • 3

    No, no, la verità è che nella vita non bisogna dare troppo peso a nulla, né al bene, né al male

    Un bel romanzo-diario, che ho avuto la fortuna di leggere probabilmente al momento giusto.
    Pesante in alcuni tratti, riesce a trasmettere perfettamente il senso di angoscia e impotenza, l'ansia e lo ...continue

    Un bel romanzo-diario, che ho avuto la fortuna di leggere probabilmente al momento giusto.
    Pesante in alcuni tratti, riesce a trasmettere perfettamente il senso di angoscia e impotenza, l'ansia e lo sconforto si percepiscono come se si stesse sul ponte di quella nave.

    said on 

  • 3

    Tifone è un'altra cosa!

    Tifone è un'altra cosa :) Ma quando si ha voglia di mare, avventura, il fuoco di una pipa tra le onde, capitani che ci insegnino ad essere uomini.... CONRAD non si smentisce mai.

    said on 

  • 3

    Questo romanzo fu consigliato a me e ai miei compagni di classe dal mio professore di filosofia pochi giorni prima dell'esame di maturità. Disse che ci avrebbe aiutato ad affrontare il "distacco", il ...continue

    Questo romanzo fu consigliato a me e ai miei compagni di classe dal mio professore di filosofia pochi giorni prima dell'esame di maturità. Disse che ci avrebbe aiutato ad affrontare il "distacco", il cambiamento che avremmo dovuto affrontare a breve.
    Mi capitò fra le mani ad agosto, ma ho aspettato fino ad ora per leggerlo e posso dire che forse è stato meglio così. Tenterò di spiegarvi il perché.

    La linea d'ombra è un romanzo di formazione basato sulla personale esperienza di Conrad stesso, e per questo forse assume un valore maggiore.
    Il protagonista, di cui non si accenna mai il nome, è un giovane primo ufficiale che, preso da chissà quale colpo di testa, decide improvvisamente di licenziarsi. Il capitano e gli altri marinai erano i migliori che avesse potuto sperare di trovare, eppure qualcosa lo spinge via da quel lavoro sicuro e ben retribuito. Se gli chiedono il motivo lui non risponde, perché del resto non saprebbe cosa dire.
    Raggiunta la terraferma si reca alla Casa dell'Ufficiale e del Marinaio, una sorta di pensione, dove incontra il capitano Giles, grazie al quale viene a conoscenza di un incarico come comandante su una nave il cui precedente capitano è morto recentemente.
    Senza nessun indugio il giovane accetta l'incarico e parte subito per raggiungere nave e marinai a Bangkok, ma una volta arrivato lì dovrà fare i conti con le numerose difficoltà che gli si presentano: la malattia del suo primo ufficiale, la febbre tropicale che sfianca uno alla volta i membri dell'equipaggio e l'insopportabile e irritante bonaccia che li costringe all'immobilità.
    La vicenda presenta molte affinità con la vita dell'autore, cosa che ricaviamo dalla prefazione di Conrad. La linea d'ombra è la descrizione di un'esperienza personale che può rispecchiare la condizione universale dell'umanità: il senso di noia e di insofferenza che a volte coglie i giovani e la conseguente voglia di cambiamento, di novità.
    E' per questo che il protagonista guarda con disprezzo il mondo e le persone che lo circondano perché tutto gli sembra statico e insulso; non riesce a capire il motivo delle sue azioni e questo lo rende confuso e facilmente irritabile.
    Quando però arriva il comando di Bangkok il suo umore non migliora, non solo per le condizioni dell'equipaggio. Fin da subito il giovane si sente indegno di tale incarico, ha paura che la sua inesperienza e che l'impazienza di un brivido che lo riscuota da quel senso di torpore possano essere fatali per tutti loro; non è pronto per una tale responsabilità.
    Il protagonista sarà messo di fronte a una dura verità: quando ciò che desideriamo più ardentemente ci viene offerto dalla vita non sempre siamo pronti per riceverlo.
    Eppure prima o poi ognuno di noi deve affrontare la sua "linea d'ombra", quell'impalpabile confine tra la spensieratezza della giovinezza e la maturità, la presa di coscienza nel proprio ruolo nel mondo e della solitudine in cui ci troviamo ad affrontare le prove della vita.
    Veniamo a conoscenza di personaggi che a loro modo hanno qualcosa da insegnare al protagonista. Primo fra tutti il capitano Giles, a volte enigmatico, ma affabile e saggio, assume quasi il ruolo di mentore. Qualcosa nel suo comportamento fa intuire che l'uomo veda oltre e intuisca i pensieri del giovane marinaio, ma lascia che egli faccia la sua esperienza e ne tragga insegnamento. Inizialmente giudicato superficiale e insignificante, il protagonista capirà il vero valore del capitano Giles.
    Al signor Burns spetta invece il compito di insegnargli la perseveranza e l'ostinazione, qualità che spingono il primo ufficiale a lottare contro la febbre tropicale e a voler salvare le sorti della nave.
    Il tuttofare Ransome, dal cuore malato, con la sua personalità solare e pacata gli farà comprendere invece il valore del coraggio. Ransome è forse il personaggio che mi è piaciuto di più per la forza con cui affronta la malattia: non la vive come un ostacolo, ma come un motivo per cercare di ancorarsi alla vita e a viverla senza rinunce.
    L'unica pecca, per così dire, del romanzo, è la lunghezza dei capitoli che in sé non sarebbe grave se non fosse per la totale mancanza di spazi e di pause al loro interno. A volte l'interruzione della lettura ha significato riprenderla con un pochino di difficoltà.
    Per il resto ho trovato la scrittura scorrevole e carica di emozioni, coinvolgente.
    Non so dire cosa abbia suscitato in me tanto fascino, ma ogni volta che lo aprivo per proseguire non riuscivo quasi a scollarmene.
    Un'altra cosa che ho apprezzato poco è stato il finale che mi ha lasciato a bocca asciutta. Avrei preferito qualcosa all'altezza col resto del romanzo, invece la narrazione si interrompe quasi su due piedi. Effettivamente è un difetto solo per metà perché l'interesse dell'autore era mostrarci come si entra nel mondo degli adulti, ciò che sarebbe seguito non rientrava più in questo intento.
    Se consideriamo questo libro una sorta di biografia romanzata dell'autore, allora è come se Conrad avesse deciso di raccontarci un episodio della sua vita.
    In conclusione La linea d'ombra è un libro da leggere al momento giusto, dopo aver varcato la linea d'ombra, per comprendere ciò che significa e ciò che comporta, e superare così il senso di inadeguatezza che ci attanaglia nel passaggio all'età adulta.

    said on 

  • 4

    Un bellissimo racconto di Conrad, scritto in tarda età, rievocando la sua esperienza da capitano al timone dell'Otago nei mari d'Oriente. Una scontentezza ribelle, un malessere chiamato libertà, la vo ...continue

    Un bellissimo racconto di Conrad, scritto in tarda età, rievocando la sua esperienza da capitano al timone dell'Otago nei mari d'Oriente. Una scontentezza ribelle, un malessere chiamato libertà, la voglia e la paura di oltrepassare quella linea d'ombra, nostalgia e allo stesso tempo sfinimento per quella prima giovinezza dove anche "le ombre rilucono di promesse". Ho letto di fila le prime cento pagine, dove Conrad racconta l'abbandono del suo porto sicuro, l'apatia di quel momento di transizione in cui l'ultimo orizzonte conosciuto è lontano e il prossimo ancora non s'intravede. "Tutto l'insieme rafforzava in me l'oscura sensazione che la vita non fosse altro che uno sciupio di giorni, sensazione che in parte inconsapevolmente mi aveva fatto abbandonare un comodo imbarco, allontanato da uomini che mi piacevano per sottrarmi alla minaccia del vuoto... per poi ritrovare la vacuità alla prima svolta".

    Poi la notizia della nomina a capitano, avvenuta per caso, per una fortunata serie di coincidenze, l'entusiasmo, l'euforia, lo sguardo del futuro capitano che cinge la sua nave dall'alto. Infine, l'inizio dell'avventura, quando la linea d'ombra si lascia alle spalle, il rendersi conto che forse la felicità è finita l'attimo primo che cominciasse l'incarico, il pensiero costante di non essere all'altezza, quasi un'amara metafora di molte vicissitudini umane.

    Ho trovato l'ultima parte meno eccitante e più lenta, ma è qui che compare quello che, secondo me, vince per ora il premio per il miglior personaggio non protagonista della letteratura anglofona, Ransome, il cuoco della nave, integro, appoggiato all'albero maestro, vigile e sereno.

    said on 

  • 5

    Ho trovato magistrale la costruzione dei personaggi, a partire dalla prima persona dell'io narrante al primo comando (non a caso avrebbe dovuto essere questo il titolo dell'opera), con le sue incertez ...continue

    Ho trovato magistrale la costruzione dei personaggi, a partire dalla prima persona dell'io narrante al primo comando (non a caso avrebbe dovuto essere questo il titolo dell'opera), con le sue incertezze e la volontà messa a dura prova dalle circostanze ma che non cede alle superstizioni, incarnate dalle fosche tinte del secondo ufficiale Burns. Di grande spessore il personaggio del cambusiere Ransome, malato di cuore, che instaura con il protagonista un rapporto di stima reciproca. Ho trovato commovente il loro ultimo dialogo, in cui lui prova a trattenere Ransome a bordo ma il cambusiere, pover'uomo, che tanto ha dato nelle peripezie del viaggio, è stremato e ben conscio che nelle sue condizioni questa scelta gli potrebbe essere fatale.
    È la breve storia di un'avventura, della bonaccia di un oceano esterno contrapposta alla tempesta dell'interiorità alle prese con un evento in cui è forte la paura di non riuscire a superare quella linea d'ombra che gli permetterà di acquisire esperienza e maturità. Il che significa, a quanto pare, per Conrad, la coscienza dei propri limiti, la consapevolezza di poter incontrare delle avversità improvvise e non calcolate: emblematico anche qui il dialogo con il cambusiere, simbolo di quel maturo senso di sé a cui il protagonista approda dopo la sua avventura per mare.

    said on 

  • 1

    Mamma mia che delusione. La prima facciata, con la riflessione sulla giovinezza, mi aveva fatto ben sperare.
    Che brutto libro. Che noia. Senza storia, senza approfondimento, senza avventura, senza nie ...continue

    Mamma mia che delusione. La prima facciata, con la riflessione sulla giovinezza, mi aveva fatto ben sperare.
    Che brutto libro. Che noia. Senza storia, senza approfondimento, senza avventura, senza niente.
    Dubito che persino a chi interessino le storie di mare possa piacere. Figuriamoci a me. Non accade nulla, non ci sono descrizioni mirabili, non c'è sentimento, non c'è emozione... sembra forse che possa esserci un qualche mistero , ed invece si risolve tutto in nulla.
    Terribile.
    Conrad non fa decisamente per me.

    said on 

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