La Locanda dell'Ultima Solitudine

Di

Editore: A. Mondadori (Omnibus)

3.8
(33)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 163 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804673141 | Isbn-13: 9788804673149 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

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Descrizione del libro
È tutta in legno, la Locanda, alterna le pareti scure alle finestre piene di luce da cui entra sempre un po’ di vento. È fatta di poche stanze e una sola certezza: se sai arrivarci, facendo tutto quel sentiero buio che ci vuol poco a perdersi, quello è il posto più bello del mondo.

Libero e Viola si stanno cercando. Ancora non si conoscono, ma questo è solo un dettaglio... Nel 2007 Libero ha prenotato un tavolo alla Locanda dell’Ultima Solitudine, per dieci anni dopo. Ed è certo che, lì e solo lì, in quella locanda tutta di legno arroccata sul mare, la sua vita cambierà. L’importante è saper aspettare, ed essere certi che “se qualcosa nella vita non arriva è perché non l’hai aspettato abbastanza, non perché sia sbagliato aspettarlo”. Anche Viola aspetta: la forza di andarsene. Bisogno, il minuscolo paese in cui abita da sola con la madre dopo che il padre è misteriosamente scomparso, le sta stretto, e il desiderio di nuovi orizzonti si fa prepotente. Intanto però il lavoro non le manca, la collina di Bisogno è costellata di fiori scordati e le donne della famiglia di Viola, che portano tutte un nome floreale, si tramandano da generazioni il compito di accordarli, perché un fiore scordato è triste come un ricordo appassito. Libero vive invece in una grande città, in una casa con le pareti dipinte di blu, quasi del tutto vuota. Tranne che per un baule: imponente, bianco. Un baule che sembra un forziere, e che in effetti custodisce un tesoro, la mappa che consente di seguire i propri sogni. Quei sogni che, secondo l’insegnamento della nonna di Viola, vanno seminati d’inverno. Perché se resistono al gelo e al vento, in primavera sbocciano splendidi e forti. Ed è allora che bisogna accordarli, perché i sogni bisogna sempre curarli, senza abbandonarli mai. Libero e Viola cercano ognuno il proprio posto nel mondo, e nel farlo si sfiorano, come due isole lontane che per l’istante di un’onda si trovano dentro lo stesso azzurro. E che sia il mare o il cielo non importa. La Locanda dell’Ultima Solitudine sorge proprio dove il cielo bacia il mare e lo scoglio gioca a dividerli. La Locanda dell’Ultima Solitudine sta dove il destino scrive le sue storie. Chi non ha fretta di arrivarci, una volta lì può leggerle. Come fossero vita. Come fossero morte. Come fossero amore. Con una scrittura lieve e pervasa di poesia, tra giochi linguistici, pennellate surreali e grande tenerezza, Alessandro Barbaglia ci racconta una splendida storia d’amore.
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  • 3

    “La locanda dell’ultima solitudine” è uno di quei libri che, a lettura terminata, non riesco a capire se mi abbia davvero convinta o no. Incuriosita dalle numerose recensioni positive ho deciso, qualc ...continua

    “La locanda dell’ultima solitudine” è uno di quei libri che, a lettura terminata, non riesco a capire se mi abbia davvero convinta o no. Incuriosita dalle numerose recensioni positive ho deciso, qualche settimana fa, di ordinarlo in biblioteca. E’ la storia di due giovani, Libero e Viola, che si stanno cercando senza davvero saperlo. Libero vive nella Città Grande in compagnia di Vieniquì, un cane affettuoso e premuroso che ha il difetto di sparire all’improvviso senza lasciare traccia. Viola vive nel piccolo paese di Bisogno insieme alla madre ed entrambe si dedicano alla bizzarra attività di accordare fiori. Le vite dei due giovani scorrono tra imprevisti e scelte sbagliate e si ritrovano a convergere, nel finale del romanzo, in un incontro presso la Locanda dell’ultima solitudine. Una struttura, dalla storia improbabile, situata sopra uno scoglio della cittadina di Camogli. Nel 2007 Libero aveva preso appuntamento per ben dieci anni dopo e, contro ogni previsione, il ragazzo riesce a tenere fede alla promessa e a recarsi all’appuntamento con il destino. Un libro ben scritto ed originale che tuttavia non mi ha conquistata del tutto per le numerose stranezze della trama (l’intento era sicuramente quello di creare un’atmosfera fiabesca). In qualsiasi caso un’ottima prima prova letteraria per lo scrittore Alessandro Barbaglia che continuerò sicuramente a seguire nelle prossime pubblicazioni.

    ha scritto il 

  • 2

    Perle di patata (non è una battuta, vedasi post scriptum)

    Sconta una non troppo misurata voglia di scrivere un bel libro, romantico e pieno di effetti sentimentali. Con parecchio baricchismo: va bene il periodare corto e secco, pazienza le frasi effettate (l ...continua

    Sconta una non troppo misurata voglia di scrivere un bel libro, romantico e pieno di effetti sentimentali. Con parecchio baricchismo: va bene il periodare corto e secco, pazienza le frasi effettate (la casa blu, il cane vienqui, le labbra rosso nebiolo …. quanto ci ricama!), d'accordo il capitolare che saltella qua e là che tanto siamo ormai abituati al post-romanzo. Ma il troppo stroppia e soprattutto stoppa la voglia di andare avanti.
    Alla fin fine l'unica storia d'amore che si ha voglia di sapere come è andata a finire è quella della zattera partita per l'America (questa sì una storia con un cuore vero).
    P.S: la storia delle perle di patata io non l'ho mica capita. Mangi 10 perle di cuore di patata e ti sembra di mangiare quello a cui stati pensando o che ti è nel cuore. Se è un simbolismo me lo sono perso.

    PP.S.: ho ricevuto in dono questo libro dall'Autore (iniziativa anobiana in cui si chiedeva di partecipare con un ricordo).

    PPP.S: ho letto gli altri commenti, e ho capito l'inghippo: sono una lettrice completamente fuori target.

    ha scritto il 

  • 4

    Ci sono tre motivi per cui vale la pena andare alla Locanda dell'Ultima Solitudine.
    Il primo è perché si mangia bene.
    Il secondo è perché ci si può andare solo in due.
    Il terzo è perché laggiù ci impa ...continua

    Ci sono tre motivi per cui vale la pena andare alla Locanda dell'Ultima Solitudine.
    Il primo è perché si mangia bene.
    Il secondo è perché ci si può andare solo in due.
    Il terzo è perché laggiù ci impari a vivere. E quindi, anche, a morire.

    ha scritto il 

  • 4

    Barbaglia ci racconta non solo la storia di Libero e Viola, ma tante storie. Il risultato è fiaba moderna sulla vita e sull’amore. Una fiaba romantica ma non zuccherosa. Una fiaba adatta anche a palat ...continua

    Barbaglia ci racconta non solo la storia di Libero e Viola, ma tante storie. Il risultato è fiaba moderna sulla vita e sull’amore. Una fiaba romantica ma non zuccherosa. Una fiaba adatta anche a palati esigenti.
    Recensione completa su Inkbooks
    http://inkbooks.altervista.org/inizia-altri-racconti-la-recensione/

    ha scritto il 

  • 4

    Lo ammetto, sono partita male, inizialmente ho pensato: "perchè ho iniziato questo libro"? Ma il Vento mi ha sentita, ha chiamato il mare e mi hanno trascinata dentro la poesia del libro! Che poi a v ...continua

    Lo ammetto, sono partita male, inizialmente ho pensato: "perchè ho iniziato questo libro"? Ma il Vento mi ha sentita, ha chiamato il mare e mi hanno trascinata dentro la poesia del libro! Che poi a volte non è neppure poetico o troppo fanasioso ma parecchio realistico...Comunque alla fine ero conquistata dai personaggi e sopratutto dalla atmosfera.
    Sinceramente l'unica nota di on apperzzamento che posso fare è sullo stile, la chiosa su chiosa non è il mio genere preferito, apprezzo maggiormente stili più leggeri, ma è una questione personale

    ha scritto il 

  • 0

    Spero tu sia felice

    Come si può voler male a un libro simile?

    Capisco i padri...
    Almeno, un po'...
    Bestie strane, strani sentimenti, sarà che sto invecchiando.

    Non è che non ci abbia provato a volergli male, anzi - e lo ...continua

    Come si può voler male a un libro simile?

    Capisco i padri...
    Almeno, un po'...
    Bestie strane, strani sentimenti, sarà che sto invecchiando.

    Non è che non ci abbia provato a volergli male, anzi - e lo dico senza offesa, lo giuro, non c'è alcun tipo di meschinità - leggevo e alle volte mi veniva voglia di rimproverare;
    d'insegnarci che no, così non si fa
    - ma pensa te sto malnato che invece due pagine dopo me lo rifà, ancora.
    E passano i capitoli e passano le pagine, e la sua storia va e s'inerpica, che quasi mi vien paura cada giù, da un momento all'altro, perchè è così fragile, e allora vien da rimproverarlo ancora, di tornare indietro, di stare attento prima di rompersi qualche cosa
    (e farmi venire un colpo!).

    Ma si può doversi preoccupare così? E lui morire se mi ascolta, e morire se fa quel che gli dico!

    Ma come fai a voler male a un libro del genere?
    A dir lui di non crescere svagato e gentile?
    A lui che è dolce, che sussurra, sempre piano, che è sereno, e mai volgare; come fai?
    E ti senti pure un vecchio ottuso, uno sciovinista, e quando non ci pensi e gli urli qualcosa di male (e lui ti sbatte il capitolo in faccia, cambiando discorso), lo senti d'aver esagerato; anche mentre lo stai dicendo, lo sai che stai esagerando.
    Perchè a voler male a libri così non si può.

    E d'un giorno con l'altro, ti ritrovi che è cresciuto, s'è finito, e tu lo guardi, centosessantatre pagine dopo, vestito bene, che ti rimanda lo sguardo e ti chiede, e vorrebbe sapere
    - e bontà di Dio, che vuoi che ti dica?
    vai da tua madre, noi uomini mica siamo così inclini alle smancerie.
    Ma lui è lì, non si schioda, e ti rimanda lo sguardo, e tu che puoi fare?

    Va beh va là, anche se non fai quel che dico io, e non sei quel che speravo e non lo sarai mai, almeno...
    No, non importa
    - spero tu sia felice!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    In questo libro la solitudine gioca un ruolo fondamentale, non solo per il luogo che dà il nome al romanzo: i personaggi principali in un certo senso sono persone profondamente sole o solitarie, cerca ...continua

    In questo libro la solitudine gioca un ruolo fondamentale, non solo per il luogo che dà il nome al romanzo: i personaggi principali in un certo senso sono persone profondamente sole o solitarie, cercano faticosamente il loro spazio nel mondo, si sentono spesso fuori posto, ma continuano la loro ricerca fino al punto di lasciare il loro passato alle spalle. Questo ristorante lontano da tutto e da tutti premia chi si lascia andare, chi accetta le opportunità offerte dal destino, e "castiga" (in senso fiabesco) chi oppone resistenza: interessante notare le esperienze completamente diverse vissute nella locanda dalle due coppie di avventori, la coppia un po' attempata e quella costituita da Viola e Libero.
    Stile surreale da fiaba, il linguaggio e lo stile non mi hanno fatto impazzire.

    ha scritto il 

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