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La Patria, bene o male

Almanacco essenziale dell'Italia unita (in 150 date)

Di ,

Editore: Mondadori

4.0
(522)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 372 | Formato: eBook

Isbn-10: 8852017429 | Isbn-13: 9788852017421 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
"Non sembra il caso di suggerire ai nostri lettori di non aspettarsi i grandiosi affreschi di Tucidide o Tacito, di Machiavelli o Gibbon. Tutti sanno che non siamo storici e non avremmo comunque il mestiere e il genio per guardare a tali altezze. Ma da quei maestri una lezione l'abbiamo pur appresa: la Storia obiettiva, la Storia imparziale, la Storia definitivamente veritiera non esiste, può essere soltanto un'aspirazione, una meta intravista e irraggiungibile. Ogni pagina di questo libro è arbitraria e contestabile. Abbiamo scelto 150 giornate a nostro avviso significative, distribuendole equamente fra i quindici decenni dell'Italia Unita. Ma cosa vuol dire significative? Alcune erano obbligatorie, la breccia di Porta Pia, Caporetto, la marcia su Roma, il rapimento Moro, Mani Pulite, eccetera. Ma molte altre, non senza lunghe discussioni tra di noi, sono state incluse o escluse, con intendimenti ragionevoli e tuttavia opinabili. C'è cronaca rosa e c'è cronaca nera, sinistri figuri stanno accanto a purissimi eroi, non manca Pavarotti, ma è assente la Callas. C'è il Vajont, ma non il Polesine. L'assassinio di Casalegno e non quello di Tobagi. Primo Carnera, Enrico Cuccia e Alberto Sordi non sono chiamati sul palco, solo citati di sfuggita. Abbiamo letto un numero impressionante, ma sempre insufficiente, di testi relativi a ogni episodio, a ogni personaggio, ciascuno dei quali meriterebbe e in certi casi ha meritato, un intero volume, se non interi scaffali. Ma a ogni capitoletto di questa ormai lunga vicenda abbiamo cercato di dare un taglio narrativo, di partire da un particolare più vivido (il rivoluzionario Bakunin che fugge da Bologna travestito da prete, Roberto Saviano sulla sua Vespa scassata in un'esplosiva piazza di Napoli) per evitare ai nostri lettori la triste impressione del grigiore scolastico. Sono 150 racconti contratti, ridotti all'essenziale e dolorosamente privi di infiniti risvolti, sacrifici dettati dalle necessità grafiche del quotidiano torinese La Stampa che ha avuto l'idea e che ha pubblicato nei mesi scorsi queste pagine. Il nostro intento era di offrire un'infarinatura di storia d'Italia a tutti coloro che ne hanno perso memoria o non l'hanno mai avuta. Si tratta di una categoria di persone che conosciamo bene, avendone fatto parte anche noi prima di metterci all'opera. Non che avessimo dimenticato proprio tutto. Ma certo si trattava di ricordi confusi. Ci è venuto il sospetto che non fossimo i soli a trovarci in questa condizione. E, da buoni italiani, abbiamo cercato di metterci una pezza. L'impressione finale è che questa Patria sia una difficile Patria, più volte sull'orlo del baratro, più volte nel baratro precipitata, con continue riprese anche stupefacenti, anche ammirevoli. C'è di che inorgoglirsi, ma purtroppo anche di che vergognarsi. Un Paese irritante, fastidioso, quasi sempre dilaniato da emotività contrapposte e che potrebbe fare molto di più, come dicevano gli insegnanti alle nostre mamme. E ovviamente molto di più avremmo potuto fare anche noi, narrando questa Patria nel bene e nel male."
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    Qui si sente molto la mano di Fruttero, assai meno quella di Gramellini. Per fortuna. Ripasso per date significative dei centocinquant'anni di unità del nostro tribolatissimo paese. Gradevole ed ...continua

    Qui si sente molto la mano di Fruttero, assai meno quella di Gramellini. Per fortuna. Ripasso per date significative dei centocinquant'anni di unità del nostro tribolatissimo paese. Gradevole ed interessante.

    ha scritto il 

  • 4

    Per chi non sa...

    ...che l'Italia, in 150 e più anni, non è cambiata mai: è rimasta sempre uguale a sè stessa! Questo libro, nelle sue ministorie da due o tre pagine spesso nere di tragedia o rosse di vergogna, ne ...continua

    ...che l'Italia, in 150 e più anni, non è cambiata mai: è rimasta sempre uguale a sè stessa! Questo libro, nelle sue ministorie da due o tre pagine spesso nere di tragedia o rosse di vergogna, ne dà dignitosa e accurata contezza.

    ha scritto il 

  • 4

    E' sicuramente utile per darsi una rinfrescata sugli ultimi 150 anni di storia dell'Italia e, allo stesso tempo, è utile per capire quanto poco siamo cambiati, e quanto i nostri errori e le nostre ...continua

    E' sicuramente utile per darsi una rinfrescata sugli ultimi 150 anni di storia dell'Italia e, allo stesso tempo, è utile per capire quanto poco siamo cambiati, e quanto i nostri errori e le nostre ipocrisie siano sempre gli stessi. Ironico al punto giusto, è davvero semplice da leggere, pur se le tematiche sono, spesso e volentieri, dure e crude.

    ha scritto il 

  • 4

    Prendi una coppia di scrittori arguti e dotati di classe sopraffina. Aggiungi aneddoti e fatti salienti della Repubblica Italiana raccontati con grande garbo e sottile ironia. Risultato: un libro ...continua

    Prendi una coppia di scrittori arguti e dotati di classe sopraffina. Aggiungi aneddoti e fatti salienti della Repubblica Italiana raccontati con grande garbo e sottile ironia. Risultato: un libro godibilissimo e molto ben riuscito.

    ha scritto il 

  • 3

    "Non sembra il caso di suggerire ai nostri lettori di non aspettarsi i grandiosi affreschi di Tucidide o Tacito, di Machiavelli o Gibbon. Tutti sanno che non siamo storici e non avremmo comunque il ...continua

    "Non sembra il caso di suggerire ai nostri lettori di non aspettarsi i grandiosi affreschi di Tucidide o Tacito, di Machiavelli o Gibbon. Tutti sanno che non siamo storici e non avremmo comunque il mestiere e il genio per guardare a tali altezze. Ma da quei maestri una lezione l'abbiamo pur appresa: la Storia obiettiva, la Storia imparziale, la Storia definitivamente veritiera non esiste, può essere soltanto un'aspirazione, una meta intravista e irraggiungibile. Ogni pagina di questo libro è arbitraria e contestabile. Abbiamo scelto 150 giornate a nostro avviso significative, distribuendole equamente fra i quindici decenni dell'Italia Unita.

    ha scritto il 

  • 3

    Gramellini (poiché mi pare un libro gramelliniano più che frutteriano) va preso a piccole dosi; la sua "normalità", intesa come buon senso, ironia, moderazione, a dosi intensive finisce per ...continua

    Gramellini (poiché mi pare un libro gramelliniano più che frutteriano) va preso a piccole dosi; la sua "normalità", intesa come buon senso, ironia, moderazione, a dosi intensive finisce per annoiare. In questi 150 brani sulla cronaca italiana dall'Unità ad oggi manca un po' di sana rabbia che nasce solo da cattiveria e indignazione, solo dal dolore provato in prima persona, dal disgusto; quindi non bastano moderazione ed una onesta intelligenza.

    Citazione citabile: "aspiranti modelle e modelle aspiranti cocaina".

    ha scritto il