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La Peau De Chagrin

By Honore de Balzac

(17)

| Others | 9782737001833

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Book Description

23 Reviews

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  • 5 people find this helpful

    I grandi non deludono.

    "Unica mia ambizione è stata quella di vedere. Vedere non è forse sapere? Oh! Sapere, caro giovanotto, non è godere attraverso l'intuizione? Non è scoprire la sostanza stessa del fatto e impadronirsene nella sua essenza? Cosa resta di un possesso m ...(continue)

    "Unica mia ambizione è stata quella di vedere. Vedere non è forse sapere? Oh! Sapere, caro giovanotto, non è godere attraverso l'intuizione? Non è scoprire la sostanza stessa del fatto e impadronirsene nella sua essenza? Cosa resta di un possesso materiale? Un'idea. Perciò valutate voi come deve essere bella la vita di un uomo che, riuscendo a imprimere tutta la realtà nel suo pensiero, trasporta nella sua anima la fonte della felicità e ne ottiene mille piaceri ideali intatti da ogni terrena sozzura. La chiave di tutti i tesori è il pensiero che procura le gioie e non le preoccupazioni dell'avaro. Così, osservando il mondo dall'alto, il mio piacere è sempre consistito nel godimento intellettuale. La mia dissolutezza era tutta nella contemplazione dei mari, dei popoli, delle foreste, delle montagne! Ho visto tutto, ma senza fatica, tranquillamente; non ho mai desiderato nulla, ho atteso tutto. Ho passeggiato nell'universo come nel giardino di una dimora che mi appartenesse. Ciò che gli uomini chiamano dispiaceri, amori, ambizioni, sconfitta, tristezza, per me sono idee che riesco a trasformare in immaginazioni; le esprimo, le realizzo invece di sentirle; piuttosto che consentire loro di divorare la mia vita, le drammatizzo, le sviluppo, mi diverto come farei con dei romanzi leggendoli attraverso una visione interiore. Non avendo affaticato il mio organismo, godo di una salute robusta. La mia anima ha ereditato tutta la forza di cui non ho abusato e la ma testa perciò è ben più fornita di quanto non lo siano questi magazzini. Qui", disse battendosi la fronte, "qui sono i veri milioni. Passo giornate deliziose gettando sul passato uno sguardo capace di capire, evoco interi paesi, luoghi, panorami marini, bei personaggi storici! Ho un harem immaginario dove sono il signore di donne mai possedute. Spesso rivedo le vostre guerre, le vostre rivoluzioni, e le giudico. Oh! Come è possibile preferire febbrili, passeggere ammirazione per le carni più o meno colorite, per forme più o meno tonde! Come è possibile preferire il crollo di tutti i vostri desideri delusi alla sublime facoltà di far nascere in se stessi l'universo, al piacere immenso di muoversi senza l'impaccio di vincoli temporali o di ostacoli spaziali, al piacere di poter abbracciare tutto, di vedere tutto, di chinarsi sulla riva del mondo per interrogare le altre sfere, per ascoltare Dio! Questo", disse con voce squillante e intanto mostrava la Pelle di zigrino, "è il potere e il volere uniti insieme. Qui sono le vostre idee sociali, i vostri desideri eccessivi, le intemperanze, le gioie che vi uccidono, i dolori che vi lasciano vivere troppo; il male, infatti, forse non è altro che un piacere violento. Chi potrebbe stabilire il punto in cui la voluttà diventa un male e quello in cui il male è ancora voluttà? La parola Saggezza non deriva dalla parola sapere? E cos'altro è la follia se non l'eccesso di un volere o di un sapere?".
    "Ebbene sì, voglio vivere con eccesso" disse lo sconosciuto afferrando la Pelle di zigrino.

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    Moscarda said on Jun 21, 2014 | 1 feedback

  • 23 people find this helpful

    Gli ho dato 4 stelle perché il finale è palpitante e grandioso, in un crescendo di tragicità che crea quasi un malessere nel lettore. Però questo romanzo di Balzac non mi ha stregato, in alcuni momenti mi ha annoiato, riconosco la bellezza della scri ...(continue)

    Gli ho dato 4 stelle perché il finale è palpitante e grandioso, in un crescendo di tragicità che crea quasi un malessere nel lettore. Però questo romanzo di Balzac non mi ha stregato, in alcuni momenti mi ha annoiato, riconosco la bellezza della scrittura, la sua ricchezza ed esuberanza che solo in Balzac trovo,che però in questo romanzo sono esagerate da un’ansia enciclopedica dello scrittore (che rallenta la lettura e la rende pesante); quando leggo Balzac ho la sensazione che la sua penna scriva per conto proprio, tanto è perfetta la costruzione del periodo, con espressioni lapidarie ed aforistiche che non appesantiscono ma arricchiscono i pensieri, tanto sono vivide le immagini della fauna umana che riempie il bel mondo di Parigi e le pagine del romanzo, a partire, in questo caso, da Raphael, il giovane protagonista, un poeta sognatore ed idealista alla ricerca della donna da amare cui dedicare la vita. Pensa di trovarla nella contessa Fedora, fredda e indifferente nella sua bellezza algida e chiusa ai sentimenti in un egoismo cinico che la rende una splendida statua di ghiaccio, quando invece non si accorge del vero amore, semplice e forte, limpido e luminoso come una tersa giornata di sole, quello della modesta Pauline, fanciulla dalla bellezza calda e dal cuore gonfio d’amore. Tutt’intorno una società marcia, malata di corruzione, invidie ed egoismo, in cui contano soltanto il luccicare delle monete e le ricchezze delle vesti e dei gioielli: vivere in quel mondo significa desiderare sempre di più, ma a cosa porta il desiderio di possedere? L’avidità porta alla morte, dice Balzac, anche soltanto quella sociale, perché i riconoscimenti e le lusinghe attribuiti a chi ha il potere sono falsi risultati, vuoti e caduchi.
    Si tratta di un romanzo senza speranza, amaro e disperato, in cui la critica aspra che Balzac è solito fare nei suoi romanzi ai costumi della società parigina, marcia fino al midollo e dedita al solo dio denaro, è radicale, non si salva niente e nessuno.

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    sandra said on Mar 8, 2014 | 9 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Cupo e fatalista è un romanzo dove Balzac da sfoggio ad un sapere enciclopedico che attraversa tutto il romanzo. Dissoluzione, meglio un giorno da leone che cento da pecora, amore impossibile, buoni e cattivi sentimenti attraversano trasversalmente ...(continue)

    Cupo e fatalista è un romanzo dove Balzac da sfoggio ad un sapere enciclopedico che attraversa tutto il romanzo. Dissoluzione, meglio un giorno da leone che cento da pecora, amore impossibile, buoni e cattivi sentimenti attraversano trasversalmente tutto il romanzo. Ne esce una Parigi, "sporca" dove si vive alla giornata e pur di essere nei salotti giusti si sperperano fortune o si nasconde una vita di stenti. Fortuna e rovina possono arrivare in qualunque momento. Il protagonista baratta la soddisfazione dei suoi più ambiziosi e costosi desideri con la durata della propria vita. Una via di mezzo tra Faust ed Dorian Gray. L'amore vero e puro non sarà sufficiente per esorcizzare il malefico influsso del talismano.

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    Diceros said on Aug 11, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "è un libro "nero", amaro, disperante."

    la rappresentazione di una società orrenda e in cui i giovani non possono far altro che perdersi. Rafael de Valentin (personaggio autobiografico di Balzac) è un ragazzo povero ed ingenuo che cerca di sopravvivere lavorando ad un'opera letteraria, ma ...(continue)

    la rappresentazione di una società orrenda e in cui i giovani non possono far altro che perdersi. Rafael de Valentin (personaggio autobiografico di Balzac) è un ragazzo povero ed ingenuo che cerca di sopravvivere lavorando ad un'opera letteraria, ma per alcune amicizie moleste viene spinto a frequentare Fedora, una donna ricca e fredda, di cui si innamora. Questa non ricambiando il suo amore se lo tiene egoisticamente come gingillo e quando si stanca lo allontana. E' qui che entra in atto la parte "fantastica" del libro, perchè Rafael fa un patto con un vecchio filosofo che gli offre la Pelle di Zigrino come talismano per accontentare ogni suo desiderio. Quindi ad ogni desiderio che la Pelle accontenterà lui perderà anni di vita. Rafael vede quindi la sua vita restringersi giornalmente e decide di vivere asceticamente nel suo palazzo per non desiderare + nulla. Solo l'amore per Pauline, antica compagna di sventure, gli farà cambiare idea e ricominciare a vivere e a sperare. Il "nero" del libro sta qui: ormai la sua vita e persa e nemmeno nell'amore c'è redenzione. Alla fine la domanda che rimane aperta è: è meglio sopravvivere senza passioni e desideri e piaceri o è meglio vivere intensamente?<br>
    Il libro è scritto bene, in modo a volte trascinante, a volte lento e descrittivo. Alcuni accenni a personaggi e a scrittori, alcune citazioni, alcuni dialoghi non sono pienamente capibili (almeno da me) per la troppa contemporaneità.

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    Maya 1978 said on Jun 19, 2013 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful


    Quattro ragazze di lato si facevano delle foto con il loro
    super computer e ridevano e cose così

    sull'altro lato un ragazzo da solo leggeva un libro
    dalla copertina bianca e rossa un libro di lotta

    comunista
    le ragazze alzavano il dito medio e si ...(continue)


    Quattro ragazze di lato si facevano delle foto con il loro
    super computer e ridevano e cose così

    sull'altro lato un ragazzo da solo leggeva un libro
    dalla copertina bianca e rossa un libro di lotta

    comunista
    le ragazze alzavano il dito medio e si mettevano in posa e

    l'altra scattava
    il ragazzo teneva gli occhi sul libro e ogni tanto

    li alzava e di tre quarti guardava le fanciulle
    con una leggerissima smorfia di disprezzo

    la cosa strana secondo me è che leggesse senza matita
    allora io ho pensato che non provasse disprezzo per le fanciulle

    (che facevano il loro mestiere: giovani giovani ridevano mostrando denti perfetti e scattavano foto)

    ma fosse furioso con sé stesso perché sprovvisto di
    matita, senza la quale i concetti della lotta di classe

    si dissolvevano in aria, come tutto ciò che è solido.
    il ritardo strepitoso del treno per milano delle

    17.50, ritardo di 35 minuti, non turbava i denti
    bianchi delle ragazze, e non turbava il fanciullo

    protetto da foltissima e curatissima barba.
    io sono sceso prima di tutti ma sia le vite delle

    ragazze sia la vita del giovane cultore dell'arrovesciamento
    (non inevitabile ma doveroso) dei rapporti sociali

    mi sembravano spensierate e
    tranquille, e chissà il 31 cosa faranno

    e chissà se c'è una pagina in rete in cui
    loro descrivono me

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    [radek] said on Dec 15, 2012 | 1 feedback

  • 7 people find this helpful

    Il tempo passa, ma restiamo uguali

    Il dilemma è:
    una vita breve e intensa o lunga e senza apparenti stravolgimenti?
    Naturalmente è una grande semplificazione questa, ma qui si narra la storia di un ragazzo caduto in misera, a cui piace studiare e che si innamora di un'irraggiungibile ...(continue)

    Il dilemma è:
    una vita breve e intensa o lunga e senza apparenti stravolgimenti?
    Naturalmente è una grande semplificazione questa, ma qui si narra la storia di un ragazzo caduto in misera, a cui piace studiare e che si innamora di un'irraggiungibile donna, ricca e bella.
    La sua povertà non gli permette di poter vivere e tentare appieno di conquistare questa donna (inconquistabile, peraltro) e così accetta da un antiquario una pelle di zigrino (asino asiatico) che esaudirà tutti i suoi desideri. In cambio della sua vita.
    La storia sembra quasi un pretesto per Balzac per dissertare su un sacco di temi. La società, la vecchiaia, le malattie, il potere, l'amore e la morte.
    Non scorrono facili le prime pagine, Balzac usa un linguaggio al quale siamo ormai poco abituati... ma pazienti e prosegua solo il lettore che non cerca solo una storia o uno svago, ma spunti interessanti di riflessione su argomenti sempre attuali.

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    Agata e la tempesta said on Dec 14, 2012 | 4 feedbacks

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