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La Peste

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4.1
(4643)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 75 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Chi traditional , French , Spanish , Japanese , Chi simplified , Italian , Greek , Swedish , Portuguese , Catalan , Polish , Dutch , Finnish , Indian (Hindi) , Danish , Czech , Afrikaans

Isbn-10: 3464003035 | Isbn-13: 9783464003039 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Audio CD

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Social Science

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Buchbeschreibung
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  • 4

    quando a casa mia passò la gastroenterite

    pensavo di dover morire per carenza di liquidi

    allora buttavo giù la nausea deglutendo

    sono passati dieci anni

    adesso non do un euro ai postulanti per ripicca ...weiter

    quando a casa mia passò la gastroenterite

    pensavo di dover morire per carenza di liquidi

    allora buttavo giù la nausea deglutendo

    sono passati dieci anni

    adesso non do un euro ai postulanti per ripicca

    sono molto cambiato da allora

    gesagt am 

  • 3

    Nella città scoppia all’improvviso un’epidemia. All’inizio non si capisce bene di che si tratti, o comunque non si vuol creare allarme tra i cittadini, ma arriva il momento in cui non si può più nasco ...weiter

    Nella città scoppia all’improvviso un’epidemia. All’inizio non si capisce bene di che si tratti, o comunque non si vuol creare allarme tra i cittadini, ma arriva il momento in cui non si può più nascondere la testa sotto la sabbia, è necessario prendere delle misure decise per circoscrivere e fermare la peste.

    Il dottor Rieux, illustre e rispettato cittadino di Orano, inizia la cronaca degli eventi, dallo scoppio dell’epidemia fino all’isolamento degli abitanti, per finire con la riapertura delle porte cittadine.

    E’ decisamente un libro da leggere, un classico della letteratura francese del quale non si può ignorare l’esistenza. Però ci sono troppi personaggi dai nomi simili che mettono in non poca difficoltà e l’atmosfera creata dall’autore è esageratamente cupa. Troppa per i miei gusti!

    gesagt am 

  • 3

    La peste come metafora del male attraverso cui analizzare tutti i sentimenti umani che ne scaturiscono.
    A farla da padrone l'egoismo, la chiusura verso gli altri, la paura anche se qualche esempio pos ...weiter

    La peste come metafora del male attraverso cui analizzare tutti i sentimenti umani che ne scaturiscono.
    A farla da padrone l'egoismo, la chiusura verso gli altri, la paura anche se qualche esempio positivo emerge, su tutti la figura del personaggio principale, il dottor Rieux.
    Bel libro, ma a tratti pesante e non all'altezza de L'étranger che ho amato alla follia.

    gesagt am 

  • 5

    Excelente obra de Camus, Narrada tras la segunda guerra mundial es un texto muy simbólico, oprimente, pero con un final positivo, que destaca el lado mejor de las personas, que el propio autor valora ...weiter

    Excelente obra de Camus, Narrada tras la segunda guerra mundial es un texto muy simbólico, oprimente, pero con un final positivo, que destaca el lado mejor de las personas, que el propio autor valora que es superior a los negativos en la raza humana. Una llamada a la solidaridad. Muy recomendable

    gesagt am 

  • 3

    La storia è semplice: ad Orano, città della costa algerina, scoppia all'improvviso un'epidemia di peste e il libro è il resoconto, visto dagli occhi di un testimone diretto, del divampare della malatt ...weiter

    La storia è semplice: ad Orano, città della costa algerina, scoppia all'improvviso un'epidemia di peste e il libro è il resoconto, visto dagli occhi di un testimone diretto, del divampare della malattia e delle sue conseguenze sulla vita e sugli animi degli abitanti. Lo stile è esplicitamente semplice, senza fronzoli, ridotto alla descrizione delle vicende e, soprattutto, all'analisi degli stati d'animo delle persone, sia presi come collettività sia esemplificati in una rosa di 5-6 personaggi su cui l'autore punta l'attenzione. Ovviamente è chiaro, anche dai vari discorsi tra i protagonisti, che tutta la vicenda è metafora per la condizione generale dell'umanità, tra il male nella sua più ampia accezione, rappresentato dalla peste, e quello che il singolo fa per affrontarlo, e il significato di questa lotta. Interpretazione probabilmente superficiale, mi rendo conto che è solo un toccare la superficie della profonda allegoria di Camus, ma di certo non ho le qualifiche per commentare più approfonditamente.
    Voto: 7,5

    gesagt am 

  • 3

    "Non durerà, è cosa troppo stupida"

    Le premesse di questo romanzo sono ottime: assistiamo all'isolamento degli abitanti sentimentali, ma non abbastanza, di una città moderna causato da un improvviso scoppio di peste.
    Mentre ognuno è imp ...weiter

    Le premesse di questo romanzo sono ottime: assistiamo all'isolamento degli abitanti sentimentali, ma non abbastanza, di una città moderna causato da un improvviso scoppio di peste.
    Mentre ognuno è impegnato nelle sue abitudini, i topi cominciano ad invadere le strade e i pianerottoli finché non si scoprono i primi malati di questo vecchio e inarrestabile male.
    Ho sempre trovato interessanti le storie dei grandi flagelli della storia e affascinanti le grandi epidemie, quindi non potevo non leggere questo romanzo. Alcuni particolari mi sono piaciuti, come l'invasione di topi all'inizio e la descrizione delle progressive decisioni dell'amministrazione, ma l'autore rimane, secondo me, troppo al di fuori della storia. Non vi ho trovato troppo coinvolgimento emotivo, specialmente nel dottore, che opera quasi come una macchina instancabile.
    Il primo paragone che mi è venuto in mente è quello con Cecità di Saramago: all'improvviso scoppia un'epidemia di cecità ed entriamo nelle case della gente colpita. Si sentono una sofferenza e un'indifferenza insopportabili, emerge la paura di chi ancora sta bene e cerca di allontanare i propri cari per evitare il contagio; vengono istituite strutture sorvegliate da militari per non far scappare i malati che vengono abbandonati.
    In La peste questa sofferenza non l'ho trovata, sembra quasi di leggere ciò che succede dalle pagine di un giornale.
    Resta comunque molto bella l'idea della storia, come anche quella di mettere insieme dei personaggi molto diversi, ognuno con le sue abitudini, e quella di raccontare dell'avvicinamento della gente alla chiesa nelle fasi iniziali del contagio.
    "I nostri concittadini (...) continuavano a concludere affari e a preparare viaggi, avevano delle opinioni. Come avrebbero pensato alla peste, che sopprime il futuro, i mutamenti di luogo e le discussioni? Essi si credevano liberi, e nessuno sarà mai libero sino a tanto che ci saranno i flagelli."

    gesagt am 

  • 5

    Quando ci si riferisce alla peste, a Venezia, il collegamento immediato è con la sontuosa Basilica della Madonna della Salute, costruita nel 1631 come ringraziamento per la fine dell'epidemia di peste ...weiter

    Quando ci si riferisce alla peste, a Venezia, il collegamento immediato è con la sontuosa Basilica della Madonna della Salute, costruita nel 1631 come ringraziamento per la fine dell'epidemia di peste in città. Un elemento in particolare, che si trova all'interno di questa Basilica, ha popolato i miei incubi di bambina: la statua che raffigura la peste come una vecchietta che batte in ritirata, raggrinzita e repellente, che per me rappresentava il non plus ultra della “strega”. Una figura che in altri contesti avrebbe potuto anche suscitare compassione, una rappresentazione che sembra sottodimensionata rispetto alla gravità del flagello, ma capace di inquietarmi moltissimo. Una vecchietta viscida, subdola, ingannatrice, veramente angosciante. Forse nella mia mente quella statua è ancora oggi una delle più efficaci rappresentazioni del Male, e capisco bene, quindi, perché così tanti scrittori hanno scelto di usare la peste come metafora di questo male; Camus, in particolare, non la usa solo in un momento della vicenda che racconta, ma attorno ad essa fa girare un intero romanzo. Sul significato della peste già tutto è stato detto, sarebbe ridondante da parte mia erigermi a commentatrice pleonastica del romanzo, ma ci terrei a sottolineare il valore della realtà concreta in quest'opera: grande spazio è dato da Camus alla confutazione dell'idea che la peste sia un male astratto, gli appestati soffrono in modo molto concreto e chi decide di curarli sperimenta la spossatezza fisica; il male e il bene nel romanzo non sono mai astratti, non sono delle idee, gli uomini ne soffrono e ne gioiscono. Nessuna idea astratta potrà mai contare di più della vita umana per Rieux, ma questo già ce l'aveva insegnato, a sue spese, Raskol'nikov.

    gesagt am 

  • 2

    La peste è la metafora del Male e attraverso il racconto possiamo osservare i diversi comportamenti della popolazione e il diverso modo di reagire. E’ una riflessione sul valore della vita e della mor ...weiter

    La peste è la metafora del Male e attraverso il racconto possiamo osservare i diversi comportamenti della popolazione e il diverso modo di reagire. E’ una riflessione sul valore della vita e della morte.
    https://arieljulie.wordpress.com/2015/01/24/la-peste-di-albert-camus/

    gesagt am 

  • 4

    Mi sono sempre piaciute le narrazioni che affrontano fatti più o meno importanti di Storia attraverso le vite degli individui e il loro modo personale di approcciarsi a una situazione che determina e ...weiter

    Mi sono sempre piaciute le narrazioni che affrontano fatti più o meno importanti di Storia attraverso le vite degli individui e il loro modo personale di approcciarsi a una situazione che determina e cambia la collettività. In questo caso Camus fa scendere sulla città algerina di Oran un flagello che sembra quasi venuto dal cielo, indipendentemente dalla volontà degli uomini, ma che gli uomini devono imparare a gestire e -anche se Camus sembra non crederci troppo- a sconfiggere, ciascuno attraverso le proprie capacità e attitudini. Gli uomini sono schiacciati da un peso troppo grande (qui della peste, ma metaforicamente potrebbe essere qualsiasi tipo di Male) e l'individualità viene annullata per far posto a un terrore e un pensare comune, anche se le reazioni delle persone si differenziano: c'è chi agisce concretamente dandosi da fare, chi si appella alla volontà e alla bontà di Dio, chi è fatalista, chi cerca di guadagnarci, chi mantiene coerenza, chi rivede mille volte la sua posizione.
    Non è, in effetti, un romanzo propriamente da gustare, ma è eccezionale per la sua profondità e ricchezza di argomenti e riflessioni, che danno voce alle esistenze e alla sensibilità degli uomini rivelandone la fragilità e la finitezza.

    J'ai toujours aimé les récits, qui traitent avec les événements de l'Histoire en racontant la vie des individus e leur façon de s'approcher aux situations.
    En ce cas Camus raconte du fléau de la peste, qui frappe la ville d'Oran en Algerie. Le fléau semble envoyé du ciel, indépendamment de la volonté des hommes, mais il faut que ils apprennent à le gérer et -quoique Camus semble n'y croire pas- à le battre, chacun grâce à leurs capacités et attitudes.
    Les gens se trouvent écrasés par un poids trop grand de supporter seuls (ici par la peste, mais métaphoriquement pourrait être n'importe quoi) et donc l'individualité est annulée pour faire de la place au sentiment collectif de la peur.
    Les réactions sont très différentes: quelqu'un travaille concrètement pour la communauté, autres s'adressent à Dieu, à sa volonté et sa bonté, autres sont fatalistes, autres encore cherchent de gagner de la situation, quelqu'un c'est cohérent pour tout le période e quelqu'un autre change d'attitude mille fois.
    "La peste" n'est pas, en effet, un roman à savourer, mais il est exceptionnel pour sa profondeur et richesse d'argumentations et réflexions, qui donnent voix aux existences et à la sensibilité des hommes, en révélant leur fragilité et finitude.

    gesagt am 

  • 5

    Gran novela, de enorme profundidad. La narración puede parecer fría y desapasionada, yo creo esto es porque es totalmente objetiva, muy honesta, llena de verdad. Se reivindica lo mejor del espíritu hu ...weiter

    Gran novela, de enorme profundidad. La narración puede parecer fría y desapasionada, yo creo esto es porque es totalmente objetiva, muy honesta, llena de verdad. Se reivindica lo mejor del espíritu humano. Me emociona ver como las personas, ante una catástrofe tan enorme, van pasando paulatinamente de buscar el bien particular a entregarse por el bien común. Se llega a la solidaridad con los semejantes, no a través del corazón y los sentimientos, sino con el cerebro y el razonamiento. No hay héroes aquí, solo hay personas que hacen lo que tienen que hacer porque si no, nadie lo hará. La novela es en definitiva, como tienen que ser los buenos médicos, se puede tomar como un homenaje a los profesionales de la medicina, a gente como el doctor Rieux. Ahora mismo hay mujeres y hombres como él luchando contra el ébola en África. ¿Que queréis que os diga? Estas cosas me devuelven un poco la fe en la raza humana.

    gesagt am 

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