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La Pianista

By Elfriede Jelinek

(3)

| Hardcover | 9788466405416

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Book Description

108 Reviews

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    Te le suona

    Erika Kohut è una pianista viennese prossima ai quaranta anni la cui esistenza è da sempre stata eterodiretta dalla madre dispotica. Tutto nella vita di Erika è stato pianificato da sua madre, che l'ha sempre tenuta lontana da tutte le esperienze del ...(continue)

    Erika Kohut è una pianista viennese prossima ai quaranta anni la cui esistenza è da sempre stata eterodiretta dalla madre dispotica. Tutto nella vita di Erika è stato pianificato da sua madre, che l'ha sempre tenuta lontana da tutte le esperienze della vita, convinta che il solo scopo della figlia fosse il pianoforte e con esso il riconoscimento sociale che ne deriva. Le amicizie, gli amori, le passeggiate, lo sport, i viaggi: tutto è stato sacrificato per l'obiettivo di diventare una concertista di talento.
    Anche il più docile degli animali, tenuto alla catena, s'incattivisce. Ed Erika non fa eccezione. Nel tempo è diventata una donna totalmente priva di passioni ed empatia, impermeabile ai sentimenti. Tutto in lei è frustrazione, soprattutto la sessualità, che viene vissuta come qualcosa di ripugnante.
    Walter Klemmer, un aitante studente di ingegneria, si invaghisce di Erika, sua professoressa di pianoforte presso il conservatorio di Vienna. Walter è un inno alla vitalità della gioventù, e riesce ad insinuarsi tra le difese di Erika fino a scardinarle: i due divengono amanti o almeno ci provano.
    Erika è totalmente inesperta ed incapace di gestire una qualsiasi relazione basata sugli affetti: il contatto dei due opposti sarà distruttivo per entrambi.

    Il grande merito di Elfriede Jelinek è quello di regalarci una figura totalmente malata immersa in una Vienna non da cartolina. I personaggi di questo romanzo sono come animali della stessa specie che passano il tempo cercando di divorarsi a vicenda, rettili sdentati che lottano senza posa per strapparsi brandelli di carne. La scrittura ricca di metafore sa restituire con freddezza e lucidità tutti i loro malsani moti interiori, senza nasconderci niente, alzando sempre un po' di più l'asticella.
    Soprattutto nella prima parte basta l'uso dei pronomi scritti in maiuscolo per trasmettere tutta l'autoreferenzialità della protagonista. L'assoluta incapacità di Erika di relazionarsi alla realtà è palese. Ma non c'è nessun tentativo da parte dell'autrice di farci provare empatia per questa figura meschina o per quella ancora peggiore della madre. Aspettatevi pagine dure e spietate, asfissianti.
    Sulla distanza purtroppo il romanzo perde di tono, diventando pesante soprattutto nell'ultima parte, dopo che la passione tra i due amanti cerca uno sfogo. Tutto ciò che c'è prima invece l'ho letto con molto piacere, sebbene non sia una lettura per svagarsi (ne consiglio la lettura nei freddi mesi invernali).

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    ziabice said on Jun 28, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    ‘La pianista’ è un libro davvero bellissimo, che unisce alla trama intrigante una pungente e talvolta amara ironia; narra del difficile, morboso rapporto tra una madre e una figlia la quale, per fuggire la prigione rappresentata dall’affetto della ge ...(continue)

    ‘La pianista’ è un libro davvero bellissimo, che unisce alla trama intrigante una pungente e talvolta amara ironia; narra del difficile, morboso rapporto tra una madre e una figlia la quale, per fuggire la prigione rappresentata dall’affetto della genitrice, si rifugia in una vita tutta sua, un po’ sogno un po’ realtà, fino alla drammatica esperienza erotico-sentimentale con un allievo di pianoforte da cui esce inevitabilmente sconfitta e umiliata.

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    Daria49 said on May 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Linguisticamente potentissimo, un autentico pugno allo stomaco: non oso immaginare la potenza di queste pagine in lingua tedesca. Dopo questo libro urge qualcosa di decisamente più leggero e scorrevole.

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    Francesco said on Mar 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Già lasciato a metà qualche anno fa,ho voluto riprovarci per vedere se nel frattempo qualcosa era cambiato (io più che il libro).
    Come volevasi dimostrare niente è mutato rispetto alla prima impressione,a parte una maggiore sopportazione della noia. ...(continue)

    Già lasciato a metà qualche anno fa,ho voluto riprovarci per vedere se nel frattempo qualcosa era cambiato (io più che il libro).
    Come volevasi dimostrare niente è mutato rispetto alla prima impressione,a parte una maggiore sopportazione della noia.
    Stessa sensazione di inutile morbosità in questa storia di un rapporto malato tra madre e figlia.
    A esser buoni,per i temi trattati,si potrebbe considerare l'autrice una lontana parente di Bernhard,troppo lontana,putroppo.

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    paolo said on Dec 2, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    libro bello pesante, non per lo stile, ma per il contenuto. mi è stato consigliato e l'ho letto per sfizio, finendo per divorarlo...finirete a girare per le strade chiedendovi chi delle persone che vi sono attorno potrà assomigliare alla maestra di p ...(continue)

    libro bello pesante, non per lo stile, ma per il contenuto. mi è stato consigliato e l'ho letto per sfizio, finendo per divorarlo...finirete a girare per le strade chiedendovi chi delle persone che vi sono attorno potrà assomigliare alla maestra di piano...insomma mi è piaciuto un casino per la profondità del personaggio, lo stile e i tempi della scrittura che mi hanno catapultato nel mondo malato della realazione simbiotica tra Erika e la madre...buona lettura

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    Belin said on Oct 28, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E' un libro molto particolare, molto "mitteleuropeo". E' un romanzo al femminile che esplora i rapporti ambigui e pericolosi tra madre e figlia, le aspettative, le sopraffazioni, l'incomunicabilità, la solitudine tra due esseri fragili. E in tutto qu ...(continue)

    E' un libro molto particolare, molto "mitteleuropeo". E' un romanzo al femminile che esplora i rapporti ambigui e pericolosi tra madre e figlia, le aspettative, le sopraffazioni, l'incomunicabilità, la solitudine tra due esseri fragili. E in tutto questo il maschio o meglio quel giovane cui la protagonista voleva affidare il suo annullamento e forse il suo riscatto fa una ben misera figura. C'è nel libro un doloroso cammino verso la scoperta di sé piuttosto che un percorso di consapevolezza del proprio essere sottomessa, del proprio desiderio sadomaso, un bisogno di appoggiarsi a qualcuno che avrebbe potuto farle scoprire chi lei fosse forse emancipandola dalla mente e dalla presenza della madre. Una scrittrice innovativa e unica.

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    Elisa said on Sep 19, 2013 | Add your feedback

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