La Placa del Diamant

Per

Editor: El Observador De La Actualidad

3.9
(1033)

Language: Català | Number of Pàgines: 184 | Format: Paperback | En altres llengües: (altres llengües) Spanish , English , Italian , German

Isbn-10: 8429734546 | Isbn-13: 9788429734546 | Data publicació: 

També disponible com: Others , Softcover and Stapled , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descripció del llibre
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  • 4

    Veramente sorprendente quest'autrice spagnola, apprezzata da Gabriel Garcia Marquez ma che personalmente non conoscevo. La Rodoreda ci racconta in prima persona la vita quotidiana di una donna semplic ...continua

    Veramente sorprendente quest'autrice spagnola, apprezzata da Gabriel Garcia Marquez ma che personalmente non conoscevo. La Rodoreda ci racconta in prima persona la vita quotidiana di una donna semplice, ma non per questo meno profonda, immersa nella storia politica e sociale della Spagna degli anni della guerra civile e della dittatura franchista. Senza tanti discorsi o spiegazioni teoriche ci fa vivere dal di dentro insieme a Colombetta/Natalia le sofferenze e le privazioni della guerra, l'angoscia della povertà assoluta, la disperazione di non avere nulla da dare da mangiare ai propri figli, la fatica fisica e la rassegnazione a veder sfumare i propri sogni.
    Ne viene fuori la figura di un'eroina inconsapevole ma forse proprio per questo ancora più vera e umana, che raggiunge il culmine della sua drammaticità nell'urlo finale che la libera finalmente dalla sofferenza interiore e le consente di vivere il resto dei suoi giorni in serenità e in pace, come ben si intuisce dalla scena finale.

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  • 3

    Concordo con la quarta copertina secondo la quale l'autrice riesce perfettamente a rendere l'atteggiamento ingenuo della protagonista della storia. Processo non facile, quindi complementi a Rodoreda.
    ...continua

    Concordo con la quarta copertina secondo la quale l'autrice riesce perfettamente a rendere l'atteggiamento ingenuo della protagonista della storia. Processo non facile, quindi complementi a Rodoreda.
    Detto questo, dieci pagine di ingenuità sarebbero già pesanti, duecentocinquantacinque sono quasi insopportabili.

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  • 4

    La Piazza Del Diamante

    La Piazza del Diamante è la storia di una donna , dell'amore,la storia di una gioventù frustata . Tra realismo e simbolismo.Ma può essere letta anche come metafora della storia della Catalogna,dagli a ...continua

    La Piazza del Diamante è la storia di una donna , dell'amore,la storia di una gioventù frustata . Tra realismo e simbolismo.Ma può essere letta anche come metafora della storia della Catalogna,dagli anni trenta agli anni sessanta.
    MACONDO

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  • 3

    Tu vivi la tua miglior gioventù possibile – troverà sempre il modo per farti del male e per restare comunque la tua età più bella – che tanto la tua vita un modo per tirarti dentro a una guerra, a una fine del mondo, lo trova sempre.

    Asparagina. La cucina puzzava di scarafaggi. Erano tutti vecchi, almeno quarantenni. E Quimet diceva che lui e io eravamo uguali, perché io avevo fatto i bambini e lui aveva fatto un verme lungo quind ...continua

    Asparagina. La cucina puzzava di scarafaggi. Erano tutti vecchi, almeno quarantenni. E Quimet diceva che lui e io eravamo uguali, perché io avevo fatto i bambini e lui aveva fatto un verme lungo quindici metri. Puzzavo tutta di colombi. Invece di spaventare i colombi perché abbandonassero la covata, cominciai a prendere le uova e a scuoterle furiosamente. Aspettavo che dentro ci fosse il colombino. Che gli si spaccasse la testa contro il guscio dell’uovo. Presi la vergogna per il collo. Non avevo nemmeno un centesimo per comprare l’acido muriatico. La scala puzzava di piume. Bisognava vivere. Avevamo di tutto. Biancheria, piatti, posate, e sapone profumato. Era schiacciato e gli usciva un pezzo di budello mischiato a sangue e dal buchetto di sotto gli usciva il musetto di un topolino che stava per nascere. E ne saliva un puzzo di olive. Il letto era caldo come la pancia di un canarino, ma Antoni tremava.

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  • 4

    Libro davvero bello che vede sullo sfondo la storia della Spagna dal periodo repubblicano (più sereno) al periodo successivo alla guerra civile (più oppressivo), e in primo piano la storia di una donn ...continua

    Libro davvero bello che vede sullo sfondo la storia della Spagna dal periodo repubblicano (più sereno) al periodo successivo alla guerra civile (più oppressivo), e in primo piano la storia di una donna, Nàtalia, semplice, vera e autentica, una donna normale che deve trovare la forza di sopravvivere alle avversità della vita.
    Nàtalia è tutte noi.

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  • 4

    Scritto in prima persona con un linguagio semplice , ma potente;coinvolgenti e trascinanti i pensieri di Natalia ci accompagnano e raccontano la sua vita. Mercè è una scrittrice sicura e raffinata. ...continua

    Scritto in prima persona con un linguagio semplice , ma potente;coinvolgenti e trascinanti i pensieri di Natalia ci accompagnano e raccontano la sua vita. Mercè è una scrittrice sicura e raffinata.

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  • 2

    Mamma che tedio.
    La narrazione con lo stream of consciousness non ha per niente aiutato (tranquilla Mercè, non l'ho apprezzata nemmeno in autori 'grandi' come la Woolf o Joyce.. Non sei tu. E' proprio ...continua

    Mamma che tedio.
    La narrazione con lo stream of consciousness non ha per niente aiutato (tranquilla Mercè, non l'ho apprezzata nemmeno in autori 'grandi' come la Woolf o Joyce.. Non sei tu. E' proprio la tecnica che mi mette sonno e irritazione), così come i personaggi: lei che si fa tiranneggiare e trattare male dal marito deficiente che, giuro, avrei preso volentieri a sberle.

    Grande, grandissima antipatia, il resto della storia passa in terzo o quarto piano..

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  • 4

    Possono le ultime battute di un testo cambiarne tutta la prospettiva?
    Ma andiamo per ordine.
    Questo libro è stato un accavallarsi di parole ordinarie, che descrivevano azioni banali, utili alla vita ...continua

    Possono le ultime battute di un testo cambiarne tutta la prospettiva?
    Ma andiamo per ordine.
    Questo libro è stato un accavallarsi di parole ordinarie, che descrivevano azioni banali, utili alla vita ma superflue alla prosa, una storia di guerra che non parla di Guerra bensì di fatti spicci e meccaniche conseguenze, motivo per cui ho sbuffato per la maggior parte del tempo, poi verso la fine due brani sono stati per me i chiavistelli buoni ad aprire la cassa di un testo la cui Potenza sta nel non dire, uno è il resoconto scarno di una vita qualunque "...lanciai un urlo d'inferno. Un urlo che dovevo portarmi dentro da molti anni, e con quell' urlo, (...) dalla bocca mi uscì un pezzetto di niente, come uno scarafaggio di saliva... e quel pezzetto di niente che mi era vissuto tanto tempo dentro era la giovinezza che fuggiva. .." e l'altro pezzo che mi ha fatto rivalutare tutto il libro è questa frase nascosta nell' ultima pagina , che se leggi in fretta manco la noti, eppure eccola la mia" Stele di Rosetta":
    "...e volevo dirgli tutto quel che pensavo più di quello che dico, e anche cose che non si possono dire, ma non dissi niente...".
    Un po mi ci sono ritrovata in questa frase, sarà per questo, chissà, che mi ha tanto colpita.

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