La Plaisanterie

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Editeur: Gallimard

4.0
(2368)

Language: Français | Number of pages: 480 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Chi simplified , Chi traditional , German , Italian , Czech , Spanish , Catalan , Dutch , Japanese , Latvian

Isbn-10: 2070366383 | Isbn-13: 9782070366385 | Publish date: 

Translator: Marcel Aymonin ; Afterword: François Ricard

Aussi disponible comme: Others

Category: Fiction & Literature , History , Philosophy

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Description du livre
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  • 5

    Ingredienti: un 30enne cecoslovacco in lotta tra disciplina cieca di partito e slanci proibiti di individualismo, un flusso di ricordi sfilacciati del passato riuniti magistralmente nel finale, uno sc ...continuer

    Ingredienti: un 30enne cecoslovacco in lotta tra disciplina cieca di partito e slanci proibiti di individualismo, un flusso di ricordi sfilacciati del passato riuniti magistralmente nel finale, uno scherzo di gioventù pagato con anni di umiliazioni, un tentativo di vendetta annullato da un nuovo scherzo del destino.
    Consigliato: a chi vuole scoprire “paradisi grigi” e “dolci vertigini” tipiche della natura umana e dei classici letterari, a chi vuole ammirare uno splendido affresco di un paese comunista con riflessioni su politica, società, musica e amore.

    dit le 

  • 0

    domenica

    il corriere mette il link a un fatto di un mago che ha fatto
    un trucco si fa sparare in bocca e il titolo dice "ma qualcosa va

    terribilmente storto". Ma io non riesco ad aprire il link
    e quindi non so ...continuer

    il corriere mette il link a un fatto di un mago che ha fatto
    un trucco si fa sparare in bocca e il titolo dice "ma qualcosa va

    terribilmente storto". Ma io non riesco ad aprire il link
    e quindi non so cosa è successo.

    dit le 

  • 5

    "Mi fanno schifo le persone che provano un sentimento di fratellanza perché hanno scoperto, l'una nell'altra, la medesima bassezza. È una fratellanza viscida, alla quale non ambisco."
    Una rilettura ch ...continuer

    "Mi fanno schifo le persone che provano un sentimento di fratellanza perché hanno scoperto, l'una nell'altra, la medesima bassezza. È una fratellanza viscida, alla quale non ambisco."
    Una rilettura che mi ha coinvolto ancora. Pubblicato nel 1967, primo romanzo di Milan Kundera (quello dell'Insostenibile leggerezza dell'essere, ricordate il tormentone di Quelli della notte?), racconta la storia di Ludvik Jahn e della sua (tentata) vendetta. Ludvik, giovane universitario ai tempi del regime cecoslovacco, invia per scherzo una cartolina ad una compagna di studia nella quale ironizza sull'ottimismo e sullo spirito sano tanto cari allo spirito del tempo. Il fatto stravolge la vita del ragazzo, costretto a lasciare gli studi e a prestare il servizio militare in miniera, circondato da persone lontane a lui per interessi e visione del mondo. Uno strappo dolorosissimo, una perdità di identità che lo fa barcollare e cercare conforto nell'unica visione di bontà che incontra, la dolce e passiva Lucie.
    Tornerà a casa solo molti anni dopo, deciso a consumare la sua vendetta ma il dolore non trova consolazione quando tutto intorno il mondo è cambiato e i nemici di ieri sono diventati sconosciuti.
    Avvertenza: ci sono parti piuttosto noiose sulla musica popolare morava (con tanto di citazione dei testi) ma rimane un gran libro, abitato dallo sforzo di dare un senso a quello che ci cade addosso.
    "...quella strana convinzione che le vicende che mi capitano abbiano un senso ulteriore, significhino qualcosa; che la vita con le sue vicende racconti qualcosa di sé, ci sveli gradatamente qualche suo segreto, stia davanti a noi come un rebus il cui senso è necessario decifrare, e le vicende che viviamo siano la mitologia della nostra vita e in questa mitologia stia la chiave della verità, e del mistero. Si tratta forse di un inganno? È possibile, è addirittura probabile, ma non riesco a sbarazzarmi del bisogno di decifrare continuamente la mia vita."

    dit le 

  • 3

    Eppur doveva essere solo uno scherzo.

    Da un semplice scherzo si è arrivati alla "devastazione" di vite intrecciate a quella di Ludvik. Sotto il comunismo non si scherza e a farne le spese è il giovane Ludvik, che passa da una vita piena ...continuer

    Da un semplice scherzo si è arrivati alla "devastazione" di vite intrecciate a quella di Ludvik. Sotto il comunismo non si scherza e a farne le spese è il giovane Ludvik, che passa da una vita piena di obbiettivi di successo a una lunga discesa verso la vendetta. In tale sentimento ci finiscono tutti coloro che incrociano il suo cammino. Un libro molto riflessivo, a tratti persino "pesante" ma in fondo porta un bagaglio di morale interessante.

    dit le 

  • 4

    Lo scherzo è il ridicolo della dittatura o forse del potere.
    Il suo essere privo di ironia e quindi pericoloso perchè si prende troppo sul serio e schiaccia chi non lo accetta.

    dit le 

  • 2

    LETTURA COLLETTIVA (GRUPPO OMONIMO) DI FEBBRAIO 2015 consigliato da POLLAPOLLINA

    Ammetto che ho faticato a finire questo libro e se non avessi dovuto portare a termine una sfida sicuramente l'avrei abbandonato.....
    Anche questo secondo tentativo (il primo lo avevo fatto con "L'ins ...continuer

    Ammetto che ho faticato a finire questo libro e se non avessi dovuto portare a termine una sfida sicuramente l'avrei abbandonato.....
    Anche questo secondo tentativo (il primo lo avevo fatto con "L'insostenibile leggerezza dell'essere") quindi, non e' andato a buon fine:lo stile di questo autore non riesce a coinvolgermi, fatico a leggere e concentrarmi sulle pagine e non riesco ad immedesimarmi con i personaggi.....
    Non credo che leggerò altro di questo autore.......

    dit le 

  • 4

    Con la sua comprovata maestria Kundera inventa una trama per raccontarci quanto sia inefficace l'odio e il rancore, e quanto esso conduca all'errore e a compiere del male peggiore - ma inutile - rispe ...continuer

    Con la sua comprovata maestria Kundera inventa una trama per raccontarci quanto sia inefficace l'odio e il rancore, e quanto esso conduca all'errore e a compiere del male peggiore - ma inutile - rispetto a quello subìto.
    Altri temi splendidamente trattati sono quelli - già presenti in altre sue opere - dello scolorire delle ideologie e della loro inadeguatezza nel fornire risposte certe all'uomo, e del terribile inganno che può nascondersi dietro ogni apparente certezza o sentimento estremo: il ridicolo e la disillusione sono sempre in agguato.
    Lo stile è il suo, inequivocabile, ed è probabilmente il romanzo adatto per chi non lo ha mai letto e non sa con quale iniziare.

    dit le 

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