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La Porta

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4.3
(2085)

Language:Español | Number of Pages: 271 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , French , Hungarian

Isbn-10: 8478711791 | Isbn-13: 9788478711796 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 4

    E' stata una lettura difficile sono dovuta scendere a patti con il carattere di Emerenc così intransigente, a volte mi risultava anche antipatica come invece verso la fine mi faceva tanto pena. Ed ora ...continue

    E' stata una lettura difficile sono dovuta scendere a patti con il carattere di Emerenc così intransigente, a volte mi risultava anche antipatica come invece verso la fine mi faceva tanto pena. Ed ora che ho finito il libro, ripenso a lei, alla sua difficile vita e mi è rimasta dentro nonostante tutto.
    Certo è che la Szabo' scrive divinamente. Ha caratterizzato in modo magistrale i personaggi, anche i secondari, tanto da poter dire di riuscire a vederli.
    E poi, una cosa che mi ha molto colpito, che anche se non ho messo il segnalibro quando riprendevo in mano il libro sapevo esattamente dove ero arrivata e questo è un buon segnale, vorrà pur dire qualcosa.

    said on 

  • 3

    Non sarà un po’ sopravvalutato questo libro?
    Qui su anobii si grida al capolavoro, io ho trovato un tema abbastanza scontato e due protagoniste che gareggiano in antipatia. E in mezzo un cane, la vera ...continue

    Non sarà un po’ sopravvalutato questo libro?
    Qui su anobii si grida al capolavoro, io ho trovato un tema abbastanza scontato e due protagoniste che gareggiano in antipatia. E in mezzo un cane, la vera vittima.

    Però difficilmente le letture sono inutili, qui c’è da riflettere su quanto diritto abbiamo di insistere perché una persona a noi cara si curi e non si abbandoni alla malattia. Se la nostra insistenza non sia invece un atto di egoismo. Se la nostra stessa presenza, vicino ai nostri cari, sia qualcosa che di per sé impone una cura non voluta.
    Ma sto andando oltre, mi fermo anche per mancanza di risposte.

    said on 

  • 5

    storia di un regicidio

    Cos'è una porta? Una barriera, certo, ma non solo. Una porta è un confine, ma anche l'accesso verso un altro mondo.
    Emerenc è la regina del suo piccolo mondo. Dietro alla sua porta si cela la forza de ...continue

    Cos'è una porta? Una barriera, certo, ma non solo. Una porta è un confine, ma anche l'accesso verso un altro mondo.
    Emerenc è la regina del suo piccolo mondo. Dietro alla sua porta si cela la forza del suo regno agli occhi dei sudditi. Varcarla, o meglio profanarla, sarebbe come commettere un regicidio. Aperta solo ai fidati servitori, Viola e i gatti, la porta rappresenta l'estrema difesa per la regina. Oltre c'è il passato di una donna, senza filtri, senza alcuna difesa.
    Ecco che la porta è un'armatura, la corazza di Emerenc necessaria per governare il mondo.
    Per questo la regina ha due facce: l'Emerenc mitologica, una sorta di divinità immortale e imbattibile, la curatrice del popolo armata del "piatto dell'amicizia", la donna instancabile che non si corica mai sul letto, anzi il letto nella sua casa non esiste. E poi l'altra faccia, l'emerenc vera, mostrata solo a pochi degni esseri umani. La donna coraggiosa con un passato terribile e doloroso, dove ogni gesto, anche quello più strano ha una spiegazione profonda e personale. Una donna che una volta che ha deciso di aprire la porta della sua anima non ammette tradimenti, non perdona e una volta resasi conto di essere stata detronizzata preferisce la morte.
    Ma cos'è infine questo libro-confessione? Questa sorta di autofinzione così potente? Un tentativo di espiazione? Un'apologia di se stessa? Oppure un omaggio alla figura della regina Emerenc?
    O forse è l'estremo tentativo per la donna Magda di andare avanti, un modo per affrontare il senso di colpa, una sorta di decalogo per gli esseri umani che hanno sbagliato e tradito una persona che amavano. Per questo forse Emerenc non è solo una donna, un essere umano, ma ai nostri occhi torna ad essere una sorta di divinità terrena.

    said on 

  • 5

    Racconta il complesso e conflittuale rapporto tra Magda, una celebre scrittrice colta e impegnata, ma inadeguata a gestire i problemi della vita quotidiana e la sua governante Emerenc, un'anziana donn ...continue

    Racconta il complesso e conflittuale rapporto tra Magda, una celebre scrittrice colta e impegnata, ma inadeguata a gestire i problemi della vita quotidiana e la sua governante Emerenc, un'anziana donna, enigmatica, pratica, moralmente rigida e intransigente, apparentemente dura, ma con una sensibilità profonda.

    said on 

  • 4

    E-M-E-R-E-N-C.

    La Storia.
    Magda Szabo' racconta il rapporto con la sua governante, Emerenc, un nome che pare uno schiocco di frusta. Il racconto potrebbe essere autobiografico, ma la cosa non è certa.

    Il personaggio ...continue

    La Storia.
    Magda Szabo' racconta il rapporto con la sua governante, Emerenc, un nome che pare uno schiocco di frusta. Il racconto potrebbe essere autobiografico, ma la cosa non è certa.

    Il personaggio.
    Emerenc è una donna che viene caratterizzata talmente bene nel romanzo da farti parere di averla incontrata, di averla vista, che non sia effettivamente un personaggio di fantasia perché è talmente concreta da non poter non essere reale.
    Emerenc forte, gattara, pura, di animo nobile, semplice, pulita e rettissima, generosa ma severa e rigida nel giudizio.
    Una donna tenace e infaticabile  cui è facile affidare la propria vita, perché Emerenc è una accuditrice, un riparo sicuro e tirannico, che quando ama lo fa con tutta la sincerità e la passione di cui è capace.
    È una lavoratrice infaticabile e rigorosa, di altissima moralità ma completamente avversa ai rituali imposti dalla religione, è una donna fortissima, un leader nato, una donna imperiosa a volte collerica, ma leale e giusta, nel modo puro in cui solo le persone semplici riescono ad esserlo.

    "Emerenc non conosceva il verbo di Paolo, ma lo metteva in atto con la sua vita, e non credo che a parte i quattro pilastri della mia esistenza, i miei genitori, mio marito, Agancs, il mio fratellastro adottivo, ci sia stato qualcun altro che abbia saputo amarmi così intensamente e incondizionatamente come lei. Il suo affetto ricordava piuttosto quello di Viola, che s’aggirava nel labirinto dei suoi sentimenti con una passione altrettanto dolente, solo che Viola non apparteneva a me, bensì a lei."

    Il cane.
    Alter ego e compagno di Emerenc, Viola. Il cane maschio con un nome da donna, in questo romanzo in cui poco spazio è lasciato alle figure maschili, Viola è il compagno fedele di Emerenc... Un animale per tutti: gli unici esseri viventi che non deludono Emerenc.

    La padrona.
    Magda, colei che racconta la storia. La donna che si definisce per non avere mai tempo. Non bada alla sostanza ma all'inessenziale. Me la son figurata come una donna distratta dal superfluo, che agisce per esteriorità e per formalismi. Una donna carica di sovrastrutture che non conosce il valore delle cose semplici. Una donna anaffettiva. Una donna fondamentalmente mai cresciuta. Una donna persa dietro ai propri effimeri successi.
    Una donna che non riesce ad essere presente nelle circostanze veramente importanti, una donna che si sottrae, che brilla per le sue assenze e le sue reticenze.

    Il messaggio.
    Innumerevoli le frasi significative disseminate nel romanzo.
    Molteplici i paralleli che mi son venuti da fare:
    - La porta = ciò che delimita il nostro essere.
    - Aprire la porta = aprirsi e svelarsi per quello che si è.
    - Mostrare la propria casa = rivelare la propria sfera più intima fatta di luce ed ombre.
    - Tesori della casa = le caratteristiche più preziose di noi stessi
    - I gatti = I segreti che non vogliamo svelare.
    - I mobili che si sgretolano = le nostre risorse interiori, anche le più preziose, se non colte e non utilizzate sono sterili.
    ...
    In sintesi ciò che arriva al lettore è un messaggio proprio cupo: aprire la propria porta, porta a grandi delusioni...

    Il romanzo.
    È un romanzo ben scritto. Forse un po' troppo lungo, ma portato avanti con maestria. È un romanzo che invischia nonostante la pochezza della trama. È un romanzo che non fornisce risposte. Illustra, mostra... Sembra un pezzo di vita, ma vita vera.
    Un romanzo particolare, che si distingue. Tributo di una donna ad una grande donna. Un'ammissione di colpa. Claustrofobico.  Difficile da dimenticare. Quattro stelle abbondanti per questo libro che mi ha fatto ricordare una donna straordinaria, l'Emerenc che ha accompagnato un pezzo della mia vita.

    "Impedire a qualcuno di soffrire è il migliore regalo che si possa fare." ... Ma purtroppo questo regalo a Emerenc nessuno l'ha fatto.

    said on 

  • 0

    E M E R E N C

    Il libro è bellissimo e la figura di Emerenc indimenticabile.
    Grazie a tutti i vicini di Anobii attraverso cui sono venuta a conoscenza de "La porta".

    said on 

  • 4

    "Lei ha opinioni diverse da me su tutto, a lei hanno insegnato migliaia di cose, però non riesce mai a capire ciò che merita davvero attenzione"...
    Credo che questa frase riassuma molto bene il rappor ...continue

    "Lei ha opinioni diverse da me su tutto, a lei hanno insegnato migliaia di cose, però non riesce mai a capire ciò che merita davvero attenzione"...
    Credo che questa frase riassuma molto bene il rapporto fra Emerenc e Magda...ma anche, e soprattutto, l'incapacità di Magda di capire , o meglio, accettare, le scelte e lo stile di vita e i comportamenti di
    Emerenc...
    Quante volte, nella nostra vita, ci siamo trovati a pensare, dopo aver compiuto un'azione...ma cosa ho fatto di sbagliato? O dopo esserci confrontati con un'altra persona..ma è assurdo che possa pensarla cosi , che si comporti in questo modo o che non apprezzi un nostro gesto...che a noi sembra così gentile!!....forse perchè siamo troppo sicuri delle nostre azioni e delle nostre convinzioni e non ci impegnamo mai abbastanza nel cercare di metterci nei panni di chi abbiamo di fronte, di capirlo e di conoscerlo veramente...
    E cosi...anche quando capita, purtroppo, di dover prendere delle decisioni per conto di qualcun'altro...lo facciamo pensando a cosa vorremmo noi...a cosa è giusto secondo noi...senza pensare , invece, a cosa vorrebbe o a cosa farebbe l'altro ...senza pensare al dolore che potremmo causare...per non provocarne a noi stessi...

    said on 

  • 3

    Emerenc che fa le faccende domestiche e Magda che scrive. Un rapporto strano, un libro che ho letto con qualche difficoltà ma che non mi ha lasciato indifferente. La figura del cane Viola è descritta ...continue

    Emerenc che fa le faccende domestiche e Magda che scrive. Un rapporto strano, un libro che ho letto con qualche difficoltà ma che non mi ha lasciato indifferente. La figura del cane Viola è descritta in maniera magistrale. Spesso, comunque, dietro le porte non c'è nulla di quello che ci si aspetta.

    said on 

  • 4

    Il ritratto dell'incomunicabilità.Titolo emblematico che descrive perfettamente l'unilateralità di un rapporto(tra la scrittrice e la governante).
    La protagonista è Emerenc(la governante),la Szabò si ...continue

    Il ritratto dell'incomunicabilità.Titolo emblematico che descrive perfettamente l'unilateralità di un rapporto(tra la scrittrice e la governante).
    La protagonista è Emerenc(la governante),la Szabò si limita a raccontare di una donna che,pian piano,scopre segnata dalla vita ma che nutre ancora il desiderio di amare il genere umano-molto a modo suo!-
    Emerenc ha dato tutto e ha perso tutto.Conserva ancora un barlume di fiducia ma lo fa dominando il rapporto.Ha imparato a non fidarsi,si concede di affezionarsi alle persone ma è solo lei ad avvicinarsi.Al limite si concede delle incrinature che ripristina quanto prima,come se si fosse trattato di una momentanea perdita della ragione.E quando è la Szabò ad osare,Emerenc alza le barricate.
    Bisognerebbe spiegare a Emerenc che le persone non sono oggetti del proprio piacere e quindi,volendocisi rapportare,comunque bisogna mettere in conto lo scontro e le delusioni.
    Bisognerebbe spiegarle che non può portare le persone al guinzaglio e non conta nulla quanto possa essere corto quel guinzaglio ...
    E quanto bisogno avrebbe di una buona seduta psicologica.

    said on 

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