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La Porta

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4.3
(1991)

Language:Español | Number of Pages: 271 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , French , Hungarian

Isbn-10: 8478711791 | Isbn-13: 9788478711796 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Book Description
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  • 4

    “La porta” è il romanzo dei perché: Perché lo sto leggendo? Perché è stato scritto? Perché la Szabó ci ha rotto le scatole raccontando la storia del suo rapporto con una domestica testona ...continue

    “La porta” è il romanzo dei perché: Perché lo sto leggendo? Perché è stato scritto? Perché la Szabó ci ha rotto le scatole raccontando la storia del suo rapporto con una domestica testona e bisbetica? Perché sono ancora qui che lo leggo?

    Questo libro ha 246 pagine e state pur certi che, fino a pagina 230, tutti questi perché si affolleranno nella vostra mente e, ogni tanto, si affaccerà anche il pensiero “ok, basta, lo chiudo e non lo finisco altrimenti lo defenestro”. Ma voi non lo abbandonerete mai perché questo romanzo è stronzetto e, nonostante tutto, vi calamiterà sempre tra le sue pagine; per cui arriverete a pagina 230, la girerete, comincerete a leggere pagina 231 e tutte le porte si apriranno, tutti i perché troveranno una risposta e finalmente capirete. Capirete, dicevo, ma ne rimarrete anche turbati perché quello che la Szabó dice è che se ti apri agli altri, alla fine sei destinato a morire (metaforicamente, ovviamente). Probabilmente in un altro periodo non le avrei dato ragione, ma in questi ultimi mesi e, soprattutto in questi ultimi giorni, condivido in pieno quello che dice. È vero che aprendosi al prossimo inevitabilmente ci si fa male, ci si ferisce, si resta delusi.

    "Ai tempi dell'università detestavo Schopenhauer, nel corso della vita, invece, mi sono resa conto che ha ragione quando sostiene che ogni legame sentimentale rappresenta una potenziale aggressione, da quante più persone ci lasciamo avvicinare tanto più numerosi sono i canali attraverso cui il pericolo può colpirci."

    “La porta” è un romanzo geniale e irritante allo stesso tempo, è un romanzo che esaspera, che indispettisce, che innervosisce. Però è un romanzo che inevitabilmente si legge e si legge fino alla fine perché è un romanzo con un messaggio chiaro e veritiero.

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  • 0

    Questo romanzo non lo si dimentica, forse non lo si ama, ma pochi altri possono vantare la sua originalità, accostarsi alla sua forza. La sua scrittura non ti mostra ne ti accompagna, piuttosto ti ...continue

    Questo romanzo non lo si dimentica, forse non lo si ama, ma pochi altri possono vantare la sua originalità, accostarsi alla sua forza. La sua scrittura non ti mostra ne ti accompagna, piuttosto ti porta se necessario ti trascina perché tu veda. Ciò chè non ti interessa perché senti che farà male , inutile immaginare, gli sviluppi saranno sempre ben diversi dai presupposti. Quanta rabbia , più volte avrei voluto abbandonare la lettura, sarebbe stata autodifesa ai continui maltrattamenti di un racconto meschino, malato, distruttivo, ma sempre all’ ultimo o un colpo di scena o una rivelazione mi convinceva a continuare, ad illudermi. Sino alla fine , sino a vederne la logica, per quanto deviate le ragioni. Il sentimentalismo rende , fragili , deboli , il più piccolo malinteso può distruggerci senza possibilità di riscatto malgrado le più nobili intenzioni.

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  • 4

    premetto che l'ho letto volentieri, ma direi solo perché questo libro si fa perdonare i personaggi stereotipati con una narrazione gradevole. da una parte la figlia del popolo che tutto sa e tutto ...continue

    premetto che l'ho letto volentieri, ma direi solo perché questo libro si fa perdonare i personaggi stereotipati con una narrazione gradevole. da una parte la figlia del popolo che tutto sa e tutto sa fare, sensibile, intuitiva e saggia benché analfabeta e un po' bislacca; dall'altra l'intellettuale inetta e parassita, ottusa ma baciata incomprensibilmente dal successo. quando quest'ultima, senza aver fatto nulla per meritarlo, mette le mani su cose belle e preziose, queste si riducono in polvere (che sottile metafora). ah, e si chiama magda (un'altra finezza per occhi attenti). vabbe', su.

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  • 4

    Un classico. Nel senso che non solo è bellissimo e scritto benissimo ma nel senso che tocca tutti i temi più profondi (vita morte memoria dolore e amore) in modo straordinariamente originale. Il ...continue

    Un classico. Nel senso che non solo è bellissimo e scritto benissimo ma nel senso che tocca tutti i temi più profondi (vita morte memoria dolore e amore) in modo straordinariamente originale. Il personaggio di Emerenc, insopportabile e così degna e capace di amore, è uno dei più originali e forti della letteratura. Si, tutto così assoluto.

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  • 4

    L'inetta

    Ho scritto per mezz'ora e poi ho perso tutte e riscrivere non è più la stessa cosa... Questo romanzo si è rivelato difficile per me soprattutto perché ho mal sopportato la narratrice, la signora ...continue

    Ho scritto per mezz'ora e poi ho perso tutte e riscrivere non è più la stessa cosa... Questo romanzo si è rivelato difficile per me soprattutto perché ho mal sopportato la narratrice, la signora scrittrice, che considero un'inetta (altro che i personaggi di Svevo). Non che io sia una donna attiva e capace, anzi, sono piuttosto imbranata ma questa donna che non riesce a gestire una casa (un appartamento di quattro stanze), a far da mangiare e la spesa...Ma per piacere!!! E poi nemmeno capire che aveva a che fare con una donna di 80 anni con una vita di sofferenze e choc alle spalle, e sempre si arrabbiava per ogni cosa... Emerenc invece mi ha mosso molte corde e mi ha dato alcune "risposte" che mi servivano proprio in questo periodo... Comunque l'autrice è stata brava ad evidenziare la dualità di questi personaggi (a meno che non sia una storia vera, e allora....). All'inizio ho fatto fatica a capire il romanzo, non mi piaceva, poi ci sono entrata con interesse e alla fine mi ha lasciato davvero delle emozioni da analizzare.

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  • 5

    Storia di un rapporto bellissimamente complicato.

    Questo è un libro che mi ha sconcertata. Innanzitutto sembra essere un romanzo autobiografico a tutti gli effetti e se non lo fosse tanto di cappello per come l’autrice ce lo fa percepire nella ...continue

    Questo è un libro che mi ha sconcertata. Innanzitutto sembra essere un romanzo autobiografico a tutti gli effetti e se non lo fosse tanto di cappello per come l’autrice ce lo fa percepire nella sua verità. Lo sconcerto deriva soprattutto dal rapporto che si viene a creare tra le due protagoniste, la scrittrice e la donna di servizio ( ma definire Emerenc donna di servizio è riduttivo), un rapporto di amore segnato da una continua incomprensione, le due donne vivono su due pianeti diversi, apparentemente non hanno niente in comune eppure si crea tra loro un legame incredibilmente forte che dura vent’anni, vent’anni di faticosa e irrinunciabile convivenza. E’ buffo come senza volere abbia letto di seguito due libri incentrati su rapporti tra donne, come il destino ci ponga sul cammino un percorso collegato su argomenti simili affrontati in modo diametralmente opposto. Reduce dalla lettura de “L’eleganza del riccio” dove le protagoniste sono una portinaia ed un’adolescente troppo intelligente mi son trovata a leggere “La porta”, dove le protagoniste sono una portinaia-donna di servizio ed una scrittrice. Per me Emerenc è un mistero, il suo modo di pensare è distante dalla mia esperienza di vita anni luce, eppure riesco a riconoscermi in lei in una sola piccolissima cosa: l’amore verso gli animali, un’amore quasi soffocante e iperprotettivo. Rimane un mistero anche come la scrittrice riesca comunque a capire, anche se spesso a scoppio ritardato, i tortuosi ragionamenti di Emerenc, i suoi atteggiamenti, che ad un occhio “normale” potrebbero apparire inconsulti ma che alla fine hanno sempre una spiegazione accettabile. Personalmente non sarei riuscita a stabilire un rapporto con una persona del genere, non avrei retto una figura così imponente nella mia vita, e questa storia mi affascina soprattutto perché narra di una relazione indefinibile tra due donne che non è catalogabile né come amicizia né come amore materno-filiale, ma che allo stesso tempo può essere entrambe le cose, sicuramente è un rapporto di amore, perché l’amore spesso è irrazionale e viene rivolto alle persone senza una logica, senza un motivo spiegabile con la ragione. Ho trovato questo libro bellissimo, la storia è scorsa sotto i miei occhi in modo fluido, in varie occasioni ho provato forti emozioni e la voglia di capire e di sapere come sarebbe andata a finire mi ha accompagnata per tutta la lettura. Preferisco non analizzare in questo commento il significato del titolo del romanzo, un significato che appare subito evidente a chi avrà voglia di leggerlo, il libro stesso è una porta, che si apre e che si chiude continuamente sulle vite di queste due donne forti e inconsuete, una porta che invito ad aprire per calarsi nel mondo di questa bravissima scrittrice.

    CITAZIONI

    "Emerenc era troppo saggia per tentare imprese impossibili, dedicava le energie a ciò che ancora era possibile realizzare nel futuro per il proprio passato, ma naturalmente mi occorse molto tempo per capirlo.".

    "Ogni definizione senza emozioni finisce per essere imprecisa"

    "Stringendo tra le braccia quel cane nero avvolto nell'asciugamano offriva una vacillante caricatura della maternità, come fosse un'assurda Madonna."

    "Se le chiedo un favore e lei me lo fa, non dica nulla, altrimenti è inutile farmelo."

    "Oggi, però, ho capito una cosa, che allora ancora ignoravo: una passione non si può esprimere pacatamente, disciplinatamente, morigeratamente, e nessuno può definirne la forma al posto di un altro."

    "Ma chi non è solo, mi piacerebbe proprio saperlo. È solo anche chi ha qualcuno e non se ne accorge."

    "Lei non capirà mai le cose semplici, vuole sempre entrare da dietro anche se la porta è sul davanti."

    "Impedire a qualcuno di soffrire è il migliore regalo che si possa fare."

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  • 4

    Il racconto delle complicate relazioni umane trova qui espressione in una storia tragica e commovente, che ha il suo punto di forza nella descrizione dei caratteri delle due donne protagoniste. Una ...continue

    Il racconto delle complicate relazioni umane trova qui espressione in una storia tragica e commovente, che ha il suo punto di forza nella descrizione dei caratteri delle due donne protagoniste. Una storia da scoprire pagina dopo pagina, e quando arriva la fine si vorrebbe solo ricominciare per accertarsi di non aver perso neanche un tratto delle spigulature dei personaggi e delle loro relazioni.

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  • 4

    La storia surreale del particolare rapporto tra la narratrice-scrittrice e la sua domestica che va avanti per oltre venti anni. Rapporto conflittuale sottolineato da dissidi e successivi ...continue

    La storia surreale del particolare rapporto tra la narratrice-scrittrice e la sua domestica che va avanti per oltre venti anni. Rapporto conflittuale sottolineato da dissidi e successivi riavvicinamenti. Molto ben tratteggiati e caratterizzati i personaggi, la domestica rigida con dei principi e una morale molto forti, a volte incomprensibili, e la proprietaria che non comprende gli strani comportamenti di Emerenc. Man mano che si va avanti nella lettura ci si affeziona ai personaggi che cominciano a vivere nella mente del lettore. Romanzo intenso con una bellissima prosa. Da leggere

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  • 5

    Emerenc ha la forza dalla sua parte, gambe solide che la sostengono nel lavoro e nel continuo sacrificio per gli altri. Un animo rude difficile da piegare, Emerenc è assolutamente consapevole e ...continue

    Emerenc ha la forza dalla sua parte, gambe solide che la sostengono nel lavoro e nel continuo sacrificio per gli altri. Un animo rude difficile da piegare, Emerenc è assolutamente consapevole e orgogliosa del modo in cui ha affrontato una vita difficile, sempre pronta a non farsi guardare dall’alto in basso. Dall’altra parte la scrittrice, il suo opposto: il frutto acerbo di una società che trabocca di cliché e di vittimismo, incapace di capire i comportamenti di Emerenc, se non addirittura tutti i rapporti della sua vita. Una figura titubante che nei momenti difficili si tiene ancorata a tradizioni frivole e bigotte che gravano ancor più sulla sua insicurezza (di cui non si capacita minimamente, accidenti a lei!) e sulle sue relazioni. Una relazione di vetro, mai libera di essere vissuta, una porta mai completamente spalancata, se non con la forza. Un capolavoro di introspezione in cui ho trovato tutto quello che desideravo leggere, se non di più. Lo amo da morire.

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