La Porta

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4.3
(2283)

Language: Español | Number of Pages: 271 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Italian , French , Hungarian

Isbn-10: 8478711791 | Isbn-13: 9788478711796 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 4

    È passato qualche giorno da quando ho terminato la lettura de La Porta e ancora sono presenti in me sentimenti contrastanti suscitati da questo romanzo. In modo particolare continuo a chiedermi se la ...continue

    È passato qualche giorno da quando ho terminato la lettura de La Porta e ancora sono presenti in me sentimenti contrastanti suscitati da questo romanzo. In modo particolare continuo a chiedermi se la porta della casa di Emerenc, una delle protagoniste, debba considerarsi un ostacolo o un rimedio, se la stessa inossidabile Emerenc debba considerarsi una sorta di instancabile valchiria votata al lavoro e alla mutua assistenza ai suoi simili o una specie di automa incapace di rapportarsi con i sentimenti più intensi e profondi dell'essere umano? Questi miei, personalissimi interrogativi, sono destinati a rimanere insoluti perché forse non esiste risposta, o quanto meno non esiste una risposta univoca. La porta può essere un riparo dalle 'intemperie' della vita ma può essere un ostacolo che confina inesorabilmente una parte di se stessi.
    L'energia profusa nel lavoro può essere una valvola di sfogo rispetto a delusioni e dolori che arrivano al centro di noi, dolori così profondi che il semplice e delicato posarsi della neve può risultare insopportabile.
    La porta di Magda Szabò, pensavo, sbagliando, fosse una lettura dai connotati prettamente femminili: mi sbagliavo.
    È una lettura che offre molteplici spunti di riflessione in modo particolare: "Oggi, però, ho capito una cosa, che allora ancora ignoravo: una passione non si può esprimere pacatamente, disciplinatamente, morigeratamente, e nessuno può definirne la forma al posto di un altro"...invece spesso si edificano tramezzi e si piazzano porte per arginare passioni che andrebbero lasciate libere.

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  • 2

    Difficile immedesimarsi in un storia improbabile, con una protagonista impossibile e vari personaggi di contorno parecchio insipidi. Naturalmente scritto benissimo, ma questa semmai è una aggravante. ...continue

    Difficile immedesimarsi in un storia improbabile, con una protagonista impossibile e vari personaggi di contorno parecchio insipidi. Naturalmente scritto benissimo, ma questa semmai è una aggravante.

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  • 4

    La quinta stellina manca per due motivi:
    - discorsi di Emerenc troppo complessi per come ci viene mostrata dalla protagonista
    - l'idea del ruolo dello scrittore come assolutamente elitario e profeti ...continue

    La quinta stellina manca per due motivi:
    - discorsi di Emerenc troppo complessi per come ci viene mostrata dalla protagonista
    - l'idea del ruolo dello scrittore come assolutamente elitario e profetico.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    4 stelline e mezza

    Due donne, Magda e Emerenc, che più diverse non potrebbero essere.
    Due mondi che si incontrano, che si conoscono ma che poi inevitabilmente si scontreranno. Due realtà diverse, due interpretazioni del ...continue

    Due donne, Magda e Emerenc, che più diverse non potrebbero essere.
    Due mondi che si incontrano, che si conoscono ma che poi inevitabilmente si scontreranno. Due realtà diverse, due interpretazioni della vita, ma soprattutto due
    passati totalmente diversi.
    Questa donna ha atteggiamenti che all'inizio possono sembrare rudi e duri, ma che solo piano piano ci rivelerà il suo grande amore per gli altri e il suo altruismo..
    Grande lavoratrice, silenziosa, instancabile, umile, riservata, intransigente, fiera..
    Non voglio raccontare la trama, ma soffermarmi e fare qualche riflessione sulla vita di Emerenc.
    Ho appena finito il libro e mi ha lasciato addosso una tristezza, tristezza lieve che mi ha accompagnato quasi per tutto il libro.
    Mi sono chiesta cosa ha dovuto passare questa donna per richiudersi cosi in se stessa e annullarsi? All'inizio del libro viene raccontato cosa Emerenc, da ragazzina, abbia
    dovuto vedere, poi ci viene descritto cosa subisce quando anni dopo torna a casa
    dal padre, con una figlia illegittima, non voluta da tutti..
    Questa donna si è ritrovata da sola e per "non morire dentro" ha fatto una sola cosa, si è annullata, ha messo su una corazza, ha innalzato un muro, in questo caso "una porta" tra lei e il resto del mondo.
    Dietro quella "porta" c'era il suo nido, dove si sentiva protetta e se stessa, e ha fatto in modo o per lo meno ha cercato in tutti i modi di salvaguardare non facendo mai
    entrare nessuno, per non dover soffrire mai più nella sua vita....
    Poi ha conosciuto Magda e quella porta......
    Emerenc prima si detesta e poi si ama.
    Questo è quello che ho letto io, tra le righe di questo libro diverso, insolito ma stupendo..

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  • 5

    Ci sono persone che, una volta entrate nella nostra vita, funzionano da spartiacque. C'è la vita prima di loro, magari attiva, interessante, a suo modo completa, e c'è la vita dopo, quella che si cons ...continue

    Ci sono persone che, una volta entrate nella nostra vita, funzionano da spartiacque. C'è la vita prima di loro, magari attiva, interessante, a suo modo completa, e c'è la vita dopo, quella che si consuma nel rimpianto e magari nell'incubo. Emerenc è per l'autrice di questo romanzo, e per noi lettori, una di queste persone. Una specie di regina barbarica, bellissima e potente come solo coloro che nascono e rinascono costantemente dalle proprie ceneri possono essere, un personaggio talmente pieno di amore da riversarlo in un flusso costante su tutti coloro che la circondano. Bellissima, potente, ma anche capricciosa, talmente certa che la salvezza e il bene comune possano passare solo attraverso di lei da usare con chi ama metodi da domatore, imparziale nel suo uso della carota e del bastone nei confronti di uomini e animali, che ne percepiscono il potere e subiscono qualsiasi punizione come se fosse un dono.
    Il rapporto conflittuale tra la domestica Emerenc e l'autrice si risolverà tutto a favore della prima, perché, non avendo la seconda rispettato i patti e gli equilibri della loro strana relazione, verrà punita con quell'assenza perpetua che è la morte.
    Peccato qualche zoppia nella traduzione.

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  • 4

    Il Tempo era un mugnaio che macinava senza sosta nel suo mulino eterno e dosava la tramoggia degli eventi a seconda del sacco che le persone gli posavano davanti.

    Emerenc inizialmente è una domestica, di quelle efficaci, scorbutiche ma infaticabili, poi a mano a mano se ne scopre l'umanità, la forza, in realtà è una sopravvissuta a tutti i costi, di quelle che ...continue

    Emerenc inizialmente è una domestica, di quelle efficaci, scorbutiche ma infaticabili, poi a mano a mano se ne scopre l'umanità, la forza, in realtà è una sopravvissuta a tutti i costi, di quelle che imparando dagli errori e dalle disillusioni costruiscono muri invalicabili, muri che a volte sono comunque muniti di porte, porte di cui nessuno avrà mai la chiave e a cui al massimo si riesce a dare un'occhiatina, ma niente di più

    Magda è una scrittrice, per classe sociale è diversa da Emerenc, ma la testardaggine e l'egocentrismo le accomunano, in realtà la prima amerà se stessa attraverso la seconda, la rigidità e il tratto permaloso che le due donne condividono è il centro di questo racconto, una storia di umanità e di dolore, inspiegabile a chi non ha mai incontrato una persona ferita...ma quasi tutti l'hanno fatto, o no?

    ps. Emerenc alla fine mi ha fatto tenerezza, quella che ne esce peggio è proprio Magda, la permalosità con la quale si assolve è davvero fastidiosa...mentre Emerenc si dibatte nel suo dilemma lei, che pure lo aveva compreso oltre che provocato con il suo atteggiamento superficiale, trova anche l'energia per arrabbiarsi, manco si aspettasse di essere ringraziata per il modo frettoloso con cui si era occupata di quella che per lei alla fine sembrava solo un'incombenza tra le altre, come se fosse cosa da poco il tradimento che le aveva rifilato...

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  • 2

    E' la storia di un rapporto tra due persone che sono una l’opposto dell’altra, un rapporto molto conflittuale e difficile. Il personaggio principale è Emerenc, una donna delle pulizie, una lavoratrice ...continue

    E' la storia di un rapporto tra due persone che sono una l’opposto dell’altra, un rapporto molto conflittuale e difficile. Il personaggio principale è Emerenc, una donna delle pulizie, una lavoratrice infaticabile ma molto particolare. Difatti, al contrario di quello che succede normalmente, prima di accettare un lavoro e' lei che si procura informazioni sui datori di lavoro. Nonostante la curiosita' che avevo per Emerenc, la lettura e' stata lenta e poco coinvolgente. Ho faticato a finirlo.

    said on 

  • 4

    Il rapporto di amore-odio di una scrittrice di successo e della sua bizzarra ed eclettica domestica. Qualche sorriso e tanta amarezza, soprattutto nella parte finale dove, forse, la figura di Emerenc ...continue

    Il rapporto di amore-odio di una scrittrice di successo e della sua bizzarra ed eclettica domestica. Qualche sorriso e tanta amarezza, soprattutto nella parte finale dove, forse, la figura di Emerenc viene un po' troppo mitizzata. Comunque un bel romanzo.

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  • 4

    UNA PORTA CHIUSA A CHIUSURA DEL GDL

    Riletto con piacere per il GDL confermo ****
    La Porta un incontro scontro tra due donne,rapporto profondo e nel contempo sfuggente;una scrittrice che dopo anni di difficoltà ha raggiunto un insperato ...continue

    Riletto con piacere per il GDL confermo ****
    La Porta un incontro scontro tra due donne,rapporto profondo e nel contempo sfuggente;una scrittrice che dopo anni di difficoltà ha raggiunto un insperato successo, l'altra la sua domestica,no!! meglio dire supporto domestico, domestica è riduttivo per Emerenc,figura mitica, personaggio memorabile vera protagonista del romanzo,ferma di carattere,cristallina nei comportamenti,implacabile nei giudizi,è esigente ,stravagante,vuole le referenze dei suoi datori di lavoro,referenze che cerca da sè e che la porteranno ad accettare il lavoro, "Io non lavo i panni sporchi al primo che capita" diceva,determinata a prestare servizio esclusivamente a persone degne della sua stima. E' lei e solo lei, a decidere quando e come prestare i propri servizi,impone i suoi gusti estetici.le scelte culinarie,i ritmi di vita,addiritura il rapporto col cane che sebbene maschio chiamerà Viola(si saprà in seguito perchè) sentimentalmente espropriato ai leggittimi padroni e schiavo felice di Emerenc.

    "Alta ossuta,posente nonostante l'età avanzata gira sempre vestita di grigio con in testa un fazzoletto che ha l'aspetto di un elmo guerriero"

    Emerenc tiene tutti a distanza,ma è venerata dall'intero quartiere,non si risparmia di fronte a chiunque abbia bisogno di aiuto,uomini,donne,animali.

    " Non si sedeva quasi mai ,quando non teneva una scopa in mano potevi star certo che portasse un piatto dell'amicizia da qualche parte,o cercasse il padrone di un animale randagio"

    Il suo passato è tanto più mIsterioso perchè non ne fa mai parola,affiora ogni tanto tra le righe è così che veniamo a conoscenza del suo tragico e doloroso vissuto,ma la vera stranezza è un'altra:nessuno,neanche le persone che le sono più vicine(il nipote,figlio del fratello) ha mai avuto accesso alla sua casa,sorta di Citta Proibita totalmente esclusa dal resto del mondo,Eppure sull'atrio antistante la sua abitazione è un pullulare di visite,raduno di amici, di incrociarsi di notizie di ogni genere dove tutti annunciavano tutto,morte ,nascite,scandali,buone novelle e catastrofi.

    BASTA!!! Sono stanca di pestare sui tasti,non sono per i lunghi commenti come finisce??? non ve lo dico, potete sempre leggerlo,sappiate solo che l'assassino non è il maggiordomo!!
    Asf!! vergognati un romanzo di una tale potenza e una chiosa di m......,sei al limite della blasfemia,per punizione capo coperto di cenere o in ginocchio sui ceci fate voi!!

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  • 5

    Da regalare a un'amica

    La porta è quella che decidiamo di aprire o no sui nostri sentimenti nelle relazioni con gli altri. Aprirla è un gesto di fiducia, di per sé positivo; ma più la spingi, più diventa pericoloso. Gli alt ...continue

    La porta è quella che decidiamo di aprire o no sui nostri sentimenti nelle relazioni con gli altri. Aprirla è un gesto di fiducia, di per sé positivo; ma più la spingi, più diventa pericoloso. Gli altri corrono il rischio di ferirti e di ferirsi; tu non sarai più quello di prima.
    La porta è il richiamo dolente di una necessità: vivere assieme. La solitudine, simboleggiata da una porta chiusa e non aperta, è il suo contrario, è un vialetto di neve non spazzato, è una stanza d'ospedale con il cartello "Visite vietate".
    La porta è la natura dell'uomo: mostrarsi. Mostrare qualcosa che va nascosto, altrimenti non starebbe dietro a una porta. Perché palesarlo, allora? Perché sottoporsi a uno stillicidio che ha il suono di un cardine male oliato? Perché anche l'essere più schivo (una governante analfabeta, un cane che non ha padrone, una donna che non comunica più con il marito, un gatto imprigionato in una casa buia), anche l'essere, umano o animale, più misantropo non sopravvive a lungo in questa misantropia. Ne va della sua salute fisica e mentale. Quando la protagonista Emerenc aprirà la sua porta (sul passato, sui segreti) si ammalerà di vergogna, e il suo cane, Viola, fedele allo stremo, impazzirà.
    Ma nella traduzione di Bruno Ventavoli per Einaudi, il verbo ungherese "szerelem" viene sempre reso con "amare", anche quando significa "volere bene". Non c'è sessualità, né tensione lesbica, ma la protagonista Emerenc e l'altra protagonista, la scrittrice, si amano, in tutto il libro, nella buona e nella cattiva sorte. Inizia con un contratto di lavoro, finirà con un'amicizia straziante da cui entrambe vorranno scappare, ma di cui non potranno fare a meno.
    Emerenc non ha marito, non crede in Dio e non "lava i panni al primo che capita": è la donna delle negazioni. Nega tutto, tranne la dedizione al lavoro e agli animali.
    La scrittrice invece un marito ce l'ha, la fede in Dio pure e i panni non li ha mai lavati. Al massimo, per cambiare il mondo, batte una macchina da scrivere.
    Tra queste due donne nasce un rapporto che non è banale solo se lo si legge.

    said on 

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