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La Principessa di Clèves

Di

Editore: Mondadori Oscar Biblioteca 25

3.6
(467)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 188 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Svedese

Isbn-10: A000135102 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Sibilla Aleramo ; Curatore: Fausta Garavini

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

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Descrizione del libro
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  • 3

    La degenerazione della "sprezzatura" in "dissimulazione" come dote imprescindibile del perfetto cortigiano. In un microuniverso fondato sopra un rigido codice linguistico, la principessa di Clèves dap ...continua

    La degenerazione della "sprezzatura" in "dissimulazione" come dote imprescindibile del perfetto cortigiano. In un microuniverso fondato sopra un rigido codice linguistico, la principessa di Clèves dapprima sussurra, poi pronuncia sempre più apertamente, una parola imbarazzante: "verità"; ma non è che alla fine le cose le vadano benissimo. Mettiamola così: alla corte di Enrico II "Lie to me" non sarebbe andato oltre la puntata pilota.

    ha scritto il 

  • 2

    Solo pettegolezzi

    Sarà pure un'opera importante nella storia della letteratura europea, ma proprio non sono riuscita ad andare aventi. Troppi personaggi, troppe storie e questa povera principessa di Clèves che sposa un ...continua

    Sarà pure un'opera importante nella storia della letteratura europea, ma proprio non sono riuscita ad andare aventi. Troppi personaggi, troppe storie e questa povera principessa di Clèves che sposa un uomo ma poi scopre di amarne un altro. Sembra di leggere un giornale di gossip, pieno di pettegolezzi di corte, scritto da chi in questo ambiente ci ha vissuto e sa come funziona.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    "Finalmente, quando interi anni furono passati, il tempo e l'assenza attenuarono il suo dolore e il suo amore. La principessa di Clèves viveva in modo che non dava adito a pensare che sarebbe mai torn ...continua

    "Finalmente, quando interi anni furono passati, il tempo e l'assenza attenuarono il suo dolore e il suo amore. La principessa di Clèves viveva in modo che non dava adito a pensare che sarebbe mai tornata. Passava una parte dell'anno nella casa delle religiose, l'altra parte nelle sue terre, in grande solitudine e in occupazioni più sante di quelle dei più austeri conventi; e la sua vita, che fu abbastanza breve, lasciò esempi di virtù inimitabile."

    Ma va a ca*are.

    ha scritto il 

  • 5

    Di contro a Madame de La Fayette il Marchese di Sade ci fa la figura del chierichetto tiramoccoli.

    Il vizio è ingegnosamente sadomaso ma la virtù è testardamente masochista, e se il vizio della virtù imparasse a trarre inferiore godimento dalla propria mortificazione, forse sarebbe la volta buona c ...continua

    Il vizio è ingegnosamente sadomaso ma la virtù è testardamente masochista, e se il vizio della virtù imparasse a trarre inferiore godimento dalla propria mortificazione, forse sarebbe la volta buona che la virtù del vizio si impegna a sgrossarsi dagli infantilismi violenti mantenendo intatto il piacere assieme a chi lo dà e a chi lo prende.

    Il romanzo è un attrezzo di tortura morale da citare all’interno delle Convenzioni Apposite. Leggendolo t’immagini folle tumultuanti di uomini e donne, tutti pii e casti e asessuati fino all’istante prima, indire una fiaccolata contro la principessa di Clèves, all’urlo: – Ma ancora a dare retta a tua mamma morta stai? A piangerti il caro estinto caro perché estinto? Quando ti capita più un dio d’uomo come il Duca di Nemours? Basta impicci: DAGLIELA! O veniamo a fartela a pezzi noi per portarla a lui, perché è troppo uno sciupio, questa storia d’amore possibilissima e impossibile!

    Un romanzo, per aspirare all’immortalità, deve fare il pieno di mortacci-sua, dunque.

    ha scritto il 

  • 5

    «Più bella di tutte, anzi, questa storia di un amore difeso dall'amore.»
    ——— Daniel Pennac, Come un romanzo.

    Considerato il "primo romanzo classico", in questo stupendo affresco della voluttosa corte ...continua

    «Più bella di tutte, anzi, questa storia di un amore difeso dall'amore.»
    ——— Daniel Pennac, Come un romanzo.

    Considerato il "primo romanzo classico", in questo stupendo affresco della voluttosa corte di Enrico II e della sua potente amante Diane De Poitiers, tra intrighi e passioni disdicevoli, nasce l'intima e pudica attrazione tra il seducente Duca di Nemours e la bellissima e virtuosa Principessa di Clèves.
    Una storia carica di passione, dolcezza, dolore e sacrificio.
    Di decisioni sofferte.
    Perché non sempre quello che desideriamo ardentemente sia la cosa giusta.
    E il non prenderle avrebbe portato ad una felicità completa?
    Non lo sapremo mai.
    Ed è proprio qui che risiede il valore inestimabile dell'opera.

    ha scritto il 

  • 3

    ove la virtù regna sovrana

    è chiaramente un romanzo molto antico, e forse è il preludio al romanzo. Bella la storia d'amore a tinte fosche, ma è bello anche vedere che la gente muore anche se non è successo nulla... a differenz ...continua

    è chiaramente un romanzo molto antico, e forse è il preludio al romanzo. Bella la storia d'amore a tinte fosche, ma è bello anche vedere che la gente muore anche se non è successo nulla... a differenza dei romanzi di oggi e della vita di oggi... cmq interessante. La storia della moglie che confessa al marito l'amore per un altro in modo che questi l'aiuti a stare lontano dalle tentazioni è proprio particolare. La virtù era la caratteristica da lodare nelle donne non la dissolutezza!

    ha scritto il 

  • 4

    rispetto alla traduzione, quel che colpisce è la frequenza con cui vengono ripetute alcune parole (la differenza potrebbe anche essere solo una mia impressione), come se si trattasse di un alfabeto co ...continua

    rispetto alla traduzione, quel che colpisce è la frequenza con cui vengono ripetute alcune parole (la differenza potrebbe anche essere solo una mia impressione), come se si trattasse di un alfabeto con un numero assai ridotto di simboli. curiosamente, questa relativa povertà non nuoce all'opera e anzi forse è il contrario.

    ha scritto il 

  • 4

    Tengo que darle otra oportunidad a este libro porque lo leí muy joven y tengo la sensación de no haberlo entendido al 100%. Seguramente ahora me gustara más.
    Recuerdo que cuando lo leí me pasó algo pa ...continua

    Tengo que darle otra oportunidad a este libro porque lo leí muy joven y tengo la sensación de no haberlo entendido al 100%. Seguramente ahora me gustara más.
    Recuerdo que cuando lo leí me pasó algo parecido a cuando leí La Regenta, que estás toda la novela pensando: "no caigas, no te dejes engatusar por él, que vas a perder mucho...", y luego nada.
    Cuando sucede eso, me da rabia, porque sabes cómo va a acabar la historia.
    De todas maneras, esta novela no termina tan mal, al fin y al cabo.

    ha scritto il 

  • 3

    ne lessi in "un amore impossibile" di Manganelli e lo comprai addirittura in francese, per un sovrappiù di signorilità: ne ho un ricordo vaghissimo, come se non l'avessi mai letto, e quindi l'ho ricom ...continua

    ne lessi in "un amore impossibile" di Manganelli e lo comprai addirittura in francese, per un sovrappiù di signorilità: ne ho un ricordo vaghissimo, come se non l'avessi mai letto, e quindi l'ho ricomprato in italiano. l'introduzione è lunga quasi quanto il testo e cerca di convincerti che le donne sono uguali agli uomini (mentre il racconto, con tutte quelle donne intente ai più complicati maneggi politico-sentimentali, non può che confermare e anzi rafforzare la più bieca misoginia).

    c'è una curiosa alternanza di brutalità e delicatezza, così mischiate che viene il dubbio trattarsi di una caratteristica della lingua o del tempo, più che dello stile dell'autrice.

    io per altro non ho nessuna difficoltà a riconoscere la parità di diritti di uomini e donne, di qualsiasi razza e colore. arrivo anche ad appoggiare iniziative (pur stupide e di fatto discriminatorie) come la parità forzosa nei parlamenti, e persino nella toponomastica. insomma io non faccio nessuna discriminazione, quanto ai diritti: ma sulla sostanza è un altro discorso. quella femminile infatti è diabolica.

    ha scritto il 

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