La Rage et l'orgueil

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Editeur: Plon

3.7
(3052)

Language: Français | Number of pages: 194 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Italian , German

Isbn-10: 2259197124 | Isbn-13: 9782259197120 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , History , Political

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    Strali e invettive a destra e a manca e la si è anche criticata? Curioso.
    Non ha scritto nulla di sensato, roba che, a darle credito, siamo tutti giornalisti e perfetti conoscitori del mondo.
    Pensavo ...continuer

    Strali e invettive a destra e a manca e la si è anche criticata? Curioso.
    Non ha scritto nulla di sensato, roba che, a darle credito, siamo tutti giornalisti e perfetti conoscitori del mondo.
    Pensavo di trovare materiale sul quale riflettere ( è la Fallaci mica Vespa) ... Il vuoto.

    dit le 

  • 2

    A tratti ingenuo (al limite della banalità?), per certi versi accattivante, per certi aspetti condivisibile, scritto nel solito stile (mirabile e magnetico) della Fallaci, provocatorio, difficile da c ...continuer

    A tratti ingenuo (al limite della banalità?), per certi versi accattivante, per certi aspetti condivisibile, scritto nel solito stile (mirabile e magnetico) della Fallaci, provocatorio, difficile da catalogare, da definire, da commentare.
    E' un testo scomodo, dove si esplicita senza reticenza o particolari giri di parole l'esistenza di un rapporto di superiorità/inferiorità tra due culture lontane anni luce: la "nostra" laica e a suo modo "moderna", la "loro" teocratica e a suo modo arretrata (senza virgolette). Condivisibile o meno, bisogna però riconoscere il coraggio dell'autrice che esprime pareri, giudizi e opinioni con cui magari ci troviamo d'accordo, ma che non abbiamo il coraggio (lei direbbe "le palle") di ammetterlo per timore di venire bollati come persone rozze, ignoranti e razziste.
    Premesso questo, ciò che non sono riuscito a mandar giù è lo stucchevole amor patrio di cui il testo è imbevuto ("noi ci abbiamo il Michelangelo, ci abbiamo il Galilei, ci abbiamo il Garibaldi, ho combattuto durante la seconda guerra mondiale, gli italiani sanno disegnare stupende madonne su soffitti e marciapiedi, gli italiani ce l'hanno lungo e le italiane profonda [ma non se ne rendono conto]... etc.). In alcuni passi mi veniva in mente l'indimenticabile Peppone di Gino Cervi che, stuzzicato a dovere da un altrettanto indimenticabile Don Camillo, gridava "viva il re, viva l'esercito, viva la repubblica, viva l'Italia!" mentre i kompagni, credendolo impazzito, lo trascinavano via dal microfono.
    Insopportabile poi il continuo accostamento tra nazismo e terrorismo islamico. Una cosa è il nazismo, un'altra il terrorismo islamico, accostarle è un'operazione, a mio avviso, infantile, semplicistica e fuorviante.

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  • 3

    Come invettiva appassionata, istintiva ma chiaramente covata a lungo, e' perfetta. Si sente il vissuto della giornalista, che di realta' ne ha vista tanta e vuole dare una sveglia decisa ai dormienti. ...continuer

    Come invettiva appassionata, istintiva ma chiaramente covata a lungo, e' perfetta. Si sente il vissuto della giornalista, che di realta' ne ha vista tanta e vuole dare una sveglia decisa ai dormienti.
    Quello che manca, o che quanto meno non e' espresso altrettanto chiaramente, e' la reazione che la Fallaci si aspetta al risveglio delle "cicale". Certo, richiamare a quella che secondo lei e' la realta' e' importante, ma si sa che vomitare insulti (peraltro spesso meritati) e' semplice, ma e' sulle proposte di ricostruzione che ci si misura davvero. Ecco, a me sembra che la proposta della Fallaci sia quell'"occhio-per-occhio, dente-per-dente" che tanto critica ai "figli di Allah". Purtroppo la storia recente ha dimostrato ancora una volta che le soluzioni in quel senso non vanno molto lontano e spesso creano nuovi-identici problemi.

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  • 5

    Davanti al sorgere incessante dei micro-nazionalismi in Europa ed alla Brexit è inquietante lo scenario che si dipana nel continente europeo.
    Nel saggio La Rabbia e l’Orgoglio scritto di getto da Oria ...continuer

    Davanti al sorgere incessante dei micro-nazionalismi in Europa ed alla Brexit è inquietante lo scenario che si dipana nel continente europeo.
    Nel saggio La Rabbia e l’Orgoglio scritto di getto da Oriana Fallaci subito dopo l’attentato alle Torri Gemelle di New York avvenuto l’11 settembre 2001, l’autrice lancia una provocazione sul tema dell’immigrazione e le sue conseguenze e lamenta il fatto che è mancata una vera politica di integrazione che promovesse la convivenza civile e multiculturale in Occidente.
    Strappare le radici cristiane dell’Europa è un suicidio e non è certamente la moneta unica a garantire i valori comuni su cui si fonda l’Unione Europea ma piuttosto rappresenta il simbolo della crisi di quella cultura greca, latina, cristiana e infine laica che ha contraddistinto il Sonderweg dell’Occidente. Ricordiamoci che per Max Weber il carattere specifico dell’Occidente, dunque della storia moderna, consisteva proprio nella dialettica tra i diversi poteri (sacrale, politico ed economico) ed il dualismo tra sacro e potere è cresciuto proprio all’interno del mondo giudaico-cristiano.
    Ho trovato questa riflessione illuminante e «saggia» in quanto esorta a non tradire le proprie radici e a non rinnegare la propria storia anche se non lascia spazio alle soluzioni a favore dell’integrazione. L’invito a «svegliarsi» è comunque da raccogliere interamente.

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  • 4

    La Fallaci...

    Sono d'accordo col suo timore verso islam che mi pare una religione ancora più sadicamente folle delle altre; non nello stesso modo sullo sperticato inno agli Usa, così bravi da dare i soldi ai fondam ...continuer

    Sono d'accordo col suo timore verso islam che mi pare una religione ancora più sadicamente folle delle altre; non nello stesso modo sullo sperticato inno agli Usa, così bravi da dare i soldi ai fondamentalisti islamici che lei disprezza, ma che ammette, Usa paghino, per fronteggiare i russi.

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  • 5

    con questo libro Oriana Fallaci accusa duramente la classe politica italiana e più in generale occidentale, gli intellettuali e anche la Chiesa cattolica di alimentare o tollerare la decadenza della c ...continuer

    con questo libro Oriana Fallaci accusa duramente la classe politica italiana e più in generale occidentale, gli intellettuali e anche la Chiesa cattolica di alimentare o tollerare la decadenza della civiltà occidentale. E' stata accusata di razzismo e di essere fascista, ma io credo sia una gran conoscitrice della realtà musulmana e solo chi ha vissuto in quei paesi si può permettere di fare considerazioni che solo una mente superficiale definisce razziste (anche perchè come sottolinea lei qui non si tratta di razza ma di religione). Nei loro paesi i musulmani non tollerano niente; da noi se solo si critica quella cultura ci si vede piovere addosso polemiche di ogni genere. Attenzione a non confondere la tolleranza con l'accondiscendenza!

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  • 5

    Irrinunciabile

    "Stop. Quello che avevo da dire l'ho detto. La rabbia e l'orgoglio me l'hanno ordinato. La coscienza pulita e l'età me l'hanno consentito".

    Prima c'era la Fallaci a spiegarci il mondo. Ora abbiamo Gil ...continuer

    "Stop. Quello che avevo da dire l'ho detto. La rabbia e l'orgoglio me l'hanno ordinato. La coscienza pulita e l'età me l'hanno consentito".

    Prima c'era la Fallaci a spiegarci il mondo. Ora abbiamo Giletti. Lo avvertite il grande baratro?

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  • 5

    La rabbia e l'orgoglio di essere italiani.

    La rabbia per un'Italia frammentata che mira al presunto ideale della multiculturalità ma che è ancora impantanata nella fangosa e putrida pozzanghera leghis ...continuer

    La rabbia e l'orgoglio di essere italiani.

    La rabbia per un'Italia frammentata che mira al presunto ideale della multiculturalità ma che è ancora impantanata nella fangosa e putrida pozzanghera leghista.
    La rabbia per un'Italia sfregiata da politici che fanno i comici e da comici che fanno i politici.
    La rabbia per un'Italia la cui lingua viene puntualmente violentata nelle aule scolastiche prima e dopo, nell'estremo tentativo di amalgamarci a Madre Europa imparando l'inglese senza neanche conoscere le originarie bellezze del nostro idioma.
    L'orgoglio di essere italiani nonostante ciò, di respirare nello Stato che fu di Michelangelo, di Donatello, di Leonardo, di Mazzini, di Garibaldi.
    L'orgoglio di avere nella nostra storia la Resistenza che ci regalò la repubblica.
    L'orgoglio di possedere una bandiera tricolore verde, bianca e rossa,per la quale degli uomini persero la vita e che oggi viene mostrata soltanto negli stadi, alle olimpiadi, e i cui colori usa un certo politico che l'Italia l'ha distrutta, quasi beffeggiando quel sangue sparso in nome dell'ideale puro dell'Unità.
    Dice tutto questo Oriana Fallaci e lo dice nel 2001.
    Lo scrive in una mistura emotiva rabbiosa di amarezza e delusione.
    E dodici anni dopo, come lei io mi sento arrabbiata e orgogliosa. Arrabbiata con l'Italia fatiscente e marcia di oggi ma orgogliosa del suo immenso patrimonio culturale, che Oriana Fallaci ha contribuito ad accrescere e che seguendo il suo esempio, dovremmo conservare e alimentare come un prezioso tesoro, parte integrante della nostra identità.

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