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La Scomparsa di Israele

Di

Editore: Mondadori (Strade blu)

3.7
(33)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 223 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804573724 | Isbn-13: 9788804573722 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
E se dopo decenni di guerre, contese, risoluzioni dell'ONU, attentati e repressione, Israele facesse una mossa inattesa e si decidesse a levare esso medesimo il disturbo? Se in una nebbiosa mancanza di spiegazioni, come estremo tentativo di cambiare il destino ebraico e cancellare con un colpo di spugna il pregiudizio democratico verso il sionismo e quello ancestrale verso gli ebrei, la Knesset prendesse la sua Decisione: sciogliere lo Stato d'Israele, riconsegnandolo a quella diaspora da cui era sorto nemmeno un secolo prima sulle ceneri della Shoah? È da questa idea che prende le mosse questo libro, un'avventura nei meandri dello spirito ebraico, più visione che provocazione, più tributo alla storia - alle storie - di un popolo che polemico pamphlet. La Decisione è ancora fresca e per le strade di Tel Aviv transita la folla dei partenti. Una holding specializzata nello svuotamento di aree urbane abbandonate si occuperà di smontare, letteralmente, lo Stato di Israele prelevando tutti i beni lasciati dai nuovi esuli. Un cronista immaginario racconta questa storia, immaginaria anch'essa, eppure forte di tutta l'incandescenza della verità, e nei suoi reportage traccia le vicende di coloro che fino a quel momento erano stati israeliani e d'un tratto "tornano allo statuto di senza patria". Un affresco ancorato alla realtà, che si proietta verso un futuro fantasioso denso di umorismo e tensione drammatica. Un omaggio al popolo di "uomini d'aria" e alla loro storia millenaria.
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  • 4

    la scomparsa di Israele

    Libro strano, interessante, divertente, onirico, e tante altre cose. Ma è un libro che merita di essere letto perchè da una visione della tematica del popolo ebraico che non ti aspetti e pur veritiera. Diviso per racconti, come fossero scritti da un ipotetico giornalista mostra le diverse facce d ...continua

    Libro strano, interessante, divertente, onirico, e tante altre cose. Ma è un libro che merita di essere letto perchè da una visione della tematica del popolo ebraico che non ti aspetti e pur veritiera. Diviso per racconti, come fossero scritti da un ipotetico giornalista mostra le diverse facce del concetto del problema Israele. Interessante ad esempio la visione della nostalgia del "nemico" da parte dei vicini palestinesi, che venendo a mancare il nemico si sentono orfani di una ragione di esistere. Poco entusiasmante a mio parere l'idea della grotta dove si "riuniscono" le 3 religioni monoteiste e la figura del "maestro", a me personalmente non dicono nulla di interessante e mostrano una visione delle religioni abbastanza superficiale e un po' new age. Ma il tutto rimane comunque interessante e trovo l'idea dello scrittore originale e molto simpatica

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro diverso per parlare di un problema di sempre, un approccio originalissimo, inconsueto, di un autore che scrive in maniera poetica ed emozionante con grande ricchezza di immagini, l'attualità resta ai margini di questo bellissimo libro, viene solo accennata.
    Il popolo ebraico "il p ...continua

    Un libro diverso per parlare di un problema di sempre, un approccio originalissimo, inconsueto, di un autore che scrive in maniera poetica ed emozionante con grande ricchezza di immagini, l'attualità resta ai margini di questo bellissimo libro, viene solo accennata.
    Il popolo ebraico "il popolo di uomini d'aria" affronta l'abbandono della sua terra con la mestizia che ricorda la rassegnazione con cui ha sopportato la persecuzione nazista. Atteggiamento ben differente da quello dalla nazione che conosciamo oggi, combattiva, tenace spesso ai limiti della violenza.

    ha scritto il 

  • 5

    La scomparsa di Israele

    Il libro è bellissimo,certe pagine fanno vibrare: come quelle indimenticabili nella biblioteca con la musica rock dei Cream e il metronotte che vola come il pifferaio magico seguito dalla miriade dei romanzi amati.Poi voglio aggiungere che è un romanzo unico nel suo genere. E il finale?!
    Am ...continua

    Il libro è bellissimo,certe pagine fanno vibrare: come quelle indimenticabili nella biblioteca con la musica rock dei Cream e il metronotte che vola come il pifferaio magico seguito dalla miriade dei romanzi amati.Poi voglio aggiungere che è un romanzo unico nel suo genere. E il finale?!
    Amo questo libro: grazie Schwed!

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo? Di più!
    Non mi è capitato spesso, almeno di recente, di leggere un libro così.
    C'è tutto: un' idea iniziale che ti spiazza subito (e se lo Stato di Israele si togliesse dai piedi?), una buona scrittura che corre via, una serie di personaggi di grande interesse con storie che ...continua

    Bellissimo? Di più!
    Non mi è capitato spesso, almeno di recente, di leggere un libro così.
    C'è tutto: un' idea iniziale che ti spiazza subito (e se lo Stato di Israele si togliesse dai piedi?), una buona scrittura che corre via, una serie di personaggi di grande interesse con storie che varrebbero, ciascuna di loro, un libro a sè. Poi qualche pagina di poesia che va dritta al cuore: su tutte, per me, il racconto dello sradicamento del millenario ulivo del re David.
    Poi, quando arrivi quasi alla fine, pensi che sarai senz'altro delusa: come si può trovare un finale all'altezza di un racconto così?
    E invece no, anche il finale mannaggia è perfetto... da leggere, assolutamente da leggere!
    Ma anche da paragonare tranquillamente (io l'ho fatto) a qualche grande della letteratura israeliana... ci sta.

    ha scritto il 

  • 4

    Il parlamento israeliano decide all'unanimità di sciogliere lo stato ed evitare così altri conflitti, attentati e risoluzioni ONU. Gli Ebrei tornano a spargersi per il mondo. I primi mesi un grande fermento, la gente decide dove andare, come partire, cosa portarsi via; l'oggetto più venduto è la ...continua

    Il parlamento israeliano decide all'unanimità di sciogliere lo stato ed evitare così altri conflitti, attentati e risoluzioni ONU. Gli Ebrei tornano a spargersi per il mondo. I primi mesi un grande fermento, la gente decide dove andare, come partire, cosa portarsi via; l'oggetto più venduto è la valigia. Quello che capiterà in seguito, invece ce lo racconta un cronista attraverso i suoi reportage nell'ex-Israele 5/7/30 e 35 anni dopo la "Decisione". Le città abbandonate, nelle quali passano solo i beduini del deserto, i Palestinesi attoniti aldilà del muro di Sharon che quasi rimpiangono la presenza dell'odiato vicino. E una figura molto poetica, quella dell'Ultimo, l'unico uomo che ha deciso di non andarsene dalla città che ama e tutte le notti gira per Haifa come faceva quando era metronotte, e che ha scelto come dimora la biblioteca dell'Università. 4 stelle per l'idea.

    ha scritto il 

  • 4

    Un po’ romanzo ucronico, un po’ filosofico, a tratti visionario ... nell’insieme bello e, anche se verso la fine ho avuto un senso di spaesamento ... il finale è veramente geniale!
    Inizia con la decisione improvvisa e inesplicabile della Knesset di sciogliere lo Stato di Israele: l’evento e ...continua

    Un po’ romanzo ucronico, un po’ filosofico, a tratti visionario ... nell’insieme bello e, anche se verso la fine ho avuto un senso di spaesamento ... il finale è veramente geniale!
    Inizia con la decisione improvvisa e inesplicabile della Knesset di sciogliere lo Stato di Israele: l’evento e le sue conseguenze sono raccontati, utilizzando vari piani temporali, per voce di un giornalista italiano.
    Ci sono tante storie: una fra tutte quella di un uomo che rimane a Haifa, dapprima come custode, di una ditta farmaceutica, poi decide di rimanere in questa città fantasma, vivendo nella biblioteca della città, perché incapace di vivere in mezzo agli altri, e spiega: “... ho letto da qualche parte che esistono i canoni musicali, i canoni letterari ... ecco ... io dico che esiste anche il canone peggiore di tutti, il canone degli adulti ... degli adulti maschi ... una convenzione che dice che devi sapere a memoria decine di barzellette sporche, ridere dei doppi sensi, parlare di macchine sportive ... mentre da bambini se c’è da studiare si studia, se c’è da giocare si gioca, da abbracciare si abbraccia ... da bambini si fa solo quello che si sente ... e invece nel canone degli adulti siamo costretti a stare lontani da quello che sentiamo ...”

    ha scritto il 

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