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La Sezione Aurea

Storia di un numero e di un mistero che dura da tremila anni

By Mario Livio

(533)

| Hardcover | 9788817872010

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Book Description

Ci sono numeri che da millenni affascinano chiunque si accosti alla matematica. Uno è pi greco: 3,1415... Un altro - meno noto e ancor più sorprendente - è phi: 1,6180... Anche phi, come pi greco, è un numero irrazionale, cioè non si può esprimere co Continue

Ci sono numeri che da millenni affascinano chiunque si accosti alla matematica. Uno è pi greco: 3,1415... Un altro - meno noto e ancor più sorprendente - è phi: 1,6180... Anche phi, come pi greco, è un numero irrazionale, cioè non si può esprimere con una frazione e ha infinite cifre apparentemente casuali dopo la virgola. Phi è il valore numerico della sezione aurea, scoperta dai pitagorici, definita da Euclide e chiamata, in un trattato di Luca Pacioli illustrato da Leonardo, "divina proporzione". Mario Livio illustra i miti e la realtà della sezione aurea e mostra il rapporto tra il mondo fisico, le creazioni artistiche e la limpida bellezza dei numeri.

76 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Eclettico

    Storia della matematica, arte, musica, poesia sono gli ingredienti di questo prezioso libro, nel quale la sezione aurea non viene solo definita, ma ne viene indagata la presenza nelle opere d’arte più famose e nei posti meno comuni, come i quasi-cris ...(continue)

    Storia della matematica, arte, musica, poesia sono gli ingredienti di questo prezioso libro, nel quale la sezione aurea non viene solo definita, ma ne viene indagata la presenza nelle opere d’arte più famose e nei posti meno comuni, come i quasi-cristalli. Proprio il carattere eclettico del libro permette di incontrare i gusti di tutti i lettori, non solo degli appassionati di matematica ed è in particolare consigliato a tutti coloro che si interessano di arte. Il lettore viene guidato partendo dai contenuti più semplici, come il significato dei numeri per i pitagorici, fino ad arrivare ai frattali, con la loro bellezza e complessità. Peccato manchino le immagini a colori, almeno nell’edizione della Rizzoli.

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    Danni said on Aug 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La matematica e la geometria non possono essere solo fredde, non sono meri schemi. Hanno un loro fascino.
    La loro storia è cominciata quando l’uomo ha iniziato a voler conoscere la realtà in cui era immerso: la natura. Per vivere meglio.
    Ha iniziat ...(continue)

    La matematica e la geometria non possono essere solo fredde, non sono meri schemi. Hanno un loro fascino.
    La loro storia è cominciata quando l’uomo ha iniziato a voler conoscere la realtà in cui era immerso: la natura. Per vivere meglio.
    Ha iniziato a guardare attentamente, a studiare ciò che percepiva, mettere insieme le immagini, a pensare. La sua sensibilità è stata toccata, gli elementi del mondo che viveva si potevano unire in rapporti tali da stimolare la sua mente a creare nuove associazioni, a trovare linee generali che spiegassero e riassumessero l’intero sistema, un’armonia di semplici elementi, di poche note che si accordavano in mille rapporti diversi per generare la realtà, in tutti i suoi aspetti e variazioni. Tutto ciò lo ha meravigliato. Lo ha spinto ad andare avanti e esplorare, per trovare l’ordine alla base del suo universo, si è impratichito delle sue regole per imparare a creare qualcosa di nuovo con massima libertà entro un complesso gioco di canoni, si è aperto all’infinito nell’infinitamente grande e nell’infinitamente piccolo. Ha arricchito di senso la sua vita; ha potuto vivere meglio.
    Ha preso coscienza del fatto che, da una realtà apparentemente casuale, o imperfetta, era in grado di tirare fuori idee che non esistono concretamente, forme perfette, modelli che nessuno gli aveva dato, creati da lui, ma che funzionavano. Forse gli arrivavano da un mondo perfetto e lui le ricordava, o forse scaturivano dal suo animo. Certo è che passavano attraverso la sua mente e i suoi occhi, che lui le rielaborava e dava loro forma, vedendole nella realtà esterna.
    L’uomo era al centro dell’universo, punto in cui avveniva il contatto tra il mondo e le idee, media tra i massimi e i minimi, libero di innalzarsi con il suo pensiero, creare con libertà entro un sistema di regole da lui stesso determinate.
    Ha cercato di afferrare e riprodurre queste idee: scienza e arte. Il massimo esempio è l’arte greca.
    In tutto ciò sta la bellezza.
    Il processo per conoscere e conoscersi è continuato. L’uomo ha continuato ad analizzare la realtà, anche attraverso la matematica.
    Ma la matematica è la struttura alla base del cosmo, che noi scopriamo? O un prodotto della nostra mente, che esiste in noi e non necessariamente fuori, la lente attraverso cui vediamo l’universo, determinata dal nostro modo di percepire e di pensare come specie?
    Sia che l’uomo sia un osservatore oggettivo, o un osservatore che con il suo atto di osservare modifica e costruisce la realtà, l’essere umano e il suo sguardo rimangono centrali nel processo di conoscenza.
    Tutta questa lunga divagazione, per dire perché la matematica possa essere affascinante. E perché il libro di Odifreddi, letto subito prima di questo, non lo sia. È un manuale, ingrandito con più concetti e arricchito di curiosità, ma sempre un freddo manuale di regole e teoremi.
    Questo di Mario Livio tende invece ad essere ciò che speravo. Parla del rapporto aureo, delle sue proprietà, di dove si trovi in natura, di dove si trovi (e non si trovi) nell’arte, del suo ruolo nella storia e nel pensiero e, nell’ultimo capitolo, espone un dubbio sulla natura della matematica, se sia un prodotto umano o l’essenza oggettiva della natura, tema che riprende in un altro suo libro.
    Sono entrambi libri scientifici, ma questo affascina di più.

    P.S.
    Però la sua idea che forse nel Partenone il rapporto aureo non c’è proprio non mi è andata giù. ;-)

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    Ludovica said on Apr 20, 2013 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Regola n°1,618...
    Evitare sempre i libri con il bollino "Bestseller", anche se si tratta di saggistica.
    Un libro discontinuo, troppe digressioni fuori tema.

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    Al3sim said on Oct 26, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Libro molto interessante, abbraccia in modo completo e multidisciplinare il ruolo della sezione aurea

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    saras said on Sep 16, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Si può vivere, tranquillamente, anche senza sapere dell'esistenza di quel numero particolare detto "Aureo" o "Sezione aurea" o "Divina proporzione", pari a 1,6180... . Ma, conoscere tutto ciò che la matematica ha scoperto e/o costruito intorno ad ess ...(continue)

    Si può vivere, tranquillamente, anche senza sapere dell'esistenza di quel numero particolare detto "Aureo" o "Sezione aurea" o "Divina proporzione", pari a 1,6180... . Ma, conoscere tutto ciò che la matematica ha scoperto e/o costruito intorno ad esso può essere estremamente piacevole ed interessante. Sapere che ci può essere un legame che lega la spirale logaritmica di una conchiglia, la disposizione dei petali di una rosa, l'allevamento dei conigli ( Ossia la serie di FIBONACCI), un'opera pittorica, una scultura è, in ogni caso, molto interessante. Il tutto, naturalmente, senza lasciarsi travolgere dalla frenesia mistica che spesso porta lo studioso verso... l'irrazionale.

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    domus said on Jun 4, 2012 | Add your feedback

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