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La Sinistra rivelata

Il buon elettore di Sinistra nell'epoca del capitalismo assoluto

Di ,

Editore: Massari

4.3
(9)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 336 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845702448 | Isbn-13: 9788845702440 | Data di pubblicazione: 

Genere: Non-fiction , Political

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Descrizione del libro
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  • 3

    Leggete, signori, leggete...

    (per chi è interessato, ho l'ebook che posso passare tranquillamente)


    BUM.


    Bum nel senso che molte idee e concetti che mi giravano per la testa ragionando sulla situazione della nostra società odierna, semplici ragionamenti, trovano qui conferma.


    Conferma d ...continua

    (per chi è interessato, ho l'ebook che posso passare tranquillamente)

    BUM.

    Bum nel senso che molte idee e concetti che mi giravano per la testa ragionando sulla situazione della nostra società odierna, semplici ragionamenti, trovano qui conferma.

    Conferma direi praticamente certa. Viviamo in un mondo dove il nostro paese, come gli altri in Europa (chi più, chi meno) è come un trenino lanciato su un binario unico, dove non ci sono deviazioni, e dove la velocità di crociera è decisa dal manovratore. Manovratore che non fa parte del treno e a cui del treno non importa meno di niente, se non di ricavarne utili.

    Il manovratore è l'economia contemporanea, mostro gigantesco privo di etica (e fin qui...) ma anche di logica (e basta vedere, fermarsi, guardare dove stiamo finendo...), inarrestabile nella sua brama smisurata di profitto utile a fare altro profitto che genererà altro profitto e via all'infinito in una spirale infernale che non porta da nessuna parte. O meglio, non porta a niente per noi popolazione, poiché non tiene minimamente in conto a come redistribuire le risorse (e infatti, nemmeno lentamente, il mitico welfare state costruito dai nostri nonni nei decenni scorsi si sta sgretolando). Un sistema economico fondato sulla competizione che porta tuttavia, ovunque, a cali produttivi; fondato sulla flessibilità che porta, ovunque, disoccupazione; fondato sul profitto che porta, ovunque, concentrazioni di ricchezze e aumento della povertà; fondato sul privato, sull'individualismo che porta, ovunque, disperazione sociale; fondato sulla finanza che porta, ovunque, la morte dell'impresa produttiva.

    Questi sono dati e fatti, non deliri da vecchi comunisti nostalgici. Se questo è un sistema razionale e logico...

    Il fatto che sia l'economia (in questa sua demenziale accezione turbo-capitalista, neoliberista o come preferite chiamarla) a guidare ogni cosa porta al fatto che la politica (quella che noi chiamiamo politica, ma che in realtà è pura e semplice amministrazione o, al peggio, gioco di potere) non serve più a nulla. Proprio perché non decide più nulla, non sceglie, non pianifica e, quindi, in definitiva non è più politica.

    Infatti, signori, che cambia oggi fra sinistra e destra? Niente. Seguono medesimi programmi (quelli decisi dall'economia di mercato attuale e dalla BCE), amministrano allo stesso modo. Non scelgono entrambi. Cambiano soltanto fatterelli insignificanti, cose di contorno, stupidaggini mediatiche che ci fanno credere ci siano diversità. O meglio, che esista almeno un motivo per scegliere gli uni invece degli altri. Che uno sia il meno peggio. Il male minore. Che è meglio chiunque di Berlusconi.

    Invece no. Non cambia assolutamente niente. Perché nessuno decide per il nostro bene. Come pensavo da tempo. Tutti seguono la stessa strada, che è impoverimento, che è regressione sociale, che è irrazionalità, che è progresso malsano. Senza capire, senza porsi dubbi. E, ribadisco, senza servire a nulla.

    Dunque l'unica soluzione è andare a votare, perché un dovere, e non votare per nessuno, perché non li si deve legittimare. Proprio questo differenzia il non andare a votare, stupida pigrizia che legittima i vincitori, e il votare bianco o nullo, che significa partecipazione e nello stesso tempo protesta, delegittimazione del potere per il potere.

    Perché a decidere è la finanza internazionale. O la BCE. Che è poi la stessa cosa. E questa orrenda costruzione europea che ci dicono da 20 anni essere inevitabile e meravigliosa è quanto di più antidemocratico, autoritario, illiberale sia mai stato programmato a freddo nel continente. Basti vedere il ruolo che ha il Parlamento Europeo, l'unico organo elettivo. O l'unificazione monetaria, che ormai se uno vuole aprire gli occhi, può capire come sia un colossale disastro per tutti, una gigantesca prigione in cui moriremo di fame, tutti. Tedeschi compresi.

    E non serve essere un grillesco mannaro che crede alle scie chimiche, nè un leghista ignorante, nè un lepenista, nè un fascista, nè un comunista per capire.

    Basta avere un pò di spirito critico. Quel poco che da qualche parte ci è rimasto.

    Quindi, alla fine, perché solo 3 stelle? Per tre motivi:
    1) da banale ingegnere, non ho le competenze per commentare o controargomentare certe affermazioni economiche che gli autori fanno, dato che da una parte non ne ho le basi e dall'altra provo un naturale senso di repulsione verso tutto quel che viene da quella pseudo-scienza che ormai sono convinto essere l'economia;
    2) l'antiamericanismo sparso ovunque nel libro mi pare eccessivo e poco equilibrato. La tesi è che dietro a tutto ci sia la mano invisibile dell'imperialismo a stelle e strisce, che gli USA siano gli unici a guadagnare da questa situazione orrida e che gli vada benissimo l'austerità folle decisa in Europa (tranne per il fatto che è da un pò di tempo, ormai, che sono loro stessi i primi a chiedere agli eurocrati imbecilli che ci governano di allentare le misure restrittive...cosa che contraddirebbe la tesi degli autori...) e rimango quindi un poco perplesso;
    3) soprattutto, gli autori lanciano il sasso e nascondono la mano...nel senso che individuano moltissimi aspetti illogici e pericolosi, li analizzano, li demoliscono e giungono alla conclusione che questo sistema economico turbo-capitalista è un mostro devastatore (d'accordo), che la politica è assolutamente inutile (d'accordo), che la sinistra è morta e sepolta (basta guardare cos'è il PD - ex PCI, per la cronaca).

    Ma che alternative abbiamo? Su questo, che è la cosa fondamentale, gli autori tacciono.

    Perché, morto il socialismo (morto perché irrealizzabile, come il socialismo reale ha dimostrato), morto il capitalismo keynesiano (che almeno aveva una sua luce guida di equità) non rimane altro che il neo-ultra-liberismo. Perché la mitica terza via è dai tempi del fascismo che si cerca ma non si trova.

    La cosa terrificante è che quindi, al momento, non abbiamo speranza. E infatti è proprio quello che tutti sentiamo, anche inconsciamente, in questi anni bui. Quando il nostro animo sconvolto, sommerso da notizie inutili e contraddittorie, divorato dal relativismo più becero e dalla illogicità, ha un minimo moto di disgusto e di dignità nel vedere parlare gli inutili politici in tv e più di tutti la loro summa, la loro sintesi, l'espressione di questi tempi irrazionali e confusi.

    Il capo della sinistra che parla e agisce come quello della destra. Il punto finale del percorso che questo libro aveva colto.

    Signori, fottuti lo siamo, nessuno ci salverà. Ma la lettura la consiglio vivamente a tutti. Anche se non serve a molto.

    ha scritto il 

  • 5

    "L'ideologia di sinistra è il nuovo oppio del popolo."

    Il libro si propone di dimostrare la tesi secondo la quale, in seguito al trionfo del neoliberismo e l'avvento dell'epoca del capitalismo assoluto, la contrapposizione destra/sinistra abbia oramai perso ogni significato concreto. Infatti, la divergenza delle politiche (che in realtà sono meri att ...continua

    Il libro si propone di dimostrare la tesi secondo la quale, in seguito al trionfo del neoliberismo e l'avvento dell'epoca del capitalismo assoluto, la contrapposizione destra/sinistra abbia oramai perso ogni significato concreto. Infatti, la divergenza delle politiche (che in realtà sono meri atti amministrativi) sono lecite solo a patto che non contestino l'organizzazione politico-sociale basate sull'assunto delle completa libertà dei mercati e della mercificazione crescente ddi tutti gli ambiti dell'esistenza.
    In questo contesto il vero ruolo svolto delle sinistre, sia quella cosidetta riformista che la sedicente radicale, è quello di "deviare la rivolta" in modo innocuo rispetto agli interessi del capitale assoluto. L'appoggio del popolo della sinistra è garantito attraverso argomentazioni prive di reale contenuto, quali quella del "male minore", o grazie al forte richiamo identitario (anche esso completamente svuotato di ogni reale contenuto) esercitato dalle organizzazioni partitiche.
    Il risultato di questo autoinganno perpetrato dal Buon Elettore di Sinistra è che nessuna forza realmente anticapitalista potrà nascere, almeno finché l'illusione che la sinistra abbia ancora a cuore gli ideali di giustizia e solidarietà non verrà definitivamente smascherata, e la fittizia contrapposizione tra destra e sinistra non verrà superata.

    ha scritto il 

  • 5

    De profundis per la Sinistra ma anche per la Destra (... e francamente se lo meritano).

    Da leggere e meditare; non è necessario condividere tutte le idee per apprezzare la linearità ed originalità del ragionamento.

    ha scritto il 

  • 4

    I mali della sinistra – italiana, europea, mondiale – sono qua denunciati e analizzati. Ridottasi a meccanismo di potere, spogliatasi di ogni ideale, sfruttatrice dei legami affettivi e identitari che ancora vincolano al suo nome e ai suoi simboli milioni di persone. Legami che meglio sarebbe tag ...continua

    I mali della sinistra – italiana, europea, mondiale – sono qua denunciati e analizzati. Ridottasi a meccanismo di potere, spogliatasi di ogni ideale, sfruttatrice dei legami affettivi e identitari che ancora vincolano al suo nome e ai suoi simboli milioni di persone. Legami che meglio sarebbe tagliare. Ma per impegnarsi in quale nuovo progetto di emancipazione, solidarietà e umanesimo? Gli autori tacciono al riguardo.

    ha scritto il