La Sonata a Kreutzer

di Leone Tolstoi

Di

Editore: Fratelli Treves (Collezione Biblioteca amena ; 327)

3.9
(3377)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 251 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Tedesco , Olandese , Francese , Turco , Catalano , Portoghese , Russo , Giapponese , Chi semplificata

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
ipo di documento Testo a stampa
Autore Tolstoj, Lev Nikolaevic
Titolo La Sonata a Kreutzer / di Leone Tolstoi
Pubblicazione Milano : Fratelli Treves editori, 1910
Descrizione fisica 251 p. ; 19 cm.
Collezione Biblioteca amena ; 327
Nomi
· Tolstoj, Lev Nikolaevic
Paese di pubblicazione ITALIA
Lingua di pubblicazione ITALIANO
Codice del documento IT\ICCU\IEI\0086500
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  • 5

    Ecco perchè insisto con i gdl

    L’inizio di un commento deve essere il più accattivante possibile per non annoiare e raggiungere, così, i fini dello scrivente, tutti legittimi anche se non sempre confessabili (V. Daniele ecc… ecc.. ...continua

    L’inizio di un commento deve essere il più accattivante possibile per non annoiare e raggiungere, così, i fini dello scrivente, tutti legittimi anche se non sempre confessabili (V. Daniele ecc… ecc.. ).

    Nella fattispecie il mio inizio coincide con la fine (facile gioco di parole che avrei potuto risolvere con un sinonimo più decente ): mettere in w.l. I diari 1862-1910 di Sof'ja Tolstaja, la mitica Sonia, perchè non tutti i detti lasciano il tempo che trovano e quello che dietro un grande uomo (e il talento di Lev è infinito, altro che grande) c’è una grande donna è assolutamente vero in questo caso.

    Sentite che dice la poveretta, che gli sfornò ben tredici figli, dopo aver letto La Sonata, (che peggiorò di brutto il loro rapporto di odio /amore): « Sarebbe terribile restare incinta. Tutti lo verranno a sapere e ripeteranno con gioia maligna una battuta uscita ora nell'ambiente di Mosca: «Ecco la vera conclusione della Sonata a Kreutzer: […] predica la continenza, mentre nei fatti...».
    E poi:
    « Non so perché abbiano avvicinato la Sonata a Kreutzer alla nostra vita coniugale, ma è un fatto. E tutti, dallo zar sino al fratello di mio marito e al suo migliore amico Dikov, mi hanno biasimata. Ma d'altronde perché cercare dei terzi? Io stessa ho sentito che questo racconto mi chiamava in causa, che mi infliggeva una ferita diretta, mi sminuiva agli occhi del mondo intero distruggendo ciò che restava del nostro amore »

    Potremmo dire, con facile psicologismo, che il poveretto non riuscì mai ad amare questa sua irruenza sessuale da caprone e che il capolavoro non fosse che una amara confessione: accusare il maschio senza riuscire ad assolvere la femmina, eterna Eva tentatrice approfittatrice del suo Disturbo (in cui però Sof'ja non si rispecchiava punto).
    E’ tale l’avversione contro la donna che il vecchio scrittore arriva a confessare di aver perso la trebisonda solo per i maschi pur provando ribrezzo al solo pensiero di un rapporto fisico.

    Un uomo che non amava le donne e che, sotto le mentite spoglie di Poz (abbreviativo del cognome impossibile del narratore della Sonata), si accusa e ricusa la condanna senza pena per delitto d’onore: la colpa vera era il disgustoso soggiacere agli appetiti della carne di una coppia sposata che si sente a posto con Cristo .

    E per non farsi mancare nulla, scrive una postfazione delirante in cui ribadisce principi che avevano già sconvolto la povera Sonja, quando Tolstoj aveva cominciato a praticare un millenarismo pauperista:
    - « Critica avversa all'ortodossia e alla chiesa [...], critica della nostra vita, biasimo per tutto ciò che facevo e facevano i miei. Era intollerabile. [...] Ma un giorno … stavo scrivendo e sentii che arrossivo, il sangue mi affluì alla testa e mi sentii invadere da una crescente indignazione. Presi tutti i fogli e li portai a Lev, dichiarando che non avrei ricopiato più nulla: non posso. »

    Certo non dev’essere stato facile vivere con uomo così pieno di talento ma anche di contraddizioni tutte dispiegate nei suoi capolavori ma mai così specchiate come nella Sonata a Kreutzer: da leggere assolutamente perchè libro fondamentale per la storia ancora in fieri delle donne.

    P.S. Non avendo ancora letto i diari di Sonia, tutti gli incisi sono estrapolati da Wicki, di cui sono pecuniarmente sostenitrice.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia attualissima di un femminicidio raccontata da Tolstoj. Ritmo, limpidezza, rigore, precisione. Era un gigante, poco da dire. Mentre lo leggo mi viene in mente sempre la parola "abitare". È uno d ...continua

    Storia attualissima di un femminicidio raccontata da Tolstoj. Ritmo, limpidezza, rigore, precisione. Era un gigante, poco da dire. Mentre lo leggo mi viene in mente sempre la parola "abitare". È uno dei pochi che riga per riga costruisce al lettore uno spazio in cui ci si trasferisce: ci stai comodo, ci abiti appunto. Anche quando si tratta di uno spazio angusto come in questo caso: sia che si alluda allo scompartimento ferroviario dove l'uxoricida si confessa ai suoi compagni di viaggio. Sia che si pensi al numero esiguo di pagine. Il che conferma che in Guerra e pace o in Anna Karenina non è la mole della narrazione a produrre quella sensazione, ma il modo in cui l'autore costruisce la storia e il mondo in cui si sviluppa.

    Questo naturalmente a prescindere dai contenuti. In queste pagine Tolstoj (ci aggiunse pure una postfazione terrificante, per paura che non fosse stato abbastanza chiaro), con rispetto parlando, delira. La morale che ricava dal femminicidio è aberrante, tanto per l'uomo che per la donna. Arriva a definire non solo il sesso, ma anche l’amore che induce allo scambio sessuale “qualcosa di decisamente schifoso, di sporco, che solo a parlarne e a pensarci fa nausea e vergogna”. Insomma, davvero roba da coma etico (molto peggio di quello etilico).

    La teoria sull'astinenza sessuale come fonte di salute morale e bussola etica è stata una teoria che gran parte di noi (nati dal '50 in qua) ha preso in considerazione solo per riderci sopra (tranne i cattolici ovviamente e qualche isolata frangia zen). E anche stavolta ho pensato solo cose da ridere, mentre ammiravo come si possano scrivere così bene, cose così osceme.
    Tanto per fare un esempio, mi è tornato in mente il metodo "Oggi-no" (e dunque l'astinenza assoluta, prematrimoniale e non, che come antifecondativo indubbiamente funziona) con cui negli anni '70 si sfotteva il famoso metodo anticoncezionale "Ogino” (dal nome di uno dei due ginecologi che lo inventarono). I cattolici lo praticavano entusiasti, con risultati più esilaranti delle nostre battute. La sua fortuna fu di sicuro una delle concause dell'ultima fase del baby boom.

    E c'è un altro esempio in quegli anni di riscoperta del valore morale (e anche fisico, proprio come dice Tolstoj) della castità. E fu quello dell'educazione sessuale propagandata dalle organizzazioni giovanili cattoliche, in particolare da Comunione e Liberazione: "vergini al matrimonio” era il motto. E anche quella si risolse in una ulteriore contributo alla crescita demografica. Perché persino ai ciellini accadeva che gli ormoni, resisti-resisti-resisti, ad un certo punto tracimassero. E accadeva spesso nel momento topico (con rispetto parlando) per cui del motto restava solo il matrimonio, con prole in arrivo (pancioni in tulle – mestamente bianco sporco o avana - facevano la fila per entrare nelle chiese in quegli anni).

    Insomma caro Lev, la castità (tranne casi eccezionali) oltre ad essere noiosa, oltre ad essere una perversione sessuale grave, ha un altro problema: non funziona. A Napoli dicono "lassa perde: nunn'è cosa".

    ha scritto il 

  • 3

    Ho provato un odio profondo verso il protagonista di questa storia: un omuncolo a cui piace giocare al padre-padrone e che per proteggere il suo orgoglio ferito si sente in diritto di uccidere la prop ...continua

    Ho provato un odio profondo verso il protagonista di questa storia: un omuncolo a cui piace giocare al padre-padrone e che per proteggere il suo orgoglio ferito si sente in diritto di uccidere la propria moglie avendo il dubbio (e solo quello) che lei abbia potuto tradirlo. Un folle misogino, bipolare, attaccato alle apparenze. Un uomo che vede la moglie come di sua proprietà. Vi ricorda fatti di cronaca recente? A me pure troppi. Da donna, questa storia è stata insopportabile. Da lettrice, ho apprezzato tantissimo la scrittura di Tolstoj.

    ha scritto il 

  • 4

    A dispetto delle idee maschiliste e antiquate che pervadono il libro e soprattutto di un poscritto dell'autore impregnato di moralità cristiana molto lontano dai giorni nostri, non posso dire che il r ...continua

    A dispetto delle idee maschiliste e antiquate che pervadono il libro e soprattutto di un poscritto dell'autore impregnato di moralità cristiana molto lontano dai giorni nostri, non posso dire che il romanzo di Tolstoj non mi abbia colpita.
    Si tratta di un romanzo breve che colpisce in maniera repentina sin dalle prime pagine, perchè fin dall'inizio il lettore capisce in che cosa si sta cimentando: la trama si svolge durante un viaggio in treno e sarà uno sconosciuto ad ascoltare le parole di un uxoricida e come la folle gelosia lo abbia portato ad quel gesto estremo.

    Il racconto ha le sembianze di un monologo, sono poche infatti le domande che interrompono le parole di Pozdnysev: l'omicidio della moglie viene raccontato con fervore, passione ma anche con una lucidità irrequieta, tutti i pensieri sono frutto di una follia interiore.
    Per certi versi è un romanzo che inquieta, Tolstoj condanna a gran voce la prostituzione e il matrimonio come semplice atto carnale, in favore di un legame che dovrebbe essere puramente casto, ma quello che più mette in difficoltà sono le parole che esprime nei confronti delle donne: donne viste come semplici oggetti istruite a dovere per accalappiare e forviare l'uomo, donne che civettano e che usano a proprio favore la bellezza.
    Ci sono pensieri che diventano quasi imbarazzanti da leggere e da capire ma va da sé che il romanzo debba essere contestualizzato a dovere: siamo lontano anni luce dal realismo di Anna Karenina e credo che il romanzo sia la diretta conseguenza della la cristi esistenziale che colpì l'autore; un'opera che tra l'altro causò dispiacere anche alla moglie Sofja la quale in risposta al marito scrisse "Amore colpevole", anche questo un romanzo che vede la gelosia come tema centrale o piuttosto come causa di morte ma con l'affermazione di idee quasi opposte a quelle espresse dal marito sul matrimonio e sulla donna.

    Nonostante quindi le diverse idee di pensiero, La sonata a Kreutzer mi ha catturata dalla prima all'ultima riga, la passione con cui sono espressi sentimenti seppur non condivisibili non è così facile da trovare e percepire, in poche pagine sono raccontati sentimenti forti e il romanzo, seppur breve, è di un'intensità da un parte allarmante ma dall'altra travolgente.

    Ma fino a che punto si può ritenere Tolstoj del tutto lucido e non annebbiato dal fervore religioso quando scrisse queste parole?!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Tra ideale e passione

    Sulle note dell'omonima opera di Beethoven, si è un po' portati a ripensare a quanto ha scritto il vecchio T. in merito alla sua personale esperienza e su alcune tematiche calate nella Russia del temp ...continua

    Sulle note dell'omonima opera di Beethoven, si è un po' portati a ripensare a quanto ha scritto il vecchio T. in merito alla sua personale esperienza e su alcune tematiche calate nella Russia del tempo (il rapporto uomo-donna, il matrimonio, la visione dell'amore, ..). Queste pagine dalla travagliata storia compositiva ed editoriale sono ineccepibili: Tolstoj offre un'analisi psicologica dei personaggi ben strutturata e delineata. Quell'anonimo signore anziano che racconta sul treno la propria storia potrebbe essere chiunque, forse una proiezione dello scrittore stesso. Nonostante sia apparentemente una narrazione semplice, che si sente tuttora ai ns giorni, ciò che pienamente caratterizza questo romanzo breve è, a mio avviso, il rimorso e sottilmente anche l'orrore per il gesto sconsiderato compiuto da quell'ignoto signore, un omicidio di cui il movente è ben chiaro al lettore. Le passioni non possono nascondere la volontarietà del gesto, perchè inescusabile, indipendentemente dal fatto che il tradimento della moglie sia avvenuto o meno.

    Doveroso l'ascolto della Sonata per pianoforte e violino in la maggiore n. 9, op. 47, comunemente nota come Sonata a Kreutzer.

    ha scritto il 

  • 0

    E' blasfemia dire che la Sonata a Kreutzer è un romanzetto insulso e inutile? Può darsi, ma chi se ne frega. Anche calato nell'epoca, risente troppo del palese intento didascalico moralistico che spog ...continua

    E' blasfemia dire che la Sonata a Kreutzer è un romanzetto insulso e inutile? Può darsi, ma chi se ne frega. Anche calato nell'epoca, risente troppo del palese intento didascalico moralistico che spoglia di ogni componente artistica l'opera di un T. forse un po' annebbiato dall'età avanzata.

    ha scritto il 

  • 4

    Sarà la terza o quarta volta che rileggo questo capolavoro, ma il mio giudizio non è cambiato: o si screma il giudizio letterario dalle tesi qui esposte, o si rischia di buttare il libro dalla finestr ...continua

    Sarà la terza o quarta volta che rileggo questo capolavoro, ma il mio giudizio non è cambiato: o si screma il giudizio letterario dalle tesi qui esposte, o si rischia di buttare il libro dalla finestra (e, ad avercelo davanti -il grande, immenso Lev-, prenderlo a schiaffi).
    Questa volta tuttavia sono stata sostenuta dalla bella prefazione di Gianlorenzo Pacini.

    E' noto che la moglie di Tolstoj, Sof'ja, fu costretta a rilevare che la Sonata era stata scritta "con cattiveria" e gli oppose un suo libro (Amore colpevole) in cui, alla storia di un giovane uomo che accoltella la moglie a causa di una gelosia morbosa, rispose con la storia della giovane Anna uccisa -sia pure involontariamente, ma sempre per gelosia- dal marito.

    L'amico Maksim Gor'kij (a cui Tolstoj stesso aveva confidato che l'umanità è sì colpita da terremoti, epidemie, malattie, ma "in tutti i tempi la tragedia più dolorosa è stata e sarà la tragedia della camera da letto") scrisse: "Non mi sono mai piaciuti i suoi giudizi sulle donne... vi si sentiva qualcosa di artefatto, di insincero e allo stesso tempo di troppo personale. Era come se una volta l'avessero offeso ed egli non fosse riuscito né a dimenticare né a perdonare".

    Ma più di ogni altro fu Nietzsche a svelare le contraddizioni profonde del pensiero di questo ultimo Tolstoj (che, detto per inciso, definiva Nietzsche "pazzo nel senso letterale della parola"!). Egli affermò che "il prete-asceta è una contraddizione vivente", dominato dal fastidio della vita e dal desiderio della fine. Ma tale fastidio è originato dalla sua insoddisfazione per la vita "così com'è", con tutte le sue miserie e limitazioni; e il desiderio della fine è in realtà il desiderio "di essere in un altro modo".
    Egli diventa così l'espressione vivente di una "volontà di potenza" spasmodicamente tesa verso l'assoluto, e cioè verso il nulla, giacché nulla di questo mondo può soddisfare la sua sete.

    Cosa penso io? Penso che anche Tolstoj, ad un certo momento della sua esistenza, sia "impazzito". Proprio come Nietzsche.

    ha scritto il 

  • 4

    All'inizio, questo romanzo mi ha fatto provare un forte sentimento di rabbia e angoscia a causa delle teorie e della considerazione di Pozdnyšev sul matrimonio, sull'amore e sulla donna. Nonostante ci ...continua

    All'inizio, questo romanzo mi ha fatto provare un forte sentimento di rabbia e angoscia a causa delle teorie e della considerazione di Pozdnyšev sul matrimonio, sull'amore e sulla donna. Nonostante ciò, questa lettura mi ha completamente rapita. Racconta il nascere e il crescere di un disturbo paranoide, la delirante riflessione di un marito vecchio stampo tradito e, dunque, umiliato. Mi ha ricordato lo stile di Dostoevskij, mi ha ricordato Raskol'nikov, per l'esaltazione dei moti dell'animo umano, per la profonda introspezione, per quel legame che collega l'interiorità di un individuo alle azioni che compie e per l'analisi delle relative conseguenze. Inutile aggiungere altro, Tolstoj non delude mai.

    ha scritto il 

  • 2

    Lettura inutile

    Mi domandavo come mai da anni restava intonso nella mia libreria questo breve romanzo di Tolstoj, ora che l'ho letto l'ho capito. Insulso racconto di un autore ormai vecchio che vuole sancire anche a ...continua

    Mi domandavo come mai da anni restava intonso nella mia libreria questo breve romanzo di Tolstoj, ora che l'ho letto l'ho capito. Insulso racconto di un autore ormai vecchio che vuole sancire anche a livello letterario la sincerità della sua conversione al cattolicesimo. Della sua nuova religione sembra che l'autore russo abbia recepito esclusivamente la sessuofobia, visto che per lui l'amore carnale porta l'uomo alla perdizione anche nell'ambito del matrimonio, come spiega dettagliatamente, qualora fossero restati dei dubbi dalla lettura del breve romanzo, nella postfazione. Sembra incredibile che si parli dello stesso autore di Anna Karenina, è proprio vero che la religione è un oppio che annebbia i cervelli, anche quelli più raffinati ed educati.

    ha scritto il 

  • 4

    Bravissomo Tolstoj come sempre, anche se ho notato come se gli ideali "rivoluzionari" che hanno avvolto i sentimenti umani (dal 1789 in poi soprattutto) non sono di casa. Tutto troppo "freddo". ...continua

    Bravissomo Tolstoj come sempre, anche se ho notato come se gli ideali "rivoluzionari" che hanno avvolto i sentimenti umani (dal 1789 in poi soprattutto) non sono di casa. Tutto troppo "freddo".

    ha scritto il 

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