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La Spada della Verità - Vol. 7

I Pilastri della Creazione

Di

Editore: Fanucci

3.6
(376)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 528 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese

Isbn-10: 8834713931 | Isbn-13: 9788834713938 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Nicola Gianni

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Jennsen è una ragazza che fugge dal giorno in cui è nata. Fugge con la madre dal demone che l'ha messa al mondo e che vuole vederla morta a tutti i costi: un demone dall'aspetto bellissimo, ma diabolico, Darken Rahl. Nemmeno la morte del sovrano del D'Hara, però, le porta sollievo sollievo: Darken Rahl infatti è stato ucciso dal suo stesso figlio, Richard, un uomo ancor più spietato e potente del padre, che ha sposato una donna altrettanto crudele, la Madre Depositaria. Riuscirà Jennsen a sfuggire alla presa di quel nuovo demone, quando sembra impossibile sfuggire al richiamo del suo stesso sangue?
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  • 4

    Siamo essere raziocinanti, dobbiamo usare il nostro intelletto e non la cieca devozione.

    Richard e Kahlan compaiono ben poco in questo libro.
    Protagonista indiscussa è la giovane Jennsen, sorellastra di Richard e completamente priva di magia. Si tratta di una ventenne per la quale si prova simpatia, che commette un grave errore di giudizio affidandosi a un clichè: le colpe dei padri ...continua

    Richard e Kahlan compaiono ben poco in questo libro. Protagonista indiscussa è la giovane Jennsen, sorellastra di Richard e completamente priva di magia. Si tratta di una ventenne per la quale si prova simpatia, che commette un grave errore di giudizio affidandosi a un clichè: le colpe dei padri ricadono sui figli. Darken Rahl fu il suo più grande incubo, la voleva morta ed è convinta che suo figlio nutra lo stesso insano desiderio. Inoltre incappa nell'Ordine che approfitta della debolezza e della paura della ragazza per i suoi scopi.

    Non mi dispiace come storyline, ma Lord Rahl e la Madre Depositaria mi sono mancati.

    ha scritto il 

  • 3

    Buona l'idea di spostare l'attenzione su personaggi nuovi facendo un leggero passo indietro nella storia, ma ammetto di aver letto la prima metà del libro con poco coinvolgimento...fortunatamente si ha una svolta nell'ultima parte, dove la narrazione si fa decisamente più avvincente

    ha scritto il 

  • 2

    "Tu non puoi amare niente o nessuno se prima non ami la tua esistenza. L'amore nasce solo dal rispetto della tua vita. Quando ami te stesso, la tua vita, allora potrai amare qualcuno che potrà migliorarla, condividerla con te e renderla più piacevole. Quando ti odi e pensi di essere malvagio, ...continua

    "Tu non puoi amare niente o nessuno se prima non ami la tua esistenza. L'amore nasce solo dal rispetto della tua vita. Quando ami te stesso, la tua vita, allora potrai amare qualcuno che potrà migliorarla, condividerla con te e renderla più piacevole. Quando ti odi e pensi di essere malvagio, allora puoi solo odiare, puoi solo sfiorare il guscio dell'amore, un desiderio per qualcosa di buono, ma che è fondato solo sull'odio."

    ha scritto il 

  • 3

    Spin off particolarmente lento e sotto tono

    La storia non convince, il volume lascia completamente in secondo piano i personaggi principali della saga solo per farli apparire in un finale roccambolesco e raffazzonato. Trama lenta e particolarmente prevedibile...

    ha scritto il 

  • 3

    Finito perché in fin dei conti "breve" e perché a casa per malattia.


    Il libro non è stato deludente, solo che non mi ha preso come gli altri. Al contrario di molte persone ho tovato molto interessante apprendere tutte le cose sui "pilastri della Creazione" non dai nostri eroi, ma da un pil ...continua

    Finito perché in fin dei conti "breve" e perché a casa per malattia.

    Il libro non è stato deludente, solo che non mi ha preso come gli altri. Al contrario di molte persone ho tovato molto interessante apprendere tutte le cose sui "pilastri della Creazione" non dai nostri eroi, ma da un pilastro vero e proprio. Un puto di vista diverso sulla casata Rahl. Preparatevi comunque perché in questo libro si sente molto parlare della casata dei Rahl, ma il nostro Richard con scorta lo troviamo in fondo. Qui infatti il punto di vista principale è quello di Jessen, una sorellastra di Richard, che non ha nemmeno un briciolo piccolo piccolo di magia e che per tutta la vita non ha fatto che scappare perché il padre Darken la voleva morta insieme a tutti gli altri figli senza il dono. Questa sua condizione di eterna fuggiasca l'ha fatta crescere isolata ed impaurito e per questo facile preda dei mal intenzionati.

    Una cosa è certa, fossi Kahlan inizierei a preoccuparmi perché se esiste il gene della depravazione sessuale questo è presente e potente nella famiglia dei Rahal. Speriamo da questo punto di vista Richard abbia ereditato dagli Zorander come pare che sia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Ho particolarmente apprezzato questo libro della serie per un semplice motivo: Gooddkind è in grado di proseguire la storia iniziata, senza che siano presenti per un buon 90% abbondante di libro i protagonisti. Certo, sfumano sullo sfondo, ma sempre in una prospettiva esterna. Veramente gradevole ...continua

    Ho particolarmente apprezzato questo libro della serie per un semplice motivo: Gooddkind è in grado di proseguire la storia iniziata, senza che siano presenti per un buon 90% abbondante di libro i protagonisti. Certo, sfumano sullo sfondo, ma sempre in una prospettiva esterna. Veramente gradevole e ben congegnato!

    ha scritto il 

  • 4

    L'attenzione si sposta su nuovi personaggi e Richard e Kahalan appaiono solo negli ultimissimi capitoli, ma questo non toglie niente al piacere della lettura. I nuovi personaggi sono interessanti e ben caratterizzati; la trama risulta sempre accattivante e interessante, anche se il ritmo non è pr ...continua

    L'attenzione si sposta su nuovi personaggi e Richard e Kahalan appaiono solo negli ultimissimi capitoli, ma questo non toglie niente al piacere della lettura. I nuovi personaggi sono interessanti e ben caratterizzati; la trama risulta sempre accattivante e interessante, anche se il ritmo non è proprio da cardiopalma. Unica pecca, peraltro abbastanza comune in quasi tutti i tomi della saga, è la conclusione un po' affrettata, soprattutto se paragonata alla mole descrittiva che la precede.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Direi tre e mezza...

    La vita è il futuro, non il passato. Il passato può insegnare attraverso l'esperienza come fare le cose in futuro, portarci conforto con bei ricordi e insegnarci le fondamenta di quanto è stato già fatto. Ma solo il futuro è vita. Vivere nel passato vuol dire abbracciare ciò che è morto. Viver ...continua

    La vita è il futuro, non il passato. Il passato può insegnare attraverso l'esperienza come fare le cose in futuro, portarci conforto con bei ricordi e insegnarci le fondamenta di quanto è stato già fatto. Ma solo il futuro è vita. Vivere nel passato vuol dire abbracciare ciò che è morto. Vivere la vita a pieno ogni giorno, creare qualcosa di nuovo ogni giorno. Siamo essere raziocinanti, dobbiamo usare il nostro intelletto e non la cieca devozione. Dobbiamo compiere scelte razionali.

    La settima regola del mago, da sola, mi è valsa il libro.

    Spesso guardo al passato rimpiangendo cose o situazioni andate (anche in un’ottica allargata che finisce con l’esulare da me stesso). In quel preciso momento del libro ho ricevuto l’impulso a riflettere sul fatto che, per quanto buone possano essere, quelle cose vanno lasciate andare. E ho compreso, ancora una volta, quanto inutile e doloroso sia restarne ancorati.

    Per quanto riguarda il libro, il personaggio di Jennsen è davvero ben caratterizzato. Isolata dal mondo, ad un certo punto si ritrova catapultata in esso, ed abbraccia una causa soltanto perché viene indotta con l’inganno a credere che essa sia giusta. Per certi versi mi sono rivisto anche un po' in lei: se sostituisco l’inganno alle cause di forza maggiore, il resto non si rivela poi molto diverso. E forse è proprio per questo che la settima regola del mago l’ho "sentita" in modo personale, quasi mi fosse rivolta direttamente.

    Diverso il discorso relativo ad Oba. Viene presentato ad inizio volume quasi come fosse il co-protagonista al pari di Jennsen, ma a mio avviso ha offerto poco: serve soltanto per uccidere Althea e spingere il marito a fare la sua parte. Per il resto, il mondo che si è creato attraverso la sua follia me lo fa percepire come un’entità a se stante rispetto alle vicende del romanzo. Se quell’episodio fosse stato fatto accadere in altro modo, avrebbe perso del tutto la sua utilità.

    Anche Tom, mi ha lasciato perplesso: alla fine il suo ruolo si rivela ben diverso da ciò che sembrava, ma allora perché nei momenti opportuni non fa nulla per far aprire gli occhi a Jennsen nonostante sappia che lei è palesemente in errore? Le giustificazioni che gli vengono attribuite non rispondono granché bene a questo interrogativo, e dire che poteva cambiare nettamente il proseguio della storia.

    In conclusione, lo valuto con tre stelle e mezza. Tre mi sembrano in realtà poche per ciò che ho spiegato all’inizio, ma se lo paragono ai volumi della saga ai quali ho dato quattro stelle direi che questo resta un pochino al di sotto. Nonostante tutto, comunque, lo reputo un bell’intermezzo all’interno della narrazione generale. E’ valsa la pena di leggerlo, e mi ha dato l’impressione che la sorellastra di Richard si rivelerà utile nel futuro. Se ci ho preso, devo comunque dire che - pecche a parte - è stata introdotta molto bene nel contesto generale.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Romanzo dall'aria di riempitivo, ma che a suo modo credo introduca una questione cruciale del romanzo successivo.
    Richard, Kahlan e compagni sono quasi del tutto assenti dalla narrazione, se non fosse per l'ultima ventina di pagine. Seguiamo invece le vicende di Jennsen, sorellastra di Richard, ...continua

    Romanzo dall'aria di riempitivo, ma che a suo modo credo introduca una questione cruciale del romanzo successivo. Richard, Kahlan e compagni sono quasi del tutto assenti dalla narrazione, se non fosse per l'ultima ventina di pagine. Seguiamo invece le vicende di Jennsen, sorellastra di Richard, da sempre fuggitiva per via della crudeltà di Darken Rahl e convinta che anche il nuovo lord Rahl non abbia altro scopo se non inseguirla e ucciderla. Separata dalla madre per via della morte violenta di quest'ultima, la ragazza fuggirà insieme al suo salvatore Sebastian, stratega dell'imperatore Jagang deciso ad aiutarla nel suo intento di liberarsi di Richard Rahl, potendo così finalmente vivere una vita priva di inseguimenti. Persuasa dalle descrizioni dell'uomo, la ragazza viene convinta che l'Ordine Imperiale sia nel giusto e che voglia portare la pace e l'uguaglianza nel mondo, e giunge a schierarsi dalla sua parte. Ma non tutto é come sembra, e la sua inquietante caratteristica di essere un 'buco nel mondo', come rivelatole dall'incantatrice Althea, incontrata nel D'Hara, porterà la giovane ad interrogarsi su se stessa e sul suo reale ruolo. Pur essendo una sorta di riempitivo, come detto, il romanzo é scritto molto bene. E' interessante inoltre vedere le cose dal punto di vista di qualcuno che non conosce nulla della verità ed é portato a credere alla visione distorta dell'Ordine Imperiale. Ho trovato del tutto inutile, se non irritante, la storia parallela dell'altro figlio di Darken Rahl, Oba, una sorta di grosso e crudele minorato mentale. Certo, offre una diversa prospettiva sulle ragioni che potevano esserci per voler eliminare i figli privi di dono di Darken Rahl. Bello, ma poco necessario alla storia principale. La questione e il personaggio di Jennsen potevano benissimo essere introdotti all'interno di un romanzo che avesse come centro i due protagonisti.

    ha scritto il