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La Torre Oscura, vol. 3

Las tierras baldías

By

Publisher: Ediciones B

4.2
(2958)

Language:Español | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi simplified , Italian , Chi traditional , German , French , Portuguese , Dutch , Swedish , Polish , Czech , Hungarian , Japanese , Greek , Russian

Isbn-10: 8440644302 | Isbn-13: 9788440644305 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
La Torre Oscura y su extraño mundo, parcialmente inspirado en un poema narrativo de Robert Browning, vuelve con este tercer volumen. Después de haber superado con éxito las invocaciones de las tres puertas, Ronaldo está atormentado por la paradoja temporal que provocó al salvar a Jake de la muerte. Pero ahora cuanta con Eddie y Susannah, que ya no son prisioneros en el mundo del pistolero: ahora participan en la búsqueda que lleva a cabo Ronaldo y juntos descubren el Camino del Haz. Transitar por estos haces de luz es arduo y les descubre mundos nuevos y peligrosos; pero Rolando conseguirá atravesarlos y deshacer la paradoja de la no muerte deJake. Los cuatro se arriesgarán a sumergirse en la busqueda de ese centro del Mundo Medio donde puede ser que encuentren la Torre Oscura.
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  • 5

    Con questo capitolo la saga fa decisamente un salto in avanti, sia narrativamente che qualitativamente. Finalmente riusciamo a immergerci davvero nel medio-mondo. Finalmente cominciamo a capirlo, e, proprio come i personaggi del libro, ci prepariamo ad affrontarlo, in tutta la sua complessità e p ...continue

    Con questo capitolo la saga fa decisamente un salto in avanti, sia narrativamente che qualitativamente. Finalmente riusciamo a immergerci davvero nel medio-mondo. Finalmente cominciamo a capirlo, e, proprio come i personaggi del libro, ci prepariamo ad affrontarlo, in tutta la sua complessità e precarietà. Ora riusciamo a capire Roland, e la sua spasmodica ricerca, oltre che il suo immenso dolore, che l'ha portato ad essere quello che è.
    Onwards! To the Dark Tower!

    said on 

  • 4

    Questo episodio era per me cruciale: se anche questo romanzo mi avesse deluso come i due precedenti, avrei abbandonato la lettura della saga della Torre Nera.
    Fortunatamente, qui il livello si alza: il ritmo è più serrato, lo stile più brillante, e finalmente la "storia" (la ricerca della m ...continue

    Questo episodio era per me cruciale: se anche questo romanzo mi avesse deluso come i due precedenti, avrei abbandonato la lettura della saga della Torre Nera.
    Fortunatamente, qui il livello si alza: il ritmo è più serrato, lo stile più brillante, e finalmente la "storia" (la ricerca della misteriosa Torre Nera) fa dei veri passi avanti (nonostante nei due volumi precedenti succedono varie cose, alla fine c'era sempre un certo senso di immobilità).
    Certo, alcune idee di King sono un po' infantili (non è un gran spoiler, se vi dico che qui c'è una gara di indovinelli.... roba che mettevo io nelle storielle che scrivevo quando andavo alle elementari), ma ci sono anche scene memorabili e visionarie.
    Insomma, si tratta di un buon fantasy, e ora proseguirò la lettura della saga con più fiducia

    said on 

  • 4

    Terre desolate, Stephen King

    Be', sì, alla fine sono quattro stelline.
    Perché non posso tralasciare il fatto che le pagine si divorino una volta giunti all'ultimo terzo del romanzo, anche se per leggere gli altri due terzi ho impiegato più di un mese.
    Non mi aiuta lo stile di King, non mi aiuta la formattazione, ...continue

    Be', sì, alla fine sono quattro stelline.
    Perché non posso tralasciare il fatto che le pagine si divorino una volta giunti all'ultimo terzo del romanzo, anche se per leggere gli altri due terzi ho impiegato più di un mese.
    Non mi aiuta lo stile di King, non mi aiuta la formattazione, e allora cerchiamo tutti gli escamotage possibili per agevolare la lettura!
    Passata in ebook, ho trovato l'impresa più semplice e quindi eccomi qui. Ho terminato anche il terzo libro, ho amato Oy, ho gioito del ritorno di Jake, mi sono lasciata prendere dal panico insieme a tutti loro per il suo salvataggio e poi ho riscoperto l'amore sconfinato per la parte con Blaine il Mono.
    Quindi cos'altro dire? Incrociamo le dita per la lettura del quarto volume!

    said on 

  • 5

    Ka and Ka-tet

    Dopo un attimo di pausa utilizzato per procurarmi il successivo capitolo della Dark Tower, ho rapidamente letto anche questo terzo libro, da sempre tra i miei preferiti della saga...


    Dopo averli portati nel suo mondo, Roland continua nella lunghissima strada per la Torre Nera in com ...continue

    Dopo un attimo di pausa utilizzato per procurarmi il successivo capitolo della Dark Tower, ho rapidamente letto anche questo terzo libro, da sempre tra i miei preferiti della saga...

    Dopo averli portati nel suo mondo, Roland continua nella lunghissima strada per la Torre Nera in compagnia di Eddie e Susannah: mentre li addestra e insegna loro a sparare e a 'ricordare la faccia dei loro padri', il gruppo viene assalito da uno dei Guardiani, mitiche creature che Roland stesso considerava niente più di una vecchia leggenda. Sfuggito per un pelo al suo attacco, il gruppo giunge a uno dei Dodici Portali, grandi luoghi di potere dai quali partire per la lontana Torre Nera.
    Mentre la sanità mentale di Roland viene meno, nella "nostra" città di New York, c'è chi vive la stessa situazione, vivendo e rivivendo in continuazione i momenti della propria morte: una sola soluzione si presenta ad entrambi ma lo scotto da pagare può essere altissimo e coinvolgere l'intero Ka-tet in uno sforzo probabilmente fatale...
    Una volta formatosi, per il definitivo Ka-tet sarà l'inizio della lunga avventura: ad attenderli, dopo una breve sosta a River Crossing, la città morta di Lud coi suoi "abitanti" e la follia di Blaine il Mono...

    Da sempre uno dei miei preferiti dell'intera saga (forse il preferito in assoluto?), questo romanzo è un piccolo capolavoro anche preso a sè: il mistero crescente, svelato poco a poco, di Lud e Blaine, la cura dei dettagli nel descrivere le sensazioni provate da Roland e Jake nel loro dualismo, la sensazione costante del 'mondo che è andato avanti' e quella di vivere il Ka insieme con il piccolo ma potente Ka-tet di Roland sono solo alcune delle feature che mi hanno da sempre fatto amare tantissimo questo terzo capitolo della saga!

    La lingua usata, come per quanto riguarda il libro precedente, è abbastanza complessa anche se più semplice del primo capitolo: ci sono molti termini "tecnici" e/o poco usati e molti dei personaggi che si incontrano parlano in strani slang o dialetti. Ad ogni modo, la lettura scorre veloce e le difficoltà sono non insormontabili...

    I punti "salienti":
    *Shardik, il guardiano
    *Il portale
    *Jake
    *Oy
    *River Crossing
    *Lud
    *Blaine il Mono

    Terzo romanzo della saga The Dark Tower.

    said on 

  • 5

    ...keep on listening to, part 3!

    Ormai ho preso definitivamente il via con l'ascolto degli audiobook della saga kinghiana della Dark Tower e sto quasi pensando di proseguire nell'ascolto non avendo ancora letto il quarto capitolo in lingua originale! :)


    Dopo aver portato Eddie e Susannah nel proprio mondo, il Ka-Tet così ...continue

    Ormai ho preso definitivamente il via con l'ascolto degli audiobook della saga kinghiana della Dark Tower e sto quasi pensando di proseguire nell'ascolto non avendo ancora letto il quarto capitolo in lingua originale! :)

    Dopo aver portato Eddie e Susannah nel proprio mondo, il Ka-Tet così formato inizia il suo viaggio sul Sentiero del Vettore ma Roland è sull'orlo della follia: il ricordo di Jake e quanto fatto da Jack Mort lo tormentano senza pause. Prima di attraversare Rivers Crossing e addentrarsi a Lud in cerca di Blaine il Mono, c'è solo una cosa da poter fare per porre fine al suo tormento ma il futuro del neonato Ka-Tet è in bilico...

    Anche in questo terzo segmento della saga della Torre Nera (forse il mio preferito insieme al primo) l'accompagnatore è l'ottimo Frank Muller, lettore veramente bravissimo e convincente, in grado di rendere appieno tutti i personaggi e le sfumature nella storia narrata e nei dialoghi tra i personaggi: circa 16 ore di ascolto, in alcuni passaggi (River Crossing e Gasher su tutti) anche piuttosto complesso, che volano anche troppo velocemente e che fanno vivere appieno le sensazioni vissute con la lettura "in prima persona".

    Ora resta solo da decidere se iniziare Wizard and Glass, sempre in compagnia di Muller, o aspettare di averlo letto prima "di persona"... mmm... :)

    said on 

  • 5

    Sono un semplice trenino e nient'altro mai sarò.

    King riesce a dare una personalità interessate anche a un treno. Un treno, non so se mi spiego.
    Non vedo l'ora di scoprire come si risolverà la competizione tra i nostri eroi e Blaine.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Lo pongo al nivel del segundo, lo cual es bueno, pero quizás un milímetro por encima porque, aunque sea más irregular, los grandes momentos son demasiado grandes, y avanza bastante más en la mitología de la saga.


    Lo que menos me ha gustado de este tercer libro ha sido que a ratos parecía l ...continue

    Lo pongo al nivel del segundo, lo cual es bueno, pero quizás un milímetro por encima porque, aunque sea más irregular, los grandes momentos son demasiado grandes, y avanza bastante más en la mitología de la saga.

    Lo que menos me ha gustado de este tercer libro ha sido que a ratos parecía la ENÉSIMA historia post apocalíptica con micro-sociedades de gente buena y gente mala sobreviviendo en un mundo medio vacío, o la típica historia sobre mundos paralelos.

    Lo que más... todo lo demás. Aun después de haber leído tantos libros suyos, me sigue fascinando la capacidad que tiene Stephen King para imaginar situaciones absurdas y que tengan toda la coherencia del mundo. Mientras leía "Las tierras baldías" he pensado mucho en esa adaptación al cine o a la tele que lleva preparándose tanto tiempo, y aunque me gustaría verla, me da mucho miedo porque hay cosas que simplemente no se pueden trasladar a imágenes o que si se hace van a quedar muy cutres. Jamás se me olvidará el momento "suena el teléfono, no hay teléfono, es la pistola la que está sonando, la cojo y hablo por ella" de "El cazador de sueños". Con las palabras de King fue un momento muy genial, pero al verlo en la película no pude evitar sonrojarme de la vergüenza que me dio. Por eso me da miedo, porque me parece casi imposible hacerle justicia y la gente se puede llevar una idea muy equivocada sobre Stephen King.

    De entre los grandes momentos hay muchos donde elegir, como la lucha con el oso gigante que abre la aventura (sentí mucho asco con la descripción de su enfermedad), el encuentro con los ancianos, o todo el tramo final desde que llegan a Lud hasta que escapan con Blaine. Pero sin duda alguna la cima es la culminación de la unión entre los mundos del chico y el pistolero: Eddie haciendo e intentando abrir la puerta, Jake entrando en la casa "encantada" y al borde de la muerte escapando de ese engendro, y mientras Susannah follándose al demonio invisible. Todavía se me ponen los pelos de punta al recordar lo intensísimo que fue.

    Stephen King lo planteó como su propia "El Señor de los Anillos", y realmente lo es un poco, pero yo me quedo con este mundo decadente y ENFERMO. Qué ganas tengo de leerme el cuarto volumen.

    said on 

  • 5

    LA CHIAMATA DEL QUARTO: LA SCHIZOFRENIA E IL SUO OPPOSTO

    LETTO IN EBOOK
    __________________

    Il ciclo della Torre Nera di Stephen King è qualcosa di complesso e quindi difficilmente definibile. Il primo volume (“L’Ultimo Cavaliere”), conservava toni da western e faceva quasi pensare che ne fosse solo una versione un po’ futuribile, eppure gi ...continue

    LETTO IN EBOOK
    __________________

    Il ciclo della Torre Nera di Stephen King è qualcosa di complesso e quindi difficilmente definibile. Il primo volume (“L’Ultimo Cavaliere”), conservava toni da western e faceva quasi pensare che ne fosse solo una versione un po’ futuribile, eppure già lì c’erano tutti gli elementi per farci capire quanto fosse rilevante la componente fantascientifica. Pensate anche solo all’incipit della serie: “L’uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì. Il deserto era l’apoteosi di tutti i deserti, sconfinato, vasto fino a traboccare nel cielo per enne parsec in tutte le direzioni.” In quella singola parola “parsec” c’è già la promessa di tutta la magia fantascientifica che seguirà. Già “L’Ultimo Cavaliere” ci parla di viaggi nel tempo, viaggi tutt’altro che lineari ed elementari, il secondo volume (“La chiamata dei tre”) è incentrato su questi. Ci sono delle porte (nel terzo volume si parlerà di “sinapsi temporali” e credo che queste porte potrebbero esserle, anche se King ancora non ce lo dice). Non sono solo banali aperture tra un “quando” e un altro, ma aperture attraverso le quali il Pistolero Roland riesce a entrare nella mente dei tre, alla ricerca di nuovi compagni per la sua avventura. Sinapsi appunto, come quelle della mente. Si parla molto della mente nel secondo volume e si continua a farlo nel terzo. Si capisce la centralità di questo argomento forse maggiormente leggendo “Terre desolate”, ma già nel volume precedente era un concetto evidente. I primi volumi de “La Torre Nera” sembrano quasi il risultato di uno studio sulla schizofrenia in tutte le sue forme e persino nel suo opposto.
    Il primo chiamato è il tossico Eddie Dean, la sua è una schizofrenia artificiale, tra lo stato di lucidità e quello di allucinazione, la seconda chiamata è una vera schizofrenica, Detta-Odetta Holmes, con due personalità che si combattono tra di loro. Roland Deschain di Gilead guarisce entrambi. Anche lui però è in qualche modo schizofrenico, alla rovescia (forse per questo è la cura per gli altri due). Quando abbandona il proprio corpo sulla spiaggia infestata di aramostre e entra nei corpi dei suoi ospiti è una mente sola con due corpi!
    Nel terzo volume “Terre desolate” ritroviamo il ragazzino Jake Chambers che Roland aveva lasciato cadere e morire nel primo volume. In realtà non è morto ma si è sdoppiato. Una metà vive nel tempo di Roland e una nella New York in cui il ragazzino è nato e di questo Jake soffre. Anche Roland ne soffre e la sua sofferenza non è solo dovuta al rimpianto per averlo dovuto sacrificare in nome della ricerca della Torre Nera (questa storia è una grande Quest e Roland un cavaliere alla ricerca del suo particolare Santo Graal), ma anche alla necessità di consentire al bambino di ricongiungere la propria personalità e di farlo ricongiungere a Roland e agli altri due. Sarà lui il quarto del Ka-tet, di quel gruppo di unione psichico-spirituale costituita da Roland, Eddie e Susannah Dean (la schizofrenica Detta-Odetta ora guarita e riunita). Ne “La chiamata dei tre”, il terzo a essere chiamato è l’uomo che ha ferito due volta Detta-Odetta e fatto morire Jake. Anche lui è una sorta di schizofrenico, un serial-killer (o “serial-feritore”, se preferite) che si nasconde sotto i rispettabili panni di un uomo normale. Il destino per lui è la morte. Sarà Jake, non lui, a completare nel terzo volume il quartetto. Un altro ricongiungimento è tra Eddie e Susannah, che divengono marito e moglie, nella più ovvia delle ricongiunzioni di due anime gemelle, ma all’interno del ka-tet, come parte di un disegno più grande.
    Cosa poi dire dell’altro grande schizofrenico del terzo episodio, il treno malandrino Blaine il mono? Oltre che pazzo ha una personalità divisa tra il Grande Blaine e il Piccolo Blaine. Perché poi è rosa se ha un’identità maschile, mentre la sua gemella, che ha lasciato morire, si chiama Patricia ma è azzurra? Nel terzo libro non si dice ma sorge il sospetto che in realtà il perfido Blaine sia la depressa Patricia e che il suo suicidio sia in realtà stato un “trenicidio”.
    In “Terre desolate” l’ambientazione diventa decisamente fantascientifica, eppure gli elementi magici sono rilevanti, quasi a dirci che tra scienza e magia il confine è labile, è solo una questione di punti di vista, di conoscenza della realtà. In questo mondo di un lontanissimo futuro, la civiltà tecnologica è un ricordo perduto del passato, le cui vestigia talora riappaiono. Il mostro che custodisce l’accesso al Vettore, la strada per la Torre Nera, è un orso gigantesco che sopravvive da millenni, temuto dalla popolazione locale come un demone. Gli amici di Roland lo sconfiggeranno e uccideranno, scoprendo che è solo un cyborg con cervello positronico (e qui immagino che King debba ringraziare Isaac Asimov). Lo assistono piccoli mostri, che altro non sono che robot. La figura centrale del volume è un essere mostruoso che vive in una zona proibita e che si rivelerà essere un treno ipertecnologico, in grado di correre alla velocità del suono e dotato di un cervello folle degno di quello HAL 9000 che vediamo in “2001 odissea nello spazio”.
    Con lui Roland e i suoi amici intraprenderanno un nuovo duello, ma non con le pistole, bensì a colpi di indovinelli, come se si trattasse di un’antica sfinge (non per nulla uno di quelli che gli pongono è proprio quello edipico).
    Il volume finisce in modo improvviso e tronco, lasciando i nostri eroi a combattere con il treno folle. King ci spiega che vuole prendersi tempo per decidere come andare avanti. Mi pare una scelta saggia, dato che è meglio fermarsi piuttosto che rovinare una buona storia, però poteva anche aspettare a trovare il seguito prima di pubblicare, no? Sono favorevole ai finali aperti, soprattuto in quella che è una serie, ma anche questi hanno le loro regole. Ci si sarebbe, insomma, aspettati che il duello si completasse e che il treno li depositasse, lasciandoli partire per nuove avventure, prima di scrivere la parola fine in fondo al libro, no?
    Comunque, continua, a maggior ragione, la voglia di andare avanti, con questa bella e ricca storia (anche se non adoro gli indovinelli) e così ho già iniziato a leggere “La sfera del buio”. King ha fatto aspettare i suoi lettori dal 1991 (anno di pubblicazione di “Terre Desolate”) al 1997, anno dell’uscita del quarto volume. Il vantaggio di aver scoperto in ritardo questa storia e questo autore è nel dover aspettare!

    said on 

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