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La Torre Oscura, vol. 6

Canción de Susannah

By

Publisher: Plaza y Janes

4.0
(2224)

Language:Español | Number of Pages: 496 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , German , French , Italian , Polish , Chi traditional , Chi simplified , Portuguese , Dutch , Russian , Greek

Isbn-10: 9506440719 | Isbn-13: 9789506440718 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    2

    Questo sesto volume è il peggiore della saga… i nostri protagonisti si dividono in coppie e viaggiano nello spazio e nel tempo, tutto ciò che succede viene descritto in modo quasi esasperante, la cosa ...continue

    Questo sesto volume è il peggiore della saga… i nostri protagonisti si dividono in coppie e viaggiano nello spazio e nel tempo, tutto ciò che succede viene descritto in modo quasi esasperante, la cosa si fa pesante soprattutto perché i capitoli sono farciti con alcuni episodi di dubbia utilità per non dire completamente fini a se stessi. Quindi, oltre all’aspetto concettuale dell’allungare la minestra in merito alla trama l’autore ci si ferma pure sopra a ricamare dal lato descrittivo. Il libro ingrana giusto nella parte finale dove si viene a creare una sorta di preambolo per l’avvenimento vero e proprio, a cui si potrà assistere solo nel libro successivo.
    Come se non bastasse lo stesso King si fa una capatina all’interno della storia, e nonostante all’apparenza sembra trattarsi di poco più di un semplice cameo viene affermato a chiare lettere che il suo contributo è fondamentale per la missione di Roland. Detto fuori dai denti, se “il paroliero” non si da una svegliata, riprende in mano la Torre Nera e va avanti con la storia il nostro gruppetto è destinato a fallire miseramente. Inoltre nell’ultimo capitolo scritto a mo di diario troviamo passo passo le tappe che hanno portato l’autore alla decisione di proseguire la storia di Roland, “rimasta nel cassetto” per diversi anni. Viene poi introdotto il tema dei walk-in (viaggiatori spazio temporali di altri mondi) e pure ulteriori aneddoti sulla vita dello scrittore… se tali accorgimenti sono un tentativo di conferire maggior realismo alla storia a mio avviso non fanno invece che sortire l’effetto contrario… Avrei preferito lo stesso approccio tenuto fino a questo momento, con King sullo sfondo che narra una storia frutto della fantasia, non un autore che ruba la piazza ai propri personaggi raccontando il suo “incontro ravvicinato del terzo tipo” ecc… che hanno dato il via a tutto quanto.

    said on 

  • 5

    Siamo in diittura d'arrivo

    Penultimo libro di questa saga.
    Il ritmo è quasi frenetico: il tempo sta davvero scivolando via e il ka-tet si divide.
    Un libro molto strano e diverso rispetto a tutti gli altri:si sente quasi la nost ...continue

    Penultimo libro di questa saga.
    Il ritmo è quasi frenetico: il tempo sta davvero scivolando via e il ka-tet si divide.
    Un libro molto strano e diverso rispetto a tutti gli altri:si sente quasi la nostalgia dei viaggi nel Medio-mondo e del semplice raccontare del cammino di Roland e dei suoi compagni di viaggio... ma la storia deve andare avanti.
    Per chi si avventura per la prima volta in questa saga, posso solo dire che questo volume è solo una piccola preparazione psicologica per l'ultimo libro.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Il ritmo si risolleva

    Con Song of Susannah la saga della Torre Nera esce dalla palude in cui si era ritrovata con gli ultimi due capitoli. Evento raro negli anni Novanta-Duemila, Stephen King riesce per una volta a essere ...continue

    Con Song of Susannah la saga della Torre Nera esce dalla palude in cui si era ritrovata con gli ultimi due capitoli. Evento raro negli anni Novanta-Duemila, Stephen King riesce per una volta a essere conciso e a tenere alta la tensione.
    Un capitolo di passaggio, che chiude diversi discorsi e trame, dà qualche risposta e presenta il personaggio che meno ci si aspetta: Stephen King stesso. Solo uno spudorato come lui poteva giocarsi questa mossa e da sola basta, con la sua bizzarria, a salvare una saga che stava trascinandosi troppo lentamente.
    Genialata o mossa da peracottaio, il fatto che King sia un personaggio della saga e che il suo incidente quasi mortale sia un evento cardine è un espediente narrativo talmente fuori dal comune che vale comunque la pena proseguire.

    said on 

  • 4

    Ormai mi sono affezionato ai protagonisti di questa saga.
    In questo volume, si trovano decisamente in difficoltà, e divisi.
    Tra rivelazioni sconcertanti, geniali scelte narrative, momenti di tensione, ...continue

    Ormai mi sono affezionato ai protagonisti di questa saga.
    In questo volume, si trovano decisamente in difficoltà, e divisi.
    Tra rivelazioni sconcertanti, geniali scelte narrative, momenti di tensione, uno splendido (e inusuale per King) brano di puro lirismo seguito subito dopo da uno di puro terrore, "La canzone di Susannah" è un ottimo romanzo, la sua funzione di penultimo episodio della saga la svolge in maniera eccellente: giunti alla fine, non si vede l'ora di iniziare l'ultimo volume.

    said on 

  • 3

    Sarà la traduzione, sarò io, ma la torre nera con questo linguaggio fatto di "commala" e "dico grazie", non mi coinvolge. La cosa più bella sono i pezzi di diario in coda.

    said on 

  • 3

    Con Canción de Susannah Stephen King da un paso más en la creación de un universo propio incluyéndose en él. Una maniobra arriesgada que seguro no ha gustado a todo el mundo, y que a mí me parece lo m ...continue

    Con Canción de Susannah Stephen King da un paso más en la creación de un universo propio incluyéndose en él. Una maniobra arriesgada que seguro no ha gustado a todo el mundo, y que a mí me parece lo mejor de una novela algo irregular.

    Un libro que es muy Stephen King, con muchos conceptos presentes en multitud de sus novelas y que podrán sonar a chino a todo aquél que no conozca mínimamente la obra del autor. Unos conceptos que dan cohesión a dicho universo y que se nos explican un poquito más aquí.

    Y no es irregular porque está mal escrita o falta de ritmo, simplemente lo es porque todos los pasajes de la mujer que da nombre a la novela se me hacen bastante insulsos, dándome bastante igual el 80% de cosas que se cuentan en ellos (todo menos la identidad del padre y el posible futuro del niño me parece irrelevante y sobra).

    Una pena todas esas páginas (en mi opinión), porque cuando la cosa vuelve a Jake y Callahan gana un poquito en interés, y vuelve a subir más (de nuevo en mi opinión) cuando saltamos a Roland y Eddie.

    Con esto sólo me queda decir que me ha parecido el más flojo de todos los libros de la saga (siendo un libro notable) y me parece un mal presagio éste bajón antes del final.

    Vale la pena leer la Torre Oscura? Sigo creyendo que sí. Son libros distintos a lo habitual, una epopeya que incorpora elementos de multitud de fuentes (algunas de las cuales se mencionan en Canción de Susannah) y componen un global muy interesante y variado.

    Veremos cómo acaba todo.

    Reseña completa en: http://www.darlantan8.blogspot.com.es/2013/10/cancion-de-susannah-la-torre-oscura-vi.html

    said on 

  • 4

    Non mi avvince...

    King si gioca il jolly e diventa protagonista della sua saga intrecciando la sua vita privata alla trama della torre nera ma la verità è che non riesco ad appassionarmi e tutta la vicenda mi stà venen ...continue

    King si gioca il jolly e diventa protagonista della sua saga intrecciando la sua vita privata alla trama della torre nera ma la verità è che non riesco ad appassionarmi e tutta la vicenda mi stà venendo un'pò a noia... tutto sà di raffazzonato e pasticciato.
    Personalmente amo le grandi saghe fantasy studiate dai propri autori in maniera maniacale in cui gli intrecci anche a distanza di volumi riescono ad incastrarsi a meraviglia dimostrando la maestria del narrare.
    King dimostra in maniera lampante al contrario di andare avanti a cazzo di cane di volume in volume e pure se ne vanta sconfortandomi non poco.

    said on 

  • 4

    Estoy postergando lo más posible la lectura de esta saga, no porque sea mala, sino porque no deseo verla acabar. Y aunque eso en sí resulta una contradicción con mi decepción de ciertos aspectos de es ...continue

    Estoy postergando lo más posible la lectura de esta saga, no porque sea mala, sino porque no deseo verla acabar. Y aunque eso en sí resulta una contradicción con mi decepción de ciertos aspectos de este libro, no puedo evitar sentirme un tanto defraudada.

    El estilo de Stephen King no sufre cambio alguno, es fresco, rápido, ameno y con la cantidad necesaria de detalles. Pero desde Lobos del Calla, la saga se ha detenido demasiado en cuestiones secundarias, de manera que poco sucede en los libros que se relacione con la Torre en sí, aunque se exploran las historias de los personajes. ¿Por qué esto me decepciona? Por supuesto que adoro a los personajes, quiero saber más de ellos, temo por su destino y los atesoro como si fueran amigos, pero también quiero saber sobre la Torre, ¿qué hay ahí? ¿Cómo salvarla? ¿Dónde está? Durante todo el libro no dejan de decir que están cerca, pero, ¿qué tanto? ¿Cómo se llega? ¿Qué relación tiene con la salvación de los mundos?

    Eso es lo que más me frustra, no saber. Que este libro haya dejado miles de interrogantes más, en lugar de responderlas. Y aunque hay momentos muy emocionantes, en donde el corazón da de saltos por no saber qué va a pasar, siento que el último libro se va a quedar corto para explicar todo ello, razón por la cual estoy algo decepcionada.

    Como libro independiente tiene un 4/5, calificación que le he dado, pues casi no tiene fallas. Como libro de la Torre Oscura, le daría un 3/5, esperando que el último satisfaga mi necesidad de respuestas.

    said on 

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