La Tour Sombre, Tome 4

Magie et Cristal

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Editeur: J'ai lu

4.3
(2726)

Language: Français | Number of pages: 664 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Italian , Chi simplified , German , Chi traditional , Portuguese , Dutch , Swedish , Russian , Polish , Czech , Hungarian , Greek

Isbn-10: 227725035X | Isbn-13: 9782277250357 | Publish date: 

Translator: Yves Sarda

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Description du livre
Prisonniers de Blaine, le monorail fou lancé à pleine vitesse, Roland et ses amis filent vers leur destin et, espèrent-ils, la Tour Sombre, leur but ultime. Les épreuves ne font pourtant que commencer pour eux, puisqu'ils devront déjouer les pièges du train infernal pour affronter le Mal aux multiples visages - jusque dans leurs souvenirs et leurs rêves, peuplés de signes et de messages qu'ils sont bien en mal de déchiffrer. Ils savent désormais qu'ils doivent protéger la Rose, réceptacle de tout ce que le monde compte encore de magique et de pur, et combattre l'odieux Roi Cramoisi. Les pistoleros ne sont pas ou bout de leurs peines...
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  • 4

    Olan

    Childe Roland alla Torre Nera giunse.
    Ognuno di noi ha la sua Torre Nera, ognuno lotta per arrivarci.

    Non so se sarò saggio come Roland, o furbo come Eddie, o generoso come Susannah, o coraggioso come ...continuer

    Childe Roland alla Torre Nera giunse.
    Ognuno di noi ha la sua Torre Nera, ognuno lotta per arrivarci.

    Non so se sarò saggio come Roland, o furbo come Eddie, o generoso come Susannah, o coraggioso come Oy...spero solo di arrivarci un giorno, alla mia Torre Nera.

    Dico grazie King.

    dit le 

  • 3

    Quarta tappa del viaggio verso la torre

    Ed è stata fino adesso la tappa più difficoltosa nella lettura, quasi due mesi per finirlo con
    la tentazione di mollarlo in più di un'occasione.

    E' il libro più "romanzato" fin qui, dedicato alla scop ...continuer

    Ed è stata fino adesso la tappa più difficoltosa nella lettura, quasi due mesi per finirlo con
    la tentazione di mollarlo in più di un'occasione.

    E' il libro più "romanzato" fin qui, dedicato alla scoperta delle vicende di Roland prima della ricerca della torre nera: un buon libro anche se forse un po' lento in alcune parti.

    La storia d'amore con Susan mi è piaciuta più nelle parti di combattimento o comunque di azione, e anche per la scoperta finale più che per la narrazione degli eventi in sè.

    E adesso riprendiamo il viaggio.

    dit le 

  • 5

    Leggetelo!

    Non ho commenti da fare. Non si può commentare un libro del genere, nel quale confluisce tutto, l'arte di un autore e la sua essenza, nel quale confluisce l'autore stesso. Questo libro aspettava di es ...continuer

    Non ho commenti da fare. Non si può commentare un libro del genere, nel quale confluisce tutto, l'arte di un autore e la sua essenza, nel quale confluisce l'autore stesso. Questo libro aspettava di essere portato in vita da King.
    Leggete La Torre Nera. Leggetelo.

    dit le 

  • 0

    la narrazione subisce una leggera deviazione di 500 pagine nel passato di Roland, ma ora le coordinate di quel (questo) mondo sono più chiare e tutto inizia ad assumere un altro aspetto. il libro è de ...continuer

    la narrazione subisce una leggera deviazione di 500 pagine nel passato di Roland, ma ora le coordinate di quel (questo) mondo sono più chiare e tutto inizia ad assumere un altro aspetto. il libro è del '96 e ci sono voluti vent'anni per delineare questo mondo (più o meno quanto ci vorrà per il prossimo libro del Trono di Spade).

    dit le 

  • 3

    Amores perdidos

    Cuarto volumen de a serie La Torre Oscura y bajón narrativo de una saga que hasta ahora iba muy bien.
    La trama principal apenas avanza y el señor King nos dedica un tomito de 1000 páginas para mostrar ...continuer

    Cuarto volumen de a serie La Torre Oscura y bajón narrativo de una saga que hasta ahora iba muy bien.
    La trama principal apenas avanza y el señor King nos dedica un tomito de 1000 páginas para mostrarnos un larguísimo flashback sobre el origen de Roland, reconstruyendo su origen y descubriéndonos la hasta ahora misteriosa Susan que tanto le marcó.

    Esto, en principio, no debería ser malo pero el problema es que el libro se convierte en un libro de aventuras y amores juveniles que acaba consiguiendo lo contrario que pretende: desmitifica la figura principal de la historia, el Pistolero Roland, hasta ahora un misterioso y carismático personaje, ausente de emociones y del que incluso dudabas de su lealtad.

    Sus andanzas juveniles le convierten en un adolescente al que, como suele ser habitual, le puede más la bragueta que la cabeza y simplifica su transformación en una trágica pérdida de su amor junto con la influencia de una misteriosa bola mágica que destruye el alma de quien la ve.

    Volumen de transición, que lo fans de la saga nos tragamos en espera de que los siguientes retomen el ritmo original.

    dit le 

  • 4

    Letto da: Laura.

    Finalmente la Torre Nera ingrana e il buon "Stefanuccio" ci incolla alla storia spiegando al lettore qualche particolare in piu' che ci fa affezionare al cowboy Roland. Avanti cosi'! ...continuer

    Letto da: Laura.

    Finalmente la Torre Nera ingrana e il buon "Stefanuccio" ci incolla alla storia spiegando al lettore qualche particolare in piu' che ci fa affezionare al cowboy Roland. Avanti cosi'!

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  • 4

    Il quarto volume della saga horror-fantasy di Stephen King è un piccolo gioiello, un racconto nel racconto, una storia che ancora più che nelle tre precedenti ci immerge nelle atmosfere western alla S ...continuer

    Il quarto volume della saga horror-fantasy di Stephen King è un piccolo gioiello, un racconto nel racconto, una storia che ancora più che nelle tre precedenti ci immerge nelle atmosfere western alla Sergio Leone, ispirazione dichiarata fin dal primo romanzo per le ambientazioni in cui si muove Roland, e per la figura stessa dell’ultimo cavaliere.
    Infatti, il cammino di Roland, Eddie, Susannah e Jake verso la Torre Nera avanzi di pochissimo, e il romanzo con le sue 654 pagine si concentra quasi totalmente sul passato del pistolero.
    Giusto il tempo di chiudere l’azione che l’autore aveva troncato con un sapiente cliffhanger nello scorso volume, cioè la gara di indovinelli tra i Nostri e il treno Blaine il Mono, e i 4 protagonisti (più il bimbolo Oy) si ritrovano a Tolpeka, una città che pur essendo nel mondo di Roland appare situata in una sorta di Kansas alternativo al nostro, ma per certi versi molto simile. Un altro segnalae del fatto che la linea che divide i mondi è sempre più labile e confusa.
    Un luogo desolato, perché la popolazione appare sterminata da una misteriosa malattia. E il ciglio di un’autostrada deserta è l’ambiente in cui i pistoleri si siedono e in una notte che sembra eterna Roland finalmente decide di raccontare ai suoi nuovi compagni e amici episodi del suo passato, della sua giovinezza, perché loro ormai sono ka-tet e non devono esserci segreti.
    Un romanzo di transizione, uno spartiacque nella saga. Se ne approfitta per volgere lo sguardo al passato, un passato che il lettore ancora ignora ma di cui negli scorsi tre tomi sono stati lanciati alcuni assaggi, tali da ingolosire e incuriosire i più su quello che ha vissuto l’ultimo cavaliere prima di arrivare nel deserto da cui questa saga ha inizio. Ma di certo ancora tanto c’è da sapere, alcuni buchi ci sono ancora ma non dubito che ne verremo presto a conoscenza.

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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    5

    Il volume si apre con la conclusione della sfida con Blaine, sfida vinta dal nostro gruppo grazie all’umorismo superficiale di Eddie… gli indovinelli infantili tenuti insieme da una logica che fa casc ...continuer

    Il volume si apre con la conclusione della sfida con Blaine, sfida vinta dal nostro gruppo grazie all’umorismo superficiale di Eddie… gli indovinelli infantili tenuti insieme da una logica che fa cascare le braccia mandano in tilt quel freddo calcolatore che è il monorotaia, spiazzato dalla mancanza di razionalità si ritrova senza risposte. Questo andamento delle cose sottolinea implicitamente la mancanza di umanità di Blaine, mettendo ancora una volta in evidenza il fatto che per quanto intelligente e complesso si tratta pur sempre soltanto di una macchina. Devo ammettere che l’andamento di questo scontro non è stato così ricco di tensione come mi aspettavo, Roland gli pone gli indovinelli che ricordava e Jake quelli del proprio libro, ma entrambi lo fanno sin dal principio con rassegnazione, Susannah si limita a star sulle spine, mentre Eddie che per tutto il tempo se ne stava “in bambola” (come diceva il saggio ed eminente tossico fratello Henry) era naturale che prima o poi tirasse fuori una soluzione dal cilindro. Non che mi sia dispiaciuto, ma la cosa è stata più moscia di quanto immaginavo, il classico: “si poteva fare di più”.

    Comunque, siamo ora giunti a Topeka e per far capire subito che non c’è da gioire, perché la situazione è ancor più drammatica di prima, Roland specifica che da qui in avanti non si trovano più nel Medio-Mondo ma ha invece inizio il Fine-Mondo.
    Si parla inoltre delle sottilità, ovvero quei luoghi in cui la realtà è letteralmente “più sottile”, a guardarli le immagini appaiono distorte, appannate, come quando si fissa un punto sopra l’asfalto bollente; inoltre si avverte un suono continuo e acuto, disturbante, che non ti entra solo nelle orecchie ma ti si insinua in tutto il corpo. Insomma, posticini che anche a debita distanza metterebbero a disagio chiunque.
    Ma il fatto più importante è che qui viene dato ampio spazio alla narrazione della gioventù del nostro protagonista (fattore che rende questo volume uno dei migliori dell’intera saga). Ci verrà raccontato infatti di ciò che accadde a Mejis, a Roland e all’amata Susan Delgado, agli amici Cuthbert e Alain, senza dimenticare Sheemie… ai tre Grandi Cacciatori della Bara, a Rhea la strega del Cöos con i suoi famigli (il serpente Ermot e il gatto mutato Musty), e a molti altri ancora. Una parentesi davvero toccante, anche perché se è pur vero che da molto si vociferava che il mondo stesse andando avanti, dopo quegli avvenimenti si può affermare con assoluta certezza che per il giovane pistolero non sarebbe mai più potuto tornare indietro.
    L’ultima parte della storia non viene narrata dal pistolero ma il suo ka-tet (persone unite da un forte legame) può assistervi direttamente guardando nel Pompelmo di Maerlyn, una delle tredici sfere magiche colorate conosciute come Iride di Maerlyn, andate perdute da tempo. Ognuna di loro è dotata di un diverso colore e un diverso potere, le prime dodici rappresentano i Guardiani del Vettore, la tredicesima e ultima, quella nera, rappresenta la Torre.
    Attraverso la sfera del mago abbiamo potuto assistere alla scena in cui, allora quattordicenne…

    “Roland è immobile, con le pistole che fumano nelle mani, il volto accartocciato in una maschera di sorpresa e orrore, sta cominciando in quel momento ad assimilare la verità che dovrà portare con sé per il resto dei suoi giorni:
    ha usato le pistole di suo padre per uccidere sua madre.”

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  • 5

    Ho iniziato il 2015 con il volume più triste e toccante della Torre Nera.
    In questo punto della saga il viaggio di Roland e del suo ka-tet prende una pausa per tuffarsi nel racconto del passato tormen ...continuer

    Ho iniziato il 2015 con il volume più triste e toccante della Torre Nera.
    In questo punto della saga il viaggio di Roland e del suo ka-tet prende una pausa per tuffarsi nel racconto del passato tormentato del pistolero. Sul ciglio di un'autostrada del Kansans di un altro quando, Roland apre la mente e il cuore ai suoi compagni di viaggio raccontanto il peso che si porta dietro; racconta del suo primo e grande amore: l'incontro, la passione, l'amore puro di due adolescenti e la perdita. Racconta anche dei suoi amici, amici dalla nascita e pistoleri come lui, citati già negli altri volumi. E in questo racconto si conosce il Roland adolescente, quasi irriconoscibile da come è ora ma con tutti i segnali di come diventerà.
    Per alcuni questo volume può essere stucchevole quanto un Harmony e noioso come un qualsiasi programma televisivo domenicale, ma per me è stato come ritrovare il ragazzo adolescente che ero, con i suoi sogni, le sue disillusioni e tutto il romanticismo del primo amore (quello su cui basiamo e "cataloghiamo" quelli che poi verranno).
    Anche se sapevo già la storia una parte di me ha sperato fino all'ultimo che il finale fosse diverso, quasi che King, o un errore di stampa dato dal destino o ka, potesse dare un lieto fine ai ricordi di Roland... ma così non è stato.
    Se avete ancora in voi uno spirito romantico, come solo i ragazzi sognatori hanno, vi innamorerete di questo volume e piangerete con il pistolero.

    L'unica stonatura che ho trovato è che, una volta finito il racconto, il viaggio dei quattro protagonisti (più il piccolo bimbolo) continua: avrei finito questo volume con la fine del racconto di Roland, lasciando il lettore a pensare su questo pistolero, ultima figura leggendaria e solitaria di un mondo che è andato avanti ancora con la speranza di poter salvare l'intera esistenza di tutti i mondi possibili.

    dit le 

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