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La Tregua

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Publisher: Editorial Seix Barral

4.3
(544)

Language:Español | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Italian

Isbn-10: 9875800953 | Isbn-13: 9789875800953 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Others , Hardcover , Softcover and Stapled

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 4

    Un diario. Le giornate del borghese uruguayano Martin Santomé: vedovo, padre di tre figli e prossimo al pensionamento.
    Una fase della vita in cui le riflessioni si fanno profonde perchè è arrivato il ...continue

    Un diario. Le giornate del borghese uruguayano Martin Santomé: vedovo, padre di tre figli e prossimo al pensionamento.
    Una fase della vita in cui le riflessioni si fanno profonde perchè è arrivato il momento di tirare le somme.
    Quando si ha un destino oscuro può verificarsi un preciso momento in cui le avversità si sospendono, lasciano un poco di respiro, concedono una pausa.
    Una pausa che dà più slancio ad un futuro ancora più oscuro.

    said on 

  • 5

    Pagine di vita

    Che dire?! So soltanto che subito dopo aver finito questo libro, l’ho riaperto per rileggere le prime pagine e altre sparse che avevo sottolineato… per riassaporare le parole, per ricordare alcuni ...continue

    Che dire?! So soltanto che subito dopo aver finito questo libro, l’ho riaperto per rileggere le prime pagine e altre sparse che avevo sottolineato… per riassaporare le parole, per ricordare alcuni momenti di vita vera .
    Lo inserisco tra i libri preferiti… un diario intenso, delicato, poetico che parla di un amore inaspettato, sincero, pieno di titubanze, di incredulità e di sorprese. Un amore fresco, sensuale, dolce… mai volgare, mai superficiale.
    “In questo libro tutti i sentimenti della vostra vita vengono elencati, identificati, rinominati e vi stupirete, nel leggerlo, di aver davvero provato tutto quanto avrete provato” … verissimo! : se hai un’esperienza di vita basata sui sentimenti, sui rapporti di amicizia e di amore che contano perché autentici, troverai tra le pagine di questo diario te stesso.
    “Le sono andato vicino, io pure sono stato a guardare come pioveva, per un po’ non ci siamo detti nulla. Poi, all’improvviso, ho avuto coscienza che quel momento, quel frammento di quotidianità, era il grado massimo del benessere, la Felicità”.
    Talvolta, consapevolmente, mi sorprendo a fermare attimi di semplice quotidianità per annullare il tempo.

    said on 

  • 5

    Un lungo letargo di noia e monotonia e, inaspettatamente, l'amore, il risveglio della vita, un attimo di felicità, una tregua tra il vuoto del prima e il vuoto del dopo.

    Grazie Roberto per avermi fatt ...continue

    Un lungo letargo di noia e monotonia e, inaspettatamente, l'amore, il risveglio della vita, un attimo di felicità, una tregua tra il vuoto del prima e il vuoto del dopo.

    Grazie Roberto per avermi fatto conoscere questo romanzo, intenso, sincero e commovente.

    said on 

  • 5

    “Ma non era la felicità, era solo una tregua.”

    Lettura molto difficile e fatta molto lentamente con continui ritorni su quanto già letto. Tanto per chiarire subito, la difficoltà della lettura non è data dallo stile dello scrittore, ma da molte, p ...continue

    Lettura molto difficile e fatta molto lentamente con continui ritorni su quanto già letto. Tanto per chiarire subito, la difficoltà della lettura non è data dallo stile dello scrittore, ma da molte, per così dire, assonanze che coinvolgono anche il lettore durante la narrazione e di cui qualche volta – per la miseria – se ne farebbe volentieri anche a meno…
    Martìn Santomé è un uomo che, come molti di noi, la tediosità della vita ha profondamente disilluso: vedovo da tempo, un rapporto con i figli appena tollerato da entrambe le parti, un lavoro svolto in un contesto ambientale che ormai non ha più nulla di interessante da offrirgli e un disincanto totale nella sociètà che lo circonda fanno di lui, alla soglia dei cinquant’anni e del pensionamento, un uomo stanco e quasi impaurito dalla forzata inattività e dalle giornate da riempire prossime alla fine della sua età lavorativa e con la prospettiva della incalzante vecchiaia con cui fare i conti.
    Ma qui già parte la prima lezione: il destino, o chi per lui, è sempre in agguato e che ti piaccia o no devi farci i conti; e pensa bene di vivacizzare la vita di Martìn con la più ovvia delle variabili, l’amore.
    Nella sua vita si riaccendono emozioni e sentimenti, dopo l’incontro in ufficio con una ragazza che ha la metà dei suoi anni, che lui stenta a ricordare di aver provato e questo infonde nuove energie ad una persona che pensava che la vita ormai non gli riservasse più niente!
    È un amore diverso, lei ricambia le sue attenzioni, ma con quella differenza d’età
    quello che si cerca non è la stessa cosa che trent’anni prima, sono le piccole cose che fanno la differenza: un bacio sulla guancia, una carezza, una mano tesa… L’accoglienza senza condizioni - notata e riportata anche da altri lettori - di cui lui ha bisogno per vivere questa straordinaria esperienza e che purtroppo non durerà, sarà soltanto una piccola tregua con cui il destino beffardo avrà temporaneamente interrotto la sua angoscia di vivere!
    E qui però entro in ballo io con le mie interpretazioni molto soggettive!
    Mi rifiuto di credere che Mario Benedetti abbia scritto, peraltro benissimo, questo romanzo solo per farci intristire ulteriormente; è vero, la storia non finisce bene ed anche così strutturata ha comunque più di un senso. ciò che voglio dire è: forse un altro probabile messaggio è quello che quando queste tregue arrivano, in questa infernale vita di merda che facciamo tutti i giorni, bisogna imparare, oltre che a riconoscerle, anche a viverle nel giusto modo, senza ritegno, abbandonandosi; certo non per tutti è possibile, per chi non ne è capace rimarrà soltanto una tregua temporanea, ma forse per qualcuno, che avrà dato modo di meritarselo, sarà una piacevole e duratura svolta…

    said on 

  • 4

    Quattro stelle e mezza

    Un racconto in forma di diario, bello e commovente, non perché ci sia da piangere ma perché muove-con, suscita profonda empatia. E' proprio giusta la citazione di Saviano sul retro di copertina: "In ...continue

    Un racconto in forma di diario, bello e commovente, non perché ci sia da piangere ma perché muove-con, suscita profonda empatia. E' proprio giusta la citazione di Saviano sul retro di copertina: "In questo libro tutti i sentimenti della vostra vita vengono elencati, identificati, rinominati e vi stupirete, nel leggerlo, di aver davvero provato tutto quanto avrete provato"
    Racconta di tutta una vita, di una morte e di tutto quello che c'è immezzo. Racconta di un amore vissuto intensamente, ma lo fa in modo garbato, pudico, direi quasi pragmatico e rigoroso. Avrei voluto io essere capace di raccontare una mia storia in modo così asciutto, ho provato più di una volta, ma niente da fare, il mio modo di scrivere è troppo barocco e quello che doveva apparire come una libellula finiva per sembrare un elefante.

    Come in "Le notti bianche" di Dostoevskij c'è un protagonista sognatore, una persona triste ma tuttavia propensa all'allegria, che saprà riconoscere la felicità di una vita concentrata tutta in un istante. "La sua teoria […] è che la felicità, la vera felicità, sia una condizione assai meno paradisiaca e decisamente meno piacevole di quanto si tenda sempre a sognare. Dice che di solito la gente finisce per sentirsi infelice solo perché si è messa in testa che la felicità sia una condizione permanente di benessere indefinibile, di godimento estatico, di festa perenne. No, afferma invece mia madre, la felicità è assai meno, ed è certo che quei presunti infelici sono in realtà felici, ma non se ne rendono conto, non lo ammettono perché si credono lontanissimi dal benessere massimo".
    "Forse ho vissuto un momento eccezionale, e comunque mi sono sentito vivere. Quell'oppressione al petto era la vita."

    La tregua di cui al titolo è una pausa, una interruzione della noia e della routine, dell'autocommiserazione/autocompatimento, e la scoperta, da parte del protagonista, di non essere arido come pensava. La vera epifania, la vera vertigine è la scoperta di avere un animo ancora fertile e sensibile al mondo che lo circonda. Tregua è una parentesi di pienezza dopo vent'anni di vuoto. E mi viene in mente quel passaggio che ho citato di Maggiani nella recensione a 'E' stata una vertigine' , dove dice che innamorarsi è un buon modo di rovinare la pace, la tranquillità - in ultima analisi, la noia.

    Ho sottolineato per tutto il libro passaggi degni di nota, a proposito della religione, della storia, del lavoro, della politica. ma se li riporto tutti finisce che ricopio il libro intero.

    All'inizio la narrazione può sembrare un poco frettolosa, in realtà è solo molto sintetica ed efficace, straordinariamente reale. Poca azione e molta psicologia : bisogna proprio soffermarsi ad immaginare Martin Santome' che scrive, solo nella sua stanza, quelle poche righe a giornata, e allora si riesce a vedere e a sentire la drammaticità della sua situazione. Con parole semplici riesce a descrivere le sensazioni più complesse.

    said on 

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