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La Vida al davant

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4.3
(2381)

Language:Español | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) French , English , Italian , Farsi , German

Isbn-10: 8496103765 | Isbn-13: 9788496103764 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Sorting by
  • 4

    Se i ragazzi a mano armata sono così è perchè non li avevano scoperti quando erano bambini e sono rimasti nè visti nè conosciuti

    Di una tristezza infinita, di una poesia disperata...

    said on 

  • 5

    Momò è un ragazzino musulmano, figlio di una prostituta che viene cresciuto insieme ad altri bambini nella sua stessa condizione da Madame Rose, un’ ex prostituta ebrea.
    E’ una storia di derelitti, emarginati dalla società che si barcamenano alla bell’e meglio, raccontata dal punto di vis ...continue

    Momò è un ragazzino musulmano, figlio di una prostituta che viene cresciuto insieme ad altri bambini nella sua stessa condizione da Madame Rose, un’ ex prostituta ebrea.
    E’ una storia di derelitti, emarginati dalla società che si barcamenano alla bell’e meglio, raccontata dal punto di vista di Momò, con uno stile gergale e a volte sgrammaticato che le dà una sfumatura più intensa e intima : come dimenticare Hamil, il vecchio musulmano quasi cieco che tiene stretto a sé “I miserabili” di Victor Hugo come se fosse il Corano; Madame Lola , il transessuale senegalese che fa da mamma a Momò quando Madame Rose si ammala oppure i fratelli Waloumba e i loro bizzarri metodi usati per farla guarire.
    E’ soprattutto, però, una storia di profondo affetto tra una donna anziana e un bambino, che nelle ultime pagine raggiungerà i toni più teneri e strazianti .
    ”Io penso che avesse ragione il signor Hamil quando ci aveva ancora tutta la testa e che non si puo’ vivere senza nessuno da amare,[…]. Io ho amato Madame Rose e continuerò a vederla”.
    Questa è una storia che ti entra dentro e non ti lascia per giorni.

    said on 

  • 5

    Per comprendere

    Romain Gary “La vita davanti a sé”. Sono geneticamente contrario ad ogni tipo di obbligo, di imposizione, ognuno dovrebbe essere libero di fare come meglio crede. Ma per questo romanzo sento di dovere fare uno strappo alla regola. No, non sarebbe affatto male obbligare a leggere questo libro, no, ...continue

    Romain Gary “La vita davanti a sé”. Sono geneticamente contrario ad ogni tipo di obbligo, di imposizione, ognuno dovrebbe essere libero di fare come meglio crede. Ma per questo romanzo sento di dovere fare uno strappo alla regola. No, non sarebbe affatto male obbligare a leggere questo libro, no, non sarebbe affatto male. Sopratutto oggi. Per capire. Per conoscere. Per dare un calcio in culo a ipocrisia e prevenzione. Per abbattere quei muri fatti di ignoranza che, come ogni confine, ci isolano senza proteggerci.
    Perchè il nemico, là fuori, forse non c'è, non c'è mai stato. Forse.
    Una scrittura agile, di pancia, a tratti surreale, che cerca inutilmente, quasi con disperazione, di soffocare l'urlo, di nascondere la richiesta insopprimibile di amore, di identità negata, di felicità. Dietro una storia minima, una narrazione di tragica quotidianità, si muovono, come nel teatro delle ombre, grandi temi, amore, povertà, diversità, immigrazione, razzismo, amicizia, trattati con duro realismo, senza cadere, e neppure sfiorare, in facili pietismi. In quel sesto piano senza ascensore, su quei marciapiedi, in quelle periferie ai margini dell'impero, non è possibile “cambiare decisamente pagina” con la solita identica imperturbabile faccia di bronzo. La realtà degli ultimi, una microstoria che diventa universale, la quotidianità con il dolore che lo trasforma in qualcosa di insopportabilmente inevitabile.
    Momò, il piccolo grande narratore, attraverso i cui occhi veniamo in contatto con Madame Rosa, l'ex pugile Madame Lola, e molti altri, personaggi che diventano persone, che urlano la loro necessità di amare e di essere amati, che ti obbligano ad osservarli, che ti si aggrappano addosso, senza per questo mai rinunciare alla loro dignità.
    Insomma un grande romanzo, senza dubbio.
    E come avevo scritto per “A sangue freddo” di Capote, mi piacerebbe chiudere questa riflessione citando l'incipit di un altro grande romanzo, “Il grande Gatsby” che cito: ”Quando ti vien voglia di criticare qualcuno” mi disse ”ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu.”
    Io, se fossi in voi, da oggi in poi ne terrei sempre conto e se, per caso, già la pensate così, comunque non perdetevi questo libro, leggerlo male non vi farà … o no?

    said on 

  • 5

    "La vita davanti a sè", un romanzo che mi ha lasciata senza fiato, le lacrime sono scese a fiumi.. intenso, dolcissimo e amaro insieme da lasciarmi addosso una grande malinconia e uno strano groviglio allo stomaco.. ogni volta che ci ripenso mi si riempiono gli occhi di lacrime..
    E’un amore ...continue

    "La vita davanti a sè", un romanzo che mi ha lasciata senza fiato, le lacrime sono scese a fiumi.. intenso, dolcissimo e amaro insieme da lasciarmi addosso una grande malinconia e uno strano groviglio allo stomaco.. ogni volta che ci ripenso mi si riempiono gli occhi di lacrime..
    E’un amore così grande, così puro quello di Momò, e questo suo gran bisogno di sentirsi amato..
    Mi sono smarrita con lui, coi suoi occhi innocenti ma non ingenui mi ha mostrato le cose brutte della vita con tanta comprensione..
    Se potessi vorrei stringerlo forte forte fra le braccia e coccolarlo…
    Ecco, questi sono i primi pensieri quando mi sono venuti quando ho chiuso l’ultima pagina.
    Ho fatto passare qualche giorno ma quel velo di malinconia mi è rimasta addosso, e torno a pensare a Momò, a questo ragazzino che vive ai margini delle strade popolate da prostitute, travestiti, drogati, emarginati, disadattati..
    Momò che ha solo 10 anni, o forse 14.. e non ha nessuno da amare se non Madame Rose, una ex prostituta, ebrea, scampata all’Olocausto che ora gestiva una pensione clandestina per bambini, figli di prostitute nati per sbaglio.
    Fra Madame Rose e Momò nasce un amore materno, un sentimento molto forte, profondo, vissuto nella reciproca paura di perdersi, di rimanere soli, abbandonati, di perdere quell’amore sincero, unico, fatto di protezione reciproca..
    Ma questo libro tocca tanti temi importanti come ad esempio la vecchiaia in un società dove i vecchi diventano inutili.. “I vecchi valgono come tutti gli altri, anche se calano. Sentono quello che sentiamo voi e io e certe volte questo li fa soffrire ancora più di noi perché non si possono più difendere. Ma sono attaccati dalla natura, che sa essere una bella schifosa e li fa crepare a fuoco lento.”
    O l’accanimento terapeutico quando non ci sono speranze di ripresa davanti a certe malattie ma i medici non permettono che faccia il suo corso, e qui le pagine si riempiono di un sentimento struggente, disperato.. “Io trovo che non c’è niente di più schifoso che infilare a forza la vita nella gola della gente che non si può difendere e che non vuol più essere utile” … “..Madame Rose è l’unica cosa che ho amato qui e non la lascerò diventare campione mondiale dei vegetali per far piacere alla medicina…”
    Romain Gary, una bellissima scoperta.. È raro trovare romanzi come questo, così travolgente e con un finale davvero indimenticabile!

    Scritto il 17 Lug 2010

    said on 

  • 4

    “Una cosa che mi è sempre sembrata strana è che le lacrime sono state previste nel programma. Vuol dire che era previsto che noi piangessimo. Bisognava pensarci. Un costruttore che si rispetti non avrebbe mai fatto una cosa simile."

    said on 

  • 5

    La vita attraverso gli occhi di un bambino

    La vita della periferia parigina vista attraverso gli occhi un bambino che, in realtà, ha già capito molto di più degli adulti che lo circondano. Attraverso battute strepitose e sarcasmo micidiale, in un arrovellarsi di nonsensi e controsensi, s'impara una vedere la vita che si ha davanti a sé co ...continue

    La vita della periferia parigina vista attraverso gli occhi un bambino che, in realtà, ha già capito molto di più degli adulti che lo circondano. Attraverso battute strepitose e sarcasmo micidiale, in un arrovellarsi di nonsensi e controsensi, s'impara una vedere la vita che si ha davanti a sé con nuova luce.

    said on 

  • 3

    Di Emile Ajar, pseudonimo di Romain Gary

    Questo libro, pubblicate nel 1975, è la storia di un amore. Ma non la classica storia d'amore, perchè la situazione non è convenzionale. Momo è infatti un bambino arabo, figlio di una prostituta, cresciuto da una levatrice ebrea, Madame Rosa. E' l'amore tra i due che il libro ci racconta, della r ...continue

    Questo libro, pubblicate nel 1975, è la storia di un amore. Ma non la classica storia d'amore, perchè la situazione non è convenzionale. Momo è infatti un bambino arabo, figlio di una prostituta, cresciuto da una levatrice ebrea, Madame Rosa. E' l'amore tra i due che il libro ci racconta, della riconoscenza del bambino e dei personaggi particolari che riempiono la sua vita. Scritto con il linguaggio di un ragazzino di strada, diretto e spontaneo, sembra proprio di stare al fianco del protagonista e sentirlo parlare.

    said on 

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