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La Vida al davant

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4.3
(2333)

Language:Español | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) French , English , Italian , Farsi , German

Isbn-10: 8496103765 | Isbn-13: 9788496103764 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 5

    .. .. a volte capita d'imbatterti in un romanzo che ti si infila dentro come una spina, e comincia a circolare come il midollo che già sai di averci dentro dentro, come il sogno che non ti abbandona al risveglio, come la fragilità dei sentimenti, quelli forti che spesso appartengono alla strada.. ...continue

    .. .. a volte capita d'imbatterti in un romanzo che ti si infila dentro come una spina, e comincia a circolare come il midollo che già sai di averci dentro dentro, come il sogno che non ti abbandona al risveglio, come la fragilità dei sentimenti, quelli forti che spesso appartengono alla strada.. e allora cerchi di confrontarti con chi lo ha letto già, come per trovare la forza del distacco, altrimenti ci stai lì che fa quasi male, che è vita, che è amore, e ti innamori di Momò, che è esistenza .. dieci anni nella Belleville degli anni 60 e di tutti quelli che in qualche modo lo amano, a modo loro.. e allora a modo tuo trovi altre recensioni, e non sei l'unica no .. e una volta ancora la letteratura, quella 'toccata dalla grazia' ti tocca, e lo fa con una grazia che proprio non è roba da tutti i giorni, no, e .. e .. allora è come se.. è .. Momò ..

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  • 5

    L'ho letto più di un anno fa. Ma ogni volta che vedo la copertina mi viene la pelle d'oca, e non scherzo. Un'opera meravigliosa, molto più di un libro. Splendida la lingua e il punto di vista adottato ti resterà dentro per tanto, tanto tempo. Consigliatissimo.

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  • 4

    grandissimo romanzo sugli ultimi

    per apprezzarlo davvero bisogna "entrarci" dentro, lasciarsi andare. leggerlo con distacco o peggio ancora distrattamente non vale molto. Grandissimo romanzo.

    said on 

  • 4

    "Ma io non ci tengo tanto a essere felice, preferisco ancora la vita. La felicità è una bella schifezza e una carogna e bisognerebbe insegnarle a vivere."

    È vero che ricorda la famiglia Malaussène, e la cosa non disturba affatto, considerato anche che Pennac arriva cinque anni dopo la morte di Gary e ce ne mette ancora un bel po'di ciccia al fuoco.
    L'inizio mi è piaciuto subito; il linguaggio 'casuale' e sagace è divertente. I personaggi come il si ...continue

    È vero che ricorda la famiglia Malaussène, e la cosa non disturba affatto, considerato anche che Pennac arriva cinque anni dopo la morte di Gary e ce ne mette ancora un bel po'di ciccia al fuoco. L'inizio mi è piaciuto subito; il linguaggio 'casuale' e sagace è divertente. I personaggi come il signor Hamil (Il signor Hamil è un grand' uomo, ma le circostanze non gli hanno permesso di diventarlo),Madame Rosa, il suo culone, il rapporto fra di loro e le situazioni, attraggono, nonostante il topos puttane, travestiti, ruffiani, orfanelli, disadattati e melting pot metropolitano, come si è detto, non sia una novità. In certe parti si è un po' arrotolato su se stesso, ribadendo concetti ed informazioni già chiare, pochi elementi si aggiungono via via, ma di sicuro lo stile è particolare e colpisce. La parte finale è decisamente commovente. Non mi aspettavo nulla e mi è arrivato molto più, per cui leggerò anche 'Biglietto scaduto'. Scarse, (non vado pazza per le storie di marmocchi), ma l'acume e il gergo valgono 4 stelle.

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  • 3

    Come una promessa di Renzi

    Devo dire altro? Deludente come quando Tiziana mi disse no, come quando non mi fecero giocare nemmeno nell'ultimo minuto, a partita abbondantemente vinta.
    Forse mi aspettavo troppo. Mi aspettavo che Gary in questo libro superasse addirittura il suo "Biglietto scaduto" che è il mio libro dell'anno ...continue

    Devo dire altro? Deludente come quando Tiziana mi disse no, come quando non mi fecero giocare nemmeno nell'ultimo minuto, a partita abbondantemente vinta. Forse mi aspettavo troppo. Mi aspettavo che Gary in questo libro superasse addirittura il suo "Biglietto scaduto" che è il mio libro dell'anno 2014, invece ho impattato contro questa storia, senza freni, perché la fiducia li aveva disinstallati. Il racconto ha la voce di Momò, un orfano algerino di 10 - 14 anni che vive insieme ad una vecchia puttana a Belleville, circondato dall'affetto di amici di tutte le etnie e di tutti i sessi. E' probabile che Pennac abbia letto questo libro e vi abbia attinto senza scrupoli per creare il ciclo della famiglia Malaussene, dal momento che racconta la stessa storia e la ambienta nella stessa cittadina ma, come diceva il mio vecchio direttore creativo, chi copia per migliorare è sempre perdonabile. In altre parole, se volete leggere una bella storia di periferia, leggete Pennac, se invece volete sapere qualcosa di importante sui sentimenti umani, e maschili in particolare, leggete "Biglietto scaduto". "La vita davanti a sé" potete lasciarla indietro.

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  • 5

    "Siamo tutti uguali quando siamo nella merda".

    Ho adorato questo romanzo bellissimo, dove un bambino arabo(?)viene cresciuto, tra mille difficoltà, paure e miserie, da una vecchia e ormai "decaduta" prostituta ebrea. Bambino forte, divertente e buffissimo, Momo cerca di districarsi tra i mille problemi e i mille ostacoli che la sua posizione ...continue

    Ho adorato questo romanzo bellissimo, dove un bambino arabo(?)viene cresciuto, tra mille difficoltà, paure e miserie, da una vecchia e ormai "decaduta" prostituta ebrea. Bambino forte, divertente e buffissimo, Momo cerca di districarsi tra i mille problemi e i mille ostacoli che la sua posizione nel mondo comporta. Avevo già passeggiato per le vie di Belleville, quando leggevo le disavventure della famiglia Malaussene, e avevo già incontrato un altro Momo leggendo Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano (anche questo ambientato a Belleville) e mi sono sempre immaginato questa banlieu una sorta della nostra Piazza Vittorio, dove ormai i veri stranieri siamo noi romani.

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  • 4

    Momò è arabo, probabilmente di origini algerine; sua madre era una prostituta e chi lo cresce è Madame Rosa, un'ebrea sopravvissuta ad Auschwitz, ex prostituta anche lei, ora impegnata a crescere i figli affidatile dalle altre del mestiere prima che lo stato glieli possa portar via.
    Momò cresce ...continue

    Momò è arabo, probabilmente di origini algerine; sua madre era una prostituta e chi lo cresce è Madame Rosa, un'ebrea sopravvissuta ad Auschwitz, ex prostituta anche lei, ora impegnata a crescere i figli affidatile dalle altre del mestiere prima che lo stato glieli possa portar via. Momò cresce a Belleville, insieme ad africani, maghrebini, un arabo cieco che gli insegna il Corano ma lo confonde con I miserabili di Hugo, un travestito senegalese che vende il proprio corpo ma fa da madre a mezzo quartiere e una quantità di altri pittoreschi personaggi.

    Momò è precoce, a volte un narratore un po' saccente, ma tenero; il suo amore incondizionato per la sfatta Madame Rosa, che non può abbandonare neanche dopo morta, è commovente. Mi ha ricordato il Momo di Schmitt in "Mounsier Ibrahim e i fiori del Corano", e anche la Belleville del Benjamin Malaussene di Pennac: vista la datazione di questo romanzo, suppongo che abbiano preso ispirazione alla grande.

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  • 5

    "Signor Hamil, si può vivere senza amore?"

    E' la domanda con cui si apre il romanzo e anche la domanda con cui il romanzo si chiude.


    La pone Momò, il bimbo protagonista di questo struggente romanzo che parla di una tenerissimo rapporto d'amore che si compie tra lui e la sua Mamma Rosa...


    Diversi tra i diversi, in questo mond ...continue

    E' la domanda con cui si apre il romanzo e anche la domanda con cui il romanzo si chiude.

    La pone Momò, il bimbo protagonista di questo struggente romanzo che parla di una tenerissimo rapporto d'amore che si compie tra lui e la sua Mamma Rosa...

    Diversi tra i diversi, in questo mondo surreale e al limite, è l'amore il sentimento che domina tra gli umili, i miserabili (non a caso Hamil gira col romanzo di Victor Hugo), tra gli ultimi... Non importa la razza, non importa la religione, non importa il sesso (inteso come genere maschile o femminile) o il colore della pelle.

    Inutile spendere tante parole, la definizione più corretta a mio giudizio è riportata nel retro di copertina: "Un romanzo toccato dalla grazia".

    Imperdibile.

    said on 

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