Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

La Vida al davant

By Romain Gary

(5)

| Others | 9788496103764

Like La Vida al davant ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

598 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Libro delicato. Storia di un legame profondo tra un bambino abbandonato e la sua levatrice.
    Nel complesso non mi ha colpito.

    Is this helpful?

    emina said on Sep 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    LA VITA DAVANTI A SE'

    “ Si può vivere senza amore?”

    Roman Kacew nato a Vilnius nel 1914 e morto a Parigi nel 1980, è stato uno scrittore francese d’origine ebreo russa. Dopo aver studiato Legge a Parigi si arruolò nell’aviazione e dopo aver prestato servizio nelle Forze ...(continue)

    “ Si può vivere senza amore?”

    Roman Kacew nato a Vilnius nel 1914 e morto a Parigi nel 1980, è stato uno scrittore francese d’origine ebreo russa. Dopo aver studiato Legge a Parigi si arruolò nell’aviazione e dopo aver prestato servizio nelle Forze Aeree Francesi Libere fu insignito della Legion d’onore. Diplomatico, eroe di guerra, regista e scrittore, bell’uomo dai grandi occhi blu, ebbe due mogli, la prima fu la scrittrice Lesley Blanch e la seconda l’attrice Jean Seberg che si suicidò nel 1979 con una overdose di barbiturici. L’anno successivo anch’egli morì suicida con un colpo di pistola in bocca. Fu l’unico scrittore a vincere per due volte il Premio Goncourt e per farlo usò uno stratagemma, perché il premio poteva essere assegnato una sola volta allo stesso scrittore. La prima volta lo vinse con “Le radici del male” nel 1956 usando il suo abituale pseudonimo, Roman Gary, la seconda volta lo vinse nel 1975 con “La vita davanti a sé” spacciandosi per Emile Ajar. Solo dopo la sua morte fu scoperto l’inganno per il quale, lo scrittore Roman Gary, dato ormai per spacciato dalla critica, doveva aver riso molto sotto i baffi nel vedere la stessa critica portare in trionfo Emile Ajar come brillante promessa della Letteratura Francese.
    “La vita davanti a sé” è la storia del piccolo Mohammed detto Momò, un ragazzino “figlio di puttana” ospite della pensione di Madame Rose, un’obesa e anziana meretrice ebrea scampata ai campi di concentramento che, per vivere, si occupa dei figli delle colleghe più giovani dato che in Francia una legge proibisce alle prostitute di allevare i propri figli. Momò non sa chi siano i suoi genitori, non li ha mai conosciuti e non sa neppure quando è nato perché non è stato “datato” ma si presume che abbia all’incirca dieci anni. Con il suo linguaggio sgangherato ma ricco di intelligenti osservazioni e di grande sensibilità, ci racconta la sua vita nel quartiere multietnico parigino di Belville, nell’immediato dopoguerra. Il suo mondo è popolato da tanti personaggi tratteggiati in maniera stupenda nonostante il degrado della loro quotidianità: sono meretrici, prosseneti, travestiti, immigrati, ruffiani, avventurieri di ogni tipo, drogati e spacciatori e tanti anziani abbandonati a se stessi nella solitudine malata della loro età. Tra il piccolo Momò e Madame Rose si instaura un rapporto che va oltre l’amore madre-figlio, un sentimento di tale tenerezza che suscita commozione quando la donna, vecchia e malata e in procinto di morire, viene accudita in tutto e per tutto da questo ragazzino bellissimo, dai grandi occhi neri, che vive nel terrore di perderla, di perdere quell’unico affetto materno che la vita gli ha inaspettatamente elargito. Momò vive ogni bruttura con estremo candore, tipico della sua età, anche se immerso in una durissima realtà dove però tutti, a prescindere dalla religione e dalla razza, si offrono aiuto reciproco con una grande umanità che fa apparire meno squallida un’esistenza altrimenti indegna ed esecrabile. Tanti i temi trattati, temi importanti e impegnativi: l’immigrazione, l’emarginazione, la disperazione della solitudine e della povertà, le religioni, il razzismo, il sesso, la droga, la prostituzione, il bisogno d’amore, la paura della felicità, l’eutanasia e l’accanimento terapeutico, la malattia e la morte.
    Un libro bellissimo, perché l’animo di questo bambino semplice, attento, riflessivo e sensibilissimo, pieno di poesia e di tenere premure, trabocca d’amore sincero circondato da un girotondo di personaggi che hanno tanto da dire e da dare e che cercano di vivere con tutta la dignità possibile. Un grande libro che emoziona, turba e coinvolge da cui fu tratto nel 1977 un film per la regia di Moshe Mizrai e che vinse l’Oscar come miglior film straniero con una straordinaria interprete nel ruolo di Madame Rose, l’attrice Simone Signoret premiata con un meritatissimo Cèsar come miglior attrice. Imperdibile.

    Is this helpful?

    Maristella said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bello sì..storia strana, particolare, il ragazzino che ti entra nel cuore e queste famiglie sicuramente non tradizionali ma dove l'amore non manca.

    Is this helpful?

    Isabella said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    La meravigliosa forza dell'essere unici

    Mohammed, Momò, è uno dei numerosi figli di puttane ospitati in un fatiscente appartamento da un'altrettanto decadente donna ebrea, Madame Rosa, anch'essa ex prostituta. E' uno dei tanti, ma è il più grande, quello che ha fatto da padre e da fratell ...(continue)

    Mohammed, Momò, è uno dei numerosi figli di puttane ospitati in un fatiscente appartamento da un'altrettanto decadente donna ebrea, Madame Rosa, anch'essa ex prostituta. E' uno dei tanti, ma è il più grande, quello che ha fatto da padre e da fratello maggiore agli altri, educato alla religione musulmana, ma convivente con ebrei, cattolici ed africani, abituato a vivere per la strada, a sapersela cavare in tutte le situazioni. Momò ama la bellezza della diversità ed il modo in cui si manifesta nelle persone, ama l'unicità delle vite esasperate, orribili e tragiche nella malattia, nella povertà e nell'indecenza. Un inno agli umili, ai vicoli e agli appartamenti dei sobborghi di una Parigi che è lirica come quella di Cèline, rinfrescata dallo sguardo lucido e meravigliosamente ingenuo di chi dai margini vede il mondo che non si può vedere dal di dentro.Un romanzo d'amore e di formazione, di amore per chi non è mai considerato, di formazione per chi lo leggerà.

    Is this helpful?

    Helleonora said on Aug 30, 2014 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Potenza della tenerezza

    Questo è un libro bellissimo e gentile; di quelli che d'istinto dopo l'ultima parola te li stringi al petto e sospiri (io, almeno), senza ben capire se ti va più di piangere o sorridere.

    Is this helpful?

    Ele Dalmonte said on Aug 27, 2014 | 1 feedback

Book Details

Improve_data of this book