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La Vucciria

Di ,

Editore: Skira

3.6
(82)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 111 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8861305156 | Isbn-13: 9788861305151 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Art, Architecture & Photography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
I colori di Renato Guttuso e le parole di Andrea Camilleri.
Lo straordinario incontro di due grandi maetri
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  • 0

    Due artisti:mezzi espressivi diversi,uno la forza del colore della pennellatura piena. Protagonista la gente,gente comune al mercato, tra le bancarelle, e sembra di sentire gli odori che si espandono nell'aria; l'altro la forza della parola. Entrambi esprimono in pieno la "sicilianità"

    ha scritto il 

  • 4

    un omaggio al grande quadro di Gottuso e al quartiere "Vucciria" di un tempo...chi si aspetta di trovare oggi alla "Vucciria" l'atmosfera di quel quadro penso rimarrà deluso...
    più che al racconto le stelle vanno ai commenti, aneddoti e citazioni sul quadro, sul pittore, sulla realtà di que ...continua

    un omaggio al grande quadro di Gottuso e al quartiere "Vucciria" di un tempo...chi si aspetta di trovare oggi alla "Vucciria" l'atmosfera di quel quadro penso rimarrà deluso...
    più che al racconto le stelle vanno ai commenti, aneddoti e citazioni sul quadro, sul pittore, sulla realtà di quel tempo...
    il quadro esposto in una sala anonima di Palazzo Steri di Palermo (assolutamente non valorizzato), meriterebbe una collocazione migliore all'interno dello stesso bel palazzo...

    ha scritto il 

  • 5

    L'apprezzamento va meno al racconto esile esile di Camilleri che al dettagliato documento fotografico sulla Vucciria vera di Palermo e sulle fasi di lavorazione dell'opera. 5 stelline in ricordo della bella mostra di ieri nella brutta installazione (al solito) del Vittoriano.

    ha scritto il 

  • 4

    Sicilianitudine.

    Solo per appassionati di Guttuso, di Camilleri, o di Palermo. Ovviamente anche di sicilianità varie.


    Un breve racconto del Maestro, ambientato alla Vucciria, teatro e scenografia dello splendido quadro di un altro Maestro, Renato Guttuso, luogo che è a sua volta cuore pulsante della vita p ...continua

    Solo per appassionati di Guttuso, di Camilleri, o di Palermo. Ovviamente anche di sicilianità varie.

    Un breve racconto del Maestro, ambientato alla Vucciria, teatro e scenografia dello splendido quadro di un altro Maestro, Renato Guttuso, luogo che è a sua volta cuore pulsante della vita popolare palermitana.
    È una storia di incroci, di sguardi, di sfioramenti: nel quadro come nel racconto. C'è tutta Palermo in quelle parole e in quei colori, persino il profumo di quel pani cu 'a meusa del quale Camilleri - per sua ammissione - era ghiottissimo e che io - per età, poiché avevo solo dieci anni quando sono andata via da Palermo - non sono ancora mai riuscita ad assaggiare.

    In appendice un lungo e interessante saggio di Fabio Carapezza Guttuso (il figlio adottato in età adulta dal pittore) sulla storia del dipinto e su quella del celebre Palazzo Chiaramonte - «detto Steri, da Hosterium Magnum, palazzo fortificato» - che lo ospita grazie alla generosa donazione dell'autore e nel quale dal 2005 è finalmente possibile recarsi per ammirarlo in esposizione.

    La storia dell'opera è ricostruita anche attraverso la presenza all'interno di questa edizione - indubbiamente un po' cara, ma di pregio - di numerose foto a colori e in bianco e nero degli studi preparatori, dell'opera nella sua interezza e di alcuni particolari.

    Curiosità - da Wikipedia: Il termine Bucceria deriva dal francese boucherie che significa macelleria. Il mercato era infatti inizialmente destinato al macello ed alla vendita delle carni. Successivamente divenne un mercato per la vendita del pesce, della frutta e della verdura. Anticamente era chiamato "la Bucciria grande" per distinguerlo dai mercati minori.

    "Vuccirìa" in siciliano significa "Confusione".

    A Roma è possibile vedere fino al 3 febbraio 2013, nel centenario della nascita dell'artista, la mostra «Guttuso. 1912-2012», dove tra le opere esposte è possibile ammirare anche «La Vucciria». (Che poi i visitatori dello spazio espositivo si comportino come se fossero alla V. temo non possa essere attribuito alle capacità evocative del quadro).

    http://www.romaexhibit.it/mostre/guttuso-1912-2012

    Qui il quadro http://www.tagsicilia.com/wp-content/uploads/2010/10/quadro-Vucciria-di-Renato-Guttuso.jpg

    ha scritto il 

  • 4

    Un quadro pieno di storie e suoni

    "Anna isa l'occhi e se l'attrova davanti. Il cori le dà come 'na gran botta 'n petto, la fa traballiare, (..) e l'occhi che la taliano sunno sbrilluccicanti come quanno si avi la fevri. L'omo è serio, squasi malincuniuso. Sta fermo a taliarla e non le cedi il passo. E lei non voli che lui le ceda ...continua

    "Anna isa l'occhi e se l'attrova davanti. Il cori le dà come 'na gran botta 'n petto, la fa traballiare, (..) e l'occhi che la taliano sunno sbrilluccicanti come quanno si avi la fevri. L'omo è serio, squasi malincuniuso. Sta fermo a taliarla e non le cedi il passo. E lei non voli che lui le ceda il passo, voli ristarsene ancora a longo accussì, ferma, immobili, voli essiri ancora taliata da quell
    'occhi malincuniusi, dintra a questo profunnissimo silenzio 'mproviso, pirchì di tutto il grannissimo vociare della vucciria non le arriva nell'oricchi cchiù nenti, manco il volare di 'na musca.
    E macari il tempo pare esserisi firmato, le pirsone sono come bloccate a mezzaria nei gesti che stavano facenno. Anna pensa d'attrovarisi, come per una magaria, pittata dintra a un quatro con lui davanti e torno torno tutto il resto della vucciria. Pittata per l'eternità"

    ha scritto il 

  • 4

    Guttuso come Piero della Francesca

    Breve, anzi brevissimo, racconto Camilleri inspirato alla Vucciria di Guttuso, in cui si intrecciano due storie: quella contemporanea, evocata dalla sensualità del personaggio femminile visto di spalle (si sa il maestro è sensibile ad alcuni richiami…) e quella seicentesca che si svolge durante l ...continua

    Breve, anzi brevissimo, racconto Camilleri inspirato alla Vucciria di Guttuso, in cui si intrecciano due storie: quella contemporanea, evocata dalla sensualità del personaggio femminile visto di spalle (si sa il maestro è sensibile ad alcuni richiami…) e quella seicentesca che si svolge durante l’inquisizione che si lega al luogo nel quale la Vucciria è custodita, ovvero lo Steri, sede del tribunale dell’Inquisizione siciliana fino alla fine del ‘700.

    La seconda parte è un saggio di Fabio Carapezza Guttuso sulle genesi della Vucciria (natura morta o natura viva?) dove viene citato esplicitamente il richiamo a Piero della Francesca e alla Pala di Brera, con la lampada centrale a sostituire l’uovo ed il macellaio inginocchiato che impugna il coltello a sostituire il profilo del Duca Federico da Montefeltro inginocchiato in armi.

    Una delle eleganti pubblicazioni di Skira che finora non mi hanno mai deluso sia per i testi che per l’elegante apparato fotografico.

    ha scritto il