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La Vuelta de tuerca

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3.8
(3607)

Language:Español | Number of Pages: 155 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , French , Italian , German , Portuguese , Catalan , Greek , Polish

Isbn-10: 8434581027 | Isbn-13: 9788434581029 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Mass Market Paperback , Leather Bound

Category: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 4

    racconto perfetto

    La capacità dell'autore è nel coinvolgere emotivamente il lettore fino al punto di riuscire ad indurlo a credere nel soprannaturale. Già nelle prima pagine, ancora prima di raccontare la storia, Henry James riesce a creare un'atmosfera di ansia, inquietudine che perdurerà per tutta la lettura.. ...continue

    La capacità dell'autore è nel coinvolgere emotivamente il lettore fino al punto di riuscire ad indurlo a credere nel soprannaturale. Già nelle prima pagine, ancora prima di raccontare la storia, Henry James riesce a creare un'atmosfera di ansia, inquietudine che perdurerà per tutta la lettura... Nella notte di Natale un gruppo di amici, riuniti attorno al focolare di una vecchia casa, si intrattengono raccontando storie di paura. L’ultima, un racconto di fantasmi, suscita particolare attenzione tra i presenti perché protagonista ne è un bambino: “Se la presenza d’un bambino dà effettivamente un altro giro di vite, che ne direste di due bambini? -Diremmo, effettivamente, – esclamò qualcuno,- che sarebbero due i giri di vite. E poi che vogliamo conoscere la storia” . Geniale!!

    said on 

  • 5

    Degli amici intorno al fuoco, una storia di paura da raccontare e le orecchie tese a captare ogni singolo particolare per assaporare a pieno il terrore crescente.
    In una villa antica, immersa in un paesaggio bucolico, dimorano due ragazzini bellissimi e angelici, cui genitori sono deceduti ...continue

    Degli amici intorno al fuoco, una storia di paura da raccontare e le orecchie tese a captare ogni singolo particolare per assaporare a pieno il terrore crescente.
    In una villa antica, immersa in un paesaggio bucolico, dimorano due ragazzini bellissimi e angelici, cui genitori sono deceduti e che vengono affidati ad istitutrici.
    Queste devono prendersi cura di loro, a patto di non disturbare per nessun motivo al mondo lo zio che vive in città ignaro di tutto e immerso nei suoi affari.
    Questa giovane e bella istitutrice si farà carico di accurdire i suoi nipoti, condividendo con loro amore e conoscenza e anche qualche piccolo segreto.
    Ebbene si, perchè tutto prende una piega grottesca quando una lettera dal collegio del nipote arriva, e comunica che è stato espulso.
    Questo è solo l'inizio della storia ma dietro c'è molto di più....
    Cosa si nasconde dietro le facce angeliche di questi bambini?

    Chissà perchè la conoscenza di queste chicche, le faccio sempre lasciandomi ispirare dal mio istinto.
    Arrivo in libreria e sguinzaglio il fiuto in attesa che torni con una preda succulenta.
    Preso perchè mi chiamava, attirata dalla copertina e dal formato degli Oscar Classici Mondadori, ho pagato e me lo sono portato a casa.
    Pensavo che un libro di paura, se affiancato ad una bella pioggia con temporale e una copertina calda mentre fuori fa freddo, fosse il connubio migliore per assaporare una storia di questo calibro.
    Invece, mi sono ritrovata a leggerlo solo ed esclusivamente di giorno per sopperire agli incubi che sicuramente mi avrebbe provocato se lo avessi letto di sera.
    E' una storia magnifica, scorrevole e da assaporare con la curiosità di un bambino che scopre per la prima volta dove la mamma nasconde i dolci.
    La meravigliosa magia che crea, è la capacità di lasciare certe cose in ombra, alcuni dettagli non detti, mettendo davanti al lettore l'oscurità che nasce dalla propria immaginazione.
    Ti spinge a portare in superficie lati oscuri e immaginazione tetra che non avresti pensato di avere.
    Forse è anche per questo che ho avuto veramente terrore e angoscia in certi passaggi e la costante sensazione che qualcosa di terribile stesse per accadere.
    Le immagini evocative, i paesaggi di campagna e la serenità di una giornata di sole contrapposti dall'incubo e dal terrore ricorrente che saltano fuori non appena si abbassa la guardia.
    E' un libro che comprerei e che regalerei volentieri perchè una perla preziosa, come un libro assolutamente magnifico, è uno dei doni più preziosi che si possa fare!

    said on 

  • 3

    Avevo già letto Giro di vite alle scuole medie, credo, ma non ne ricordavo bene la trama. Ricordavo soltanto qualche nome, l'ambientazione gotica che mi aveva colpito e il fatto che il finale mi avesse deluso. È capitato di nuovo con questa rilettura: è sicuramente un romanzo molto introsp ...continue

    Avevo già letto Giro di vite alle scuole medie, credo, ma non ne ricordavo bene la trama. Ricordavo soltanto qualche nome, l'ambientazione gotica che mi aveva colpito e il fatto che il finale mi avesse deluso. È capitato di nuovo con questa rilettura: è sicuramente un romanzo molto introspettivo, in cui è ciò che si crede di aver udito o visto che costituisce l'elemento centrale a cui tutta la vicenda ruota attorno. Avrei voluto che questo libro mi coinvolgesse di più però, e per questo ne sono rimasta un po' delusa, ma la scrittura di Henry James mi è piaciuta parecchio, per cui credo che in futuro leggerò sicuramente altro.

    said on 

  • 2

    Sufficiente

    Un horror gotico che non mi ha trasmesso molto. Un'ambientazione tetra, personaggi enigmatici e fantasmi non mi hanno suscitato quel a cui di solito mirano libri del genere. Probabilmente non l'ho letto nel modo/periodo giusto e non ho colto il simbolismo. Secondo me può piacere e non piacere, è ...continue

    Un horror gotico che non mi ha trasmesso molto. Un'ambientazione tetra, personaggi enigmatici e fantasmi non mi hanno suscitato quel a cui di solito mirano libri del genere. Probabilmente non l'ho letto nel modo/periodo giusto e non ho colto il simbolismo. Secondo me può piacere e non piacere, è abbastanza corto quindi perchè non provare a leggerlo? Nonostante tutto lo consiglio.

    said on 

  • 4

    Forse poteva essere più estremo e torbido, ma la semplicità unita alla follia/suspense di questo romanzo breve di Henry James è notevole.
    A leggerlo viene immediatamente in mente il bellissimo film capolavoro con Nicole Kidman The Others, con le medesime atmosfere di lucida follia e oscurit ...continue

    Forse poteva essere più estremo e torbido, ma la semplicità unita alla follia/suspense di questo romanzo breve di Henry James è notevole.
    A leggerlo viene immediatamente in mente il bellissimo film capolavoro con Nicole Kidman The Others, con le medesime atmosfere di lucida follia e oscurità.

    said on 

  • 4

    seconda lettura dopo molti anni- e stavolta, conoscendo meglio l'inglese, ho apprezzato ancora di più la lingua bellissima con cui james costruisce una storia inquietante, in cui quello che spaventa è il non detto e in cui si mescolano sapientemente realtà e allucinazione. perfetto.

    said on 

  • 4

    Uno di quei romanzi che tutti conoscono, che tutti citano, che tutti apprezzano ma che pochissimi hanno letto. Io ho voluto colmare questa lacuna e ne sono felicissimo, perché di tanto in tanto fa bene ripiombare nelle atmosfere di terrore gotico in voga nell’‘800. Gran romanzo di fantasmi, legge ...continue

    Uno di quei romanzi che tutti conoscono, che tutti citano, che tutti apprezzano ma che pochissimi hanno letto. Io ho voluto colmare questa lacuna e ne sono felicissimo, perché di tanto in tanto fa bene ripiombare nelle atmosfere di terrore gotico in voga nell’‘800. Gran romanzo di fantasmi, leggetelo a Natale ché vi fa bene.

    said on 

  • 3

    Un libro che non arriva mai al dunque

    Non so se è stata solo la mia impressione, ma in questo romanzo James non arriva mai al dunque. Crea atmosfera, incuriosisce, getta indizi a destra e a manca, e poi finisce senza che si sia chiarito nemmeno uno dei tanti misteri accennati.


    Per non parlare del fatto che, a conclusione della ...continue

    Non so se è stata solo la mia impressione, ma in questo romanzo James non arriva mai al dunque. Crea atmosfera, incuriosisce, getta indizi a destra e a manca, e poi finisce senza che si sia chiarito nemmeno uno dei tanti misteri accennati.

    Per non parlare del fatto che, a conclusione della vicenda, la scena non ritorna nel salotto in cui hanno cominciato a raccontare la storia.

    Mah.

    said on 

  • 4

    You can translate this review on: http://labibliotecadidrusie.blogspot.it/
    Avevo vagamente idea di cosa aspettarmi da questo libro prendendolo come romanzo gotico (anche se non sono sicura che rientri in questo genere), ma, come sempre questo tipo di libri, contiene molto più che non una st ...continue

    You can translate this review on: http://labibliotecadidrusie.blogspot.it/
    Avevo vagamente idea di cosa aspettarmi da questo libro prendendolo come romanzo gotico (anche se non sono sicura che rientri in questo genere), ma, come sempre questo tipo di libri, contiene molto più che non una storia di paura.
    Inizia con una tecnica consolidata: qualcuno estraneo alla vicenda racconta una storia che ha sentito/letto/trovato. Nel caso specifico, alla vigilia di Natale, in una casa si raccontano storie di paura sui fantasmi e il signor Daniels promette di leggere la storia più terrificante che conosca, scritta da un'istitutrice e affidatagli da lei stessa.
    Questo è il presupposto e 'la scusa' per dare il via alla storia. Da questo momento la voce narrante (e protagonista) diviene la giovane istitutrice, di cui non viene svelato mai il nome. Elemento forse voluto, dato che tutto il libro è giocato sul detto - non detto.
    L'intera vicenda lascia il lettore perplesso perchè l'istitutrice racconta, con nitidezza di particolari, tutto dal proprio punto di vista. Questo porta a pensare che abbia assolutamente ragione. Da un esame più oggettivo viene, però, da chiedersi: ma siamo sicuri? lei continua a spiegare tutto con verbi tipo: capivo, vedevo, mi accorgevo; in realtà il comportamento dei bambini appare ambiguo perchè mediato, appunto, dalle sue parole, se analizzato oggettivamente, non sembra niente di diverso che normale esuberanza o vivacità data dall'età, comunque non guidato da malefici o cattive influenze. Sono bambini che si atteggiano a buoni, che ogni tanto combinano qualche marachella. Come quasi tutti i bambini del mondo.
    Quindi torna la domanda del dove sia la verità: è l'istitutrice che esagera e vede cose dove non ce ne sono, o ha ragione e i bambini sono sotto l'influsso malefico dei fantasmi?
    L'ultima pagina sembra chiarire un po' di più, ma in realtà, si è portati a credere ciò che si è creduto nel resto del libro, perchè anche in questo caso non c'è nessun cenno di questa fantomatica influenza.

    Personaggi: Devo dire che il libro è piuttosto egocentrico. Può essere paragonato ad un diario e questo può giustificare in parte la totale mancanza di punti di vista diversi, neanche per immedesimazione. L'istitutrice pensa, decide una sua interpretazione e ciò che ha deciso è, senza che le venga mai nessun dubbio. Decide che i due bambini sono sotto l'influsso dei fantasmi e così è. In realtà, ciò che porta ad esempio non sono niente più che le classiche sfide che bambini e pre adolescenti lanciano di continuo agli adulti.
    Su di loro più di questo non viene detto.
    Più o meno lo stesso accade per i fantasmi. Sono 'nefandi, 'malefici', 'creature dell'inferno' così come lo sono stati in vita, ma cosa abbiano fatto è lasciato totalmente al lettore. Frasi in sospeso e parole velate possono far intuire, ma l'immaginazione dipende molto da chi legge. Cosa abbiano fatto e se davvero abbiano fatto qualcosa, non viene mai detto chiaramente.
    Gli ultimi due personaggi della storia sono la signora Grose e lo zio.
    La donna è del tipo semplice, un po' malleabile. crede all'istitutrice, poi dubita, poi crede di nuovo. E' più utilizzata come ascoltatrice che come personaggio attivo.
    Lo zio non compare mai, soprattutto per sua volontà. E' tassativo, infatti, che l'istitutrice debba risolvere tutto da sola, senza disturbarlo mai, per nessun motivo. Un comportamento un po' misterioso e che travalica il comune menefreghismo. Anche qui: lo zio lo è davvero o conosce una verità scomoda che preferisce ignorare in toto?

    Stile: Elegante e pacato come tutti i romanzi di quell'epoca. I fatti non sono mai troppo chiari e ricchi di particolari, ma le emozioni sono sempre estreme e violente. L'abbondanza di aggettivi positivi e negativi è rispettata e anche le descrizioni occupano il giusto spazio.

    Giudizio finale complessivo: Da un lato mi è piaciuto, dall'altro ammetto che è stato un pelo sotto altri classici che mi sono capitati. Non saprei dire esattamente cosa mi fa storcere un po' il naso se non la poca chiarezza in tante vicende. Per fare qualche esempio: avrei preferito che il comportamento dello zio venisse spiegato un po' di più; l'unica che fa venire dei dubbi sull'istitutrice è la signora Grose quando ammette di non aver visto nessun fantasma, se doveva essere un gioco di 'è bianco o è nero?' avrei preferito che ci fossero più voci a mettere in dubbio la veridicità di ciò che afferma la ragazza. I fantasmi non parlano mai nel libro e non spiegano quindi le loro motivazioni. Piccoli particolari che, tutti assieme, hanno tolto un po' di gusto per la lettura. Diciamo che, pur rispettando il gioco dei dubbi, avrei preferito un po' più di chiarezza, invece è tutto vago e poco approfondito.
    Nel voto tengo conto anche dell'epoca in cui è stato scritto e dello stile che vigeva, ma lo ammetto, fosse stato un romanzo moderno scritto ai nostri giorni, lo avrei stroncato.
    Voto: 7/10

    said on 

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