La ballata delle prugne secche

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Pulsatilla sta alla condizione della ragazza d'oggi come la Nutella alla merenda, come Bertinotti al cachemire, come "Babbo" a "Natale". Questa è una guida pratica a tutti gli aspetti più ambigui della vita, dalla messa in piega alla consultazione de ...Continua
Ha scritto il 12/09/15
Abbandonato...
Scoprii Pulsatilla attraverso i blog, il suo e il mio ed essendo io ai tempi una " blogger novellina" mi affascinò molto il suo stile, così differente dal mio.
Lei ironica, coraggiosa nella sua completa e spudorata sincerità; io così "seriosa", c
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Ha scritto il 05/12/13
Pulsatilla nasce come blogger. Dato il successo, passa alla carta stampata e ci propone un libro divertente e scoppiettante.
Ha scritto il 17/09/13
Fortunatamente non l'ho comprato, ma arriva da uno scambio!!!Non mi sarei mai perdonata di aver speso dei soldi per questa roba!!Volevo leggere qualcosa di leggero...ma questo non è leggere qualcosa di leggero, ma perdere tempo!!!
Il pensiero più
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Ha scritto il 01/09/13
Mi sono fatta due tre risate di gusto, ma non è che sia questo capolavoro (anche perché una di 25 anni non è che abbia chissà cosa da scrivere nella sua autobiografia, secondo me un po' di cose le ha esagerate).
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Ha scritto il 28/05/13
meglio del prozac e di tutti gli anti depressivi in circolazione!!racconta della vita della protagonista nella provincia di Foggia, dei suoi rapporti con i genitori divorziati, delle sue avventure sessuali e dei suoi rapporti conflittuali con cibo e ...Continua

Ha scritto il Oct 23, 2008, 19:06
Una peculiarità del culo è che, spesso e volentieri, esso vive sul corpo femminile una vita totalmente autonoma. Mentre il seno, la pelle, le cosce rispecchiano più o meno il generale stato di salute dell'organismo, il culo è una sorta di Repubblica ...Continua
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Ha scritto il Oct 23, 2008, 19:03
Al di là delle mode e dei tratti specifici di questo o quel modello, possiamo comunque dire che esistono quattro tipologie universali di mutanda:

1. La mutanda nuova
2. La mutanda seminuova
3. La mutanda vecchia
4. La mutanda ins

1. La mutanda nuova
2. La mutanda seminuova
3. La mutanda vecchia
4. La mutanda inservibile
Tra il primo e l'ultimo stadio trascorrono in genere brevi, inutili mesi.
La mutanda nuova rotea beatamente sul manichino di Intimissimi. Roteano anche di notte, lente e unte come il kebab. Hanno un che di ipnotico, come gli incantatori di serpenti. Preda dell'ipnosi, entri nel negozio. Quanto costa la mutanda in vetrina? Sette euro. Dieci caffè, dai, che vuoi che sia? La mutanda comunque è un qualcosa che ti resta. Chiedi di provarla. La commessa fa puntualmente una faccia seccata, ti mostra la via del camerino e ti raccomanda di tenerti la tua biancheria addosso. Ti pinzi giù la tua mutanda e ti pinzi su la mutanda nuova, fai un giro su te stessa, ti vedi, ti piaci. È la tua.
Nel momento in cui arrivi a casa e scrolli il sacchettino di plastica sul letto, la mutanda è già passata misteriosamente al secondo stadio. Il tragitto da Intimissimi a casa pare ne abbia sbiadito i colori, allentato la consistenza, e già ti prefiguri la prima rovinosa uscita dalla lavatrice, tu china a raccogliere questa palletta strizzata, striminzita, patetica. Lavatrice che farai l'indomani mattina, perché la mutanda ti dura addosso poche ore e poi è già da lavare: si sa.
Per prolungare al massimo i benefici del secondo stadio, l'indomani decidi di rimandare la lavatrice, e di lavare il tuo gingillo a mano. Con la premura di una bambinaia prepari una tinozza di acqua tiepida con qualche lacrima di sapone, sciacquetti delicatamente con la manina, lasci la mutanda in ammollo, e dopo una mezzoretta la stendi con cura. Questa messa in scena dura al massimo un paio di settimane, dopodiché decidi che la vita è già complicata di suo e la schiaffi in lavatrice.
Dopo cinque lavatrici sei ufficialmente al terzo stadio. La mutanda è vecchia. La mutanda invecchia in maniera diversa a seconda del tipo: se è di fibra sbiadisce, se è di acrilico fa i pallini, se è di velo si slabbra, se è un tanga si deforma, se ha delle applicazioni si staccano, se è decorata si scrosta. Dopo un anno e mezzo ci puoi pulire lo specchio del bagno. Statisticamente, hai tra le mani un mutandone collassato taglia cinquantaquattro, o un perizoma col collo lungo quaranta centimetri, che se ti azzardassi a indossarlo ti troveresti in ufficio a sobbalzare sulla sedia e a strofinarti le cosce come se fossi stata morsa da una tarantola. Nella migliore delle ipotesi, se hai avuto la premura di fare lavaggi delicati, hai in mano una schifezza grigiolina senza né arte né parte, ancorché piacevolmente elastica. In quest'ultimo caso sei davanti a un bivio: o declassarla lo stesso a mutanda per pulire lo specchio del bagno, ma questo è un lusso che possono permettersi solo i ricchi, o declassarla saggiamente a mutanda mestruale.
La mutanda mestruale è quella cosa di cui ti vergogni e che prima o poi qualcuno vede, e per la quale ti devi giustificare.
No, ma è per le mestruazioni.
Non far caso alle mutande, ho le mestruazioni.
Queste sono le uniche frasi che ti vengono. Di fronte a qualcuno che ti sgama la mutanda mestruale, perdi il dono della dialettica.
Lo stadio di mutanda mestruale dura, per qualche baro motivo, più degli altri tre stadi messi assieme. Ogni trentenne ha un cassetto straripante di mutandazze palliducce da indossare spensieratamente durante il ciclo, per un ammontare di circa cinquecento pezzi. Attenzione però, non tutte le mutande possono accedere allo stadio di mutanda mestruale: bisogna escludere i tanga, i perizoma, le brasiliane, perché lì l'assorbente non ha dove incollarsi e ti si incolla sistematicamente in culo. A questo proposito, vorrei invitare tutte le donne a interrogarsi sul perché si comprano mutande del genere. A che servono? A niente. Ti coprono? No. Ti scaldano? No. Sono sexy? Se ne può parlare. Ma tanto, una volta che ci siamo spogliate davanti al nostro amore, le mutande ci durano addosso sì e no trenta secondi, dopodiché vengono fiondate brutalmente dall'altra parte della stanza senza essere state degnate di uno sguardo. Se proprio avete deciso di comprare dell'intimo osé, vi consiglio a questo punto di essere radicali e andare sul filo interdentale, meno sadico, mentre con il tanga hai proprio un pezzo di coso, di tessuto che ti si arrotola nell'ano. Quali colpe devi espiare? ...Continua

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Ha scritto il Jul 25, 2008, 00:34
"EXCURSUS: IL CULO"

La femmina è perciò costretta a sdoppiarsi come al solito[...]
Risultato: ancheggia in pubblico e caca nell'ombra. E' per questo che il culo ci rappresenta, simboleggia bene il nostro bino destino.

Pag. 111
Ha scritto il Jun 26, 2008, 08:55
*Questo libro, anzichè il mediocre romanzo che è, avrebbe potuto essere un best seller e rendermi ricca sfondata, limitandosi ad un freddo elenco delle dodicimila quisquilie che acquisto mensilmente - se solo Sophie Kinsella non mi avesse fregata sul ...Continua
Pag. 83
Ha scritto il Jun 26, 2008, 08:52
*Gli scagliozzi (ì scagliùzz). Si prende la polenta, che già di per sè è una mazzata, poi si stende si taglia a rettangoli, si frigge e si condisce col sale. Il sapore ricorda quello delle patatine Rodeo, e la proporzione è 1 scagliozzo = 15 sacchett ...Continua
Pag. 77

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Ha scritto il Sep 12, 2015, 09:40
Incipit
Pag. 9
Ha scritto il Sep 12, 2015, 09:33
Dedica
Pag. 5

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