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La bambina che amava Tom Gordon

Di

Editore: A. Mondadori (I miti; 175)

3.4
(3324)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 301 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Olandese , Russo , Portoghese , Polacco , Ceco , Svedese

Isbn-10: 8804478373 | Isbn-13: 9788804478379 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Horror , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
"Il mondo aveva i denti e in qualsiasi momento ti poteva morsicare". Questo Trisha McFarland scoprì a nove anni. Alle dieci di una mattina di giugno era sul sedile posteriore della Dodge Caravan di sua madre con addosso la sua maglietta blu dei Red Sox (quella che ha 36 Gordon sulla schiena) a giocare con Mona, la sua bambola. Alle dieci e mezzo era persa nel bosco. Alle undici cercava di non essere terrorizzata, cercava di non pensare: 'Questa è una cosa seria, questa è una cosa molto seria'. Cercava di non pensare che certe volte a perdersi nel bosco ci si poteva fare anche molto male. Certe volte si moriva."
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  • 3

    King come sempre è un bravissimo narratore e ti tiene incollato alla lettura, ma l'impressione è che l'idea forte del libro, la bambina persa nel bosco, fosse troppo debole per un romanzo intero, e il modo in cui l'ha rimpolpata (l'uso simbolico e non del baseball e la creatura della foresta) sia ...continua

    King come sempre è un bravissimo narratore e ti tiene incollato alla lettura, ma l'impressione è che l'idea forte del libro, la bambina persa nel bosco, fosse troppo debole per un romanzo intero, e il modo in cui l'ha rimpolpata (l'uso simbolico e non del baseball e la creatura della foresta) siano un po' posticce e, tutto sommato, superflue. Un racconto lungo forse avrebbe funzionato meglio.

    ha scritto il 

  • 5

    Bisogna stare attenti a non perdere il sentiero e, se capita, tocca tener duro, stringere i denti e camminare.
    Sfido chiunque a scrivere un libro su una bambina di 10 anni persa nel bosco, senza praticamente altri personaggi, senza altre storie trasversali per riempire pagine E senza mai ca ...continua

    Bisogna stare attenti a non perdere il sentiero e, se capita, tocca tener duro, stringere i denti e camminare.
    Sfido chiunque a scrivere un libro su una bambina di 10 anni persa nel bosco, senza praticamente altri personaggi, senza altre storie trasversali per riempire pagine E senza mai cadere nel sentimentale.

    ha scritto il 

  • 3

    solo a lui potevo dare tre stelle

    le aspettative, con King, sono sempre molto alte, troppo. così, un libro come questo, diverso dai soliti suoi, ti risulta strano e inizialmente ti spiazza. poi ti rendi conto, nel proseguire la lettura, che benché la trama e lo sviluppo non ti piacciano granchè, rimani lì incollata al libro per f ...continua

    le aspettative, con King, sono sempre molto alte, troppo. così, un libro come questo, diverso dai soliti suoi, ti risulta strano e inizialmente ti spiazza. poi ti rendi conto, nel proseguire la lettura, che benché la trama e lo sviluppo non ti piacciano granchè, rimani lì incollata al libro per finirlo, sentendo sotto di te l'erba umida e il nugolio delle zanzare.. eco perché alla fine non puoi bocciarlo, non puoi proprio. a King va comunque riconosciuta quell'arte speciale dello scrivere, quel " saper raccontare" in forma scritta cose e vicende che altri avrebbero fatto annegare nella noia. decisamente non uno dei suoi migliori, ma porca miseria, come riesce quest'uomo a coinvolgerti sempre!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Tenemos ante nosotros la historia de una niña, Trisha, que con tan solo nueve años vive una de las experiencias más traumáticas...
    http://labibliotecaderachel.blogspot.com.es/2014/10/el-mundo-tenia-dientes-y-podia-morderte.html

    ha scritto il 

  • 4

    Potrebbe capitare anche a te

    Trisha, 9 anni, è in gita con la mamma e il fratello maggiore sull’Appalachian Trail. Si allontana di pochi passi dal sentiero e si perde nei boschi del Maine. Comincia così la sua lotta x la sopravvivenza e il ritorno alla civiltà: la tormentano la pioggia, la fame, la sete, gli insetti, il terr ...continua

    Trisha, 9 anni, è in gita con la mamma e il fratello maggiore sull’Appalachian Trail. Si allontana di pochi passi dal sentiero e si perde nei boschi del Maine. Comincia così la sua lotta x la sopravvivenza e il ritorno alla civiltà: la tormentano la pioggia, la fame, la sete, gli insetti, il terreno impervio o paludoso. E c’è qualcosa, là nel bosco, che la segue e vuole sbranarla. Unica consolazione, il walkman, da cui può ascoltare le partite del suo idolo Tom Gordon, il giocatore dei Red Sox che ha autografato il suo berrettino da baseball. Con il passare dei giorni, Tom Gordon diventa reale, la segue, la incoraggia, parla con lei, anche se lei sa che è solo un’allucinazione. Stupendo racconto del terrore, proprio perché realistico, dove la morte può arrivare non da orribili e fantasiose creature aliene, ma da ciò che realmente si trova nei remoti boschi del New England: gli animali, la sete, lo sfinimento fisico, i precipizi, una natura selvaggia e indifferente alla sorte di chi incautamente la affronta. Impossibile non immedesimarsi in Trisha, nella sua paura, coraggio, disperazione, ricerca di ogni soluzione razionale x trovare una via d’uscita. Una storia che, come in “Cujo”, alla fine potrebbe capitare ad ognuno di noi. E, avendo percorso i sentieri delle immense foreste americane e canadesi, le tracce nel bush australiano, dove davvero caldo e freddo possono essere mortali, a volte ho pensato che la strada era un sottile nastro d’asfalto in mezzo a migliaia di Km2 di nulla, l’esile cordone ombelicale che mi collegava alla civiltà e alla vita. Da uno spunto banale un racconto che si legge tutto di un fiato: è questa la grandezza di King. Uno dei suoi libri migliori, anche se sottovalutato.

    ha scritto il 

  • 2

    la historia me parece un poco aburrida en un principio, es una niña que se pierde en el bosque y hasta la primera mitad del libro solamente relata su vivencia en él, como sobrevive y poco más. Así que llega a hacerse bastante pesado y monótono.


    http://lepetitmondedelivres.blogspot.com.es/2 ...continua

    la historia me parece un poco aburrida en un principio, es una niña que se pierde en el bosque y hasta la primera mitad del libro solamente relata su vivencia en él, como sobrevive y poco más. Así que llega a hacerse bastante pesado y monótono.

    http://lepetitmondedelivres.blogspot.com.es/2014/08/la-chica-que-amaba-tom-gordon.html

    ha scritto il 

  • 3

    Quando sono abbastanza lontano mi fermo, respiro profondamente, e non mi sento. Il mio respiro non ha volume, ma non me ne preoccupo vado avanti, vado verso destra, ancora l/unica direzione possibile. La luce corre con me ma la foresta si fa sempre più fitta e così l/intenso bagliore si spezza, s ...continua

    Quando sono abbastanza lontano mi fermo, respiro profondamente, e non mi sento. Il mio respiro non ha volume, ma non me ne preoccupo vado avanti, vado verso destra, ancora l/unica direzione possibile. La luce corre con me ma la foresta si fa sempre più fitta e così l/intenso bagliore si spezza, si frantuma in una ragnatela di raggi luminosi. Il prato sotto i miei piedi rimane nero e erboso ma presto sento attrito, poi rumore d/acqua. Supero un gruppo di alberi curiosamente disposti e mi ritrovo sulla riva di una lago, di cui vedo il fondo, di cui vedo l/altra sponda. Non posso nuotare, è una regola. C/è una scatola di legno. Mi guardo velocemente attorno, guardo in alto il cielo grigio, gli alberi, i rami che quasi formano una struttura. C/è un enorme tronco in cima che potrebbe cadere. Trascino la scatola di legno vicino al gruppo di alberi e con facilità comincio a scalare, ad arrampicarmi, salto su un ramo, poi su un altro, c/è una piccola corda la afferro e salto di nuovo. La mano accompagna ogni mio salto e noto che il movimento è sempre più preciso, meno disperso, ora a muoversi sono solamente mignolo e anulare il resto della mano è fermo. Mi ritrovo presto davanti al tronco spezzato. Si tiene su a stento, lo premo e cade giù, sento il tonfo nell’acqua. Rifaccio la strada al contrario e quando arrivo vicino l/acqua salgo agilmente sul tronco e salto sulla riva opposta. Corro pieno di una nuova sicurezza e non mi guardo neanche intorno, ormai la luce non è altro che un lampo nell/oscurità e quasi sono oscurità io stesso. I miei occhi mi guidano sono scie luminose. Il prato prosegue incolto, l/erba si fa più rada, al mio passaggio si alza presto una polvere nera. Non vedo niente alla mia destra e continuo a correre ma poi da dietro un albero sento qualcosa, guardo e vedo muoversi lenta l/enorme zampa del ragno. Mi blocco, ma non tremo, finalmente ricordo [ho perso mia sorella, devo ritrovare mia sorella].

    ha scritto il 

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