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La bambina che salvava i libri

By Markus Zusak, G. M. Giughese (Translator)

(798)

| Others | 9788876849435

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Book Description

Fu a nove anni che Liesel iniziò la sua brillante carriera di ladra. Certo, aveva fame e rubava mele, ma quello a cui teneva veramente erano i libri, e più che rubarli li salvava. Il primo fu quello caduto nella neve accanto alla tomba dove era stato appena seppellito il suo fratellino. Stavano andaContinue

Fu a nove anni che Liesel iniziò la sua brillante carriera di ladra. Certo, aveva fame e rubava mele, ma quello a cui teneva veramente erano i libri, e più che rubarli li salvava. Il primo fu quello caduto nella neve accanto alla tomba dove era stato appena seppellito il suo fratellino. Stavano andando a Molching, vicino a Monaco, dove li aspettavano i loro genitori adottivi. Il secondo, invece, lo sottrasse al fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. A loro piaceva bruciare tutto: case, negozi, sinagoghe, persone... Piano piano, con il tempo ne raccolse una quindicina, e quando affidò la propria storia alla carta si domandò quando esattamente la parola scritta avesse incominciato a significare non solamente qualcosa, ma tutto. Accadde forse quando vide per la prima volta la libreria della moglie del sindaco, un'intera stanza ricolma di volumi? Quando arrivò nella sua via Max Vandenburg, ex pugile ma ancora lottatore, portandosi dietro il "Mein Kampf" e infinite sofferenze? Quando iniziò a leggere per gli altri nei rifugi antiaerei? Quando s'infilò in una colonna di ebrei in marcia verso Dachau? Ma forse queste erano domande oziose, e ciò che realmente importava era la catena di pagine che univa tante persone etichettate come ebree, sovversive o ariane, e invece erano solo poveri esseri legati da spettri, silenzi e segreti.

Critics

  • La bambina che salvava i libri

    La trama e le recensioni di La bambina che salvava i libri, romanzo di Markus Zusak edito da Frassinelli. Fu a nove anni che Liesel iniziò la sua brillante carriera di ladra. Certo, aveva fame e rubava mele, ma quello a cui teneva veramente erano i l ... (read full critics)

    Qlibri published on Fri, 26 Nov 2010

13 Reviews

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  • 34 people find this helpful

    La Morte è un tipo simpatico, ha senso dell’humor e guarda con un misto di distacco e tenerezza coloro che deve portare via.
    “Sono perseguitata dagli esseri umani”- dice.
    La Morte è una ladra, ma non di anime e di vite; se potesse, starebbe in panciolle a guardare il cielo, i colori delle nuvole ... (continue)

    La Morte è un tipo simpatico, ha senso dell’humor e guarda con un misto di distacco e tenerezza coloro che deve portare via.
    “Sono perseguitata dagli esseri umani”- dice.
    La Morte è una ladra, ma non di anime e di vite; se potesse, starebbe in panciolle a guardare il cielo, i colori delle nuvole e gli ingombri, magari giocherebbe pure a individuare le forme nelle nuvole.
    Le piacciono i disegni, i colori, le parole.
    Le piacciono così tanto che non si piglia scuorno di raccogliere un libro tra le macerie di una casa bombardata, in Germania, nell’ottobre del 1943.

    E’ un libro speciale, vergato dalla mano di Liesel, di libri ladra e di parole scuotitrice.
    Anche Liesel aveva rubato il secondo libro ad un rogo, al rogo delle parole proibite nel compleanno del fuhrer.
    La storia racconta di brutti sogni e carezze, di sfide, di due imbianchini - Papà il tenero suonatore di fisarmonica, e l’altro, quello coi baffi che seminava parole d’odio -, di Mamma, l’armadio dal cuore di marmellata, di Max l’ebreo ladro di cielo, di Rudy l’ariano che voleva essere Jessie Owen.
    Racconta con un tono che sa di favola l’orrore nazista, e il potere assoluto della parola, che può salvare e condannare.
    “Ho odiato le parole e le ho amate, e spero che siano tutte giuste” pag. 541

    Un libro crudele e tenerissimo, dove all’orrore della guerra e della perdita e della follia nazista si intrecciano piccole voragini di felicità e di gentilezza: un disegno, una mela, un vocabolario posto su un davanzale, delle briciole di pane, una vernice diluita con il carbone, le stelle che accendono “un fuoco negli occhi”.

    L’ho letto pensando ai miei ragazzi, a quelli già “addestrati” alla lettura.
    Ha fatto bene a me leggerlo, e sono sicura che, nonostante i temi, i miei ragazzini apprezzeranno.

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    Di Artemisia said on Dec 19, 2011 about the Hardcover edition | 16 feedbacks

  • 6 people find this helpful

    LA FORZA DEL LEGAME

    "La bambina che salvava i libri" è una storia sulla forza del legame, in cui:

    - si canta il terribile, e spesso vero, destino che per ritrovarsi bisogna prima perdersi;
     - la narratrice è la Morte e scherza su se stessa : "A volte mi fa morire, il modo in cui la gente muore!", tingendo di fiaba un ... (continue)

    "La bambina che salvava i libri" è una storia sulla forza del legame, in cui:

    - si canta il terribile, e spesso vero, destino che per ritrovarsi bisogna prima perdersi;
     - la narratrice è la Morte e scherza su se stessa : "A volte mi fa morire, il modo in cui la gente muore!", tingendo di fiaba un intreccio buio pesto;
    - l'offensivo nomignolo "Saumensch" ( maiale) diventa un affettuoso vezzeggiativo e Rose che lo urla si trasforma impercettibilmente da vecchia megera a 'madre' gravida di un potente bisogno di attaccamento
    - il freddo, la fame, la disperazione di Liesel diventa il tuo freddo, la tua fame e allora cerchi una coperta e allunghi una mano su un cioccolatino. Poi capisci che i neuroni specchio** non sono un'invenzione ma li possiedi anche tu e funzionano non solo con la vista ma anche con la lettura. E ti è chiaro che è per questo che leggere crea dipendenza!
    - ti innamori di alcuni personaggi che vorresti, come è accaduto per Pinocchio, diventassero persone vere.
    Rudy che in pieno nazismo vuole essere Jessie Owen,
    Liensel che costruisce per "Max-l'ebreo in cantina" un pupazzo di neve, ma glielo costruisce proprio in cantina,
    " Max- l'ebreo in cantina" che scrive la fiaba "La scuotitrice di parole" che da sola vale il prezzo del libro
    il papà che insegna a Liesel bambina ad arrotolare le sigarette,
    la moglie del sindaco che rimasta nella follia per la perdita del figlio lascerà aperta la finestra per farsi volontariamente rubare i libri, 
    Frau Holtzapfel che da ruvida lanciatrice di sputi chiederà a Liesel di riempire i suoi pomeriggi con le storie dei libri rubati.

    E tanto altro ancora è accaduto in questa famiglia tedesca, in un paese tedesco nella Germania nazista del 1941-1945.
    Un libro semplice dopotutto in cui però il nero si mescola al bianco senza mai diventare grigio, mai dolciastro pur in presenza di buoni sentimenti.
    È riuscito a tradurre la tremenda verità che il bene senza il male non può esistere.

    Concludo con una bellissima frase diretta alla protagonista: " non punirti Liesel, continua a scrivere..."

    **per chi è interessato ai neuroni specchio
    Qualcosa di semplice vedi il filmato : I neuroni specchio in nove minuti http://www.cafepsicologico.it
    Qualcosa di più impegnativo sul legame Neuroni specchio e lettura 
    http://aig.humnet.unipi.it/rivista_aig/baig4/(6)%20salg…

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    Roberta said on Dec 27, 2011 about the Hardcover edition | 5 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    L'unico commento che posso fare su questo libro è:

    ANDATE
    SUBITO
    A
    LEGGERLO!

    Troppo bello per rendere, in una recensione, quanto sia stato appagante iniziare e finire questo libro.

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    Maebafly said on Dec 16, 2011 about the Paperback edition | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Libro inquietante, agrodolce, poetico, bello.


    È la “Morte” la voce narrante. L’ inquietante traghettatrice di anime ci racconterà la storia della piccola ladra di libri. Ci racconterà delle anime COLTE ai tempi della seconda guerra mondiale.
    Cruda e impietosa, amorevole come una madre, cinica come una lavoratrice sovraccarica di lavoro, la ... (continue)


    È la “Morte” la voce narrante. L’ inquietante traghettatrice di anime ci racconterà la storia della piccola ladra di libri. Ci racconterà delle anime COLTE ai tempi della seconda guerra mondiale.
    Cruda e impietosa, amorevole come una madre, cinica come una lavoratrice sovraccarica di lavoro, la guerra gli fornisce milioni di anime da raccogliere.
    Non ci risparmia nulla, questa voce, non è crudele ma non inganna, non addolcisce. Eppure è capace di vedere i colori che a noi sfuggono, sfumature e sentimenti, ogni volta che prende un’anima con se. Un dato di fatto.
    Stai tranquillo, non badare al mio tono minaccioso.
    Sono solo una chiacchierona.
    Non sono violenta.
    Non sono cattiva.
    Sono un esito.

    Io ho tremato.....
    diario della Morte: i parigini.
    Arrivò l’estate.
    Per la ladra di libri ogni cosa filava liscia come l’olio.
    Per me, il cielo aveva colore degli ebrei.
    Le loro anime si alzavano in piedi quando i loro corpi cessavano di cercare fessure nella porta.
    Le loro unghie avevano graffiato il legno, e in qualche caso vi si erano piantate dentro con la pura forza della disperazione, e i loro spiriti venivano verso di me, tra le mie braccia, e ci arrampicavamo fuori di quelle docce, sul tetto e più su ancora, nel respiro sicuro dell’eternità. Non cessavano di rifornirmi: un minuto dopo l’altro, una doccia dopo l’altra.
    Non dimenticherò mai il primo giorno ad Auschiwitz, la prima volta a Mauthausen. In quel posto, mentre il tempo si consumava, ne raccolsi anche sul fondo del grande baratro, dove i loro tentativi di fuga si concludevano orribilmente. C’erano corpi straziati e dolci cuori morti. Eppure era ancora meglio del gas. Ne afferravo alcuni mentre erano ancora a metà strada: risparmiava la fatica di trattenere le loro anime a mezz’aria, pensavo, mentre il resto del loro essere – il loro involucro fisico- piombava al suolo. Erano tutti leggeri, come gusci di noce vuoti. [pag.357]
    Il 23 giugno 1942 c’era un gruppo di ebrei francesi in una prigione tedesca, in terra polacca. Il primo che colsi stava vicino alla porta: la sua mente correva, poi si ridusse a camminare, poi rallentò ancora, sempre più piano, sempre più piano…
    Credimi, ti prego, quando ti dico che quel giorno raccolsi ogni anima come fossero neonati. Addirittura baciai guance esauste, velenose. Ascoltai le loro ultime, soffocate grida, le loro parole francesi. Osservai le loro visioni amorose e le liberai dal timore. Li portai via tutti, e se mai ci fu una volta in cui avevo bisogno di distrarmi era quella. Guardavo il mondo in alto, assolutamente costernata. Osservavo il cielo mutarsi da argento a grigio al colore della pioggia. Persino le nuvole tentavano di sembrare altre cose.
    A volte immaginavo come apparisse ogni cosa sopra quelle nubi, sapendo con certezza che il sole era d’oro e l’atmosfera sconfinata un gigantesco occhio blu.
    Erano francesi. Erano ebrei. Ed erano te.
    [pag. 358]
    E poi Rudy.
    Oh,Gesù, Rudy...
    Divideva il letto con la sorellina. Lei doveva averlo preso a calci e si era conquistata a forza una porzione maggiore di spazio, perchè Rudy era ranicchiato proprio sull'orlo del materasso, e la cingeva con un braccio. Dormiva. I suoi capelli di fiamma incendiavano il letto, e io portai via insieme lui e Bettina, le loro anime ancora avvolte nella coperta. Dove fu il conforto per Rudy? Chi c'era a consolarlo quando il tappeto della vita gli venne brutalmente strappato da sotto i piedi mentre dormiva?
    C'ero solo io.
    E io non valgo granchè, specie poi quando ho le mani fredde e il letto è ancora caldo. Lo portai con dolcezza attraverso la strada distrutta, con gli occhi umidi e il cuore pesante. Con lui mi sforzai un po' di più. Scrutai per un attimo il contenuto della sua anima, e vi trovai un ragazzino dipinto di nero che gridava il nome di Jesse Owens mentre spezzava un immaginario filo di lana. Lo vidi immerso fino alla vita nell'acqua gelida, in cerca di un libro, e vidi un ragazzo a letto, a fantasticare su che sapore avesse un bacio della vicina di casa. Quel ragazzo mi fa sempre uno strano effetto. Ogni volta. E' il suo unico difetto: mi fa male al cuore. Mi fa piangere.
    Infine gli Hubermann.
    Hans.
    Papà.

    [pag.544]
    la storia di una bambina e del suo padre adottivo che le insegnerà a leggere
    una visarmonica, un ebreo che scrive e disegna per lei,
    di un giovane amico che sognava di correre come Jesse Owens , di tanti libri da salvare e di morte ... di tante morti.
    Fu a nove anni che Liesel iniziò la sua brillante carriera di ladra. Certo, aveva fame e rubava mele, ma quello a cui teneva veramente erano i libri, e più che rubarli li salvava. Il primo fu quello caduto nella neve accanto alla tomba dove era stato appena seppellito il suo fratellino. Stavano andando a Molching, vicino a Monaco, dove li aspettavano i loro genitori adottivi. Il secondo, invece, lo sottrasse al fuoco di uno dei tanti roghi accesi dai nazisti. A loro piaceva bruciare tutto: case, negozi, sinagoghe, persone... Piano piano, con il tempo ne raccolse una quindicina, e quando affidò la propria storia alla carta si domandò quando esattamente la parola scritta avesse incominciato a significare non solamente qualcosa, ma tutto. Accadde forse quando vide per la prima volta la libreria della moglie del sindaco, un'intera stanza ricolma di volumi? Quando arrivò nella sua via Max Vandenburg, ex pugile ma ancora lottatore, portandosi dietro il "Mein Kampf" e infinite sofferenze? Quando iniziò a leggere per gli altri nei rifugi antiaerei? Quando s'infilò in una colonna di ebrei in marcia verso Dachau? Ma forse queste erano domande oziose, e ciò che realmente importava era la catena di pagine che univa tante persone etichettate come ebree, sovversive o ariane, e invece erano solo poveri esseri legati da spettri, silenzi e segreti.

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    *Sonia said on Jan 27, 2012 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Bello,commovente, dolente. Una volta ancora un'accusa vibrante contro la guerra.

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    Patuc said on Jan 24, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • E' una meraviglia, questo libro. Scartato, divorato, deglutito e non ancora digerito.
    Non so se sia la trama, se siano le parole, non so che cosa sia ma c'è qualcosa che rende questo libro unico, fisso nella mia memoria per sempre. Vorrei averlo scritto io. Vorrei non averlo mai letto, e scoprirlo d ... (continue)

    E' una meraviglia, questo libro. Scartato, divorato, deglutito e non ancora digerito.
    Non so se sia la trama, se siano le parole, non so che cosa sia ma c'è qualcosa che rende questo libro unico, fisso nella mia memoria per sempre. Vorrei averlo scritto io. Vorrei non averlo mai letto, e scoprirlo di nuovo per la prima volta.
    Non è un libro facile. Fa male, ti punge, ti nausea talvolta. E'crudo e sincero. Il narratore per eccezione, Death (la Morte nell'edizione italiana, e questo mi ha fatto riflettere su cos'abbia comportato il passaggio da maschile a femminile nella traduzione) è così vero, così vicino che ci si affeziona, quasi lo si ama, si diventa lui.
    Leggiamo questo libro ai ragazzi per raccontare la Shoah - una dimensione della Shoah, quella di Liesel, affidata ad una famiglia di estranei, amica di Rudy che vuole essere come il campione nero Jesse Owens, ladra di libri che un po' salva ai roghi nazisti e un po' ruba e basta.
    E' un libro di cui non accetti la fine.
    E' un libro che vorresti cambiare, ma non puoi, e per questo ti piace così tanto.
    Io lo adoro.

    *** UN FRAMMENTO DI VERITA' ***
    Non possiedo una falce.
    indosso una veste nera con cappuccio
    solo quando fa freddo.
    Non ho quel viso da teschio che sembrate divertirvi ad appiopparmi.
    Vuoi sapere qual è il mio vero aspetto?
    Mentre proseguo il racconto, cerca uno specchio.

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    Nate per Raccontare said on Jan 16, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

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