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La bambina col cappotto rosso

Di

Editore: Mondadori

3.8
(61)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8804493887 | Isbn-13: 9788804493884 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Buttarelli

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
I "bambini nascosti": sono così stati definiti gli ebrei che durantel'Olocausto avevano meno di 14 anni e che sono miracolosamente sopravvissuti.A questa generazione appartiene Roma Ligocka, ebrea polacca, che in unaCracovia messa a ferro e fuoco dai tedeschi riesce a scampare allepersecuzioni razziali e alla guerra. Non fa quasi a tempo a sfuggireall'orrore nazista che già si trova ad affrontarne un altro: il comunismo.All'inizio la entusiasmano i suoi principi egualitari, ma presto i compagni diclasse le rinfacciano il fatto che gli ebrei hanno ucciso il Redentore. Quandofinalmente l'Occidente libero le apre le sue porte, Roma si può affermare comeautrice di teatro e adesso può affrontare anche i suoi dolorosi ricordi.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    assai deludente

    Mi sembra sbagliato assegnare un voto alto a questo libro solo perchè tratta della persecuzione degli ebrei da parte dei nazisti. Questo è un tipico caso di libro pubblicato solo perchè la protagonista è ebrea e ha vissuto nel ghetto di Cracovia.
    Non solo è scritto male, forse anche per col ...continua

    Mi sembra sbagliato assegnare un voto alto a questo libro solo perchè tratta della persecuzione degli ebrei da parte dei nazisti. Questo è un tipico caso di libro pubblicato solo perchè la protagonista è ebrea e ha vissuto nel ghetto di Cracovia.
    Non solo è scritto male, forse anche per colpa della traduzione, ma ci sono anche alcune contraddizioni ed esagerazioni, i suoi ricordi della vita nel ghetto sono troppo dettagliati perchè una bambina di due-tre anni se li possa ricordare. A parte il cappotto rosso, la sua storia non ha nulla in comune con quella della bambina del film di Spielberg, benchè lei sostenga di esserlo quando incontra il regista.

    ha scritto il 

  • 3

    lo stile non è un granchè, e la presenza di ricordi altamente improbabili, per non dire addirittura impossibili, mi fanno dubitare della veridicità di molte altre situazioni.Inoltre la protagonista non mi suscita simpatia, soprattutto per fattori caratteriali.
    Pur volendo salvare il dramma ...continua

    lo stile non è un granchè, e la presenza di ricordi altamente improbabili, per non dire addirittura impossibili, mi fanno dubitare della veridicità di molte altre situazioni.Inoltre la protagonista non mi suscita simpatia, soprattutto per fattori caratteriali.
    Pur volendo salvare il dramma vissuto, non riesco proprio ad arrivare alle quattro stelline

    ha scritto il 

  • 3

    Lo stile della Ligocka non lascia segno e non riesce a coinvolgere completamente, ma i contenuti e il racconto della sua vita sono illuminanti. Sono dell'idea che qualunque libro che tratti simili temi, siano essi biografie o narrazioni, meritino comunque di essere letti, indipendentemente dalla ...continua

    Lo stile della Ligocka non lascia segno e non riesce a coinvolgere completamente, ma i contenuti e il racconto della sua vita sono illuminanti. Sono dell'idea che qualunque libro che tratti simili temi, siano essi biografie o narrazioni, meritino comunque di essere letti, indipendentemente dalla gradevolezza del testo.

    ha scritto il 

  • 3

    Non molto pregevole dal punto di vista della scrittura, per la verità... Visti i meriti dei contenuti, tuttavia, suppongo si possa anche sorvolare sullo stile un po' scialbo in cui il libro è stato redatto.
    In particolare, l'autobiografia della Ligocka è illuminante in merito ad una sfaccett ...continua

    Non molto pregevole dal punto di vista della scrittura, per la verità... Visti i meriti dei contenuti, tuttavia, suppongo si possa anche sorvolare sullo stile un po' scialbo in cui il libro è stato redatto.
    In particolare, l'autobiografia della Ligocka è illuminante in merito ad una sfaccettatura dell'Olocausto della quale solitamente non si parla molto: il "dopo". Dal '39 al '45 cerchi con tutte le tue forze di sopravvivere all'orrore; grazie a Dio o a chissà chi altro, magari ci riesci...
    ...e poi?
    Come sarà il resto della tua vita, dopo un trauma del genere? Con che sguardo osserverai il resto del mondo? E con quali occhi guarderai te stesso?

    Ecco, "La bambina col cappotto rosso" vi dà un'idea di quali possano essere le risposte a queste domande.

    ha scritto il