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La bambina silenziosa

Di

Editore: Mondadori

3.1
(242)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 407 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Svedese , Danese

Isbn-10: 8804560541 | Isbn-13: 9788804560548 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: B. Berni

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Kasper Krone, 42 anni, è il discendente di un'antica famiglia circensetedesca, della quale ha replicato i fasti. Silenzioso e schivo, ha pochepassioni: il poker, i suoi allievi della scuola di circo e la musica di Bach.E proprio per la musica Kasper ha un orecchio incredibile, dono di cui dasempre fa segreto tesoro per ascoltare non solo la sua amatissima musica maanche, all'insaputa degli altri, i sussurri più riposti del mondo che locirconda. Grande era stata la sua sorpresa nello scoprire che la taciturnaKlara Maria, giunta da lui anni prima come allieva, condivideva questo suoincredibile dono. Anche per questo non riesce a darsi pace il giorno in cui labambina, di appena dieci anni, sparisce in circostanze misteriose.
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  • 4

    It's like a puzzle gradually to be composed. Kasper's a 40-ish clown with an extraordinary ability to hearing every sound, sounds of emotions, of people, of places, of everything. He tries and save KlaraMaria, a special child apparently kidnapped. Strange things happen, meanwhile, and things are ...continua

    It's like a puzzle gradually to be composed. Kasper's a 40-ish clown with an extraordinary ability to hearing every sound, sounds of emotions, of people, of places, of everything. He tries and save KlaraMaria, a special child apparently kidnapped. Strange things happen, meanwhile, and things are far from being as they look. Interesting.

    ha scritto il 

  • 2

    Molto deludente.

    Ho abbandonato questo libro a pagina 272 (su 407).


    Per farla breve: è un libro senza né capo né coda.


    Infarcito di felici intuizioni, si perde totalmente nel reiterarle lasciando sempre il lettore spiazzato, senza nessun appiglio a cui aggrapparsi per definire un quadro d'insieme. E ...continua

    Ho abbandonato questo libro a pagina 272 (su 407).

    Per farla breve: è un libro senza né capo né coda.

    Infarcito di felici intuizioni, si perde totalmente nel reiterarle lasciando sempre il lettore spiazzato, senza nessun appiglio a cui aggrapparsi per definire un quadro d'insieme. E' un vero peccato vedere un autore così dotato sprecare il suo talento inseguendo una chimera che solo lui conosce.
    Eppure in questo libro c'è tanto di interessante: l'inudibile suono che pervade il mondo, la geografia di Copenhagen che diviene una rete che tutto stringe, i sottintesi tra i protagonisti. Tutto però buttato lì alla rinfusa, senza un filo logico, ma messo su carta in una bella prosa che rende il disappunto di avere un libro mancato tra le mani ancora maggiore.
    La lettura poi è faticosa e non si viene mai spinti a proseguire dall'incedere degli (sconclusionati) eventi.
    In definitiva: c'è tanto di meglio da leggere in giro.

    ha scritto il 

  • 4

    Non poteva chiamarlo "Il senso di Kasper per la musica", però ci sarebbe stato bene. E soprattutto c'è quella scrittura. Una di quelle che amo di più, in assoluto. Altro che i Larsson, i Mankell o altri svariati 'giallisti' del nord estremo. Qui siamo di fronte a un'altra qualità. Come nel suo li ...continua

    Non poteva chiamarlo "Il senso di Kasper per la musica", però ci sarebbe stato bene. E soprattutto c'è quella scrittura. Una di quelle che amo di più, in assoluto. Altro che i Larsson, i Mankell o altri svariati 'giallisti' del nord estremo. Qui siamo di fronte a un'altra qualità. Come nel suo libro più famoso o in quell'altro capolavoro che è "I quasi adatti", siamo in qualche modo di fronte a un thriller, ma racchiuderlo così banalmente in un genere sarebbe ingeneroso. È letteratura. Vera, profonda, piena, ricca. Per gran parte della lettura ho pensato che le stellette sarebbero state cinque. Una parte finale, a mio avviso, non all'altezza, gliene fa perdere una.

    ha scritto il 

  • 3

    Il titolo e la trama nel complesso promettono più di ciò che lo sviluppo rende. Sempre nel complesso, si rasenta la delusione. Troppe parti danno confusione, e l'infarcitura di citazioni musicali e filosofiche coprono la mancanza di chiarezza sui fatti e le immagini che il lettore si può fare. So ...continua

    Il titolo e la trama nel complesso promettono più di ciò che lo sviluppo rende. Sempre nel complesso, si rasenta la delusione. Troppe parti danno confusione, e l'infarcitura di citazioni musicali e filosofiche coprono la mancanza di chiarezza sui fatti e le immagini che il lettore si può fare. Solo a sprazzi si riesce a far luce sulla situazione narrata. Poteva essere qualcosa di veramente valido invece l'impronta da thriller data alla stesura rovina un pò tutto. Peccato!

    ha scritto il 

  • 2

    Fino all'ultimo ho sperato in una conclusione meno sconclusionata... Per tutto il libro il pensiero è stato "non tornare indietro, la spiegazione è avanti, ma alla fine tutto è rimasto come all'inizio. Chi sono i bravi e chi i cattivi? Peccato perchè il libro impegna abbastanza e questo di solit ...continua

    Fino all'ultimo ho sperato in una conclusione meno sconclusionata... Per tutto il libro il pensiero è stato "non tornare indietro, la spiegazione è avanti, ma alla fine tutto è rimasto come all'inizio. Chi sono i bravi e chi i cattivi? Peccato perchè il libro impegna abbastanza e questo di solito mi piace.

    ha scritto il 

  • 1

    Una ciofeca

    Ho valutato almeno quattro scenari possibili 1) L’autore ha scritto il romanzo su un file di Word o altro programma similare. Una volta terminata, corretta, revisionata e affinata in tutti i suoi punti, la versione definitiva è stata inviata alla casa editrice per la stampa ma, poco prima del “cl ...continua

    Ho valutato almeno quattro scenari possibili 1) L’autore ha scritto il romanzo su un file di Word o altro programma similare. Una volta terminata, corretta, revisionata e affinata in tutti i suoi punti, la versione definitiva è stata inviata alla casa editrice per la stampa ma, poco prima del “clic”, un vile e subdolo virus informatico si è introdotto e ha scombinato tutti i capitoli, paragrafi e parole rimettendoli insieme in ordine sparso. 2) L’autore ha scritto il romanzo con un metodo “antico” usando una “Lettera 32”. La pila di fogli dattiloscritti è stata affidata ad un apprendista ma, al momento di consegnarla alla copisteria, un’improvvisa folata di vento gelido, proveniente dal Mar del Nord, ha fatto volare le 407 pagine. L’apprendista, preso dal panico, ha rimesso insieme i fogli così come raccolti, li ha consegnati alla stamperia e non ha detto nulla all’ignaro Peter Hoeg. 3) L’autore è impazzito a causa del meritatissimo successo avuto con “Il senso di Smilla per la neve”, la notorietà gli ha dato alla testa. 4) Io sono regredito improvvisamente e non capisco più quello che leggo. Propendevo per quest’ultima ipotesi ma poi, visto che ben nove lettori su dieci (il 90% degli interventi!) arrivati prima di me sul sito, hanno assegnato il voto più basso giustificandolo con ottime e puntuali analisi mi son detto che, salvo qualche virus sparso nell’aria dai soliti gruppi terroristi ed eversivi, non possono essere impazziti tutti quindi, scartato anche il primo e secondo scenario non rimane che il terzo. Scusate l’ironia forse mi sono dilungato troppo, per un libro così sarebbe bastato scrivere 37 parole: “nonostante la buona volontà e l’impegno mi sono dovuto arrendere a pagina 180! Condivido totalmente le precedenti recensioni negative, sia nei concetti espressi sia nel voto, aggiungo solo che questo non è un romanzo è una CIOFECA!”

    ha scritto il