La bambina silenziosa

Di

Editore: Mondadori

3.0
(255)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 407 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Svedese , Danese

Isbn-10: 8804560541 | Isbn-13: 9788804560548 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: B. Berni

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Kasper Krone, 42 anni, è il discendente di un'antica famiglia circensetedesca, della quale ha replicato i fasti. Silenzioso e schivo, ha pochepassioni: il poker, i suoi allievi della scuola di circo e la musica di Bach.E proprio per la musica Kasper ha un orecchio incredibile, dono di cui dasempre fa segreto tesoro per ascoltare non solo la sua amatissima musica maanche, all'insaputa degli altri, i sussurri più riposti del mondo che locirconda. Grande era stata la sua sorpresa nello scoprire che la taciturnaKlara Maria, giunta da lui anni prima come allieva, condivideva questo suoincredibile dono. Anche per questo non riesce a darsi pace il giorno in cui labambina, di appena dieci anni, sparisce in circostanze misteriose.
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    L’ho scelto in biblioteca per la bellezza del titolo e per la bellezza del ricordo di Smilla e della sua neve artica. I titoli ingannano e i ricordi belli sono a volte fonte di delusioni. Atroci in q ...continua

    L’ho scelto in biblioteca per la bellezza del titolo e per la bellezza del ricordo di Smilla e della sua neve artica. I titoli ingannano e i ricordi belli sono a volte fonte di delusioni. Atroci in questo caso. Credo di non avere letto da tempo un libro così ingarbugliato e insulso, e ne ho letti di libri e di libri insulsi. Flash back messi a casaccio, non distinguibili dalla linea ordinaria del tempo, anche tornando e ritornando indietro; trucchi ingenui e che invece risultano magicamente efficaci per entrare in edifici fortificati più di Fort Knox, quando verosimilmente non lo sarebbero per entrare nel portone di un palazzo per infilare pubblicità nella buca delle lettere; personaggi incredibili, rivelazioni di paternità stile telenovela anni 80, un finale sconclusionato e illogico, che vuol essere un Manifesto dei bambini, ma è invece una forma di eutanasia di una storia che agonizza da troppe pagine. Per tirare su il tono però il protagonista, un clown alla fine della carriera e , non per infierire, gigantesco evasore fiscale, dotato di orecchio assoluto, accompagna gli incontri con gli altri personaggi e i suoi passi per la città con citazioni di brani e sinfonie di Bach preferibilmente, a volte di Mozart o Beethoven. Se come giallo vale pochino, il libro potrebbe essere usato, per trovargli un pregio e un uso, come guida di Copenaghen, per la pignoleria con cui vengono descritti gli itinerari della città, con un elenco di vie tutte con le loro belle o trafitte in diagonale.

    ha scritto il 

  • 1

    Quando il troppo stroppia

    Un romanzo che sono riuscito faticosamente a terminare solo per la mia incapacità di abbandonare una lettura una volta iniziata , troppo infarcito di pedante nozionismo musicale e di situazioni decisa ...continua

    Un romanzo che sono riuscito faticosamente a terminare solo per la mia incapacità di abbandonare una lettura una volta iniziata , troppo infarcito di pedante nozionismo musicale e di situazioni decisamente sopra le righe , con personaggi assurdi a cominciare dall'improbabile bambina KlaraMaria ma soprattutto l'insopportabile protagonista Kasper Krone col suo “orecchio assoluto” , che pur con una ferita da arma da fuoco nell'addome , fratture del cranio , il polso sinistro , due costole e il naso rotti , tre denti staccati , bisognoso di una trasfusione per una probabile lesione interna , riesce nel giro di poche settimane a risolvere un'intricata situazione.
    Sono passati moltissimi anni da quando lessi “Il senso di Smilla per la neve”, che peraltro allora non mi dispiacque , ma ne passeranno molti , ma veramente molti di più , prima che mi ritorni la tentazione di cimentarmi con questo scrittore.

    ha scritto il 

  • 2

    c'è un po' di tutto : amore, filosofia, religione, thriller, dramma, musica... il tutto di questo tutto messo insieme in modo approssimativo e confuso.
    non ci siamo.

    ha scritto il 

  • 4

    It's like a puzzle gradually to be composed. Kasper's a 40-ish clown with an extraordinary ability to hearing every sound, sounds of emotions, of people, of places, of everything. He tries and save Kl ...continua

    It's like a puzzle gradually to be composed. Kasper's a 40-ish clown with an extraordinary ability to hearing every sound, sounds of emotions, of people, of places, of everything. He tries and save KlaraMaria, a special child apparently kidnapped. Strange things happen, meanwhile, and things are far from being as they look. Interesting.

    ha scritto il 

  • 2

    Molto deludente.

    Ho abbandonato questo libro a pagina 272 (su 407).

    Per farla breve: è un libro senza né capo né coda.

    Infarcito di felici intuizioni, si perde totalmente nel reiterarle lasciando sempre il lettore spi ...continua

    Ho abbandonato questo libro a pagina 272 (su 407).

    Per farla breve: è un libro senza né capo né coda.

    Infarcito di felici intuizioni, si perde totalmente nel reiterarle lasciando sempre il lettore spiazzato, senza nessun appiglio a cui aggrapparsi per definire un quadro d'insieme. E' un vero peccato vedere un autore così dotato sprecare il suo talento inseguendo una chimera che solo lui conosce.
    Eppure in questo libro c'è tanto di interessante: l'inudibile suono che pervade il mondo, la geografia di Copenhagen che diviene una rete che tutto stringe, i sottintesi tra i protagonisti. Tutto però buttato lì alla rinfusa, senza un filo logico, ma messo su carta in una bella prosa che rende il disappunto di avere un libro mancato tra le mani ancora maggiore.
    La lettura poi è faticosa e non si viene mai spinti a proseguire dall'incedere degli (sconclusionati) eventi.
    In definitiva: c'è tanto di meglio da leggere in giro.

    ha scritto il 

  • 4

    Non poteva chiamarlo "Il senso di Kasper per la musica", però ci sarebbe stato bene. E soprattutto c'è quella scrittura. Una di quelle che amo di più, in assoluto. Altro che i Larsson, i Mankell o alt ...continua

    Non poteva chiamarlo "Il senso di Kasper per la musica", però ci sarebbe stato bene. E soprattutto c'è quella scrittura. Una di quelle che amo di più, in assoluto. Altro che i Larsson, i Mankell o altri svariati 'giallisti' del nord estremo. Qui siamo di fronte a un'altra qualità. Come nel suo libro più famoso o in quell'altro capolavoro che è "I quasi adatti", siamo in qualche modo di fronte a un thriller, ma racchiuderlo così banalmente in un genere sarebbe ingeneroso. È letteratura. Vera, profonda, piena, ricca. Per gran parte della lettura ho pensato che le stellette sarebbero state cinque. Una parte finale, a mio avviso, non all'altezza, gliene fa perdere una.

    ha scritto il 

  • 3

    Il titolo e la trama nel complesso promettono più di ciò che lo sviluppo rende. Sempre nel complesso, si rasenta la delusione. Troppe parti danno confusione, e l'infarcitura di citazioni musicali e fi ...continua

    Il titolo e la trama nel complesso promettono più di ciò che lo sviluppo rende. Sempre nel complesso, si rasenta la delusione. Troppe parti danno confusione, e l'infarcitura di citazioni musicali e filosofiche coprono la mancanza di chiarezza sui fatti e le immagini che il lettore si può fare. Solo a sprazzi si riesce a far luce sulla situazione narrata. Poteva essere qualcosa di veramente valido invece l'impronta da thriller data alla stesura rovina un pò tutto. Peccato!

    ha scritto il