La bambinaia francese

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Contemporanea)

4.1
(1372)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 496 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804535059 | Isbn-13: 9788804535058 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Adolescenti

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Descrizione del libro
La storia di Sophie Gravillon comincia nella Parigi colta, spietata e rivoluzionaria di primo Ottocento e rischia di concludersi all'Ospedale di mendicità quando a otto anni rimane orfana. Interviene però una famosa stella dell'Opera, Céline, che finge di assumerla come bambinaia della figlia Adele. A casa sua Sophie conoscerà Toussaint, un ragazzino proveniente dalle Antille, e insieme a lui avrà il privilegio di essere istruita dal padrino di Céline, un vecchio marchese dalle idee illuministe. Alla morte del marchese seguiranno una serie di avventure fra Francia e Inghilterra. Un romanzo storico denso di riferimenti alla cultura del tempo. Età di lettura: da 12 anni.
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  • 3

    Divertente

    Non sono una fan del genere YA e i romanzi epistolari non sono semplici, per chi li scrive ne’ per chi li legge. Quindi in certi momenti la lettura mi ha proprio stancato, lo confesso.
    Ma ho trovato p ...continua

    Non sono una fan del genere YA e i romanzi epistolari non sono semplici, per chi li scrive ne’ per chi li legge. Quindi in certi momenti la lettura mi ha proprio stancato, lo confesso.
    Ma ho trovato proprio divertente questo giocare dell’autrice con i grandi romanzieri dell’Ottocento inglese e francese. Questo citare gli autori contemporanei ai personaggi del romanzo, o certe scene che sembrano uscire da pagine di Dickens o de I miserabili. O il giocare con noti personaggi di Charlotte Bronte e far incrociare le loro storie, reinterpretandole, con quelle dei suoi personaggi. Mi ha divertito anche quel tutto sommato prendersi una rivincita su personaggi letterari che forse non le sono stati molto simpatici - a giudicare da come li tratta qui!
    Lettura piacevole, al netto dei difetti ce ho evidenziato in apertura.

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissima lettura, volata per tutte le quasi 500 pagine che compongo questo romanzo. Anche i capitoli abbastanza corti mi ha aiutato in questo periodo dove riesco ahimè a dedicare poco tempo alla let ...continua

    Bellissima lettura, volata per tutte le quasi 500 pagine che compongo questo romanzo. Anche i capitoli abbastanza corti mi ha aiutato in questo periodo dove riesco ahimè a dedicare poco tempo alla lettura. Forse unico neo l'ultimo capitolo, mi ha lasciato il sapore di un voler chiudere in maniera veloce e con il retrogusto di "E... vissero tutti felici e contenti". Ma ripensandoci è meglio così, essendo una lettura principalmente rivolta ai ragazzi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    L'ho letto più volte, anche dopo aver letto Jane Eyre e penso che forse l'idea della Pitzorno era troppo ambiziosa, ma che in fondo il libro non mi è dispiaciuto affatto. Ho adorato tutta la prima par ...continua

    L'ho letto più volte, anche dopo aver letto Jane Eyre e penso che forse l'idea della Pitzorno era troppo ambiziosa, ma che in fondo il libro non mi è dispiaciuto affatto. Ho adorato tutta la prima parte, da Cecile Varens a Tussì e anche un mister Rochester reso più crudele. La parte in cui Adele e Sophie vanno in Inghilterra invece è decisamente più fantasiosa e ha dei momenti in cui contraddice Jane Eyre completamente, come quando si afferma che Bertha è sana di mente e che Adele passava il tempo con lei. Il finale è decisamente troppo surreale, ma a differenza di altri, non sono rimasta offesa dal ritratto maligno di Rochester e Jane, e ho comunque apprezzato Jane Eyre dopo aver letto questo libro.

    ha scritto il 

  • 1

    Mi sa che alla Pitzorno la Jane Eyre e il suo Rochester stavano un po' sulle bolas =/

    Della Pitzorno avevo letto da bambina soltanto "Ascolta il mio cuore". E mi era piaciuto un sacco. Solo che era nelle vacanze della quinta elementare e diciamo che i miei gusti sono maturati un pochet ...continua

    Della Pitzorno avevo letto da bambina soltanto "Ascolta il mio cuore". E mi era piaciuto un sacco. Solo che era nelle vacanze della quinta elementare e diciamo che i miei gusti sono maturati un pochetto.
    Sono venuta a sapere da qualche anno dell'esistenza di questo libro e, visto la mia insana ossessione per Jane Eyre, mi sono detta che alla prima occasione buona non me lo sarei fatta scappare. E così è stato. Nella mia libreria dell'usato preferita ho trovato ad un prezzaccio e in ottime condizioni una copia con copertina rigida. Me la sono portata a casa come un tesoro per scoprire poco dopo che avevo avuto solo ciò per cui avevo pagato. Praticamente un libro da ombrellone e nulla più (con tutto il rispetto per gli ombrelloni!).
    La trama epistolare decisamente non dona allo svolgersi della vicenda e l'autrice non è riuscita a gestirla con sapienza. La voce dello scrivente pare sempre la stessa (a parte gli strafalcioni di Adéle). Distrugge Mr Rochester e tutte le sue caratteristiche irresistibili da byronic hero che ci piacciono tanto. Jane Eyre diventa una stupida protestante bigotta che predica bene e razzola male facendosi incantare dal primo uomo che incontra. E tutto per che cosa? Giusto per sprecare un sacco di carta inutilmente e tediare chi legge. E poi tutta questa nenia dei francesi uber alles ha davvero stancato! Non vedevo l'ora di finirlo solo per sapere dove il tutto andava a parare. E va a parare malissimo.
    Unico pregio è che cita tanti romanzi e scrittori ma dubito che ai ragazzini d'oggi basti così poco per essere invogliati alla lettura dei classici.
    Decisamente bocciato.

    ha scritto il 

  • 4

    “Così mi rassegno a spiare anch’io il disgelo dalla finestra e a contare i giorni che ci separano dalla fine dell’inverno”.

    Sophie Gravillon è una bambina che vive con la madre gravemente malata in un povero quartiere di Parigi.
    Un giorno bussa alla porta di Cecile Varens, una famosa ballerina sposata a un ricco uomo che o ...continua

    Sophie Gravillon è una bambina che vive con la madre gravemente malata in un povero quartiere di Parigi.
    Un giorno bussa alla porta di Cecile Varens, una famosa ballerina sposata a un ricco uomo che oltre a trascurarla sembra nascondere un grave segreto.
    Tra la bambina e la donna nasce una profonda amicizia che si protrarrà nel tempo e che le porterà a vivere tante avventure e ad affrontare tanti misteri tra Francia e Inghilterra.
    Bianca Pitzorno con evidente coraggio scrive una sorta di spin-off(o meglio ancora una rivisitazione) del celebre e bellissimo “Jane Eyre” di Charlotte Bronte.
    Il risultato è un ottimo libro da sapore retrò, che riporta alle atmosfere dei grandi romanzi ottocenteschi(non c’è solo la Bronte, ma anche Dickens, la Austen, la Alcott e Victor Hugo) che, seppur carente nella parte finale, può contare su personaggi ben caratterizzati e quel pizzico di melodramma che tanto andava di modo nel secolo scorso.
    Un esperimento coraggioso ma perfettamente riuscito. Ho letto soltanto questo romanzo, ma mi sento di affermare fin da adesso che per me la Pitzorno è la migliore scrittrice di cui il nostro paese può farsi vanto.
    p.s. si sconsiglia vivamente la lettura a tutte le fan di William Rochester, potreste rimanerne profondamente deluse.

    ha scritto il 

  • 4

    Devo ringraziare mia figlia che mi ha consigliato questo libro. Il suo compito delle vacanze è diventato una lettura coinvolgente e appassionante e non solo per lei. Una bellissima lettura quindi non ...continua

    Devo ringraziare mia figlia che mi ha consigliato questo libro. Il suo compito delle vacanze è diventato una lettura coinvolgente e appassionante e non solo per lei. Una bellissima lettura quindi non solo per ragazzi ma anche per adulti.

    ha scritto il 

  • 3

    Una bella storia,forse un po'troppo "epistolare" per i miei gusti, ma che trovo ben scritta e con un pizzico di mistero che non guasta. E' un romanzo "affollato" di tanti personaggi, uomini, donne, ba ...continua

    Una bella storia,forse un po'troppo "epistolare" per i miei gusti, ma che trovo ben scritta e con un pizzico di mistero che non guasta. E' un romanzo "affollato" di tanti personaggi, uomini, donne, bambini, di diversa estrazione sociale ma tutti accomunati da un'unica prerogativa: quella di rivendicare i propri diritti e la propria emancipazione. Durante la lettura ho percepito tanta affinita' con Dickens e la Austen ma la particolarita' predominante e' l'aver rivisitato il celebre romanzo Jane Eyre con maestria. Consiglio di leggere prima il romanzo della Bronte se si vuole affrontare questo libro piu' che altro per avere maggiore chiarezza e dimestichezza con i nomi.

    ha scritto il 

  • 4

    «È la vita umana con le sue incertezze, i suoi timori, le sue speranze, le sue false allegrie, e quando gira la sorte, quando un buon vento soffia contro la poppa, oh, allora come lo si accoglie, come ...continua

    «È la vita umana con le sue incertezze, i suoi timori, le sue speranze, le sue false allegrie, e quando gira la sorte, quando un buon vento soffia contro la poppa, oh, allora come lo si accoglie, come lo si saluta, come gli si fa festa [...]»

    Pubblicato dalla Mondadori nel 2004, "La Bambinaia Francese", opera della scrittrice, saggista, ideatrice di programmi pedagogici (vi dice niente "L'Albero Azzurro"?), italiana Bianca Pitzorno, è conosciuta dai più come uno spin - off del capolavoro Vittoriano "Jane Eyre".
    Il romanzo, al contrario, è si un omaggio (come ci dice la stessa Bianca), alla scrittrice inglese Charlotte Brontë, ma nasconde una profonda critica, rivolta soprattutto alla descrizione negativa e immeritata dei personaggi femminili minori: Adèle, la ballerina Céline Varens, la bambinaia Sophie e la folle rinchiusa nella dimora di Thornfield Hall, Bertha.
    Ma soprattutto al mondo e alla cultura francese in generale.
    Siamo nella Parigi del 1832, la piccola Sophie, una bambina di soli nove anni, arriva per una consegna in Boulevard des Capucines, davanti alla porta della famosissima e affascinante étoile dell'Opera Céline Varens.
    È l'inizio di una dolcissima amicizia che le legherà per tutto il corso della narrazione, imbattendosi nei più svariati personaggi: l'intrepido ragazzino di colore Toussí, lo strambo Cittadino Marchese, il misterioso Mr.Rochester e la severa istitutrice Jane Eyre.
    Utilizzando diversi e numerosi riferimenti alla letteratura francese Ottocentesca (Hugo, Balzac, Rousseau, Voltaire) e inglese dell'epoca (Mary Wollstonecraft, Jane Austen), conditi da excursus storici che vanno dal dibattito sull'istruzione pubblica, al Suffragio Universale, ai super citati valori della Rivoluzione Francese, la Pitzorno costruisce un personale punto di vista del "mostro sacro" Vittoriano dove avranno la meglio le sue eroine defraudate di gloria e dove a uscirne con le ossa rotte saranno proprio i tanti amati Rochester e Jane Eyre.
    Purtroppo per avvalorare tale tesi (lei che accusa la Brontë di incongruenze), cade lei stessa in mille imbarazzanti sviste.
    La Rivoluzione Francese simbolo di "Libertà, Uguaglianza e Fraternità"?
    Sappiamo benissimo che non è stato tutto questo atto eroico come lo voglio far passare i libri di scuola e il Periodo del Terrore, che seguì, ne è una dimostrazione.
    Bambini che vengono a trovare la reclusa Bertha? Sembra davvero una forzatura.
    Mr. Rochester intento ad usare la frusta? Va bene criticare, ma stravolgere il personaggio sembra eccessivo.
    Eppure quanta dolcezza nella storia, quanto è esilarante la scuola di Cittadino Marchese in cui bambini e bambine, poveri e ricchi, studiano insieme scambiando e condividendo ognuno il proprio sapere.
    Questo è un romanzo che deve essere letto ad alta voce.
    A noi stessi o tutti riuniti sul divano davanti alla Tv (rigorosamente spenta!), ma soprattutto ai figli, perché parla di valori forse un poco estinti oggi: l'amicizia, l'uguaglianza, l'indipendenza dello spirito, la forza dell'intelletto, l'amore per i bambini.

    *Deliziosa l'edizione della Mondadori che ha confezionato stupendamente il romanzo.
    Ogni lettera che si sussegue è "scritta" in maniera differente: dall'elegante scrittura di Sophie e Toussí, a quella infantile e tondeggiante della piccola Adèle.

    ha scritto il 

  • 5

    Bello, avvincente, come solo le storie e i romanzi raccontati da Bianca Pitzorno sanno essere. Non è solo una storia per bambini, anzi anche ai grandi può piacere. Dispiace arrivare alla fine.

    ha scritto il 

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