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La banalità del bene

Storia di Giorgio Perlasca

By Enrico Deaglio

(1047)

| Paperback | 9788807812330

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Book Description

Budapest, inverno del 1944. Sono i mesi in cui Adolf Eichmann e i nazisti ungheresi deportano e sterminano centinaia di migliaia di ebrei. Un commerciante padovano quarantenne, Giorgio Perlasca, si ritrova nel consolato spagnolo, riuscirà a salvare d Continue

Budapest, inverno del 1944. Sono i mesi in cui Adolf Eichmann e i nazisti ungheresi deportano e sterminano centinaia di migliaia di ebrei. Un commerciante padovano quarantenne, Giorgio Perlasca, si ritrova nel consolato spagnolo, riuscirà a salvare dalla morte cinquemila ebrei di Budapest, producendo salvacondotti falsi e organizzando rifugi.

72 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un eroe antieroico

    Bellissimo libro su una persona che sembra uscita da un romanzo di avventure e che é stato un vero eroe italiano. Leggendolo si capisce molto bene l'origine e lo sviluppo dell'antisemitismo ungherese, purtroppo rinato in questi anni, nonostante lo st ...(continue)

    Bellissimo libro su una persona che sembra uscita da un romanzo di avventure e che é stato un vero eroe italiano. Leggendolo si capisce molto bene l'origine e lo sviluppo dell'antisemitismo ungherese, purtroppo rinato in questi anni, nonostante lo sterminio di migliaia di ebrei ungheresi.
    "Tra il 1941 e il 1945 degli 825.000 ebrei della 'Grande Ungheria', morirono 565.000 e sopravvissero 260.000".

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    Renato Fianco said on Jul 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una storia che bisogna conoscere, un esempio da cui dobbiamo imparare.Un libro che mette in luce il coraggio di un uomo che ha lottato contro la follia del nazzismo

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    Paolo Garelli said on May 30, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    «Esistono sempre al mondo 36 Giusti, nessuno sa chi sono e nemmeno loro sanno d’esserlo, ma quando il male sembra prevalere escono allo scoperto e si prendono i destini del mondo sulle loro spalle e questo è uno dei motivi per cui Dio non distrugge i ...(continue)

    «Esistono sempre al mondo 36 Giusti, nessuno sa chi sono e nemmeno loro sanno d’esserlo, ma quando il male sembra prevalere escono allo scoperto e si prendono i destini del mondo sulle loro spalle e questo è uno dei motivi per cui Dio non distrugge il mondo». Compiuta la loro opera, i Giusti tornano alla vita normale di tutti i giorni, dimenticando quasi quanto fatto, perché ritengono, senza retorica, d’aver compiuto solo il proprio dovere di uomini, nulla di più e nulla di meno, e che qualsiasi persona in quelle circostanze si sarebbe dovuta comportare, con maggior o minor fortuna, nella stessa maniera. Per concedere il titolo di “Giusto fra le nazioni”, l’istituto israeliano Yad Vashem pone due condizioni: la prima vuole che si sia salvata la vita di almeno un ebreo, la seconda che la storia non possa essere raccontata dalla sola persona interessata ma anche da terzi, essenzialmente i salvati. Un Giusto, in sostanza, è un eroe con un grande valore aggiunto: la capacità, la voglia e l’umiltà nel senso più alto del termine di dimenticare quanto di buono fatto. «Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra» dice il Vangelo per indicare che le opere buone non debbano essere fatte per avere qualcosa in cambio. E Giorgio Perlasca è un Giusto.

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    Mimì said on Jan 20, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    La banalità del bene è un libro del 1991, scritto da Enrico Deaglio. Il libro narra della vita del Giusto tra le nazioni Giorgio Perlasca e del suo operato a Budapest durante la seconda guerra mondiale. Il titolo è un chiaro riferimento, ribaltat ...(continue)

    La banalità del bene è un libro del 1991, scritto da Enrico Deaglio. Il libro narra della vita del Giusto tra le nazioni Giorgio Perlasca e del suo operato a Budapest durante la seconda guerra mondiale. Il titolo è un chiaro riferimento, ribaltato, al titolo del libro di Hannah Arendt, La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme. Adolf Eichmann fu attivo in Ungheria fino al 1944 e fu il principale fautore delle deportazioni di migliaia di ebrei durante la Soluzione finale della questione ebraica del regime nazista.
    Giorgio Perlasca era un mercante padovano che negli anni quaranta si era recato a Budapest per affari. Ricercato dalle SS, invece di fuggire, come avrebbe potuto grazie all' aiuto dell' ambasciata spagnola, ha preferito rischiare la vita per salvare quella di migliaia di ebrei. Fingendosi ambasciatore del paese iberico, e falsificando la documentazione d' identità, riuscì a riparare oltre 5000 ebrei in appositi edifici da lui dichiarati sotto la protezione del consolato spagnolo. E così', per paura di provocare un incidente diplomatico, i tedeschi lo tollerarono, gli lasciarono dar ricovero a tanti esseri umani, il cui destino sarebbe stato, altrimenti, il lager.
    Perlasca era iscritto al partito fascista, è lecito chiedersi perché abbia compiuto tale gesto. In un recente intervista il figlio Franco afferma: "Mio padre era iscritto al partito, ma non ne condivideva tutti gli ideali ispiratori; soprattutto non condivideva le leggi razziali ed i rapporti con i tedeschi. Mio padre scelse il movimento fascista perché si sentiva di Destra, e quello era, secondo lui, il meno peggio di tutti".
    Perlasca e' ora considerato anche uno dei "trentasei giusti" dal popolo di Israele. “Per concedere il titolo di “Giusto fra le nazioni”, l’istituto israeliano Yad Vashem pone due condizioni: la prima vuole che si sia salvata la vita di almeno un ebreo, la seconda che la storia non possa essere raccontata dalla sola persona interessata ma anche da terzi, essenzialmente i salvati. Un Giusto, in sostanza, è un eroe con un grande valore aggiunto: la capacità, la voglia e l’umiltà nel senso più alto del termine di dimenticare quanto di buono fatto. «Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra» dice il Vangelo per indicare che le opere buone non debbano essere fatte per avere qualcosa in cambio. E Giorgio Perlasca è un Giusto”.

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    Jack said on Jan 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Direi che è stata soprattutto una lettura istruttiva, mi sono appassionata di più alle vicende della città che a quelle di Giorgio Perlasca. Apprezzabile la ricostruzione storica dei personaggi che appunto hanno influito sui destini di Budapest e del ...(continue)

    Direi che è stata soprattutto una lettura istruttiva, mi sono appassionata di più alle vicende della città che a quelle di Giorgio Perlasca. Apprezzabile la ricostruzione storica dei personaggi che appunto hanno influito sui destini di Budapest e della sua popolazione

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    Chiaratosta said on Jan 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Molto documentato. Per nulla agiografico. Finora non lo avevo letto perché temevo l'effetto santino, invece sono rimasta piacevolmente stupita da Deaglio

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    Jaellem said on Nov 18, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (1047)
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  • Paperback 135 Pages
  • ISBN-10: 8807812339
  • ISBN-13: 9788807812330
  • Publisher: Feltrinelli (UE, 1233)
  • Publish date: 1993-xx-xx
  • Also available as: Others
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