La banalità del male

Eichmann a Gerusalemme

Di

Editore: Feltrinelli

4.3
(2003)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 316 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Tedesco , Portoghese , Spagnolo , Ungherese , Ceco , Polacco , Croato

Isbn-10: 8807816407 | Isbn-13: 9788807816406 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Piero Bernardini

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Storia , Filosofia , Politica

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Descrizione del libro
Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di 15 imputazioni.
Aveva commesso, in concorso con altri, crimini contro il popolo ebraico e numerosi crimini di guerra sotto il regime nazista.

L'autrice assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il "New Yorker", sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro il caso Eichmann. Il Male che Eichmann incarna appare nella Arendt "banale", e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori sono grigi burocrati. I macellai di questo secolo non hanno la "grandezza" dei demoni: sono dei tecnici, si somigliano e ci somigliano.
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  • 4

    A volte è facile banalizzare il male, da piccolo mi hanno insegnato che i campi di sterminio erano una cosa brutta, i nazisti erano i cattivi e i partigiani erano buoni. Da allora non mi ero mai soffe ...continua

    A volte è facile banalizzare il male, da piccolo mi hanno insegnato che i campi di sterminio erano una cosa brutta, i nazisti erano i cattivi e i partigiani erano buoni. Da allora non mi ero mai soffermato sul fatto che dietro a quelle atrocità, spiegate velocemente a casa e su qualche pagina del libro di storia, ci fosse una tale macchina burocratica e lo spreco di forze di migliaia di persone il cui unico fine era portare a termine la "Soluzione Finale".

    ha scritto il 

  • 4

    Un classico, decisamente formativo. Partendo dal processo di Eichmann a Gerusalemme, il libro delinea in maniera precisa le vicende storiche che negli anni 30 e 40 del 1900 hanno coinvolto la popolazi ...continua

    Un classico, decisamente formativo. Partendo dal processo di Eichmann a Gerusalemme, il libro delinea in maniera precisa le vicende storiche che negli anni 30 e 40 del 1900 hanno coinvolto la popolazione ebraica e non solo. Descrive in maniera chiara la complessa amministrazione del terzo Reich, l'idea della soluzione finale e la sua messa in opera. Interessante è anche la descrizione dell'imputato, del suo ruolo nelle SS ma anche della sua psicologia...decisamente banale. Infine, ma non meno importante, è la nitida spiegazione delle contraddizioni giuridiche, ma anche etiche, scaturite dal processo Eichmann. Da leggere!

    ha scritto il 

  • 5

    Cari lettori ho bisogno del vostro aiuto!!! mi potete dire dove trovare questa citazione? «”L’imputato era tutto era fuorché anormale: era questa la sua dote più spaventosa […]. Ma quel che diceva Eic ...continua

    Cari lettori ho bisogno del vostro aiuto!!! mi potete dire dove trovare questa citazione? «”L’imputato era tutto era fuorché anormale: era questa la sua dote più spaventosa […]. Ma quel che diceva Eichmann e il modo in cui lo diceva, non faceva altro che tracciare il quadro di una persona che sarebbe potuta essere chiunque: chiunque poteva essere Eichmann, sarebbe bastato essere senza consapevolezza, come lui. Prima ancora che poco intelligente, egli non aveva idee proprie e non si rendeva conto di quel che stava facendo. Era semplicemente una persona completamente calata nella realtà che aveva davanti: lavorare, cercare una promozione, riordinare numeri sulle statistiche, ecc… Più che l’intelligenza gli mancava la capacità di porsi il problema delle conseguenze e degli impatti delle proprie azioni”
    grazieeee

    ha scritto il 

  • 4

    Per ricordare...

    Libro molto interessante, da me apprezzato soprattutto per la capacità di raccontare una grande tragedia umana e nello stesso tempo far riflettere sui suoi aspetti meno conosciuti.

    ha scritto il 

  • 3

    Ingredienti: un processo dall’esito scontato ad un gerarca nazista, un uomo qualunque finito per caso nell'impero del male, l’obbedienza agli ordini come virtù criminale, le tre tragiche tappe della q ...continua

    Ingredienti: un processo dall’esito scontato ad un gerarca nazista, un uomo qualunque finito per caso nell'impero del male, l’obbedienza agli ordini come virtù criminale, le tre tragiche tappe della questione ebraica (espulsione, concentramento, sterminio).
    Consigliato: a chi vuol vedere più nitido e sfumato insieme il confine tra vittime e carnefici, a chi vuol conoscere tanti episodi secondari nascosti tra le pagine più brutte della storia umana.

    ha scritto il 

  • 5

    Per non dimenticare: il mio tributo annuale alla Shoah.
    Libro derivato dai resoconti della scrittrice al processo in Gerusalemme a Adolf Eichmann rapito in Argentina e portato al processo per crimini ...continua

    Per non dimenticare: il mio tributo annuale alla Shoah.
    Libro derivato dai resoconti della scrittrice al processo in Gerusalemme a Adolf Eichmann rapito in Argentina e portato al processo per crimini all'umanità; giustiziato il 31 maggio 1962.
    Il libro di Hannah Arendet tocca argomenti che oltre: alla deportazione, lo stato di apolide, la soluzione finale, i consigli degli Anziani ebrei, le diverse risposte allo sterminio degli Stati dalla Danimarca alla Polonia che già fanno inorridire; tocca dicevo argomenti filosofici egiuridici che mai con le mie poche conoscenze pensavo di poter affrontare,
    Questo grazie alla accessibile scrittura di Hannah.
    La figura di Eichmann risulta secondaria, un burocrate molto efficiente questo si ma lui è solo il pretesto per farci conoscere questa grande sciagurata pagina di storia.
    La sua esecuzione irrilevante.......

    ha scritto il 

  • 3

    Non è il libro che credevo fosse.
    E' un resoconto lungo e dettagliato della ragnatela amministrativa del Reich, e una sequela di nomi e fatti - piu' intricati del dovuto - degli anni bui del nazismo.
    ...continua

    Non è il libro che credevo fosse.
    E' un resoconto lungo e dettagliato della ragnatela amministrativa del Reich, e una sequela di nomi e fatti - piu' intricati del dovuto - degli anni bui del nazismo.
    Per i miei interessi sarebbero bastati gli ultimi due capitoli, epilogo ed appendice.
    Ma era una lettura che andava fatta, e si legge di come la connivenza di un popolo tutto abbia permesso un regime cosi' ignobile che neppure nella penna di uno scrittore fantasy avrebbe potuto trovare dimora.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro duro, doloroso nel quale l’autrice descrive il processo, avvenuto a Gerusalemme nel 1960, ad Eichmann, il criminale nazista che aveva avuto un ruolo fondamentale nella deportazione degli ebr ...continua

    Un libro duro, doloroso nel quale l’autrice descrive il processo, avvenuto a Gerusalemme nel 1960, ad Eichmann, il criminale nazista che aveva avuto un ruolo fondamentale nella deportazione degli ebrei durante il periodo del regime nazista. Responsabilità dunque da chiarire, in questo caso quelle dell’accusato, un uomo “ che aveva sempre fatto il suo dovere e obbedito agli ordini che gli venivano dati “ e ne era orgoglioso, faceva bene il suo lavoro, sperava sempre in una promozione, voleva fare carriera e nel frattempo aumentava il numero di treni che portavano gli ebrei verso i campi di sterminio. Era quindi una rotella quest’uomo, faceva parte di un meccanismo, attento che tutto procedesse “normalmente”, attento ai numeri senza pensare alla tragicità di quelle operazioni. Già, non un mostro, un uomo normale incapace di pensare, incapace di giudicare, un uomo banale assieme a tanti altri come lui, ma proprio per questo il male che ne è scaturito è ancora più angosciante, più inquietante. L’autrice fa anche delle profonde riflessioni sulla conduzione del processo, l’accusato era colpevole non solo contro gli ebrei ma contro l’umanità intera, quindi perché non farlo giudicare da un tribunale internazionale? In queste pagine il lettore trova un’analisi accurata della personalità di Eichmann, del processo, della “questione ebraica”, tanti argomenti sui quali riflettere che rendono la lettura interessante e necessaria per ricordare, per non dimenticare.

    ha scritto il 

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