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La banalità del male

Eichmann a Gerusalemme

Di

Editore: Feltrinelli

4.3
(1755)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 316 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Tedesco , Portoghese , Spagnolo , Ungherese , Ceco , Polacco , Croato

Isbn-10: 8807816407 | Isbn-13: 9788807816406 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Piero Bernardini

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: History , Philosophy , Political

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Descrizione del libro
Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di 15 imputazioni.
Aveva commesso, in concorso con altri, crimini contro il popolo ebraico e numerosi crimini di guerra sotto il regime nazista.

L'autrice assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il "New Yorker", sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro il caso Eichmann. Il Male che Eichmann incarna appare nella Arendt "banale", e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori sono grigi burocrati. I macellai di questo secolo non hanno la "grandezza" dei demoni: sono dei tecnici, si somigliano e ci somigliano.
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  • 3

    Tempo fa:
    Si tratta di un saggio di Hannah Arendt, inviata del giornale New Yorker, sul processo a Otto Adolf Eichmann, tenutosi a Gerusalemme nel 1961, per crimini contro l'umanità.
    Ciò che sottoline ...continua

    Tempo fa:
    Si tratta di un saggio di Hannah Arendt, inviata del giornale New Yorker, sul processo a Otto Adolf Eichmann, tenutosi a Gerusalemme nel 1961, per crimini contro l'umanità.
    Ciò che sottolinea la giornalista e che salta comunque agli occhi di chi legge il resoconto del processo e le deposizioni dell'imputato, è che Eichmann - così come anche altri imputati nazisti in altri processi, ad esempio quello di Norimberga - sono persone assolutamente comuni, banali, prive di particolare intelligenza o capacità, completamente assoggettate al regime, nazista in questo caso, incapaci di pensieri propri e vili nelle scelte. Tutti si sono giustificati dicendo di aver obbedito agli ordini, nessuno di loro si chiese se l'ordine era giusto o sbagliato, nessuno prese posizione, tutti hanno solo eseguito, poi tornavano a casa, baciavano la mogliettina e giocavano con i loro figli. In questo sta proprio “la banalità” del male, nella normalità, nella assoluta mancanza di coscienza, tutto faceva parte di un grande disegno al quale tutti loro dovevano e volevano assolutamente partecipare.

    ha scritto il 

  • 5

    Sorprendente e "giusto"!

    Libro che mi ha sorpreso in ogni capitolo. Molto spesso, in televisione e nei documentari dedicati all'olocausto ed al nazismo, mi sono imbattuto in una visione fin troppo "banalmente" semplicistica d ...continua

    Libro che mi ha sorpreso in ogni capitolo. Molto spesso, in televisione e nei documentari dedicati all'olocausto ed al nazismo, mi sono imbattuto in una visione fin troppo "banalmente" semplicistica della questione: demoni-nazisti che sfogano la loro disumana malvagità sul corpo del popolo ebraico. Questo libro ha il coraggio di descrivere, senza occultare nessuna colpa, rendendo il lettore maggiormente conscio della complessa situazione e sviando da inutili e, a tratti sbagliate, demonizzazioni e prese di posizione cieche.
    Si potrà accusare il libro di essere noioso, ma è colpa trascurabile dal momento che l'onore di essere un libro "a favore della giustizia" lo rende fuor di ogni ragionevole dubbio eccezionale.
    Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Nulla è scontato quando si tratta di feroce banale routine.

    Scandaglia i percorsi di un genocidio voluto e condiviso rendendo testimonianza diretta, senza orpelli ideologici e di appartenenza, di come il male possa diventare banale routine alla portata di tutt ...continua

    Scandaglia i percorsi di un genocidio voluto e condiviso rendendo testimonianza diretta, senza orpelli ideologici e di appartenenza, di come il male possa diventare banale routine alla portata di tutti.Da leggere, per continuare a distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato,per dare la giusta dimensione alle azioni compiute e il giusto significato ai ruoli ricoperti.

    ha scritto il 

  • 3

    Provocatoria

    Un libro diventato famoso anche per le provocazioni che contiene: che i capi delle comunità ebraiche abbiano contribuito, di fatto, al tranquillo svolgimento dell'Olocausto, in cui 6 milioni di person ...continua

    Un libro diventato famoso anche per le provocazioni che contiene: che i capi delle comunità ebraiche abbiano contribuito, di fatto, al tranquillo svolgimento dell'Olocausto, in cui 6 milioni di persone sono state ammazzate quasi senza ribellioni. Ma Arendt (ebrea tedesca) raggiunge il picco non quando accusa i capi delle comunità ebraiche, ma quando parla del Belgio. Lì, secondo Arendt, gli ebrei si sono salvati perché i capi delle comunità ebraiche se n'erano andati subito. Anche senza arrivare sempre a queste "vette", il libro è pieno di interpretazioni oblique e urticanti sul ruolo di Eichmann, degli ebrei, dei tribunali israeliani. Da leggere per rimettere in moto la testa.

    ha scritto il 

  • 5

    un libro complesso che spiega puntualmente il grado di responsabilità, nel mostruoso macchinario di distruzione creato dai nazisti, di vere e proprie nullità umane come Eichmann: un essere meschino, u ...continua

    un libro complesso che spiega puntualmente il grado di responsabilità, nel mostruoso macchinario di distruzione creato dai nazisti, di vere e proprie nullità umane come Eichmann: un essere meschino, un pavido seppur capace di far parte di un'orda di uomini senza alcuna morale.
    Molto interessanti anche le sezioni riguardanti l'espletamento della soluzione finale nelle varie nazioni, utili per capire le connivenze (volontarie o meno) nell'eccidio ed i rari e per questo ancora più rimarchevoli casi di resistenza.
    Una lezione morale che dovrebbe essere obbligatoria in tutti i licei.

    ha scritto il 

  • 5

    Molto bello e interessante

    Libro molto interessante, per nulla scontato. Hannah Arendt, attraverso un resoconto apparentemente solo giornalistico, fornisce riflessioni profonde sull'animo umano, sulla capacità di adeguarsi al p ...continua

    Libro molto interessante, per nulla scontato. Hannah Arendt, attraverso un resoconto apparentemente solo giornalistico, fornisce riflessioni profonde sull'animo umano, sulla capacità di adeguarsi al pensiero dominante, sui sistemi giuridici e i principi sui quali si basano e funzionano...
    Di facile e piacevole lettura (nonostante il tema greve).
    Consigliato vivamente.

    ha scritto il 

  • 5

    Ovviamente bellissimo non si rifenisce al contenuto, ma al modo chiaro e lucido in cui il contenuto è esposto. Solo qualcuno con una profonda integrità poteva descrivere così il processo "rubato" dal ...continua

    Ovviamente bellissimo non si rifenisce al contenuto, ma al modo chiaro e lucido in cui il contenuto è esposto. Solo qualcuno con una profonda integrità poteva descrivere così il processo "rubato" dal proprio popolo a un criminale nazista.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante

    Ciò che ho più apprezzato della Arendt, al di là delle sue doti giornalistiche e narrative, è la capacità di formulare riflessioni lucide, oneste e mai scontate.

    La filosofa, allieva di Heidegger e Ka ...continua

    Ciò che ho più apprezzato della Arendt, al di là delle sue doti giornalistiche e narrative, è la capacità di formulare riflessioni lucide, oneste e mai scontate.

    La filosofa, allieva di Heidegger e Karl Jaspers, fa esattamente quello che ci si aspetta da un filosofo: decostruisce. Decostruisce e propone una critica tout court che non risparmia nessuno, ne accusati ne accusatori. Dalle sue parole emergono le stranezze politico-giuridiche del processo a Eichmann, ma anche, e soprattutto, il profilo morale dello stesso accusato: incoerente, smemorato, vanaglorioso ma nello stesso tempo nemmeno così speciale, così sadico e così perverso come ci si potrebbe aspettare da uno dei maggiori responsabile degli stermini nazisti.

    Emerge la totale decadenza morale della borghesia europea, Germania in primis, la peculiare struttura a "catena di comando" tanto citata da qualsiasi libro di storia e di psicologia: una complessa struttura burocratica creata per diluire le responsabilità (ho solo seguito gli ordini!), a tal punto che nei campi di sterminio, come viene tristemente fatto notare, spesso erano gli stessi ebrei ad occuparsi della liquidazione dei compagni (producendo i veleni per la loro stessa morte, o dedicandosi alla cremazione dei corpi).

    Talvolta vittime e carnefici allo stesso tempo, cosa ancora più evidente quando si viene a sapere del collaborazionismo iniziale delle comunità ebraiche altolocate per l'emigrazione forzata degli ebrei più poveri.

    ha scritto il 

  • 5

    Grande Sorpresa

    Al'anno della quarta superiore chiesi al mio professore di filosofia: "Scusi perchè Hitler e i tedeschi volevano sterminare gli ebrei? Perchè proprio gli ebrei?"
    lui mi rispose "Leggiti 'La Banalità d ...continua

    Al'anno della quarta superiore chiesi al mio professore di filosofia: "Scusi perchè Hitler e i tedeschi volevano sterminare gli ebrei? Perchè proprio gli ebrei?"
    lui mi rispose "Leggiti 'La Banalità del Male' e poi ne riparliamo"
    Leggere quel libro era un A G O N I A: non mi è mai piaciuta la storia, non me l'hanno mai insegnata in passato come si doveva quindi non avevo delle solide basi per capire una parola di quel libro. Ma verso la fine è arrivata l'illuminazione, mi ha aperto la mente e sono fiera di averlo letto, rimangiando tutti gli accidenti che avevo mandato al povero professore.

    ha scritto il 

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