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La banda degli invisibili

Di

Editore: Edizioni e/o

4.0
(352)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 229 | Formato: eBook

Isbn-10: 8866321435 | Isbn-13: 9788866321439 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
A ottantacinque anni si dovrebbe avere di meglio da fare che brigare per un amore irraggiungibile, impegnarsi in azioni di disturbo alle auto blu in corsia preferenziale e studiare un piano per rapire... Silvio Berlusconi. Ma Angelo è un ex partigiano che tendeva agguati ai convogli della Wehrmacht, che sopravvive con la pensione minima, che non riesce più a far valere i propri diritti nemmeno con un impiegato del comune e che lotta quotidianamente contro una società che fa di tutto per farlo sentire inutile. E così, proprio quando sarebbe lecito disinteressarsi del mondo e pensare solo a trascorrere serenamente gli ultimi anni di vita, Angelo decide di reagire e di ottenere dall'uomo più potente del Paese ciò che secondo lui gli spetta di diritto. Insieme ad alcuni amici del centro anziani metterà a punto un piano incruento e geniale, che però sembra non tenere conto di una questione fondamentale: come possono sperare dei vecchi malconci di riuscire a rapire uno degli uomini più scortati al mondo?
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  • 5

    Gradevolissima sorpesa. Ottimo romanzo dai toni teneri e commoventi. Sicuramente divertente, penso sarà una lettura di quelle che difficilmente ci si scorderà.
    Ottimo da consigliare ad un amico.

    ha scritto il 

  • 3

    "Cosa succede se un gruppo di ex partigiani ottantenni decide di rapire Silvio Berlusconi?"
    Seguiamo le avventure di quattro squattrinati vecchietti che fanno proprio di tutto: spedire escrementi via posta per punire dei poco educati padroni di cani, fingere svenimenti o perdere apposta le ...continua

    "Cosa succede se un gruppo di ex partigiani ottantenni decide di rapire Silvio Berlusconi?"
    Seguiamo le avventure di quattro squattrinati vecchietti che fanno proprio di tutto: spedire escrementi via posta per punire dei poco educati padroni di cani, fingere svenimenti o perdere apposta le borse della spesa in mezzo alle corsie preferenziali per dare una bella lezione alle auto blu dei politici, fare stretching e correre come atleti, con tanto di tuta da ginnastica, in mezzo ai parchi e pianificare appunto sconclusionati piani per rapire il premier...
    Si ride parecchio ma dietro la risata si nasconde un’aspra critica alla società di oggi. Il problema delle pensioni , dell'assistenza agli anziani sempre più in difficoltà e abbandonati a se stessi, una politica e un governo sempre più in crisi, la difficoltà di invecchiare...
    Anche se non sono più in guerra, Angelo, Ettore, Osvaldo e Filippo stanno ancora combattendo una battaglia che non finirà mai: la vita.

    ha scritto il 

  • 4

    C'è bisogno di scuse...quando ci rubano il futuro

    Bartolomei ha il dono indiscusso di una scrittura soave e ironica, ma tagliente e sferzante come poche. Romanzo breve ma denso, dove si parla di solitudini, di rimpianti, di vendetta, di futuro e di ideali traditi, e tra sorrisi e lacrime non manca una critica impietosa e pungente della nostra sc ...continua

    Bartolomei ha il dono indiscusso di una scrittura soave e ironica, ma tagliente e sferzante come poche. Romanzo breve ma denso, dove si parla di solitudini, di rimpianti, di vendetta, di futuro e di ideali traditi, e tra sorrisi e lacrime non manca una critica impietosa e pungente della nostra scoietà, che si dimentica del passato e con esso anche delle fasce più deboli, come gli anziani. Bellissimi i personaggi pur nei loro tratti a volte un pò stereotipati. Tra le pagine più belle, quelle che ci raccontano di politica.

    ha scritto il 

  • 5

    Vecchietti da amare

    Divertente come pochi altri libri riescono ad esserlo; ben scritto e scorrevole; commovente e ricco di humour. Viene quasi voglia di adottare un vecchietto...

    ha scritto il 

  • 4

    Fabio Bartolomei - La banda degli invisibili

    Non conoscevo Bartolomei. A colmare questa lacuna ci ha pensato un gradito regalo. L'inizio è molto promettente e la voce narrante mi ha dato subito una sensazione di tenerezza e simpatia. Un qualcosa molto simile ai vecchietti del Bar Lume di Marco Malvaldi ma qui forse con più umanità, forse an ...continua

    Non conoscevo Bartolomei. A colmare questa lacuna ci ha pensato un gradito regalo. L'inizio è molto promettente e la voce narrante mi ha dato subito una sensazione di tenerezza e simpatia. Un qualcosa molto simile ai vecchietti del Bar Lume di Marco Malvaldi ma qui forse con più umanità, forse anche più realismo, sicuramente più disincanto nei confronti della vita.

    La parte centrale del libro, infarcita con intermezzi politici invece non l'ho apprezzata molto. Non è che mi interessi molto di politica. Non sono schierato, per me sono tutti abbastanza inutili e proprio per questo la seguo poco o niente. Diciamo che le parti politiche rendono un po' troppo amaro e polemico un libro che all'inizio proprio mi aveva colpito per la sua leggerezza e sensibilità. Tutta la parte di preparazione del piano è a tratti noiosa o comunque non ha il brio dell'inizio. Oltretutto l'amarezza di Angelo in certi momenti tende a rendere molto grigio e cupo il romanzo con certe situazioni con cui ho faticato ad entrare in empatia forse perché di una generazione differente (o forse perché non ho mai avuto possibilità di avere dei rapporti con i nonni materni e paterni perché mancati troppo presto).

    Nel finale il romanzo si riprende alla grande ed il messaggio che trasmette è molto profondo, molto bello anche solo leggere di un uomo ed una donna a cui basta stare per mano per condividere dei sentimenti ma soprattutto mi è piaciuto vedere Angelo sgravato un po' del pessimismo che lo ha accompagnato per tutto il libro. Anche se è vero che un partigiano che ha combattuto per dare ai figli/nipoti un paese migliore e poi si ritrova trattato a pesci in faccia sicuramente prova risentimento e rabbia.

    Sono molto combattuto sul voto. Da un lato il libro mi è piaciuto per ciò che riesce a trasmettere nel finale e sicuramente per la fotografia sempre lucida e precisa della condizione del nostro paese. Dall'altro l'ho trovato ahimè troppo schierato (non amo gli estremismi) e non nego che nella parte centrale ho fatto fatica a proseguire. Un tre stelle e mezzo (a cui aggiungo mezza stella per il regalo).

    ha scritto il 

  • 4

    Non tutti si possono permettere la solitudine

    "Non tutti si possono permettere la solitudine. Non se la possono permettere i vecchi, non se la possono permettere i malati e neanche i politici", dice De Andrè nel suo Elogio alla solitudine
    Questa riflessione sintetizza La Banda degli invisibili.
    Chissà, forse il sig. Bartol ...continua

    "Non tutti si possono permettere la solitudine. Non se la possono permettere i vecchi, non se la possono permettere i malati e neanche i politici", dice De Andrè nel suo Elogio alla solitudine
    Questa riflessione sintetizza La Banda degli invisibili.
    Chissà, forse il sig. Bartolomei è stato ispirato da questa riflessione di Faber. ...oppure si è semplicemente guardato intorno...
    E' una storia agro-dolce di un gruppo di anziani che combatte contro la solitudine; contro la consapevolezza dei proprio limiti; che ogni giorno fa i conti con "il decadimento fisico e il degrado mentale” e a vicenda si fanno forza per affrontare "con dignitosa accettazione, il primo e fiera opposizione, il secondo".

    http://www.youtube.com/watch?v=uKbiWPA2180

    SPOILERANDO UN PO’….
    La forza del testamento.
    (avere l’ultima parola sulla propria vita decidendo come disporre delle cose)
    Angelo, uno degli invisibili, nel corso dei mesi rivede più volte il suo testamento perché cambiano le cose importanti.
    1^ TESTAMENTO. Il 50% del suo patrimonio viene lasciato ai suoi nipoti, nonostante la loro assenza –perché la consuetudine vuole che bisogna ricordarsi dei legami di sangue? Perché, in cuor suo, spera sempre in una loro presenza nell’ultima tappa della sua vita?
    Il resto viene diviso tra le persone che REALMENTE sono presenti, con il loro appoggio, la loro compagnia, la loro comprensione, (anche loro tutti i giorni devono fare i conti con la solitudine, gli acciacchi, la perdita dell’autonomia).
    E in più una nota –presente in tutti i testamenti- dove precisa come i suoi amici dovranno impiegare la parte di eredità lasciata a loro: in questo caso si concentra sul presente: vuole che la sua eredità venga utilizzata per i loro passatempi preferiti.
    2^ TESTAMENTO. La parte destinata ai nipoti diminuisce a beneficio dei suoi amici. La nota finale guarda al futuro: vuole che i suoi amici utilizzino l’eredità per eventuali visite mediche, perché ne potrebbero avere bisogno.
    3^ TESTAMENTO. La parte destinata ai nipoti diminuisce ancora e si aggiunge un nuovo gruppo di eredi. Angelo è tormentato dai fantasmi del passato e spera in questo modo di trovare la pace.
    4^ TESTAMENTO. Continua a diminuire la parte destinata ai suoi consanguinei. Rimane presente quella per i suoi amici e la terza parte, non è più per liberarsi dei fantasmi del passato. Ci sono cose più importanti. Ha già pagato quel conto e continuerà a farlo fino a quando non chiuderà gli occhi per sempre. Angelo deve pensare alla speranza e decide di destinare quella parte a l’unico giovane –non consanguineo- presente nella sua vita: con tutte le difficoltà per il lavoro, per le discriminazioni, che ogni giorno ‘sto ragazzo deve affrontare, ne avrà bisogno! Più di un fantasma!
    5^ TESTAMENTO. C’è ancora un po’ di giustizia e di meritocrazia! Se non Italia, nel mondo. Manu non ha più bisogno del suo aiuto. Può rivedere il testamento. I suoi beni verranno divisi tra i nipoti (sempre meno per loro) e i suoi amici. La nota vuole che dalla parte dei nipoti venga prelevata una somma destinata ad azioni dimostrative: un carico di letame da scaricare davanti alla sede esattoriale comunale! Diamine! Un minimo di soddisfazione!
    6^ TESTAMENTO. Dal 50% iniziale la parte destinata ai nipoti è scesa al 10% . E nella nota diventa importante che i suoi amici non si dimentichino di fare un brindisi ogni giorno alla memoria. Alla loro amicizia.
    7^ TESTAMENTO. La parte per i nipoti scende al 5% e da quella somma dovrà essere prelevata la quantità necessaria per un’iscrizione sulla sua tomba che ricordi i valori per cui ha lottato durante la sua vita.
    8^ TESTAMENTO.
    Roma, 10 settembre 2010.
    Io, Angelo Di Ventura, nel pieno possesso delle mie facoltà fisiche e mentali, con la presente scrittura dispongo che la proprietà di tutte le mie sostanze venga suddivisa in parti uguali tra i miei amici (…). Ai miei due nipoti lascio in eredità i miei amici con la speranza che ne comprendano presto l’inestimabile valore.

    ha scritto il 

  • 5

    5 stelle per la simpatia.
    divertente ed intelligente. con il sorriso sulle labbra emergono le difficolta' della terza eta' e non solo, quelle del nostro paese.
    Ironia e personaggi irresistibili.
    da leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    "Caro ragazzo ventenne che ora distogli lo sguardo e ti mordi il labbro per non ridere, ricordati questa scena, ricordatene tra quaranta o cinquant'anni, quando ti ritroverai a parlare con gli scaffali del supermercato. L'immaginazione dei vecchi è potente, produce Kolossal al ritmo dell'industri ...continua

    "Caro ragazzo ventenne che ora distogli lo sguardo e ti mordi il labbro per non ridere, ricordati questa scena, ricordatene tra quaranta o cinquant'anni, quando ti ritroverai a parlare con gli scaffali del supermercato. L'immaginazione dei vecchi è potente, produce Kolossal al ritmo dell'industria cinematrografica indiana e... no, non stiamo farneticando, stiamo commentando il film della nostra vita."
    Un libro dolce-amaro, quello che si legge è ben reale, ma quella che non mi è piaciuta è stata la parte dove i protagonisti realizzano il "colpaccio", troppo esagerata, è come se l'autore fosse andato "fuori tema", almeno per me.
    Sarà perchè mentre leggevo questo libro, mi è tornato in mente il mio babbo e le sue "furbate", sarà che a decisa rimostranza rispondeva... "Tanto di poco mi imbroglio", riferito alla sua età, sarà che le sue trovate erano più o meno fattibili, ma avrei preferito che un qualche intoppo facesse fallire il piano, sarebbe stato più in linea con il resto della storia e dei personaggi, e non per sminuire, anzi.
    Riprende nelle ultime pagine, quelle indubbiamente possono esser... vere.

    ha scritto il 

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