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La baracca dei tristi piaceri

Di

Editore: Salani

3.6
(531)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 205 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8862560702 | Isbn-13: 9788862560702 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
La violenza sulle donne è antica come il mondo, ma nel 2009 avremmo voluto sperare che una società avanzata, civile e democratica non nutrisse le cronache di abusi omicidi e stupri. Ma come si sarebbe potuta arginare questa deriva durante il nazismo, quando si raccomandava alla gioventù la brutalità come dimostrazione di forza e coraggio, e la prostituzione forzata, ovvero una micidiale forma di violenza, faceva addirittura parte delle strategie politiche del governo di Hitler?
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  • 4

    E' uno di quei libri che lasciano il segno, che serve a non far dimenticare l’orrenda Storia di soprusi e violenze.

    Una delle pagine più tristi della Storia Occidentale viene raccontata ...continua

    E' uno di quei libri che lasciano il segno, che serve a non far dimenticare l’orrenda Storia di soprusi e violenze.

    Una delle pagine più tristi della Storia Occidentale viene raccontata dall'anziana Frau Kiesel a Sveva, una giovane aspirante scrittrice. Frau ha bisogno di lasciare un segno nella memoria, non vuole nascondere la verità, anzi lei vuole gridarla, affinché tutti sappiano. E non parla solo di se stessa, della sua esperienza nei campi di concentramento ma anche di quello che hanno dovuto subire le altre donne, abusate dalle SS.

    Racconta di come vennero costruiti i bordelli all'interno dei lager, con la scusa ignobile di voler evitare la diffusione dell’omosessualità tra i detenuti.

    Frau rompe il silenzio e non nasconde più quello che per anni era stato taciuto, anche quando la guerra era ormai terminata e tutto sembrava ritornare alla normalità.

    Molte donne, a differenza sua, avevano preferito l’ombra, non trovando il coraggio di denunciare, preferirono dimenticare, reprimere il ricordo troppo doloroso da affrontare nella quotidianità, in quel che restava da vivere, del fantasma consumato di loro stesse.

    Un romanzo tragico, ricco di emozioni contrastanti. “La baracca dei tristi piaceri” è un libro che vuole essere una mina vagante, che rappresenti la sofferenza di tutte coloro che sono state abusate nel corpo e nella mente, e hanno visto la loro anima sbiadire lentamente fino al deterioramento.

    “La baracca dei tristi piaceri” di Helga Schneider racconta un frammento di storia, per non dimenticare.

    ha scritto il 

  • 3

    Forse serviva una preparazione migliore..

    Mi aspettavo di più.. Nel senso che mi sarei aspettato una migliore "ricerca", più "approfondimento".. Un tema così drammatico e "scabroso".. meritava un lavoro di preparazione migliore..

    ha scritto il 

  • 3

    "Sveva provò una sincera riconoscenza per il dono che Frau Kiesel le stava offrendo: una testimonianza di come il senso dell'umano era stato violato durante il regime di Hitler; di come il valore ...continua

    "Sveva provò una sincera riconoscenza per il dono che Frau Kiesel le stava offrendo: una testimonianza di come il senso dell'umano era stato violato durante il regime di Hitler; di come il valore assoluto della vita e della dignità dell'individuo era stato brutalmente calpestato dai nazisti"

    In questo libro è la Storia a fare da protagonista. Una Storia orribile, sudicia, di rancore e di momenti indimenticabili. Una anziana signora decide di rivolgersi ad una scrittrice italiana per raccontare quello che dovette subire durante la guerra nazista nel campo di concentramento di Buchenwald. Venne in età molto giovine deportata da Ravensbruck a Buchenwald, in un Sonderbau (edificio speciale) con la promessa che dopo sei mesi sarebbe stata liberata. Subì invece inganni e soprusi, violenze e meschinerie. Venne relegata a prostituta dei prigionieri e delle SS, i quali, per due marchi potevano concedersi un quarto d’ora con una delle undici donne prostitute presenti al Sonderbau. Nel libro vengono descritti compiutamente i sentimenti, i ricordi, le sgradevoli sensazioni provate da una donna tedesca condotta con l’inganno a prostituirsi, prezzo da pagare per aver avuto una relazione con un “mezzo” ebreo. Il libro non è autobiografico, anche se di prima acchito lo potrebbe sembrare, ma è genuinamente una storia fondata sulle prove e sui frutti delle ricerche condotte dall’Autrice stessa sull’argomento, con l’obiettivo di non rendere più taciuto quello che per anni non si ha mai raccontato: la prostituzione era vietata nel regime nazista ma in deroga a ciò in molti lager erano stati istituti dei Sonderbau al fine di minare ed evitare il diffondersi dell’omosessualità.

    Molte recensioni sul libro sono presenti al seguente link: http://www.helgaschneider.net/?page_id=2768

    ha scritto il 

  • 0

    Un libro molto toccante che oltre a mettere i brividi suscitando forti emozioni nel lettore, informa su un aspetto riguardante i lager tedeschi, spesso non considerato dai libri di storia: ...continua

    Un libro molto toccante che oltre a mettere i brividi suscitando forti emozioni nel lettore, informa su un aspetto riguardante i lager tedeschi, spesso non considerato dai libri di storia: l'esistenza di bordelli in alcuni campi di concentramento. In particolare, il libro parla del lager di Buchenwald e presenta uno scorcio sulla vita delle ragazze "privilegiate". Lo consiglio vivamente, anche se, inevitabilmente, mette un po' di malinconia.

    ha scritto il 

  • 4

    Come si fa a dire "bello" di un libro che tratta di dolore, solitudine smarrimento, vergogna.... lo si pensa, lo si scrive e dice perchè porta a noi una storia lontana nel tempo di cui non si è ...continua

    Come si fa a dire "bello" di un libro che tratta di dolore, solitudine smarrimento, vergogna.... lo si pensa, lo si scrive e dice perchè porta a noi una storia lontana nel tempo di cui non si è parlato molto: i bordelli all'interno dei campi di concentramento. Una donna racconta, dice ciò che ha vissuto, prima e dopo la sua terribile esperienza come "schiava" del piacere nazista. Non capita, non amata ma viva.

    ha scritto il 

  • 3

    La baracca dei tristi piaceri è un romanzo storico della scrittrice Helga Schneider, tedesca naturalizzata italiana. «Stava lì, l'aguzzina delle SS, capelli biondi e curati, il rossetto sulla ...continua

    La baracca dei tristi piaceri è un romanzo storico della scrittrice Helga Schneider, tedesca naturalizzata italiana. «Stava lì, l'aguzzina delle SS, capelli biondi e curati, il rossetto sulla bocca dura, l'uniforme impeccabile... Stava lì e pronunciò con sordida cattiveria: 'Ho letto sulla tua scheda che eri la puttana di un ebreo. È meglio che ti rassegni: d'ora in poi farai la puttana per cani e porci.» Così racconta l'anziana Frau Kiesel all'ambiziosa scrittrice Sveva, dando voce a un dramma lungamente taciuto: quello delle prigioniere dei lager nazisti selezionate per i bordelli costruiti all'interno stesso dei campi di concentramento. Donne i cui corpi venivano esposti ai sadici abusi delle SS e dei prigionieri maschi che malgrado tutto preferivano rinunciare a un pezzo di pane per scambiarlo con pochi minuti di sesso. Donne che alla fine della guerra, schiacciate dall'umiliazione e dalla solitudine, invece di denunciare quella tragedia, fecero di tutto per nasconderla e seppellirla dentro di sé. Sicuramente crudo e triste, ma ho letto di meglio, sembra quasi che la storia sia frutto di mera fantasia dell’autrice più che farsi portavoce di testimonianze indicibili.

    ha scritto il 

  • 3

    Piacevole,scorrevole,facile,nonostante l'argomento delicato. L'ho trovato comunque molto poco approfondito e assolutamente troppo corto. Avrebbe potuto raccontare molti più dettagli e aneddoti a mio ...continua

    Piacevole,scorrevole,facile,nonostante l'argomento delicato. L'ho trovato comunque molto poco approfondito e assolutamente troppo corto. Avrebbe potuto raccontare molti più dettagli e aneddoti a mio avviso,in più la storia rimane appesa.

    ha scritto il 

  • 4

    Commuovente

    Tristissimo ritratto delle condizioni delle donne nei lager. Una delle facce del delirio nazista di cui non ero a conoscenza, cioè quella delle prigioniere reclutate per il bordello di Buchenvald. ...continua

    Tristissimo ritratto delle condizioni delle donne nei lager. Una delle facce del delirio nazista di cui non ero a conoscenza, cioè quella delle prigioniere reclutate per il bordello di Buchenvald. Donne ingannate con la promessa dello sconto di pena e ridotte a schiave tra le schiave, per evitare il dilagare dell'omosessualità nei lager. Sulla Shoah si è detto di tutto.. ma sulle case di tolleranza e prostituzione coatta non si parla mai. La Schneider e il suo stile arguto e veloce mi hanno conquistata.

    ha scritto il 

  • 1

    L'argomento è molto interessante (anche se è stato poco approfondito) e la lettura scorre velocemente, ma è stato scritto in modo del tutto impersonale. È asettico, didascalico, manca di pathos. ...continua

    L'argomento è molto interessante (anche se è stato poco approfondito) e la lettura scorre velocemente, ma è stato scritto in modo del tutto impersonale. È asettico, didascalico, manca di pathos. Non trasmette assolutamente nulla. È stata una vera delusione.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho scaricato questo romanzo perché in super offerta, era da molto che volevo leggerlo, ho da un po’ abbandonato questi generi di libri sull’argomento olocausto ne ho letti molti ma questo tratta ...continua

    Ho scaricato questo romanzo perché in super offerta, era da molto che volevo leggerlo, ho da un po’ abbandonato questi generi di libri sull’argomento olocausto ne ho letti molti ma questo tratta un argomento che non conoscevo approfonditamente quindi ci sono “ricascata”. Frau Kiesel racconta la sua storia a una scrittrice Sveva per darle la possibilità di scrivere un romanzo su un argomento ancora tabu nella Germania moderna che ha preso decisamente le distanze dalla strage compiuta dai nazisti. E’ una giovane ragazza quando s’innamora di Uwe, giovane ebreo, sarà proprio questo amore a portarla in campo di concentramento dove si offre volontaria per “scontare la sua pena” in un bordello per prigionieri e giovani nazisti annoiati . Gli uomini arrivavano, denutriti, esausti per il lavoro forzato ma pronti a spendere i loro 2 marchi per un quarto d’ora di sesso, per le SS invece i servizi erano gratuiti . Un’esperienza che cambierà la vita di frau Kiesel per sempre, impedendole di vivere la sua femminilità e i suoi sentimenti anche una volta libera adulta e sposata ad un uomo amorevole. Devo essere sincera questo libro ha solo sfiorato il mio cuore, non è riuscito a commuovermi o ad emozionarmi particolarmente, sarà lo stile delicato che poco si addice a questo argomento o non so, forse sono davvero satura di questi romanzi sta di fatto che non mi ha convinta del tutto. Molti personaggi sono solo abbozzati, compaiono , sembrano importanti al fine del romanzo ma poi se ne perdono subito le tracce. Mi aspettavo di più, non voglio pensare che il mio cuore si sia indurito così tanto preferisco credere che Helga Schneider non sia stata abbastanza brava a farvi breccia.

    ha scritto il