La baracca dei tristi piaceri

Di

Editore: Salani

3.6
(568)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 205 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8862560702 | Isbn-13: 9788862560702 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
La violenza sulle donne è antica come il mondo, ma nel 2009 avremmo voluto sperare che una società avanzata, civile e democratica non nutrisse le cronache di abusi omicidi e stupri. Ma come si sarebbe potuta arginare questa deriva durante il nazismo, quando si raccomandava alla gioventù la brutalità come dimostrazione di forza e coraggio, e la prostituzione forzata, ovvero una micidiale forma di violenza, faceva addirittura parte delle strategie politiche del governo di Hitler?
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  • 1

    proprio brutto. quello che si presume sia l'argomento principale è trattato in modo superficiale e frammentario, con qualche dato storico buttato lì. intorno c'è una cornice che non sa di nulla e dell ...continua

    proprio brutto. quello che si presume sia l'argomento principale è trattato in modo superficiale e frammentario, con qualche dato storico buttato lì. intorno c'è una cornice che non sa di nulla e della quale non si capisce la funzione. tanto per chiudere in bellezza, è tradotto male (penuria di congiuntivi, consecutio sommaria, il caffè che gorgheggia nella moka).

    ha scritto il 

  • 0

    L'orrore non ha limiti.

    Tra i libri che mi sono stati proposti in occasione del giorno del ricordo dalle diverse case editrici il titolo di questo libro mi ha incuriosito e così ho acquistato.
    Un aspetto della drammatica fa ...continua

    Tra i libri che mi sono stati proposti in occasione del giorno del ricordo dalle diverse case editrici il titolo di questo libro mi ha incuriosito e così ho acquistato.
    Un aspetto della drammatica fase storica della seconda guerra mondiale poco conosciuto che mette in luce un aspetto "bestiale" dell'uomo, sia dell'uomo "bestia" che ideò una tale situazione sia dell'uomo "bestia" che ne usufruì. Anche se dire uomo bestia è riduttivo perché le bestie non vanno mai oltre il loro istinto.
    Quanta violenza, in queste pagine, quanto dolore! Un'occasione per conoscere meglio l'uomo e la sua natura.
    Un libro scritto che nel suo scorrere coinvolge e fa riflettere.
    Un brano del libro mi pare descriva molto bene un aspetto importante dell'uomo che va ben oltre la tragedia vissuta e fa capire molto della natura dell'uomo in un aspetto così importante.
    " Sant'Iddio, mi dicevo questi prigionieri sono solo ombre ossute prostrate dai lavori forzati...Sono poveri esseri privati di qualunque dignità...Sono trattati come rifiuti umani, gli spezzeranno le ossa, poi saranno uccisi e lo sanno. Si alzano all'alba, lavorano sodo per dodici ore a pancia vuota subendo ogni sorta di sopruso, fisico e psicologico, poi devono sopportare l'appello serale che troppo spesso si trasforma in tragedia quando il conto non torna. Solo dopo possono trangugiare il rancio disgustoso, ma invece di non veder l'ora di stendersi sulla branda per dormire il poco concesso, ecco che non resistono al bisogno di trascinarsi al bordello per sfogarsi con una donna.
    Non potevo proprio capirlo, mi sembrava insensato, cosi illogico. Alla fine ne trassi la conclusione che l'istinto sessuale rappresenta nell'uomo una sorta di coercizione ineluttabile che lo domina oltre la stanchezza mortale, oltre la fame che rode, oltre l'esasperazione esistenziale...Lo trovavo terribile, un'imposizione biologica cieca e inesorabile......Quei prigionieri erano tra la vita e la morte eppure volevano sesso!"

    In primo piano comunque la condizione della violenza alle donne che in questo libro appare nelle diverse condizioni.
    Pagine di storia che bisogna conoscere e ricordare per rendersi conto di dove l'uomo può arrivare se abdica alla ragione, se nella sua mente si pone al centro e pensa di essere superiore ad ogni altro uomo. Da come sta andando la storia di questi giorni sembra che gli orrori passati non sono serviti da lezione, ma questo è un'altra storia.
    Un libro che consiglio di leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    La baracca dei tristi piaceri è un libro scritto in modo molto semplice ma capace di toccare e sconvolgere il lettore. La storia di una sopravvissuta ai bordelli dei campi di concentramento mostra chi ...continua

    La baracca dei tristi piaceri è un libro scritto in modo molto semplice ma capace di toccare e sconvolgere il lettore. La storia di una sopravvissuta ai bordelli dei campi di concentramento mostra chiaramente fino a dove possono arrivare le brutture umane.

    ha scritto il 

  • 2

    La storia è senza dubbio molto interessante, il modo in cui viene presentata no. Mi ha stupito negativamente la scarsa profondità dei personaggi ma ancor di più mi ha lasciato una sensazione spiacevol ...continua

    La storia è senza dubbio molto interessante, il modo in cui viene presentata no. Mi ha stupito negativamente la scarsa profondità dei personaggi ma ancor di più mi ha lasciato una sensazione spiacevole la considerazione generale che emerge sul tema della prostituzione.

    ha scritto il 

  • 4

    E' uno di quei libri che lasciano il segno, che serve a non far dimenticare l’orrenda Storia di soprusi e violenze.

    Una delle pagine più tristi della Storia Occidentale viene raccontata dall'anziana F ...continua

    E' uno di quei libri che lasciano il segno, che serve a non far dimenticare l’orrenda Storia di soprusi e violenze.

    Una delle pagine più tristi della Storia Occidentale viene raccontata dall'anziana Frau Kiesel a Sveva, una giovane aspirante scrittrice. Frau ha bisogno di lasciare un segno nella memoria, non vuole nascondere la verità, anzi lei vuole gridarla, affinché tutti sappiano. E non parla solo di se stessa, della sua esperienza nei campi di concentramento ma anche di quello che hanno dovuto subire le altre donne, abusate dalle SS.

    Racconta di come vennero costruiti i bordelli all'interno dei lager, con la scusa ignobile di voler evitare la diffusione dell’omosessualità tra i detenuti.

    Frau rompe il silenzio e non nasconde più quello che per anni era stato taciuto, anche quando la guerra era ormai terminata e tutto sembrava ritornare alla normalità.

    Molte donne, a differenza sua, avevano preferito l’ombra, non trovando il coraggio di denunciare, preferirono dimenticare, reprimere il ricordo troppo doloroso da affrontare nella quotidianità, in quel che restava da vivere, del fantasma consumato di loro stesse.

    Un romanzo tragico, ricco di emozioni contrastanti. “La baracca dei tristi piaceri” è un libro che vuole essere una mina vagante, che rappresenti la sofferenza di tutte coloro che sono state abusate nel corpo e nella mente, e hanno visto la loro anima sbiadire lentamente fino al deterioramento.

    “La baracca dei tristi piaceri” di Helga Schneider racconta un frammento di storia, per non dimenticare.

    ha scritto il 

  • 3

    Forse serviva una preparazione migliore..

    Mi aspettavo di più..
    Nel senso che mi sarei aspettato una migliore "ricerca", più "approfondimento"..
    Un tema così drammatico e "scabroso"..
    meritava un lavoro di preparazione migliore.. ...continua

    Mi aspettavo di più..
    Nel senso che mi sarei aspettato una migliore "ricerca", più "approfondimento"..
    Un tema così drammatico e "scabroso"..
    meritava un lavoro di preparazione migliore..

    ha scritto il 

  • 3

    "Sveva provò una sincera riconoscenza per il dono che Frau Kiesel le stava offrendo: una testimonianza di come il senso dell'umano era stato violato durante il regime di Hitler; di come il valore asso ...continua

    "Sveva provò una sincera riconoscenza per il dono che Frau Kiesel le stava offrendo: una testimonianza di come il senso dell'umano era stato violato durante il regime di Hitler; di come il valore assoluto della vita e della dignità dell'individuo era stato brutalmente calpestato dai nazisti"

    In questo libro è la Storia a fare da protagonista. Una Storia orribile, sudicia, di rancore e di momenti indimenticabili. Una anziana signora decide di rivolgersi ad una scrittrice italiana per raccontare quello che dovette subire durante la guerra nazista nel campo di concentramento di Buchenwald. Venne in età molto giovine deportata da Ravensbruck a Buchenwald, in un Sonderbau (edificio speciale) con la promessa che dopo sei mesi sarebbe stata liberata. Subì invece inganni e soprusi, violenze e meschinerie. Venne relegata a prostituta dei prigionieri e delle SS, i quali, per due marchi potevano concedersi un quarto d’ora con una delle undici donne prostitute presenti al Sonderbau. Nel libro vengono descritti compiutamente i sentimenti, i ricordi, le sgradevoli sensazioni provate da una donna tedesca condotta con l’inganno a prostituirsi, prezzo da pagare per aver avuto una relazione con un “mezzo” ebreo.
    Il libro non è autobiografico, anche se di prima acchito lo potrebbe sembrare, ma è genuinamente una storia fondata sulle prove e sui frutti delle ricerche condotte dall’Autrice stessa sull’argomento, con l’obiettivo di non rendere più taciuto quello che per anni non si ha mai raccontato: la prostituzione era vietata nel regime nazista ma in deroga a ciò in molti lager erano stati istituti dei Sonderbau al fine di minare ed evitare il diffondersi dell’omosessualità.

    Molte recensioni sul libro sono presenti al seguente link:
    http://www.helgaschneider.net/?page_id=2768

    ha scritto il