La bastarda di Istanbul

Di

Editore: Libri Oro RCS

3.9
(2133)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 388 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Sloveno , Catalano , Finlandese , Svedese

Isbn-10: 8848603858 | Isbn-13: 9788848603850 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , eBook , Tascabile economico , Paperback

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

Ti piace La bastarda di Istanbul?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Istanbul non è una città, è una grande nave. Una nave dalla rotta incerta su cui da secoli si alternano passeggeri di ogni provenienza, colore, religione. Lo scopre Armanoush, giovane americana in cerca nelle proprie radici armene inTurchia. E lo sa bene chi a Istanbul ci vive, come Asya, diciannove anni, una grande e colorata famiglia di donne alle spalle, e un vuoto al posto del padre. Quando Asya e Armanoush si conoscono, il loro è l'incontro di due mondi che la storia ha visto scontrarsi con esiti terribili: la ragazza turca e la ragazza armena diventano amiche, scoprono insieme il segreto che lega il passato delle loro famiglie e fanno i conti con la storia comune dei loro popoli. Elif Shafak, nuova protagonista della letteratura turca, affronta un tema ancora scottante: quel buco nero nella coscienza del suo paese che è la questione armena. Simbolo di una Turchia che ha il coraggio di guardarsi dentro e di raccontare le proprie contraddizioni, Shafak intreccia con luminosa maestria le mille e una storia che fanno pulsare il cuore della sua terra.
Ordina per
  • 3

    Una storia che viene descritta attraverso le azioni delle donne protagoniste e attraverso i sapori e gli odori della Turchia che fanno i titolo ai vari capitoli. Ho trovato la parte iniziale un po' l ...continua

    Una storia che viene descritta attraverso le azioni delle donne protagoniste e attraverso i sapori e gli odori della Turchia che fanno i titolo ai vari capitoli. Ho trovato la parte iniziale un po' lenta ma poi la storia ti coinvolge. Devo dire che il finale mi ha poco convinto, va bene le coincidenze della vita, ma qui mi sembrano un po' esagerate.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro pieno di suoni, colori, atmosfere di Istanbul, che quasi ti sembra di respirare, condito con un pizzico di magia. La storia si incentra sulle coincidenze della vita, che possono portare addiritt ...continua

    Libro pieno di suoni, colori, atmosfere di Istanbul, che quasi ti sembra di respirare, condito con un pizzico di magia. La storia si incentra sulle coincidenze della vita, che possono portare addirittura una turca e un'armena figlia di sopravvissuti del genocidio non solo a fare amicizia ma anche a scoprire di avere parentele in comune. Asya è la"bastarda" del titolo, cresciuta senza sapere nulla del padre in una famiglia composta di sole donne molto diverse tra loro, anche per motivi religiosi e politici( si va da Banu, indovina velata, a Cevriye, severa insegnante nazionalista e militarista, a Feride, con colori diversi dei capelli a seconda dell'umore, a Zeliha, sua madre, sempre vestita con provocanti minigonne e tacchi alti e atea) assieme alla loro madre e alla nonna Petit-ma, dolce ma ormai persa in un mondo tutto suo. La ragazza ha profondi motivi di risentimento verso la madre e il mondo intero e fa l'alternativa frequentando alcuni intellettuali al Caffè Kundera, tra cui il Fumettaro Dipsomane, con cui ha una storia. Il Fumettaro Dipsomane rappresenta uno dei pochi elementi di critica politica della storia, posto che finisce in prigione per aver satirizzato sugli esponenti del governo, ritratti come animali; difatti a differenza di "Tre figlie di Eva", probabilmente anche perché di molto antecedente alla svolta repressiva in Turchia , si limita ad accennare alla cesura tra i modernisti e i tradizionalisti e all'isolamemto degli intellettuali. La scrittrice è invece più interessata ad inserire nella storia il genocidio armeno, argomento tabù in Turchia ancora oggi. Armanoush, la figliastra dell'unico fratello maschio delle tre sorelle, che ha sposato la placida Rose, americana sposa in prime nozze di un armeno discendente di sopravvissuti, decide di partire da San Francisco alla volta di Istanbul, per scoprire qualcosa sul passato della sopravvissuta nonna Shusan, e quindi sulle sue origini e riconciliarsi con il passato. La sua venuta e il racconto delle sofferenze degli armeni sorprendono l'indovina Banu, che interroga il suo jinn o spirito malvagio per sapere la verità su quanto sostiene la ragazza. Scoprirà non solo una storia di patimenti, ma anche di coincidenze quasi assurde, a cominciare da una spilla a forma di melograno, appartenuta al padre di Shusan prima di essere ucciso ed ereditata da lei, che forse non racconterà. Si scoprirà anche un'altra storia, non meno terribile, sul passato di Zeliha. Alla fine non sarà un evento lieto a chiudere le vicende ma in ogni caso ci sarà sempre una speranza che Asya si rinconcili con la madre ed il mondo.

    ha scritto il 

  • 3

    Un piatto (troppo) succulento

    Il cibo è uno dei fili che legano l'elaborato intreccio delle storie che compongono questo libro.
    Un romanzo ricco, sovrabbondante, per lettori sapidi e avidi che traggono indiscusso piacere dal compo ...continua

    Il cibo è uno dei fili che legano l'elaborato intreccio delle storie che compongono questo libro.
    Un romanzo ricco, sovrabbondante, per lettori sapidi e avidi che traggono indiscusso piacere dal comporsi progressivo della trama e dalla varietà dei personaggi. In questo senso Elif Shafak non delude. Come una sapiente cuoca internazionale sa mescolare i sapori, sa dosare profumi e diffondere odori.
    Non a caso il titolo di ogni capitolo è un alimento : nocciole, vaniglia, ceci... E come in molti racconti mediorientali le preparazioni alimentari, le donne che s'affaccendano intorno ai fornelli, le ciotole di questo e di quell'altro, i sapori forti, dolci o piccanti sono gli ingredienti necessari che tengono unito anche l'impasto narrativo.

    A confronto due famiglie: una turca, l'altra armena, una residente a Istanbul, l'altra emigrata in Arizona, frutto amaro della diaspora e del rancore verso i Turchi oppressori, per l'omertà radicale sui delitti commessi. Famiglie allargate dove la componente matriarcale è prevalente, forte e dominante. A confronto quindi i maschi e le femmine di più generazioni: le loro scelte, i loro errori, la loro determinazione e la loro resa.
    A confronto il problema della memoria e dell'oblio: dialettica che si applica anche ai singoli personaggi, ciascuno alle prese con le luci e le ombre della propria storia personale, con il non detto, le bugie e le mezze verità, con l'enigma di ciò che è giusto rivelare e ciò che è necessario tacere (e la benedizione dell'Alzheimer che risolve il problema della scelta)...e con l'attesa resa dei conti che per ciascun individuo arriva, prima o poi; ma soprattutto al momento giusto, inevitabile e fatale (perché così sono i romanzi, insomma, e forse anche la vita...).

    A confronto anche due diverse culture, l'Oriente e l'Occidente, e due popoli separati dalla vergogna del genocidio ma che in realtà appartengono a una sola terra, affratellata alle radici.
    E per finire il raffronto tra i diversi personaggi...le donne soprattutto: una dialettica articolata e complessa che si sviluppa lungo l'arco di tre generazioni.
    Tanta roba, insomma.
    Immagino l'autrice che nella grande fucina della sua immaginazione ribollente continua a impastare leccornie e a sfornare manicaretti per i suoi lettori...aumentando le dosi e i sapori a ogni capitolo...mmmmmm buono buono...mmmmm delizioso....mmmhmm fantastico... mmmhhhm...basta basta...

    Soddisfatta? Eh, direi di sì.

    ha scritto il 

  • 4

    Attraverso le pagine de “La bastarda di Istanbul” mi sono ritrovata a perdermi tra le vie e i sapori di questa città mediorientale, un mix tra occidente e oriente. Il tutto accompagnato dalla colonna ...continua

    Attraverso le pagine de “La bastarda di Istanbul” mi sono ritrovata a perdermi tra le vie e i sapori di questa città mediorientale, un mix tra occidente e oriente. Il tutto accompagnato dalla colonna sonora del cantante Johnny Cash. Le sue canzoni descrivono molto bene alcuni stati d’animo delle protagoniste di questo libro.
    Sogno di ritrovarmi sulle rive del Bosforo a contemplare le sue acque, mentre in lontananza risuonano i rumori della città.
    Ho apprezzato molto che ogni capitolo fosse intitolato da un ingrediente ,pistacchi, acqua, mandorle, albicocche secche, tipiche della cucina turca che ritroviamo nel corso del racconto in quella parte di storia.

    ha scritto il 

  • 4

    La bastarda di Istanbul è stata una lettura coinvolgente, nonostante alcune cadute stilistiche. L'autrice presenta una città che sa incantare, pur con le sue contraddizioni (che ho ritrovato in altri ...continua

    La bastarda di Istanbul è stata una lettura coinvolgente, nonostante alcune cadute stilistiche. L'autrice presenta una città che sa incantare, pur con le sue contraddizioni (che ho ritrovato in altri romanzi turchi). Istanbul è una congerie di popoli che non ha risolto i suoi conflitti, ma la trama del romanzo prospetta una soluzione inaspettata: le storie di due famiglie, una armena e una turca, si ritrovano intrecciate, a segnare imprevedibilmente un incontro che si risolve con un patto di sorellanza tra due ragazze quanto mai diverse tra loro. Ed è proprio la sorellanza, descritta in tutte le sue sfaccettature surreali, a dominare il romanzo. Seguiamo con partecipazione l'ingresso e la crescita di personaggi femminili diversissimi tra loro e abitanti continenti differenti, personaggi che profondono amore pur con modalità stravaganti, donne irrisolte che tentano di rimanere in equilibrio nella vita, donne che sanno convivere sotto lo stesso tetto, lasciando le altre libere di manifestare il proprio modo di esistere al mondo. L'amore poi funge da riscatto per vari personaggi, divenendo un porto di serenità e speranza, uno spazio in cui sperare di poter essere migliori, di essere sé stessi. Questo è il punto di forza del romanzo, unito alla descrizione del suggestivo paesaggio del Bosforo.
    Lettura gradevole

    ha scritto il 

  • 3

    Un intreccio di culture e tradizioni in una saga familiare che riflette le insanate tensioni tra Turchi e Armeni. Una descrizione efficace e appassionante, anche se talvolta eccessivamente enfatica e ...continua

    Un intreccio di culture e tradizioni in una saga familiare che riflette le insanate tensioni tra Turchi e Armeni. Una descrizione efficace e appassionante, anche se talvolta eccessivamente enfatica e prolissa.

    ha scritto il 

  • 4

    Probabilmente quattro stelle sono troppe, perchè vari sono i difetti di questo romanzo: tinte un po' troppo forti per descrivere taluni personaggi, soprattutto. Ma la trama è capace di catturare il le ...continua

    Probabilmente quattro stelle sono troppe, perchè vari sono i difetti di questo romanzo: tinte un po' troppo forti per descrivere taluni personaggi, soprattutto. Ma la trama è capace di catturare il lettore, e offre spunti e visioni nuove fino alla fine, aprendo soprattutto uno squarcio sulla realtà sconosciuta ai più del genocidio armeno perpetrato dall'impero ottomano agli inizi del '900.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Matriarcato turco...

    Questa è la storia affascinante e avvincente di una famiglia turca composta da sole donne...
    Tutte zie vedove (per qualche oscura ragione) dei loro mariti...e una nipote ribelle, anticonformista, tras ...continua

    Questa è la storia affascinante e avvincente di una famiglia turca composta da sole donne...
    Tutte zie vedove (per qualche oscura ragione) dei loro mariti...e una nipote ribelle, anticonformista, trasgressiva, sfacciata..Zeliha..che porta in sè tutte le qualità negative di una donna, in un continente in cui le donne dovrebbero essere rispettose, sottomesse, fedeli ad Allah..
    Ma Zeliha rimane incinta senza essere sposata e nonostante il rimprovero e il malcontento evidente delle zie, le viene concesso il permesso di tenere il bambino; che poi per una fortunata coincidenza sarà una bambina, che accrescerà il nucleo femminile già esistente.
    "Istambul è il crocevia dove ormai da secoli si incontrano culture e religioni" e in questo paese multietnico, pieno di colori cresceranno insieme Asja, (la ragazza cresciuta senza padre e con una madre single) e Armanousch, studentessa americana in cerca delle proprie origini armene.
    Nonostante le loro posizioni culturali che porterebbero a uno scontro, le due ragazze divengono amiche.
    Ci si chiede perchè in quella famiglia di sole donne: 3 zie, una nonna e una bisnonna, gli uomini non sopravvivono, ma muoiono giovanissimi, colpiti da un misterioso maleficio.
    Ma forse è solo un'ingannevole apparenza e alla fine del libro anche questo segreto oscuro viene svelato, insieme con quello della paternità di Asja.
    Non voglio dire altro, ma il libro mi ha affascinato dall'inizio alla fine.
    Ne consiglio senz'altro la lettura a tutti, anche ai lettori più esigenti come me...Ne avranno senz'altro una gradita sorpresa.
    Cordiali saluti a tutti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per