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La battaglia

By John Steinbeck

(158)

| Paperback | 9788845245282

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Book Description

Nel 1933 il presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosvelt, si trovò a dover fronteggiare una crisi disastrosa, conseguenza diretta del crollo del 1929. Furono anni difficili e occuparsi di letteratura implicò un impegno sociale fino a quel momento Continue

Nel 1933 il presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosvelt, si trovò a dover fronteggiare una crisi disastrosa, conseguenza diretta del crollo del 1929. Furono anni difficili e occuparsi di letteratura implicò un impegno sociale fino a quel momento sconosciuto. A questa nuova generazione apparteneva Steinbeck, che in questo romanzo narra la storia di uno sciopero di braccianti, del suo fallimento e di uomini che trasformano la propria disperazione in lotta per il riconoscimento dei propri diritti fondamentali. Pubblicato nel 1936 e tradotto in Italia da Eugenio Montale nel 1940, il romanzo riassume lo spirito di un'epoca, un'opera in cui viene presentata un'immagine atroce, scandalosa ma anche poetica del New Deal americano.

29 Reviews

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  • 1 person finds this helpful


    un branco di maledetti rossi

    [p. 106]

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    [radek] said on Feb 4, 2014 | 17 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    un crescendo epico fino a un finale amaro
    una " battaglia" civile quanto mai attuale

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    manta said on Nov 15, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    A dire il vero ho iniziato questo libro in italiano, ma poi l'ho letto praticamente tutto in inglese, perché a rischio di peccare di lesa maestà ho trovato la traduzione di Montale illeggibile, del tutto fuori registro, insopportabilmente antiquata. ...(continue)

    A dire il vero ho iniziato questo libro in italiano, ma poi l'ho letto praticamente tutto in inglese, perché a rischio di peccare di lesa maestà ho trovato la traduzione di Montale illeggibile, del tutto fuori registro, insopportabilmente antiquata. Veramente mi indigna che un autore del calibro di Steinbeck, che può piacere o non piacere ma è pur sempre un premio Nobel di altissima levatura, continui a circolare in italiano in traduzioni obsolete, spesso imprecise, spesso pesantemente tagliate. Pur ricordando, come già detto per Furore, che tradurre Steinbeck negli anni quaranta fu un'opera meritoria, non si può non insistere nell'invocare uno svecchiamento generale.

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    Lucy van Pelt said on Jun 24, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Genesi e cronaca di uno sciopero nell'America in piena paranoia da "rossi" e sprazzi di lotte sindacali. Argomento interessante da un punto di vista storico ma il romanzo non prende.... monotono, pesante e sopratutto afflitto da una traduzione vetust ...(continue)

    Genesi e cronaca di uno sciopero nell'America in piena paranoia da "rossi" e sprazzi di lotte sindacali. Argomento interessante da un punto di vista storico ma il romanzo non prende.... monotono, pesante e sopratutto afflitto da una traduzione vetusta improponibile al lettore attuale. Qualche pagina eccellente (è sempre Steinbeck...) quando la voce è quella del dottore, l'unico personaggio del libro che susciti un po' di empatia ma per il resto non sono riuscita ad apprezzarlo.

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    audrey said on May 24, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questo commento è una protesta.

    Contro le scandalose traduzioni delle opere di Steinbeck propinateci da Bompiani. E quindi la (singola) stella non è a Steinbeck, ma alla casa editrice.
    La traduzione de "La Battaglia" è particolarmente sciatta e fastidiosa, piena di errori, fastidio ...(continue)

    Contro le scandalose traduzioni delle opere di Steinbeck propinateci da Bompiani. E quindi la (singola) stella non è a Steinbeck, ma alla casa editrice.
    La traduzione de "La Battaglia" è particolarmente sciatta e fastidiosa, piena di errori, fastidiosi arcaismi, complessivamente vetusta e tale da pregiudicare lettura e giudizio sul libro.

    Dice: "leggi in lingua originale".
    "Magara", come direbbe il grande Carletto Mazzone. Forse, in un'altra vita.

    Intanto, la domanda sorge spontanea. Cioè: perchè grandi poeti (Montale, Vittorini) non hanno continuato in vita a fare ciò in cui riuscivano meglio e si sono viceversa accaniti sul povero Steinbeck come neanche i poliziotti del LAPD con Rodney King?
    Qualcuno ha mai visto "orti" da quaranta ettari dove crescono alberi di mele? O una persona rispondere "riscaldata" (come le minestre)? O iscriversi ad un Unione (non sportiva, beninteso)?

    Montale, ma mi faccia il piacere...

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    Ennepi62 said on May 23, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful


    Quando inizi a leggere un libro di un grande autore, te ne accorgi dalla prima pagina. Uno scrittore con la S maiuscola, ti tira dentro il romanzo e ti coinvolge immediatamente. Così è stato con La battaglia di Steinbeck. Dopo poche righe, ero già ...(continue)


    Quando inizi a leggere un libro di un grande autore, te ne accorgi dalla prima pagina. Uno scrittore con la S maiuscola, ti tira dentro il romanzo e ti coinvolge immediatamente. Così è stato con La battaglia di Steinbeck. Dopo poche righe, ero già rapito e preso dalla storia di Jim e di tanti simili a lui, che nell’America del ’33, lottavano per il lavoro, il salario e la dignità. Le stesse cose per cui ci si batte oggi, in definitiva.
    Le prime organizzazioni di lavoratori, gli “agitatori” di professione, la fame, il disagio vengono descritti con un linguaggio schietto e diretto. Non si può restare acritici di fronte a tali argomenti. La vicenda narrata è un sciopero tra i raccoglitori di mele in una valle americana. Il motivo è sempre da ricercare nel pagamento ridicolo che i padroni decidono di corrispondere ai braccianti.
    Jim è un sognatore e Mac il suo mentore, che lo introdurrà nel duro e controverso mondo dello sciopero, dei picchetti e dei pestaggi. Dei pasti saltati e della continua ricerca di aiuti e collaborazioni. Mac e Jim sono quelli che i padroni definiscono “agitatori”, possono essere disprezzati da una e dall’altra parte della barricata, si muovono sempre sul filo, il loro non è un mestiere facile. Si può sempre incontrare una pallottola o, al meglio,un sonoro pestaggio. Ma non si può dire che i due non mettano passione e cuore in questa attività. Alla fine Jim, supererà il maestro. La sua freddezza e la sua mancanza di affetti terreni fanno si che lui diventi un leader.
    Steinbeck, tra l’altro, mette sotto i riflettori, anche il cinismo e il pragmatismo di certi personaggi, che sono si, generosi e altruisti, ma che non esitano a usare ogni mezzo lecito e meno lecito per la causa. Siamo tutti attori di un disegno molto più grande di noi. Lo sciopero presente fallirà di sicuro, i prossimi forse andranno meglio, ma tra chissà quanto tempo, non è dato saperlo, raggiungeremo la vittoria. Il finale amaro del libro lascia molti spunti per pensare, l’argomento, in effetti, non si è mai chiuso.
    Bellissimo libro di Steinbeck, il quale si eleva di una spanna, e forse più, su tutti gli altri scrittori americani, con pochissimi altri a fargli compagnia.

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    The Grand Wazoo said on May 13, 2013 | Add your feedback

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