La battaglia del labirinto

Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo

Di

Editore: A. Mondadori

4.2
(1940)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 346 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Portoghese , Francese , Coreano , Tedesco , Olandese

Isbn-10: 8804613416 | Isbn-13: 9788804613411 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: L. Baldinucci

Disponibile anche come: eBook , Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Adolescenti

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Descrizione del libro
La guerra tra gli dei dell'Olimpo e i Titani è alle porte, e ancora una volta il Campo Mezzosangue è in pericolo: gira voce che Luke e il suo esercito siano a un passo dall'invasione. E se i confini del Campo non fossero sicuri come una volta? Per difendersi, Percy, Annabeth e Grover devono addentrarsi nel Labirinto di Dedalo, cbe forse nasconde una via d'accesso al Campo. Un tempo a Creta e ora nel sottosuolo nordamericano, il Labirinto è un mondo sotterraneo che nasconde pericoli e insidie indicibili, e gli insegnamenti di Quintus, il nuovo istruttore di tecniche da combattimento, si rivelano preziosissimi. Percy e i suoi amici lotteranno con nemici sempre più potenti e terrificanti, scopriranno la verità sulla scomparsa del dio Pan e dovranno scontrarsi con il terribile segreto custodito da Crono. L'ultima sfida ha inizio... e questo è solo la prima delle battaglie
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  • 3

    (Review) Percy Jackson La Batalla del Laberinto.

    Para éste punto no es de extrañar que a Rick Riordan le encante hacer tramas lineales que se estructuran en una búsqueda, es decir, la clásica trama de aventura. Si bien es cierto que esto no es un pr ...continua

    Para éste punto no es de extrañar que a Rick Riordan le encante hacer tramas lineales que se estructuran en una búsqueda, es decir, la clásica trama de aventura. Si bien es cierto que esto no es un problema por si solo, ya que cada aventura relatada es por diferentes motivos y circunstancias, no se puede negar que la estructura de la trama siempre es la misma: Hay una mal presagio en el campamento, Percy y compañía emprender un viaje en busca de ese algo que pueda ayudar a resolver el problema, pasan cosas de por medio que estiran el conflicto inicial y el final, curiosamente, siempre es apresurado de forma brusca y cortante encontrando una solución al problema que sale a relucir en el ultimo momento. Sin embargo, esta es una de las pocas cosas que puedo reprocharle al libro, es decir, su poca innovación en la trama; junto con el hecho de que varios problemas son resueltos de la nada (véase, el caso de Percy en el Monte Saint Helens donde ocurre un Deus ex Machina que le da al semidiós un inmenso poder repentino), y la particular propaganda a la marca Coca-Cola que se redujo bastante en comparación a los otros libros.
    Por otra parte, la interacción entre los personajes en ésta entrega es mucho mas notoria e interesante. La mayoría de los personajes actúan de maneras distintas entre si, lo que les brinda un cierto grado de humanidad al no comportarse de la misma manera en cada ocasión. En pocas palabras, queda mas remarcado que todos se tratan y se comportan de maneras distintas.
    Un dato curioso es que, tanto en ésta entrega como en la anterior, se tocan temas mucho más serios: la muerte, la resurrección, la venganza, la vida eterna, etcétera. Sin dejar de lado el hecho irrefutable de que todo es narrado desde un punto de vista más infantil; porque claro, los protagonistas son niños y es el mismo Percy quien narra su versión de la historia. Cosa que aveces le juega en contra ya que, por ejemplo, no me puedo tomar muy en serio que un niño intente revivir a su hermana tirando hamburguesas con queso a una tumba aún si es hijo de Hades... La profundidad en los personajes principales mejoró nuevamente; Percy se vuelve mucho más centrado y aprende a tomar decisiones difíciles. Siendo que su relación con Annabeth está a la vuelta de la esquina, es casi obvio que la aparición de Rachel y la llegada de Percy a la isla de Ogigia no son un mero adorno. Están ahí para que el personaje se ponga al corriente con sus sentimientos y se conozca más a si mismo; Annabeth, por otro lado, no tiene una evolución sino una aparición de muchas facetas nuevas que ayudan a enriquecer su personalidad; Grover, quien resulta que tiene una novia, encuentra finalmente al dios Pan. Pero ante la resolución éste, ahora tiene otro sueño que construir; por último esta Nico, quien es el personaje con más trasfondo en el libro, siendo considerado como el anti-héroe por definición. Intenta revivir a su hermana, lo utilizan como si fuera un peón, se da cuenta de que sus ideales son erróneos porque los muertos no deben regresar a la vida, aún en compañía de Percy prefiere la soledad porque sabe que no encaja en ningún sitio. Paso de ser un niño juguetón a un muchacho mucho más sombrío y solitario.
    La escritura es mas concisa y dinámica, aunque con algunas descripciones que están de más sobre los eventos ya vividos en los libros anteriores, como si fueran un recordatorio persistente. Nada que sea realmente un desperdicio leer. Los diálogos tienen casi el mismo problema, con los personajes recalcando siempre una obviedad.
    Hay otras cosas que me encantaría tocar más a fondo. La estancia de Percy en la isla Ogigia. La aparición de Briares y la mención de Tifón. La historia de Dédalo sobre lo mucho que sufre viviendo eternamente...
    En resumen: la obra mejoró los elementos que ya tenía e incorporó algunos nuevos. Hay más personajes así como resoluciones de los mismos. Pero sigue abusando de las conveniencias de trama.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    La saga del figlio di Poseidone prosegue nel bene e nel male con tutti i suoi pregi e i suoi difetti.
    Come al solito non ci discostiamo dal classico inizio: battaglia – campo mezzosangue – profezia – ...continua

    La saga del figlio di Poseidone prosegue nel bene e nel male con tutti i suoi pregi e i suoi difetti.
    Come al solito non ci discostiamo dal classico inizio: battaglia – campo mezzosangue – profezia – impresa da affrontare.
    Stavo seriamente pensando alla maledizione dei numeri pari durante la lettura…
    Il secondo libro era stato l’unico a non piacermi e ora si stava ripetendo la stessa cosa con il quarto capitolo.
    Interessante l’ambientazione del Labirinto di Dedalo, ma per il resto nulla di nuovo o interessante all’orizzonte.
    Invece nella parte finale il racconto si risolleva e si innalza improvvisamente, acquistando interesse e appassionando.
    I personaggi maturano sia nel privato che soprattutto nel lato mitologico, mostrandoci un aumento elevato della portata dei loro poteri e la storia ci porta all’inizio di quella che sarà la guerra di cui si parla già dall’ormai lontano “Il ladro di fulmini”.
    Ho apprezzato quasi tutte le scelte intraprese a livello di trama e la fine è arrivata quasi troppo velocemente quando eravamo sul più bello.
    I vari elementi sono posti sulla scacchiera e la curiosità per il fato dei protagonisti è molto alta.
    Si capisce che per ognuno siamo alla fine del cammino, ma non sappiamo ancora quale sarà il loro traguardo.
    Devo dire che questa saga fa veramente bene quello che ci si aspetta: si parte con dei ragazzi alle prime armi e si assiste al loro processo di formazione in un contesto disegnato perfettamente per gli amanti della mitologia greca.
    Lo stile dell’autore è sempre il medesimo, con descrizioni scarne e molti dialoghi a portare avanti la narrazione.
    Semplicissima, come al solito, la lettura scorre via velocemente senza impegnare troppo il lettore (tranne che nel cercare di decifrare le profezie…).
    Non il migliore libro della saga (che comunque si mantiene a livelli più che sufficienti) ma adattissimo a traghettarci fino a quello che sarà l’atto finale.

    ha scritto il 

  • 4

    So di non aver iniziato al meglio questa serie.
    Per quanto ci provassi, all’inizio non riuscivo a ingranare e pensavo di essere un po’ troppo fuoriserie per leggerla (anche se alla fine ho letto libri ...continua

    So di non aver iniziato al meglio questa serie.
    Per quanto ci provassi, all’inizio non riuscivo a ingranare e pensavo di essere un po’ troppo fuoriserie per leggerla (anche se alla fine ho letto libri per un target più giovane). Ma con questo romanzo mi sono ricreduta.
    Anzi… penso che per ora sia il migliore.
    Finalmente Riordan si spoglia di tutti gli elementi inutili che piazzava negli altri romanzi e crea una trama concisa e fluida. Non solo: tutti i personaggi hanno lo spazio che meritano. Specialmente Grover.
    E torna Nico.
    Che si vuole di più?
    A parte tutta la pubblicità subliminale per gli hamburger?
    Dio, ho sofferto la fame a leggere sto libro ahahaha
    Sì, se fosse per me vivrei mangiando solo cheeseburger con bacon.
    Ad ogni modo, questo romanzo contiene un po’ di tutto: dal sentimento, all’azione, all’avventura, al mistero.
    Il labirinto di Dedalo è stato sfruttato al meglio e anche i nuovi personaggi hanno fatto sì che questo libro filasse liscio come l’olio… eccetto per tutto quel letame.
    Anche Rachel mi è piaciuta. Mi sono già spoilerata il suo destino, ma devo dire che un po’ la shippo con Percy ahahaha Dai, alla fine è tenera XD
    E dà una mano a far svegliare fuori Annabeth, che in questo episodio sembra perennemente mestruata.
    Ad ogni modo, finalmente sono riuscita a godermi un volume di Percy Jackson senza essere disturbata dallo stile dello scrittore. Era ora… Anche se ho beccato la peste a causa del bellissimo tempo che persiste qui.
    Che sia colpa di Zeus?
    Mi dispiace non intrattenervi con i miei soliti commenti irriverenti, ma il raffreddore si fa sentire… Anche se posso dire che avrei preso Era a calci sul suo culo secco?
    Poi ci credo che Zeus preferisca tutt’altra compagnia.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho iniziato la lettura di questo libro, continuando poi gli altri quattro libri della saga, soprattutto perché consigliato fortemente da un amico. La lettura è stata senza dubbio fin da subito scorrev ...continua

    Ho iniziato la lettura di questo libro, continuando poi gli altri quattro libri della saga, soprattutto perché consigliato fortemente da un amico. La lettura è stata senza dubbio fin da subito scorrevole, anche se l'inizio è stato poco convincente, perché, personalmente, l'ho trovato molto "adolescenziale". E probabilmente lo è, ma questo non esclude il fatto che sia molto piacevole, interessante e coinvolgente. Più leggevo e più ne volevo leggere ancora, soprattutto con l'avanzare delle pagine e dei libri. Come ho detto prima, iniziandolo pensavo che mi avrebbe deluso e, invece, non l'ha fatto per niente. Anzi, non mi sono pentita dell'averlo continuato. Mi sono innamorata di Percy (e anche di suo padre, Poseidone) e del suo potere dell'acqua, di Grover e della sua fedeltà agli amici, di Annabeth e del suo orgoglio, di Dioniso (ma, alla fine, quanto è cuccioloso?!). La crescita di Percy, Annabeth e Grover, attraverso i cinque libri, mi ha ricordato molto Harry Potter, Ron e Hermione, e, lo ammetto, questo mi ha fatto emozionare un po'.
    Per gli amanti del fantasy e della mitologia greca, consiglio fortemente la lettura di questa saga. Trovo che fantasy e mitologia siano un mix davvero potente!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Mh... Non sono sicura che mi sia piaciuto, ma non mi è dispiaciuto. Non so se abbia senso. Non ci sono stati molti momenti "speciali", tali da non farmi staccare dal libro. Un paio senz'altro, ma nell ...continua

    Mh... Non sono sicura che mi sia piaciuto, ma non mi è dispiaciuto. Non so se abbia senso. Non ci sono stati molti momenti "speciali", tali da non farmi staccare dal libro. Un paio senz'altro, ma nell'insieme un po' mediocre.
    Sembra che Annabeth si stia innamorando di Percy, ma ha ancora un debole per Luke,e quell'ultimo verso della profezia non mi piace molto, perchè vuol dire che non ha solo un debole, ma ne era proprio innamorata... Percy sul campo amoroso è piuttosto ottuso, ma speriamo si dia presto una svegliata. Non che sia di primaria importanza con tutto quello che succede, ma prima o poi dovrà aprire gli occhi, no? Mi auguro non ci sia un finale aperto su questo fronte.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho finito anche questo libro. Una lettura scorrevole e anche divertente in certi punti. Mi è piaciuto molto. Mi avvio subito alla lettura dell'ultimo libro di questa prima saga.

    ha scritto il 

  • 5

    Il migliore della serie!
    Ad ogni personaggio viene dato il giusto spazio; vengono ripresi anche personaggi ed eventi dei libri precedenti, che vengono inseriti nella trama alla perfezione.
    Curiosissim ...continua

    Il migliore della serie!
    Ad ogni personaggio viene dato il giusto spazio; vengono ripresi anche personaggi ed eventi dei libri precedenti, che vengono inseriti nella trama alla perfezione.
    Curiosissima di leggere l'ultimo!

    ha scritto il 

  • 4

    Ho iniziato la saga di Percy Jackson troppo tardi e con questo non intendo tardi per questioni di età, ma tardi perché avrei voluto fangirlare per questa saga molto prima.
    La battaglia del labirinto m ...continua

    Ho iniziato la saga di Percy Jackson troppo tardi e con questo non intendo tardi per questioni di età, ma tardi perché avrei voluto fangirlare per questa saga molto prima.
    La battaglia del labirinto mi ha appassionato quanto Il ladro di fulmini e ho ritrovato quel qualcosa che con il precedente volume secondo me era mancato. Di cosa si tratta non l'ho capito, so solo che con questo libro la mia attenzione era di nuovo quella di una volta e le avventure di Percy e dei suoi amici mi hanno entusiasmato come non mai.
    Questo volume inizia a discostarsi dagli altri per maturità, ovviamente i nostri eroi crescono e con loro crescono anche i problemi adolescenziali, oltre al piccolo problema di Crono che vuole spodestare gli dei dell'Olimpo. Nonostante la solita vena umoristica, un sacco di strambe avventure che capitano a Percy, Annabeth e Grover, è impossibile non notare questa differenza con il resto della saga. La ship Percy/Annabeth inizia a farsi sentire, ma sono ancora troppo cocciuti per capire tante cose.
    La storia procede a gonfie vele e a Rick Riordan non mancano certo le idee. Mi piace come inserisce i nuovi personaggi nel contesto e non manca mai di originalità.
    Ora mi butto subito sul volume finale perché ho fatto passare già troppo tempo per portare a termine questa saga.

    ha scritto il 

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