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La bestia debe morir

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Publisher: Emece Editores

3.7
(104)

Language:Español | Number of Pages: 272 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , English

Isbn-10: 9500424533 | Isbn-13: 9789500424530 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Others , Softcover and Stapled

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
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  • 4

    Buon giallo inglese che non risente della data di pubblicazione ormai lontana nel tempo. La suddivisione del libro in due parti, la prima essendo un diario scritto in prima persona dal protagonista ch ...continue

    Buon giallo inglese che non risente della data di pubblicazione ormai lontana nel tempo. La suddivisione del libro in due parti, la prima essendo un diario scritto in prima persona dal protagonista che pianifica l'omicidio dell'uccisore (accidentale) del figlio, la seconda il resoconto di eventi successivi, conferisce modernità e aggiunge interesse a un plot convenzionale, dall'ambientazione incantevole, con una buona galleria di personaggi.

    said on 

  • 4

    Celebre libro che ha nella parte del diario (Il diario di Felix Lane) la cosa migliore seppure è tutto un pre omicidio ci si immedesima tantissimo con il protagonista e la scrittura è molto piacevole ...continue

    Celebre libro che ha nella parte del diario (Il diario di Felix Lane) la cosa migliore seppure è tutto un pre omicidio ci si immedesima tantissimo con il protagonista e la scrittura è molto piacevole con ragionamenti psicologici di livello molto alto (penso a come ragiona sull possibile assassino anche se poi la casualità gli da una mano fin troppo grossa nell'individuare chi pensa gli abbia investito il figlioletto). Buona anche la seconda e breve parte "sul fiume" dove avviene il colpo di scena", il resto sinceramente con le indagini di Strangeways è il primo Blake che leggo) investigatore interessante ma a parte qualche guizzo specie in interessanti deduzioni che ci pone non è che l'enigma si elevi da tanti altri.. Interessante come Strangeways arrivi a scoprire il colpevole... Un giallo quindi discreto reso famoso probabilmente per la struttura e per l'incipit ma non certo tra i miei preferiti anche la piacevolissima prima parte mi resterà a lungo nella memoria

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  • 1

    Datato. Lento. Alla Agatha Cristie che, con Ellery Queen, Stanley Gardner e Rex Stout, mi piaceva leggere 50 anni fa, ma che oggi mi annoierebbe.

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  • 5

    Romanzo assolutamente unico, che merita cinque stelle e non può mancare nella libreria degli appassionati del genere. Suddiviso in quattro distinte parti, inizia come un noir in prima persona (parte c ...continue

    Romanzo assolutamente unico, che merita cinque stelle e non può mancare nella libreria degli appassionati del genere. Suddiviso in quattro distinte parti, inizia come un noir in prima persona (parte che, personalmente, da non amante del genere, ma da patito dei gialli classici, ho trovato un po' troppo lunga, arrivando alla fine un po' nauseato), in cui un padre che ha perso il figlio, ucciso da un pirata della strada, racconta nel suo diario la sua ricerca del colpevole per ucciderlo. Nella seconda, breve, parte si passa alla terza persona e si verifica il primo colpo di scena, in un drammatico finale dopo che fallisce il tentativo del protagonista di portare a compimento il piano elaborato per il suo omicidio. Il passaggio alla terza sezione, dedicata alle indagini di Scotland Yard e dell'investigatore dilettante Nigel Strangeways, avviene con l'omicidio (non raccontato dall'autore e realizzatosi in maniera diversa da come progettato nel racconto del diario) e il libro si trasforma in un classico giallo ad enigma, che trova la sua impeccabile soluzione nella parte conclusiva (che fa da preludio a un ultimo, meno eclatante, ma pur sempre significativo, coup de theatre sul corso della giustizia).
    Personalmente, ho indovinato il nome dell'omicida, un po' su base psicologica, un po' per un chiaro ed univoco indizio che, pur basato su un'altra parte del libro, ha il solo demerito di basarsi su un'informazione che arriva forse un po' troppo avanti nell'evolversi della narrazione. Questo, però, non inficia il giudizio su un'opera secondo me in grado di soddisfare fino in fondo i palati più fini, qualunque siano le emozioni che essi siano abituati a chiedere ad un giallo.

    said on 

  • 5

    Romanzo assolutamente unico, che merita cinque stelle e non può mancare nella libreria degli appassionati del genere. Suddiviso in quattro distinte parti, inizia come un noir in prima persona (parte c ...continue

    Romanzo assolutamente unico, che merita cinque stelle e non può mancare nella libreria degli appassionati del genere. Suddiviso in quattro distinte parti, inizia come un noir in prima persona (parte che, personalmente, da non amante del genere, ma da patito dei gialli classici, ho trovato un po' troppo lunga, arrivando alla fine un po' nauseato), in cui un padre che ha perso il figlio, ucciso da un pirata della strada, racconta nel suo diario la sua ricerca del colpevole per ucciderlo. Nella seconda, breve, parte si passa alla terza persona e si verifica il primo colpo di scena, in un drammatico finale dopo che fallisce il tentativo del protagonista di portare a compimento il piano elaborato per il suo omicidio. Il passaggio alla terza sezione, dedicata alle indagini di Scotland Yard e dell'investigatore dilettante Nigel Strangeways, avviene con l'omicidio (non raccontato dall'autore e realizzatosi in maniera diversa da come progettato nel racconto del diario) e il libro si trasforma in un classico giallo ad enigma, che trova la sua impeccabile soluzione nella parte conclusiva (che fa da preludio a un ultimo, meno eclatante, ma pur sempre significativo, coup de theatre sul corso della giustizia).
    Personalmente, ho indovinato il nome dell'omicida, un po' su base psicologica, un po' per un chiaro ed univoco indizio che, pur basato su un'altra parte del libro, ha il solo demerito di basarsi su un'informazione che arriva forse un po' troppo avanti nell'evolversi della narrazione. Questo, però, non inficia il giudizio su un'opera secondo me in grado di soddisfare fino in fondo i palati più fini, qualunque siano le emozioni che essi siano abituati a chiedere ad un giallo.

    said on 

  • 5

    Un romanzo da rivalutare

    Un romanzo unico, uno dei migliori cento gialli di sempre.
    Analisi dettagliata sul mio blog:

    http://lamortesaleggere.myblog.it/2013/11/03/temp-f5d9fd1c8e5331fdb975e0caac7df2e0-5749945/ ...continue

    Un romanzo unico, uno dei migliori cento gialli di sempre.
    Analisi dettagliata sul mio blog:

    http://lamortesaleggere.myblog.it/2013/11/03/temp-f5d9fd1c8e5331fdb975e0caac7df2e0-5749945/

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  • 2

    Un giallo da risvalutare

    Considerato come uno dei migliori romanzi gialli di sempre, questo "The Beast Must die" (1938) è effettivamente ben condotto, e abilissima è la trasformazione da noir a giallo classico che avviene a m ...continue

    Considerato come uno dei migliori romanzi gialli di sempre, questo "The Beast Must die" (1938) è effettivamente ben condotto, e abilissima è la trasformazione da noir a giallo classico che avviene a metà romanzo, così ben condotta, anzi, da sembrar seguire il corso normale della vicenda. Però la soluzione del caso è estremamente prevedibile, e quando il lettore arriva alla soluzione prima dell'investigatore di turno non significa che chi legge è intelligente, ma che lo scrittore non ha saputo dirottarlo efficacemente. Ma Nicholas Blake è sempre stato sopravvalutato: non sarà un caso che i suoi romanzi hanno cominciato a comparire in Italia solo negli anni Settanta, dopo la sua morte.

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  • 4

    “Ho deciso di uccidere un uomo. Non so chi sia né dove viva, non ho idea di che aspetto abbia. Ma lo troverò e lo ucciderò.”
    …Caro lettore non sei che una convenzione….Dal Diario di Felix Lane.

    Inizia ...continue

    “Ho deciso di uccidere un uomo. Non so chi sia né dove viva, non ho idea di che aspetto abbia. Ma lo troverò e lo ucciderò.”
    …Caro lettore non sei che una convenzione….Dal Diario di Felix Lane.

    Inizia così il romanzo di Nicholas Blake, pseudonimo di Cecil Day-Lewis, sotto forma di un diario rivelatore, un agghiacciante confessione-rivelazione di un uomo che ha subito un torto, la morte del figlioletto per mezzo di un pirata della strada, che reo di avere stroncato l’unica ragione di vita di Frank Cairnes padre apprensivo e vendicativo, diventa l’obiettivo di morte e pertanto è lui la bestia che deve morire.
    La tecnica narrativa, l’accuratezza dei particolari, l’introspezione dei personaggi rasenta quasi la perfezione del classico giallo deduttivo a camera chiusa. Scritto nel 1938 è considerato dagli amanti del genere uno dei migliori gialli mai scritti, Nicholas Blake scrisse una ventina di libri con protagonista il raffinato e colto investigatore Nigel Strangeways.
    Il signor Polillo lo ha ristampato nella sua classica collezione “I bassotti” che raccolgono i migliori gialli narrati da oltre 150 anni e leggerlo oggi mi ha trasmesso quel carisma che riconosco di averlo già provato leggendo altri libri che gli somigliano ma che sono molto più recenti. Penso che bisogna dare merito a opere come queste che hanno aperto la strada al thriller moderno e che tutti gli appassionati di thriller, gialli e noir non debbano perdersi certe chicche del passato, magari molte sono lente e noiose, ma questa è geniale e imprevedibile per davvero.

    "Dubita sempre di ciò che sembra probabile e comincia a credere a ciò che sembra incredibile" Cit. Gaboriau

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  • 0

    I gialli Polillo sono forse vecchi e lenti (come il successivo). Forse fuori tempo e fuori moda(!?). Ma non so perchè anche a distanza di mesi continuo a ricordarmi la trama e le situazioni narrative: ...continue

    I gialli Polillo sono forse vecchi e lenti (come il successivo). Forse fuori tempo e fuori moda(!?). Ma non so perchè anche a distanza di mesi continuo a ricordarmi la trama e le situazioni narrative:non mi succede spesso, invece, con i gialli, anche i più brillanti (vedi Dexter) degli scrittori di adesso...

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