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La bestia e il sovrano

Volume II (2002-2003)

Di

Editore: Jaca Book

5.0
(2)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8816408952 | Isbn-13: 9788816408951 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Philosophy

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Descrizione del libro
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    Nel 2001-2002, Jacques Derrida proseguiva le sue ricerche degli anni precedenti intorno alla sovranità dello Stato-nazione e del suo fondamento onto-teologico-politico, ampia riflessione, ...continua

    Nel 2001-2002, Jacques Derrida proseguiva le sue ricerche degli anni precedenti intorno alla sovranità dello Stato-nazione e del suo fondamento onto-teologico-politico, ampia riflessione, testimoniata nel primo volume de La bestia e il sovrano, e che da questo momento si sarebbe rivolta verso le grandi questioni della vita animale – quella dell’uomo «animale politico», diceva Aristotele, e quella delle «bestie» - e del trattamento, dell’assoggettamento della «bestia» da parte dell’«uomo». In questo secondo volume tale lavoro giunge alle sue estreme conclusioni modulandosi in una paziente lettura di due testi qualificati come «più eterogenei possibili»: da una parte Robinson Crusoe, l’opera di finzione di Daniel Defoe, e, dall’altra, il seminario tenuto da Martin Heidegger nel 1929-1930 (Concetti fondamentali della metafisica. Mondo – finitezza –solitudine). Nell’Annuario dell’EHESS 2002-2003, Jacques Derrida descriveva in questi termini le linee di forza della riflessione intrapresa: «Tanto incrociate quanto parallele, queste letture puntano verso una fonte comune: la storia (in particolare la storia politica del concetto di sovranità che comprende, inseparabilmente, quella dell’uomo sull’animale) nell’Inghilterra pre-coloniale di Defoe (con il suo retro fondo religioso studiato nel Robinson Crusoe) sia attraverso le numerose, diverse e appassionanti letture di Robinson Crusoe nel corso dei secoli (soprattutto Rousseau, Kant, Marx e alcuni economisti politici del XIX secolo, ma anche Joyce, V. Woolf, Lacan, Deleuze, ecc.), sia nella Germania moderna di Heidegger (all’inizio degli anni 1930)». «Questi due libri sono anche libri sulla solitudine, sul cosiddetto “stato di natura”, sulla storia del concetto di Natura (soprattutto in Heidegger) di cui abbiamo cominciato a seguire il lessico così essenziale (spesso associato a quello di physis), così poco notato e così poco traducibile di Walten (Gewalt, Umgewalt, Übergewaltigkeit, ecc.) che inonderà i testi di Heidegger a partire dal 1935 e che designa una forza o una violenza archi-originarie, di “sovranità” – come talvolta lo si traduce – al di là dell’onto-teologia, vale a dire del filosofico-politico come tale.»

    "Jacques Derrida continua a tendere fino all’inverosimile i confini su cui aveva danzato in precedenza. Si tratta di quella sottile linea (se c’è) che divide l’uomo dall’animale, la bestia dal sovrano, ma anche, in ultima analisi di quel nulla che divide l’essere dall’essente, nientemeno che la differenza ontologica cui Heidegger ha dedicato buona parte del suo tempo, soprattutto nella seconda parte della sua meditazione. (...) La morte è il grande tema del seminario. La morte come discrimine ultimo tra l’uomo e l’animale." Andrea Scutellà, La Stampa Fuori le Mura (http://www.fuorilemura.com/?p=40731)

    Scheda:http://www.jacabook.it/ricerca/schedalibro.asp?idlibro=3560

    ha scritto il